Il Testamento di Nobel 1.0

Tenonobel

Nelle more dell'elaborazione del nonPOST "Il Testamento di Nobel 2.0" ritengo cosa utile pubblicare alcuni estratti dal Testamento di Alfred Nobel e fornire alcuni chiarimenti storici sulla genesi di questo prestigioso premio, che grazie al contributo attivo dell Macchine Ribelli sta lentamente degenerando in un incrocio tra il Telegatto, gli MTV Music Awards e il Premio Prodotto dell'Anno.

Analizzeremo nel prossimo nonPOST le motivazioni delle Macchine Ribelli, qui parleremo solo di questa esperienza vetero industriale, analogica e pure un po' steampunk.

Dal testamento di Alfred Bernhard Nobel del 1895:

"Io, Alfred Bernhard Nobel, dichiaro qui, dopo attenta riflessione, che queste sono le mie Ultime Volontà riguardo al patrimonio che lascerò alla mia morte. […]

La totalità del mio residuo patrimonio realizzabile dovrà essere utilizzata nel modo seguente: il capitale, dai miei esecutori testamentari impiegato in sicuri investimenti, dovrà costituire un fondo i cui interessi si distribuiranno annualmente in forma di premio a coloro che, durante l’anno precedente, più abbiano contribuito al benessere dell’umanità.

Detto interesse verrà suddiviso in cinque parti uguali da distribuirsi nel modo seguente: una parte alla persona che abbia fatto la scoperta o l’invenzione più importante nel campo della fisica; una a chi abbia fatto la scoperta più importante o apportato il più grosso incremento nell’ambito della chimica; una parte alla persona che abbia fatto la maggior scoperta nel campo della fisiologia o della medicina; una parte ancora a chi, nell’ambito della letteratura, abbia prodotto il lavoro di tendenza idealistica più notevole; una parte infine alla persona che più si sia prodigata o abbia realizzato il miglior lavoro ai fini della fraternità tra le nazioni, per l’abolizione o la riduzione di eserciti permanenti e per la formazione e l’incremento di congressi per la pace.

I premi per la fisica e per la chimica saranno assegnati dalla Accademia Svedese delle Scienze; quello per la fisiologia o medicina dal Karolinska Instituet di Stoccolma; quello per la letteratura dall’Accademia di Stoccolma, e quello per i campioni della pace da una commissione di cinque persone eletta dal Parlamento norvegese.

È mio espresso desiderio che all’atto della assegnazione dei premi non si tenga nessun conto della nazionalità dei candidati, che a essere premiato sia il migliore, sia questi scandinavo o meno.

Come esecutore testamentario nomino Ragnar Sohlman, residente a Bofors, Varmland, e Rudolf Liljequist residente al 31 di Malmskillnadsgatan, Stoccolma, ed a Bengtsfors vicino ad Uddevalla. […]

Questo Ultimo Volere e Testamento è l’unico valido, e cancella ogni altra mia precedente istruzione o Ultimo Volere, se ne venissero trovati dopo la mia morte.

Infine, è mio esplicito volere che, dopo la mia morte, mi vengano aperte le vene, e una volta che ciò sia stato fatto e che un Medico competente abbia chiaramente riscontrato la mia morte, che le mie spoglie vengano cremate in un cosiddetto crematorio.

Parigi, 27 novembre 1895 
Alfred Bernhard Nobel"

A questo punto è d'uopo effettuare alcune doverose constatazioni, miei esimi Ricercatori avvezzi a ogni genere di dadaistico esperimento scientifico.

In effetti il Premio Nobel deviava un po' dalla prassi comune dell'epoca. Era il periodo del Positivismo (il DADA era di là da venire), dell'assoluta fede nelle Magnifiche Sorti Progressive dell'Umanità, delle Grandi Esposizioni Universali e un po' dovunque spuntavano come funghi Premi al miglior brevetto o alla migliore opera letteraria o artistica. Come il "Premio Strega" o il "Premio Prodotto dell'Anno" venivano premiate le opere di maggior successo, o i brevetti più interessanti, assicurando un riconoscimento in denaro all'autore.

Badate bene, esimi Ricercatori, era premiata l'opera e l'autore beneficiava del premio in denaro in quanto detentore dei diritti sulla stessa.

Il Premio Nobel andò in totale controtendenza ponendo l'accento non sull'opera in quanto tale, ma sull'autore, più precisamente sul suo "triebe" (termine hegeliano atto a indicare la pulsione creativa, il lavoro che spinge l'autore a divenire altro da se). La volontà testamentaria di Alfred Nobel è nel senso di premiare l'autore della scoperta come "persona che ha compiuto un lavoro", non nella sua qualità giuridica di detentore dei diritti su una scoperta. La differenza sembra sottile ma è sostanziale.

Un conto è essere premiato per il dato obiettivo di essere il detentore dei diritti su una determinata scoperta ritenuta funzionale. Altro è essere premiato per aver dedicato la propria vita, il proprio ingegno, le proprie energie fisiche e intellettuali a un lavoro finalizzato al miglioramento del benessere dell'umanità. L'elemento soggettivo dell'agire e della personalità dello scopritore entrano pesantemente in gioco al di là dei meriti oggettivi della scoperta.

Ne emerge l'assoluta incompatibilità di ogni pretestuosa ricostruzione atta a premiare la scoperta, in luogo dell'autore.

Inoltre corre il caso di ricordare che il Premio Nobel riflette vari aspetti della personalità del suo fondatore: fisica, chimica e medicina in quanto fu un grande brevettista e imprenditore, letteratura in quanto si dilettava con assiduità nell'arte della scrittura.

E la Pace?

Il desiderio di Alfred Nobel di premiare una persona all'anno per il miglior lavoro fatto per la Pace derivò proprio dalla constatazione dell'assoluta neutralità delle scoperte scientifiche. Il povero Nobel aveva compreso come se a fianco delle scoperte scientifiche non s'incardina il lavoro dei c.d. "costruttori di pace" le stesse possono divenire strumenti di distruzione.

Per colpa di un esperimento scientifico sugli esplosivi suo fratello morì e il padre rimase menomato, questo fatto indusse Nobel ad amare riflessioni sulle "magnifiche sorti progressive" della scienza. Inoltre ben presto l'Autore scoprì come le sue scoperte sugli esplosivi fossero profondamente neutre.

Nobel infatti con il brevetto della dinamite non aveva solo reso la nitroglicerina più manegevole nel campo dell'edilizia e per la costruzione delle Grandi Opere, ma aveva anche spianato la strada a nuovi impieghi nel campo degli esplosivi ad uso bellico.

Fu l'assoluta consapevolezza che ogni scoperta nel campo di fisica, medicina e chimica fosse radicalmente "neutra" a fargli porre l'accento sulla necessità di un continuo lavoro dell'uomo per la Pace.

Alla luce di quanto sopra possono legittimamente le Macchine proporre la premiazione di un loro prodotto neutro, anziché di una fragile persona umana che viene imprigionata, oppressa, censurata, vilipesa, sfruttata, uccisa, torturata, esiliata, osteggiata, stuprata, massacrata nella propria carne viva per la Pace?

Concludo riportando questa caustica e amara citazione di Alfred Nobel sull'argomento:

"My dynamite will sooner lead to peace than a thousand world conventions. As soon as men will find that in one instant, whole armies can be utterly destroyed, they surely will abide by golden peace." (Alfred Nobel)

Sembra una delle solite boutade del Dr. Jovanz74 e invece è una quanto mai azzeccata frase di Alfred Nobel.

(A proposito chi vi ricorda Alfred Nobel nel coccoloso fotomontaggio?)

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