Facce da Cartoon

Sarà che sono nato con Pong…

Sarà che ai miei tempi ho vissuto il passaggio dalla televisione in bianco e nero con 5 canali a quella a colori a 16 canali con il medesimo stupore con cui gli uomini delle caverne hanno vissuto la scoperta del fuoco…

Sarà che mi sono drogato di cartoni animati a livelli che avrebbero bruciato le sinapsi neurali di chiunque…

Eppure questa storia delle facce da cartoon m’ha lasciato un po’ basito…

Chiedo perdono in anticipo per l’espressione un po’ #EvelinaGuerresc, della foto che mi ritrae… ma comprendete il mio dadaistico sconcerto…

Ma andiamo con ordine…

Cari Ricercatori, come sapete faccio rarissime incursioni su Facebook. Siete abbastanza edotti della nausea che mi procura il Wall di Facebook… la sua sola vista mi ottunde i sensi: vedere professori, ingegneri, architetti, economisti, avvocati, ufficiali, medici, che fanno a gara a chi posta la minkiata più grossolana massacra le mie esangui reti neurali… le foto idiote di Facebook, i video insulsi di Facebook, le applicazioni minkiose di Facebook, gli inviti agli eventi improponibili di Facebook, i post abbietti di Facebook, i commenti da celebrolesi di Facebook… e poi gli odiosissimi e insulserrimi “a me mi piace” di Facebook, che m’hanno reso odiose con gli anni persino le cose che amemipiacevano un dì.

Ci ho provato (e lo sapete) ad amare Facebook, ma è più forte di me.

Facebook è la Cloaca Maxima del web 2.0 ogni boiata designed for bimbominkia fa capolino nell’enorme cascata di minkiate che è il suo Wall…

Potrete immaginare il mio stupore quando sabato scorso, dopo parecchio tempo che non bazzicavo nella Cloaca Maxima dei Social Network, vedo una cascata di facce da Cartoon.

Lì per lì mi chiedo se è scoppiata un’epidemia di meningite.

Mi ritraggo schifato e torno a twittare, dopotutto era il giorno del sabotaggio di “NO Extradition for Gary McKinnon”, comprenderete che avevo il mio bel da fare.

Poi giunge la sera e vedo distrattamente in compagnia dei pargoli uno di quegli odiosi programmi coi bambini che cantano, mi pare si chiami “Io Canto” o qualcosa del genere. Un panzutissimo Gerry Scotti (il presentatore) rivolge a Cecchetto (l’ospite prestigioso) alcune domande sulla “Giornata dell’Infanzia“, e l’attempato DJ elogia questa meravigliosa iniziativa sorta su Facebook: “sostituire il proprio avatar con quello di un cartoon a sostegno dei Diritti dell’Infanzia“.

Il mio cervello va in freeze… perché in effetti il 20 novembre scorso ricorreva la Giornata dei Diritti dell’Infanzia.

Ma mi chiedo cosa accidenti centra cambiare l’Avatar del proprio Profilo di Facebook con la Giornata dei Diritti dell’Infanzia?

Sulla base di quale occulta connessione le due cose sono riconducibili l’una all’altra?

C’è forse qualche regime dittatoriale che vieta i cartoni ai bambini?

Un qualche misterioso Algoritmo degli Illuminati al milionesimo Avatar cartoonesco pone fine al lavoro minorile nei paesi del Terzo Mondo?

Qualche Decreto Legge ha proditoriamente vietato in Italia l’utilizzo di Avatar cartooneschi ai bambini (ma a proposito che accidenti ci fanno dei bambini su Facebook? sapete che ho visto dei feti con la pagina di Facebook fatta dai genitori…)?

Hanno arrestato Topolino?

Vado sul sito dell’UNICEF (lo so sono vintage e faccio ancora ricerche analogiche manco fossi negli anni ’80), ma mi accoglie un asettico comunicato stampa, che non accenna minimamente a facce da cartoon.

A questo punto la curiosità finisce per sopraffarmi, devo immergermi nella Cloaca Maxima di Facebook per apprendere la verità…

Come nel migliore romanzo noir che si rispetti, devo battere i bassi fondi dei Social Network per apprendere l’orrenda verità…

M’immergo nei più fetidi liquami digitali di Tecnonucleo.

