La morte di Osama Bin Laden e ReallyVirtual, quando la Storia passa su Twitter

Cover of "Rat Race (Special Collector's E...
Cover of Rat Race (Special Collector's Edition)

ONtro

Esimi nonché egregi Ricercatori, oggi Osama Bin Laden è morto in quel di Abbottabad.

Come avrete letto il primo ad aver dato notizia degli eventi di Abbottabad è stato un certo Sohaib “Really Virtual” Athar, che involontariamente ha fatto via Twitter la cronaca dell’attacco dei Navy Seals alla villa/nascondiglio di Osama Bin Laden.

Mi sono precipitato a leggere la cronaca degli eventi effettuata da Soahib e devo dire che l’ho trovata un esempio meraviglioso di come ai tempi del Web 2.0 una persona qualunque può fornire “in diretta” un’importante (e tragicomica) testimonianza storica.

Oggi in rete ho letto molte dotte disquisizioni sul fatto se Twitter abbia o meno “battuto” i media tradizionali nel “lanciare” la notizia. Ritengo la questione del tutto ininfluente.

A mio modestissimo avviso Twitter, nel suo piccolo, ha scritto una vera e propria pagina di Storia. E ovviamente l’ha fatto nella maniera tipica di Twitter: con leggerezza, curiosità e un pizzico di humor dissacrante.

La biografia di un informatico in fuga dalla modernità

L’ormai mitico Sohaib Athar così si descrive nella sua bio di Twitter:

Sohaib Athar

Sohaib Athar

Abbottabad Lahore Pakistan
An IT consultant taking a break from the rat-race by hiding in the mountains with his laptops. http://www.reallyvirtual.com

Tradotta in italiano la sua bio suona un po’ così: Un consulente informatico che si prende  una pausa dalla rat-race, nascondendosi in montagna con il suo laptop.

“Rat-Race” è un modo di dire americano che indica l’inutile affannarsi per un’attività autodistruttiva, simile a quella della corsa di una cavia da laboratorio.

La sua biografia rende di per sé già tragicomico l’incontro di Sohaib con la Storia con la esse maiuscola. Sohaib è un informatico in “fuga dalla pazza folla” , che scappa dalla frenetica Lahore nella più bucolica Abbottabad alla ricerca di un po’ di pace e tranquillità.

Questo mix tra un santone e un geek già dalla bio suscita la nostra incondizionata simpatia.

La notte dell’attacco

Segue la traduzione dei tweet con cui Sohaib ha descritto l’attacco dal suo punto di vista ironico e a tratti sferzante.

Penso sia una meravigliosa pagina di Storia.

Un elicottero si libra sopra Abbottabad all’01:00 (è un evento raro).

Vai via elicottero – Prima che prendo il mio schiaccia mosche gigante :-/

Un enorme bang ha fatto vibrare la finestra qui a Abbottabad Cantt. Spero che non sia l’inizio di qualcosa di brutto :-S

Poiché i talebani (probabilmente) non hanno elicotteri, e dato che stanno dicendo che non era “nostro”, allora deve essere una situazione complicata # Abbottabad

L’elicottero Abbottabad/UFO è stato abbattuto nei pressi della zona di Bilal Town, e non c’è notizia di un flash. La gente che dice che potrebbe essere un drone.

Penso che questo tweet di confusione sulla natura dell’oggetto svolazzante (un elicottero? un UFO? un drone?) sia assolutamente memorabile.

Ecco il luogo dello schianto di Abbottabad secondo alcuni >>> http://on.fb.me/khjf34

Due elicotteri, uno abbattuto, potrebbe effettivamente essere lo scenario di un incidente in allenamento, come dicono >> http://bit.ly/ioGE6O

Il link summenzionato porta a un lancio di agenzia di Pakistan News emesso immediatamente dopo lo schianto:

Elicottero si è schiantato in Abbottabad
Postato da Staff Reporter il 2 maggio, 2011

Ultimissime Notizie: un elicottero si è schiantato in Abbottabad, le cause dello schianto non sono ancora chiare. Secondo la fonte, un elicottero delle forze di sicurezza si è schiantato per ragioni sconosciute. Le forze dell’ordine hanno coperto l’area, vietato l’accesso ai media e fermato i civili giunti sul posto.

