Gamer, quando il cinema imita i videogame

La vita imita l’arte più di quanto l’arte non imiti la vita. (Oscar Wilde)

Esimi Ricercatori, questa notte non mi riusciva proprio di dormire. Così mi sono affidato ai servizi di TV on demand di SKY…

Mi guardo un paio di film (l’immortale “Truman Show” e il deludente “Soffocare”), poi poiché l’insonnia non mi abbandona decido di fare un gesto estremo guardare un film che parla di videogame.

Normalmente per principio non guardo mai né film ispirati né film tratti da videogame, proprio perché so che la boiata pazzesca é dietro l’angolo…

Così inizio la visione di “Gamer“, per assistere a una di quelle “tavanate galattiche” che conciliano il sonno…

Gamer, con Gerald Butler (il Leonida palestratone di 300), é la versione cinematografica dei nonSPOT della premiata ditta Alfonso Luigi Marra – Manuela Arcuri.

Gamer è semplicemente un nonFILM. È come assistere impotente a un First Person Shooter (sparatutto) in terza persona, senza poter controllare l’azione col proprio joypad. Frustrante.

Le rare scene non FPS sembrano una di quelle sequenze cinematiche con cui prodotti come Metal Gear e Final Fantasy arricchiscono la narrazione all’interno dell’esperienza di gioco. Peccato che se fossi in un videogioco come direbbe Caparezza avrei “skippato” e sarei andato oltre.

La trama è abbastanza semplice: un ceffo che sembra l’incrocio tra Dexter e Mark Zuckerberg ha inventato un videogame in cui si può “possedere” il corpo di un ergastolano e farlo combattere per la propria libertà in mondovisione.

Di più non so perché a un certo punto il film ha fatto effetto e tra un’esplosione, uno smembramento e un dialogo insulso mi sono assopito.

Questa esperienza però mi ha suscitato una piccola riflessione monocromatica, analogica e bidimensionale.

Spesso le Software House si riempiono la bocca, pavoneggiandosi del fatto che l’ultimo videogioco che stanno lanciando ha uno “spessore cinematografico“.  Addirittura l’imminente L.A. Noire di Rockstar Games è stato presentato al Tribeca Film Festival (v. Un videogame al Tribeca l’interattivo sbarca al cinema)

Però, visti certi film, non è che magari sta accadendo sempre più spesso l’opposto? È la qualità narrativa media dei film che si sta abbassando ogni giorno di più fino a raggiungere il nonsenso di un casual game?

Non sarà che a forza di effetti speciali e sceneggiature insulse molti film ormai rendono l’odioso effetto di guardare una partita di videogiochi, senza poter prendere il controllo dell’azione?

Guardare certi film mi ricorda ogni giorno di più l’odiosa sensazione che provavo da bambino in sala giochi attendendo che il bullo di turno, smettesse la sua interminabile partita…

Comunque Tecnonucleo benedica certi film, perché fanno dormire i poveri insonni come me!

OppureNO.

Annunci

2 pensieri su “Gamer, quando il cinema imita i videogame

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...