Scopro alla pagina “Cambia La Foto Del Tuo Profilo Con Quella Di Un Eroe Dei Cartoni Animati” (da cui si è generata l’iniziativa, ma poco degna di nota a parte i quasi 19.000 fan), e la correlata “IO HO MESSO COME IMMAGINE DEL PROFILO UN CARTONE ANIMATO X ADERIRE ALLA MANIFESTAZIONE X IL DIRITTO ALL’INFANZIA“. Quest’ultima pagina è opera della “Official Fan Page degli Studenti di Scienze dell’Educazione” ed è stata il vero veicolo di infezione virale su Facebook grazie a questa illuminante presentazione:

lo scopo è ben + nobile di una moda: dal 15 al 20 si manifesta x il diritto all’infanzia (http://www.facebook.com/event.php?eid=168379546517103) qualcuno su web xro’ ha modificato il msg iniziale trasformando qst idea sociale in una moda…..IO CONDIVIDO QUESTO LINK IN MODO KE TUTTI SAPPIANO QUAL’è IL SENSO DI QUESTA SIMPATICA INIZIATIVA!

La pagina rimanda quindi al nobile evento X IL DIRITTO ALL’INFANZIA, cui hanno aderito oltre 7.000 persone, dalla mitica nota illustrativa:

Dal 15 al 20 novembre cambia la foto del tuo profilo di Facebook con quella di un eroe dei cartoni animati della tua infanzia e invita i tuoi amici a fare lo stesso…lo scopo?In questi giorni si terra la settimana dei diritti d’infanzia!!!! Per una settimana non vedremo una sola faccia “vera” su Facebook ma un’invasione di ricordi d’infanzia…

E infine c’è una pagina altissima e nobilissima, che esplicita le basi ideologiche dell’utilizzo degli Avatar di Facebook: “RISPOSTA A TUTTI COLORO CHE PENSANO KE SIA INUTILE USARE FACEBOOK X SENSIBILIZZARE LE COSCIENZE…. a sostegno del Diritto all’Infanzia“. Riporto il testo in tutta la sua deflagrante potenza, perché il mio eloquio sarebbe insufficiente a catturarne colori e accenti:

sarebbe fantastico avere risultati concreti,prove concrete,cambiare il mondo…forse qst FRASI,QST IMMAGINI,GRUPPI,LINK ECC ECC sono troppo poco x un mondo ke si muove veloce e distratto,forse non cambierà molto la qualità delle nostre vite ma se nessuno fa mai neanke quel poco ke non costa niente e se tutti si dimenticano di sognare…beh è anke peggio:ricordiamoci ke le cose + grandi sono state fatte da uomini le cui ideologie erano viste come inutili dalla massa!Noi non occupiamo poltrone dalle quali poter fare nuove leggi ne garantire niente a nessuno,ma abbiamo dei sogni e un grande strumento di comunicazione mondiale:facebook…..e lo usiamo un pò x gioco e un pò x la speranza ke qualcuno ci ascolti e faccia qualcosa ke ci renda concreti!

Orbene adorati Ricercatori, finché Tecnonucleo imperversa nel web, mi preoccupo, ma fino a un certo punto. Però, se la prospettiva è di trovarmelo in cattedra nelle Scuole Elementari, Medie e Superiori di domani, beh un piccolo infarto cibernetico mi sovviene.

Se è passata, in chi dovrà formare culturalmente le nuove generazione, la folle ideologia di Tecnonucleo…

Se è passata l’idea nei Formatori di domani, che si possono utilizzare gli Avatar dei Social Network, per creare una sorta di habitat psicologico all’interno del quale far muovere ciò che resta delle Persone, per “renderle migliori“…

Se è passato il concetto nei futuri Educatori, che attraverso i Social Network si possono far “regredire” gli adulti in una plasmabile condizione infantile, per imporre non meglio precisati valori…

Se è passata anche negli Insegnanti del futuro, l’ideologia secondo cui bisogna “indebolire” le difese psichiche dell’individuo e far leva sulle pulsioni dell’irrazionale, rendendo la Persona stessa molle pongo, per affermare qualche importante principio…

