Un altro inutile post su Patrizia Pepe

ONtro

Egregi nonché esimi Ricercatori…

L’altro giorno mentre sguazzavo in quel meraviglioso ecosistema, che è il Gruppo degli Indigeni Digitali leggo dell’enorme flame sollevato dalla cattiva gestione da parte di Patrizia Pepe di una crisi di comunicazione avvenuta sulla propria fan page di Facebook:

Alessandro Sportelli
C’è una conversazione sulla pagina fan di Patrizia Pepe che potrebbe farci “riflettere”. La conversazione fa riferimento ad una foto di una modella “un pò magra”. La trovate qui: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150550046630576&set=a.18966402057+5.251734.73479655575&theater Voi avreste gestito in questo modo le critiche?

Lì per lì, essendo analogico come un cavernicolo e di una nerditudine spaventosa, mi chiedo: “Chi accidenti è Patrizia Pepe?”

PatriziaPepe.com

So che Carrie e le altre “Ragazze” attempatelle e in menopausa di Sex & the City inorridirebbero di fronte ad una creatura così orrendamente nerd come il sottoscritto, ma tant’è: sono arrivato alle soglie dei 37 anni senza sapere chi sia Patrizia Pepe.

Così faccio una googlata nelle Nuvole Computazionali per capire chi sia questa benedetta Patrizia Pepe…

Il sito ufficiale di Patrizia Pepe mi chiarisce che è un atelier fiorentino, che cura molto la propria immagine online, il sito infatti ospita: una pagina “community” dedicata ai propri account sui social network (Facebook, Twitter,  Flickr, Youtube), una app “where is Patrizia?” con cui “geolocalizzarsi” nei vari negozi e ricevere promozioni, un blog , che raccoglie notizie e informazioni sul flusso creativo, che ispira la maison

Prima di procedere nella lettura del presente nonPOST vi invito a perdere 5 minuti gironzolando nel sito di Patrizia Pepe…

Il Padre di tutti i Flame

Come direbbe Giovanni Muchacha: “Fatto?”

Bene a questo punto, coloro che sono digiuni di vicende internettare, si chiederanno cosa mai può essere successo ad un sito così attento alla propria immagine online? Oltre 140.000 fan di Facebook, 1.300 follower su Twitter, pagine e pagine che trasudano un’attenzione maniacale al lato digital del brand Pepe… Sorge quasi il sospetto che la maggior parte delle bloggers italiane, nel tempo libero svettino su tacchi 12 indossando una taglia 40 della Patrizia Pepe…

Ma cosa accidenti è successo? Chiedete ansiosi voi Ricercatori.

Una cosa da nulla rispondo io: un banale flame 1.0.

Ai tempi in cui ero ragazzetto e col mio modem a 36 k gironzolavo nell’etere i flame, o come amo chiamarle le “risse digitali” erano all’ordine del giorno. Ai bei vecchi tempi dell’analogico videotel e del web 1.0 i forum e le chat erano intasati di troll, che si divertivano a scatenare risse digitali tra gli utenti. Alle volte postando domande cretine, o provocatorie, altre volte inventando crociate assurde… tipo quella che il sottoscritto ha scatenato su Twitter ai tempi del Project contro i poveri bimbiminkia

Ebbene patrizia Pepe ha postato una foto di una modella molto magra (direi quasi emaciata), simile a mille altre che si vedono in giro in rete. Tuttavia qualche utente si è risentito per il messaggio lanciato dalla “modella anoressica” ed ha alzato un flame contro la maison fiorentina… Mi piace pensare che sia stato qualche vecchio troll smanettone 1.0, come il sottoscritto, che celandosi dietro qualche fake  ha intrapreso la sua jihad anti-anoressia, solo per ammazzarsi dalle risate alle spalle degli sprovveduti…

La foto dello scandalo

Tuttavia immagino anche che tanti utenti reali si siano risentiti perché il loro atelier di riferimento, si rifaceva a quelli che sono ormai vissuti come disvalori: una ricerca della bellezza autodistruttiva che genera disturbi alimentari…

Riporto di seguito il messaggio che ha scatenato il padre, lo zio e il nonno di tutti i flame:

Mà QST MODELLA IN FOTO è ANORESSICA!!! ANCORA DI QST TEMPI CON TT LE MODELLE CHE SN MORTE DI ANORESSIA???
07 aprile alle ore 18.22 ·

L’errore del media manager della pagina di Facebook di Patrizia Pepe è stato quello di gestire in modo molto brusco e a tratti maleducato la vicenda al grido di “Siamo Toscani, oh”!

