28 giorni dopo, ovvero storia della pandemia di rabbia italiana

L’11 gennaio ho subito un intervento chirurgico particolarmente fastidioso, che mi ha tenuto a casa per 28 giorni esatti. I primi 12 giorni di degenza sono stati particolarmente duri, perché ero preda di dolori intensi e non ho mai potuto dormire per più di un paio d’ore di fila. La mia piccola finestra sul mondo in quei 28 giorni è stata la televisione generalista.

Malconcio com’ero riuscivo a guardare solo distrattamente le serie televisive di Netflix, che normalmente divoro, non avevo la concentrazione per approfondire nulla su internet e il massimo di videogiochi che mi concedevo erano oziose partite a Heartstone. In pratica ho trascorso la maggior parte della giornata a cercare di distrarmi, tenendo come sottofondo perennemente accesi i programmi di approfondimento di La7 e Sky (gli unici che trovo potabili figuriamoci gli altri).

Ebbene, usare la televisione come unico oblò sul mondo è stato particolarmente sconcertante in questi giorni convulsi di campagne elettorali, omicidi spaventosi, sparatorie ed efferatezze assortite. Sostanzialmente privato della possibilità di approfondire in modo analitico gli argomenti proposti, ero costretto a sorbirmi la versione che i vari esponenti politici e i superesperti mi elargivano.

Ebbene pareva che mentre me ne stavo chiuso nelle mia abitazione, cercando una posizione che non mi causasse dolori lancinanti, il mondo fuori dalla porta di casa stesse venendo travolto da una pandemia di rabbia, tipo quella che devastava la Gran Bretagna nel film “28 giorni dopo”. All’esterno delle mura domestiche era in corso un’invasione di migranti rabbiosi, che con le loro efferatezze scatenavano rabbia negli italiani, mentre baby gang di minorenni rabbiosi assalivano passanti, sfuggiti a malapena da rabbiose manifestazioni politiche e su tutto echeggiava il suono in lontananza di spari rabbiosi, rappresaglie rabbiose, difese rabbiose. E intanto si mettono in guardia i bravi telespettatori dall’epidemia di rabbia parossistica, che sta montando sulla Rete, dove legioni di cyberbulli e orchi affilano le zanne in attesa, che esploda la fase finale dell’Apocalisse.

Un’Italia piena di gente infetta di rabbia, che continuava a trasmettersela un femminicidio dietro l’altro, una sparatoria dietro l’altra, un accoltellamento dietro l’altro. Un’Italia piena di donne sfregiate, pugnalate, dissezionate, umiliate, distrutte. Un’Italia piena di bambini impazziti, feroci, brutali. Un’Italia piena di migranti mostruosi, incattiviti, aggressivi. Un’Italia piena di italiani mostruosi e rabbiosi.

Qualunque dinamica televisiva è intrisa di rabbia, non c’è alcun rispetto dell’interlocutore, anche l’argomento più risibile viene affrontato col piglio di una questione di vita, o di morte, che riguarda l’onorabilità dei più stretti congiunti di chi interviene.

Poi dopo 28 giorni uno esce di casa e si trova la solita Italia, mediocre e imbruttita.

Niente vie svuotate, niente cataste di cadaveri, niente orde di rabbiosi, che azzannano la gente. Solo tante persone dall’espressione triste e avvilita, solo le solite strade sporche.

Nel linguaggio televisivo è stato bandito ogni accento pacato, ragionato e umano. Tutto viene piegato alla logica di una politica che non conosce più alcun sentimento di pietas per le vittime, ma che piega ogni cosa a logiche di becero tornaconto elettorale. Lo sguardo su ogni cosa è completamente privo di ogni pudore, tutto è descritto con toni pornografici e violenti, in un Parco Giochi con Omicidio .

Si potranno organizzare tutti i convegni e le conferenze di questo mondo, stilare i manifesti più alti e ispirati, chiamare a raccolta le migliori menti della Società Civile, ma se il linguaggio che entra quotidianamente nelle case è intriso di violenza e pornografia, se c’è una gara continua a creare allarme sociale, se ogni banale questione è terreno di scontro violentissimo, io davvero non mi capacito come si pretenda, che poi le persone discutano e agiscano in modo civile e pacato online e offline.

E ora vi saluto, che vado a comprare il lanciafiamme antizombie di Elon Musk.

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Video killed the Web Star

Qualche giorno fa sono rimasto a casa per un’influenza, così mi sono messo a sbirciare qualche programma televisivo, incrociando di tanto in tanto le ospitate di qualche webstar. Sono rimasto colpito dalla assoluta penosità dei vari personaggi una volta passati dal contesto digitale a quello televisivo.

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IL METODO DI GIANNI IL BUONO PER LIBERARSI DEI CALL CENTER

I call center ti danno il tormento? Sei molestato quotidianamente da operatori di call center che ti tormentano presentando le loro offerte commerciali, di cui non hai assolutamente bisogno? Ormai lasci la suoneria spenta e non rispondi più ai numeri che non conosci?