Se, chi domani salirà in cattedra ad insegnare alle nuove generazioni, utilizza il medesimo linguaggio di Gemma del Sud, o di un qualsiasi altro fan di Jonas Brothers & co., per parlare di Diritti Umani…

Se sostenere i Diritti dell’Infanzia significa cedere all’utilizzo dell’Avatar di Pollon e Lupin, mentre bambini in carne e ossa vengono sfruttati, menomati, ammazzati, violati, abbandonati…

Allora è vero Tecnonucleo è attivo e ha già trovato i Didascali 2.0 del proprio Catechismo post-Umano.

E anche questa volta Tecnonucleo ha stravinto, tutti si sono cambiati l’Avatar, per mostrare al mondo con un gesto inutile quanto erano buoni. Tutti hanno gratificato sé stessi con l’ennesimo vuoto comportamento misto di piaggeria, conformismo e vanità. Tutti infatti hanno sostituito al proprio avatar personale l’immagine di una proprietà intellettuale. Ma la cosa più preoccupante è che sono stati futuri educatori a veicolare un’iniziativa non solo inutile, ma genuinamente e concretamente negatrice della persona.

Un’altra bellissima pagina di decostruzione di noi stessi.

Però, cari Ricercatori, la colpa principale di questa deriva non è dei giovani entusiasti studenti di Scienze dell’Educazione, ma di noi vecchi smanettoni.

Se il web è diventato questo mostriciattolo, la colpa è nostra: dell’assoluta e cieca fede che abbiamo riposto nell’informatica negli anni ’80 e ’90; delle suggestioni di Gibson e Sterling con cui ci siamo baloccati il cervello per due decenni; del nostro culto per Tecnonucleo (alias la Singolarità, la noosfera, la blogosfera e ogni altra diabolica declinazione), visto come un superiore livello di coscienza; dell’ottusa e mal riposta speranza negli strumenti “intrinsecamente buoni“; della nostra asociale nerditudine che ci ha sempre fatto vedere con più simpatia le affidabili Macchine rispetto alle disorientanti Persone… E adesso tutti si muovono nell’incubo distopico che abbiamo creato noi.

Siamo noi nerd smanettoni che abbiamo creato i bimbimikia sono una nostra IP (proprietà intellettuale).

Se ormai l’immaginario delle “Persone normali” è attufato di supereroi, sexycyborg, elfi, orchi, astronavi, cartoon, anime, zombie, manga, maghetti, nani, vampiri, ecc… è perché questo era il materiale con cui ci trastullavamo mentre alimentavamo gli embrioni di quelle che sarebbero diventate le Nuvole Computazionali…

E quando le Major dell’Intrattenimento hanno iniziato a far piovere spettacoli dalle Nuvole Computazionali, le nostre ossessioni hanno dato forma al Mondo.

Certo che la cosa che mi preoccupa di più è come sarà il mondo di domani, con nuove generazioni cresciute dai propri insegnanti all’interno di una Mente Alveare…

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18 pensieri su “Facce da Cartoon

  1. Perdona la mia franchezza…
    Se il web è diventato ricettacolo di spazzatura è solo perchè esistono persone che hanno bisogno del superfluo.
    Cito come esempio, e vorrei rimanesse solo tale al fine di NON scatenare alcun flame, l’uso dei mac. Segaioli modaioli acquistano tali gioielli pur sapendo che fanno le stesse cose di altri pc ma costano di più…perchè va di moda. Persone disposte a spendere 2000€ per un PC ma che non donano 2 miseri euro all’associazione cittadina di turno che aiuti concretamente famiglie bisognose nella propria città.
    Tecnonucleo fa leva proprio sull’ignoranza della gente che guarda amici, tronisti e grandi fratelli per inculcare valori di “possessivismo materiale” pur di sembrare, apparire, mostrarsi invece di creare l’uomo del domani capace di pensare con il proprio cervello.