Ne è nato un parapiglia digital, che si è esteso anche su Twitter verso l’account  @PatriziaPepe e sull’hastag #PatriziaPepe. La rissa digitale è divampata con una intensità davvero notevole per un’intera settimana, per poi gradualmente scemare…

Ora vi invito a perdere altri 5 minuti a leggere il flame generatosi su Facebook…

Esaurimento nervoso di una Mente Alveare

Sempre, come direbbe Giovanni Muchacha: “Fatto?”

Bene il flame summenzionato ha scatenato le migliori penne della blogosfera italica, che si sono precipitate a dire la loro sulla vicenda… in un modo che definire massivo è semplicemente riduttivo.

Elenco di seguito dei post più pertinenti pubblicati sull’argomento:

  1. Patrizia Pepe e Facebook: un passo indietro era necessario
  2. Patrizia Pepe impara dai Social Media | Inside Patrizia Pepe (la risposta di Patrizia Pepe alla vicenda)
  3. Carla Gozzi – Blog » Blog Archive » PATRIZIA PEPE– WHERE IS PATRIZIA?-
  4. Patrizia Pepe e Facebook: un passo indietro era necessario
  5. Patrizia Pepe – Un pessimo caso di comunicazione in rete | Vincos Blog
  6. Patrizia Pepe, quando la brand reputation passa per una foto su … (l’articolo di Ninjamarketing che scatena la blogosfera)
  7. NonSoloBorse: Le scuse ufficiali di Patrizia Pepe
  8. MarketingArena » Patrizia Pepe: Ipo(crisi)s management, esperti 
  9. Patrizia Pepe: anti-social media management? | Mindthecap
  10. Twitter: Patrizia Pepe vs Mondo Twitter | DotFlorence Srl 
  11. Il caso di Patrizia Pepe: solo cattivo community management 
  12. Patrizia Pepe: le aziende e il cattivo uso dei social media 
  13. Il caso: Patrizia Pepe su Facebook « The Style Pocketbook
  14. MayFlower: Patrizia Pepe: quando l’incompetenza si fonde con la 

I risultati sopra elencati sono quelli definiti come “più pertinenti” dal nuovo Algoritmo di Google, secondo il ranking da questo assegnato nelle prime due schermate dei risultati di ricerca.

Vi rappresento che i post sul Caso Pepe sono centinaia e centinaia.

Vorrei invitarvi a leggerli tutti prima di procedere nella lettura del presente nonPOST, ma non vi basterebbe una settimana di assiduo lavoro intellettuale.

Capisco che la blogosfera era ancora squassata dal Caso Report

Capisco che non c’erano temi più importanti di cui parlare (per inciso sono ironico, eh)…

Capisco che quando si parla di Brand Management il discorso si fa serissimo (dopotutto ogni blogger è a suo modo un esperto di brand management perché gestisce il suo nome, come fosse un brand)…

Capisco che i maghi del SEO quando vedono che nei motori di ricerca “cresce” qualche termine di attualità ci si avventano come avvoltoi…

Capisco che per i maghi del marketing il brand è diventato la nuova “carta dei valori” aziendali…

Capisco che per gli adepti delle tecniche di marketing più scafate il social media management sia ormai un “codice guerriero” simile al bushido dei samurai e non prevede cedimenti, pena il seppuku…

Capisco (scusate la franchezza) che i media manager di PatriziaPepe.com così digital, social e chich hanno fatto la classica “figura di merda”  e la cosa è divertente e catartica come vedere Pippo Baudo che riceve una torta in faccia…

Capisco tutto.

Tuttavia l’accanita produzione di centinaia e centinaia di post su un flame scoppiato per la foto di una scrocchiazeppi smarritasi in una pompa di benzina, presa para para da “Non Aprite Quella Porta“, non è stato eccessivo… è stato l’equivalente di una crisi di nervi di una Mente Alveare.