Allora hai bisogno del Metodo di Gianni il Buono per liberarti dei Call Center!

Funziona grosso modo come descritto nel dialogo sottostante ed è garantito al 100%. In un solo anno le telefonate dei molestatori aziendali si sono ridotte del 90%.

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Il video virale dei bancari e il cyberbullismo come se fosse antani

Con rapidità sorprendente è diventato virale un video, in cui dei dipendenti di una filiale di una importante banca italiana si esibivano in una performance surreale e grottesca. Il video si inseriva in una sorta di gara di simpatia e creatività tra filiali. In pratica una gara di locura tra bancari. Il grigiore della vita dei bancari trasfigurato in una luccicante fiction RAI scritta da Ivan Cotroneo.

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Gli Occhi del Drago: Game of Thrones 07×06 The Dragon and the Wolf

La barca degli sceneggiatori, è salpata verso il porto turistico di Santa Marinella. I tre sceneggiatori, illustrano a René Ferretti e ad Alessandro i risultati che ha fornito il Compendio per “The Dragon and the Wolf” il finale della settima stagione di Game of Thrones.

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Gli Occhi del Drago: Game of Thrones 07×06 Beyond the Wall

A bordo della barca dei tre sceneggiatori il clima è più disteso e tutti stanno cenando con dei saraghi appena pescati… Gli sceneggiatori espongono a René Ferretti e allo stagista Alessandro la trama di “Beyond the Wall” la sesta puntata di Game of Thrones.

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Gli Occhi del Drago: Game of Thrones 07×05 Eastwatch

Siamo sempre a bordo della barca dei tre sceneggiatori, che si sono messi al lavoro per scrivere “Eastwatch” la quinta puntata di Game of Thrones. De Lorenzo consulta il Compendio, Aprea lancia i dadi e annota diligentemente i risultati sulle schede, mentre Sartoretti trasforma il risultato in una sceneggiatura.

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Gli Occhi del Drago: D&D e il Trittico della Vergogna

Mi scuso per il ritardo, con cui concludo Gli Occhi del Drago 7, ma il Trittico della Vergogna composto da Eastwatch, Beyond the Wall e The Dragon and the Wolf, che chiude questa stagione di Game of Thrones, meritava profonda riflessione.

Vabbè ero in vacanza e sono un cialtrone… Però mi faccio perdonare con ben quattro episodi di Gli Occhi del Drago, che escono in una sola botta.

Avevamo lasciato la produzione alle prese con la roboante battaglia Lannister/Targaryen presaghi, che i nostri eroi si erano pappati tutto il budget e che il trittico finale sarebbe stato brutto. Ma ci sbagliavamo, perché David Benioff e D.B. Weiss sono andati oltre l’abituale squallore e col Trittico della Vergogna hanno scritto una sorta di vero e proprio vilipendio all’opera di George Martin.

Il Trittico della Vergogna è come vedere una fiction su Padre Pio, rivolta in teoria a un pubblico di ferventi cattolici, in cui per allargare il pubblico potenziale si vivacizza il personaggio facendogli inforcare una Harley, spedendolo in giro a menare sganassoni come un film di Bud Spencer, chiudendo tutto con una brillante tirata New Age sulla reincarnazione.

Seguono spoiler frizzi e lazzi…

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Gli Occhi del Drago 7 “The Spoils of War”

Dopo la bellezza di tre puntate riempitivo, finalmente Game of Thrones con “The Spoils of War” realizza i sogni più folli di noi fan, regalandoci una delle sequenze di battaglia più memorabili della storia della televisione.

I puristi dell’opera letteraria storceranno il naso, ma finalmente gli autori di Game of Thrones hanno dimostrato di aver compreso la più alta lezione di Boris: “Perché a noi la qualità c’ha rotto er cazzo! Perché un’altra televisione diversa, è impossibile! Viva la merda!”

Basta coi rimandi letterari, basta con gli spiegoni infiniti, basta coi personaggi che si sviluppano.

Il pubblico sovrano vuole botte, draghi ed esplosioni.

Il pubblico vuole la merda con gli steroidi anabolizzanti.

E sta volta è stato appagato.

Seguono spoiler frizzi e lazzi…

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Gli Occhi del Drago 7 “The Queen’s Justice”

Siamo arrivati a The Queen’s Justice, la terza puntata della settima stagione di Game of Thrones. Tre puntate sono tante, quindi il povero spettatore si aspetterebbe una svolta narrativa importante, un colpo di scena imprevedibile, qualche sequenza epica, qualche morte memorabile…

Invece niente.

Non ci si scolla dalla fiction caciarona alla Boris.

Ora e sempre Gli Occhi del Drago imperversano sulle lande desolate di Westeros.

Seguono spoiler frizzi e lazzi…

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