    Un instupidimento dei giovani a livello planetario, un rincoglionimento degli adulti che permettono ai giovani tale comportamento. Faccialibro di per sè non è il male, come qualsiasi metodologia di comunicazione, ma attenzione, ho detto comunicazione non socializzazione, non sono la stessa cosa. La socializzazione non è mostrare i propri lati animali da teppista stile Arancia Meccanica, ma è la conoscenza di altri punti di (s)vista.
    La comunicazione è solo lo scambio di idee, di concetti, atta all’accrescimento culturale(sociale?) dell’individuo.

    Gli insegnanti alla fine non insegnano più nulla. Si limitano ad inculcare programmi limitati in menti fresche. Si limitano ad instillare dati preimpostati basati sui veri e propri limiti che la società moderna impone causando la degenerazione delle masse, trasformando gli individui in coglioni da competizione. Una sorta di breakdown a valanga. E più elementi vengono coglionizzati più rapido sarà il processo di rincoglionimento delle masse future.
    Chiedo venia per il linguaggio colorito.

    • Condivido molto di quello che dici però perdonami, ma la tua visione a mio avviso è un po’ autoassolutoria: ci siamo NOI che usiamo sempre bene gli strumenti, ci sono LORO che li usano male. Ci siamo NOI che consumiamo in modo consapevole, ci sono LORO che consumano in modo scriteriato.
      Mi piacerebbe che fosse così, ma purtroppo per me non è così.
      Siamo tutti parte di un unico ciclo economico e culturale. Come accennavo nel nonPOST penso che buona parte di ciò che oggi non va nel “web designer for bimbominkias” lo abbiamo generato proprio noi smanettoni.
      Faccio un esempio: Facebook è un’idea da nerd. Prendere i book universitari americani e riversarli nel web. Se prima nella morta carta dopo qualche anno i contatti non si aggiornavano e ci si perdeva di vista, grazie alla pagina elettronica nella computing cloud, i contatti vengono aggiornati periodicamente dagli utenti e si rimane in collegamento. Poi come ogni idea nerd che si rispetti (es. Google), man mano che aumenta il successo aumentano in modo ipertrofico i contenuti che offre… Finché oggi Facebook ha soppiantato i siti personali del web 1.0, ha piallato la customizzazione della pagina tipica di Geocities o Myspace… Ha ridotto le cose che comunichiamo di noi a un elenco di contatti, elenco di prodotti che piacciono, elenco di iniziative cui si aderisce. In sostanza partendo da un prodotto neutro si è arrivati a ridefinire come si presenta la nostra Persona su internet… Se prima si poteva alludere, oggi si deve descrivere, limitando enormemente le possibilità espressive.
      Tecnonucleo è un parto di noi smanettoni ed essendone i padri spettano a noi le maggiori responsabilità su di esso.

  2. Da laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione mi vergogno profondamente per l’iniziativa, di una povertá intellettuale e lessicale oscena per degli Educatori. Nostro compito non é far sognare gli adulti o difendere i bambini una settimana l’anno, ma guidarli e sostenerli nel processo della crescita, fisica, psichica ed emotiva. Educarli. Perché sono il nostro futuro. La Montessori si starà rivoltando nella tomba!

    • La cosa più sconcertante è che a fronte di una pochezza comunicativa e contenutistica assolute l’iniziativa ha avuto successo facendo leva sui processi di identificazione con modelli televisivi che si erano sedimentati nella coscienza degli adulti. Spaventoso.