Per intensità e virulenza l’esplosione di produzione seriale di post sul Caso Pepe, è stata assai simile a quella a suo tempo divampata col Caso Caruso.

Anche qui per una settimana non si è parlato praticamente d’altro… Post che criticano Patrizia Pepe, post che assolvono Patrizia Pepe, post che criticano quelli che criticano Patrizia Pepe, post che criticano quelli che criticano chi critica Patrizia Pepe, la Critica della Ragion Pura di Patrizia Pepe, la confutazione della Critica di Patrizia Pepe, la biografia non autorizzata del brand Patrizia Pepe, l’agiografia del brand Patrizia Pepe…

Una mini Biblioteca di Babele 2.0 su Patrizia Pepe.

Devo ammetterlo il Caso Pepe mi ha stupito.

Un fenomeno che nel web 1.0 si sarebbe ridotto a un flame e quattro risate rievocatrici in pizzeria tra Nerd smanettoni… nel web 2.0 genera un fenomeno di produzione intellettuale di testi assolutamente abnorme…

Quando giro in Rete e accadono episodi come questi sembra davvero di trovarsi nel Tecnonucleo dipinto da Dan Simmons: un ecosistema di Intelligenze Artificiali e Umane in competizioni tra di loro, le cui interazioni generano una forma di intelligenza collettiva ancora schizofrenica e contraddittoria…

Tutti pensano le stesse cose, tutti sono ossessionati dagli stessi argomenti, tutti in una mostruosa catena di montaggio intellettuale producono testi sugli stessi argomenti…

Se esistesse una “regia” non sarebbe efficiente come la nostra Mente Alveare…

Come tante piccole api operaie, svolgiamo felici i nostri compiti nell’Alveare della blogosfera con precisione millimetrica: ci sono i topblogger, le nostre Api Regine, che scatenano il tema del giorno, i ninjablogger, le Api Guerriere, che inventano pungenti temi eversivi rispetto al tema del giorno, ci sono i miniblogger, le Api Operaie, che producono il miele dei post per quei benevoli orsi delle Nuvole Computazionali, che ingurgitano felici le migliaia di parole sparse nell’etere…

Che poi alla fine della fiera nel 80% dei casi a Tecnonucleo tutti questi post servono solo come veicolo di materiale pubblicitario, per vendere altre merci… e qui il cerchio si chiude.

Visti i presupposti mi auguro che Tecnonucleo non sviluppi mai l’Intelligenza Definitiva.

Ma dopotutto anche questo non è che… un altro inutile post su Patrizia Pepe.

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16 pensieri su “Un altro inutile post su Patrizia Pepe

  1. mi hai chiarito tante cose su sta tipa qui che manco conoscevo. Mi ha fatto notare tante cose tipo che nel web attuale vi sono milioni di utenti che non hanno idea di cosa sia la netiquette e tanto meno cosa sia un flame, ma anche che molti di chi sta dietro al brand aziendale, hanno delle lacune troppo grosse e non si rendono conto avere 150mila fan su facebook non è proprio semplicissimo gestire situazioni anomale.
    I socialnetworks sono la manna dal cielo per il marketing, ma bisogna stare attenti in quanto si rischia di autodistruggersi il marchio(anche tophost ha fatto delle gaffe assurde)! 😀
    comunque bellissimo articolo! 😀
    PS
    io non ho capito una cosa perchè non hanno semplicemente moderato i messaggi?

    • Grazie dei complimenti 😀
      Condivido la tua analisi c’é un deficit di Cultura Digitale spaventoso in chi produce e in chi consuma contenuti online…
      Sulla moderazione condivido… Nei bei vecchi tempi che furono, se reputavi un contenuto lesivo/denigratorio della tua reputazione lo moderavi… Ora si lascia tutto online, salvo gettarsi anima e core nella zuffa…
      Si vede che l’importante è che si parli di un brand, anche se male…
      Dopotutto Patrizia Pepe così ha raggiunto noi Nerd che non ce la filavamo di pezza 8)

  2. Grazie per avermi incluso tra le penne illustri della blogosfera.

    Sono d’accordo con te quando dici che (forse) tutto questo è nato dalla mente di un troll che aveva solo voglia di divertirsi alle nostre spalle. Il problema è che in quest’occasione c’è un brand di mezzo (vendite, soldi) e chi gestisce una community non può solo far finta di niente e abbandonare il troll al suo destino. Se l’esca funziona e abboccano altri utenti allora si innesca un sistema virale perfetto, proprio come è accaduto.