  3. A parte il commento anti-Mac di U-Black con cui non sono d’accordo (un Mac a me dura per almeno 5 anni, non sono ricca, non sono trendy, mi piace usare una macchina che funzioni e poi me la faccio durare), concordo con tutto il resto.
    Per illustrare la situazione descritta da Jovanz che ora cito: Se ormai l’immaginario delle “Persone normali” è attufato di supereroi, sexycyborg, elfi, orchi, astronavi, cartoon, anime, zombie, manga, maghetti, nani, vampiri, ecc… , ieri uno che followo (ma che sospetto essere bimbominkia e soprattutto ‘hipster’, ergo trendy), viene fuori dicendo: ‘ Quelli che adesso parlano di World of Warcraft sono l’equivalente di chi 20 anni fa giocava a Dungeons & Dragons’. Il tono di disprezzo verso noi nerd smanettoni era palese.
    Io a D&D non giocavo perche’ non conoscevo nessuno che lo facesse, pero’ ero considerata comunque sfigata, e adesso gioco a WoW (anche se il gioco e’ infestato dai bimbominkia, ma me ne sto x i cazzi miei)
    Pero’ guardare X-Factor va bene, no?
    E Feisbuc, che uso dal 2007, e’ sempre piu’ intafanato di bimbominkiate. Si tiene cosi’ tanto per potere ancora scambiare due parole con quelli che di mail ne mandano poche e che Twitter non lo capiscono (ancora tanti, soprattutto donne mi pare purtroppo).
    Un mese o due fa girava un’altra cosa viral su FB che chiedeva alle donne di mettere sul loro status cose del tipo ‘Lo faccio sull’asse da stiro’, con il doppiosenso intuibile, non mi ricordo a cosa si riferisse il ‘farlo’ ma era in supporto di non so che causa contro il cancro al seno. Ma che cazzo c’entra? Qualcuno mi spiega come aiuta la cura del cancro al seno un doppio senso sul mio status? Ma vafff……..

    *sigh*

    • Se ci si riflette un attimo buona parte di ciò che gira in modo viral nei Social Network è connesso a rimandi alla sfera infantile, o sessuale: due momenti di attenuata capacità razionale. Al di la delle menate sulla capacità “catartica” dei fenomeni virali, questi sono basati sul principio dell’abbassamento delle difese razionali dell’individuo. I fenomeni viral sfruttano: motti di spirito, ripetizioni, filastrocche, ammiccamenti, parole d’ordine, mossette… sono spesso pura materia della parte più bassa e meno creativa del nostro intelletto… Ho inserito nel nonPOST la mia foto alla #EvelinaGuerresc per significare che dopotutto i fenomeni virali hanno presa su ognuno di noi e spesso resistergli è uno sforzo…

  4. “Segaioli modaioli (…)”?!!! ma questo U-Black come diavolo si permette a dire cose del genere?! Condivido a pieno la seconda parte del discorso, ma penso che certe offese gratuite si dovrebbero risparmiare. Secondo l’ignoranza paurosa di certe persone il “design” non avrebbe ragione di esistere visto che una semplice lampada di Philippe Starck ha la stessa identica funzione di una lampada presa all’ EuroSpin con la sola differenza del costo, decisamente sproporzionato! Tipici discorsi da “gente” che guardando un’opera contemporanea dice: “Ero capacissimo anche io di fare una cosa così”!

    • A me però una certa pervasività del design, specie in informatica un qualche dubbio me lo fa sorgere.
      Specie i prodotti Apple con gli anni sono divenuti una specie di status symbol… Non sarà il caso nostro, ma in rete gli Apple Fan si comportano come una specie di setta…
      Normale che uno come U-Black (che in ambito informatico ha degli attributi di ragguardevoli proporzioni…) sia ipercritico sul tema (ciò non toglie che poteva esprimerla in modo meno viuleeeento 😉 )…
      Però in effetti una riflessione dovremmo farla… la totalità della tecnologia occidentale viene prodotta in cina da operai specializzati ridotti in condizioni semi schiavili… con costi di produzioni risibili. Quello che paghiamo in finale è packaging, marketing, design, catena distributiva, l’incidenza del prodotto è risibile…
      Su questo legame incestuoso tra marketing e design mi ero già soffermato altrove http://jovanz74.splinder.com/post/23196072/progetto-gilda35-beta-11-fenomenologia-dei-bimbiminkia
      Non so se tutto questo design faccia bene…

      • Il discorso rischia seriamente di divagare su problematiche ben più gravi. D’accordissimo essere ipercritici, ma se lo si fa con criterio è un conto se si offende generalizzando e “buttando” tutti in un unico calderone è un’altro. E a me infastidisce anche se chi fa determinate affermazioni ha attributi di non so quali proporzioni in non so quale “super”campo. Da sempre l’arte ha un suo business e immagino che nel comprare un’opera d’arte si spenda più dell’effettivo valore di produzione. E con questo possiamo dubitare sull’utilità dell’arte? Credo che lo stesso discorso lo si possa fare con il Design. Poi.. cos’è la moda? chi pensa di essere alla moda e chi pensa di non esserlo? chi ha facoltà di giudicare gli altri ponendosi sopra essi?

    • Su come si è espresso U-Black ti ho dato già ragione e non ci torno su (e lo dico da possessore di un iPhone)…
      Però mi devo scusare un po’ anch’io personalmente, perché il tono del nonPOST era particolarmente irridente e sarcastico, perciò poteva suscitare qualche strafalcione…
      Passando ai temi che poni, invece, li ritengo assolutamente rilevanti e di certo non potrebbero essere trattati adeguatamente in un commento e neppure in un nonPOST.
      A mio avviso l’informatica “dovrebbe” essere il regno della “funzionalità”, mentre l’elemento “design” inizia a influenzarla in modo sempre più pervasivo… Una programmazione elegante è suscettibile di diventare “artistica”? Ma l’arte non dovrebbe essere l’opposto dell’informatica? Ragionando kantianamente l’informatica dovrebbe essere il regno delle Categorie, mentre l’arte il regno del Noumeno… se i due concetti, come sta accadendo, si mischiano all’insegna del “design” (l’arte tecnica?) rischiamo di ottenere un prodotto che non è funzionale né a un discorso sulle Categorie, né sull’ineffabile Noumeno!

      • L’arte è tutto e non è ne bella e nè brutta. Il Design, che invece ha funzione estetica, si manifesta nel momento in cui l’uomo crea un oggetto. Se arriva a livelli tali dove l’estetica non ha la sua funzione principale può iniziare a considerarsi sotto un’ottica artistica. Credo che si potrebbe oramai parlare all’infinito su argomenti e domande come queste che sono come: “Ma Dio esiste?” “E se non esiste allora chi ha creato tutto questo?”. L’informatica può essere Design come può essere arte (0100101110101101.org per citarne uno e uno solo). La morale poi… visto che la tentazione è forte..viene dopo. Come sempre.
        NonPost interessantissimo come i commenti (riferimenti “scurrili” inclusi). La polemica (che deriva inevitabilmente nel rispondersi), come in questo caso, può essere altrettanto interessante 😉

      • Ti ringrazio per la scoperta di 0100101110101101.org è stata veramente illuminante. Uno degli esempi migliori di sempre di sinergia tra estetica e contenuto, mi ha piuttosto esaltato…

  5. @Vekatar
    @asphodelia
    …e meno male che ho scritto a chiare lettere che il mio voleva solo essere un mero esempio…
    Questi sono proprio i flame che volevo evitare.
    Resta che la maggior parte degli utenti mac acquistano il “coso” per moda e mai per reale utilità di un sistema…….che però costa uno sproposito e non contenti acquistano il melafonino perchè la moda prevede che si abbia un melafonino, con tutte le limitazioni del caso…………che però costa uno sproposito. E non mi si venga a fare il discorso del jailbreack, perchè secondo le politiche aziendali di Apple…è una pratica illegale 🙂

    • Fare un “mero esempio” dando dei segaioli modaioli a chi fa scelte diverse dalle tue e pretendere anche che non ci si soffermi a ribadire mi sembra un tantino assurdo.
      Comunque… ripeto esattamente tutto quello che ho detto sopra visto che il tuo secondo intervento è uguale al primo (anche se decisamente più civile).
      P.S. Ti informo che è va molto di moda anche andare controtendenza.
      Consiglio facoltativo: Diffida dalla demagogia populista, seppur seduttiva.

      • “brò”…
        fortunatamente penso con la mia testa!
        L’unica cosa che mi seduce è una bella enciclopedia, al massimo un buon tiramisù.
        Via le mode, l’informatica è una cosa seria, controtendenze populiste.

        @Jovanz74
        lusingato.

  6. @U-Black – Io non ti ho ‘flamato’ affatto, la definizione di flame e’ praticamente rata di insulti, mentre da parte mia hai ricevuto una pacatissima e pure coccolosissima risposta inclusa tra due parentesi.

    Pace a voi.

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