    Solo un po’ di tranquillità in più nelle risposte, e una maggiore propensione all’ascolto. Nulla di più!

    Ancora grazie e ciao!

    • Innanzitutto grazie per l’intervento, Riccardo.
      In merito alla gestione della “crisi” dico solo che quando la parola netiquette aveva senso ci si limitava ad una risposta garbata (perché si deve restare educati anche di fronte alla maleducazione), o nei casi estremi si moderava…
      Ma poiché uno dei consigli dei Guru di Wired è “coltiva il Troll”… Gli adepti del Totalitarismo Digitale più scafato si gettano nello scontro solo per aumentare “volume di traffico” verso la pagina… Salvo poi perdere il controllo della situazione… Perché il trolling è un’arte 8)

  3. Ciao,Jovanz, buongiorno! Il caso di Patrizia Pepe e della foto con una modella troppo magra non è certo l’unico accaduto nel fashion system!

    Alcuni, come Ralph Lauren (http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_10/ralph-lauren-modella-photoshop-polemica_1248bff0-b587-11de-8656-00144f02aabc.shtml), hanno peccato di eccesso di photoshop su modelle già snelle, sollevando polemiche a non finire.

    Rimane il fatto che noi donne vere, anche tra le bloggers, tg. 42 e semmai su tacchi 9, non 12, sappiamo individuare un incidente di percorso e continuare a ritenere un brand altamente credibile e di qualità nonostante la bagarre che può avere, volutamente o no, scatenato in rete! Certo dobbiamo sempre tenere conto che le adolescenti non hanno “filtri” per decodificare certe informazioni in fatto di comunicazione visiva.

    Personalmente ammiro Patrizia Pepe tra le firme italiane più attive e operative!

    Qui il mio ultimo acquisto a firma Patrizia Pepe: http://t.co/E313msQ 🙂

    V.V.
    http://www.chicmagazine.it

    • Grazie per l’intervento Viviana!
      Hai colto un elemento fondamentale del mio nonPOST… quello che era un banale scivolone del media manager di Patrizia Pepe è diventato nell’arco di due giorni la “case history del millennio”… ho visto accadere flame come quello di Patrizia Pepe milioni di volte… quando Zuckerberg andava ancora alle elementari! Per me è davvero un mistero insondabile il perché si sia scatenata una produzione di post (anche di pregevole livello, va detto) così abnorme su un caso che definirei quantomeno “marginale” nell’economia della Cultura Digitale…
      Comunque complimenti per l’acquisto 8)

  4. Esimio Ricercatore,
    interessante come nello stesso periodo di tempo avveniva una cosa simile in Brasile!
    Proprio mentre infuriava qua in Italia il flame su Patrizia, in Brasile si scatenavano su #Arezzo. una marca che produce borse ed altre cose in pelle. E’ bastata una pubblicità che spostasse l’attenzione sul fatto alcuni dei loro prodotti erano fatti con pelle di coniglio (invece della solita vacca) per alimentare insulti, boicottaggi e tutte le armi a disposizione di un troll …
    Coincidenze del Caos?

    Ibizi

  5. ..e io non ne sapevo nulla! 😀 mi perdo sempre le cose migliori

    ps: non so perchè ma #patriziapepe mi ha inserito in una lista……….. forse vuole vendermi un tacco 12.

    • Luca, ma se non hai sentito parlare dell’evento di trolling più esclusivo della collezione primavera/estate dei Social Network… Confermi di essere un vero orso 8)
      Secondo me Patrizia Pepe ha capito che sei un influencer di Twitter e vuole mostrarti agli altri Twitteri come suo “account trofeo”… Sei uno status symbol brò 8)

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