L’elicottero si è schiantato nel corso di un’operazione. Un testimone oculare ha asserito che c’erano due elicotteri e uno di loro è caduto.

Le squadre di soccorso e vigili del fuoco iniziano la loro missione. I vigili del fuoco sono impegnati a controllare il fuoco

e ora sento di dover chiedere scusa al pilota circa il tweet sullo schiacciamosche :-/

E ora, un aereo vola sopra Abbottabad …

Il mattino dopo

Quando albeggia il nostro eroe si concede quattro ore di meritato riposo, nel solco di una tradizione da Nerd smanettone che quasi ci commuove.

Nel frattempo Keith “keithurbahn”  Urbahn (che lì per lì ho confuso col più noto cantante neozelandese suo quasi omonimo, ma che invece è il Capo dello Staff di Donald Rumsfeld, il Ministro della Difesa della Presidenza di George Bush Jr.) rivela al mondo cosa è successo con quest’altro storico tweet…

Così mi è stato detto da una persona attendibile che hanno ucciso Osama Bin Laden. Dannatamente forte.

Ma il nostro Sohaib brancola ancora nel buio su cosa è successo (evidentemente non è un follower di Keith Urbahn), così cerca di raccattare notizie da una serie di fonti autorevoli…

Oggi girano interessanti voci nell’altrimenti non movimentato Abbottabad.

Segnala un tassista: L’esercito ha isolato l’area dello schianto e sta conducendo una ricerca porta a porta nei dintorni

Report da una spazzina: Una famiglia è morta nello schianto, uno dei piloti dell’elicottero è scappato ed è attualmente ricercato.

Ma ormai si è fatto tardi, la notizia ha fatto il giro del mondo e in un meraviglioso caleidoscopio digitale raggiunge il nostro eroe, il quale acquisisce una tragicomica consapevolezza: pensava di essere fuggito dalla Rat Race, ma la Rat Race l’ha raggiunto anche nella sperduta Abbottabad!

Credo che Abbottabad sta per diventare affollato come la Lahore che mi sono lasciato alle spalle per un po’ di pace e tranquillità. * sigh *

Immagino che dovrei cancellare la ricerca di #Abbottabad su Twitter prima che uccida la mia macchina. Lasciate Abbottabad in pace, Osama e Obama …

Conclusioni

Che dire il nostro “King for a Day” ora è meritatamente una Twitstar, che in un solo giorno ha raggiunto i 54.000 followers e nel suo piccolo ha scritto un meraviglioso racconto sull’impossibilità di sfuggire alla Storia.

Perché anche se ti nascondi in cima al mondo, presto o tardi la Storia  ti acciuffa.

Assolutamente splendido.

Tutto il resto è notizia.

Poscritto del 03/05/2011 A.D.

Innanzitutto desidero ringraziare il mio amico Luca S., perché durante una chiacchierata alla macchinetta del caffè mi ha fornito la chiave di lettura tragicomica della vicenda di Sohaib, che ho poi sviluppato con questo nonPOST… La paternità dell’idea dell’uomo in fuga dalla modernità, acciuffato dalla Storia è sua!

E’ d’uopo poi ringraziare l’amico ibizi per la segnalazione di questo nonOMAGGIO, o nonPLAGIO (oppureNO) che “il Fatto Quotidiano” ha rivolto al nostro piccolo nonPOST: in pratica questo articolo “Il vicino di Osama inciampato nella Storia” riprende (neanche troppo velatamente) la chiave di lettura da noi offerta… Che dire ormai pure Travaglio & soci si abbeverano alle fonti del nonsenso dadaista… e me ne bullo!

Poi mi sembra opportuno offrire (come di consueto) un po’ di impressioni di fini penne bloggere raccattate in rete sull’accaduto:

Dalle summenzionate news siamo venuti a sapere:

  1. che ormai il mitico Sohaib è lanciato a superare la soglia dei 100.000 followers, quasi tutti raccolti in un solo giorno… se non è il record mondiale poco ci manca…
  2. che la modernità continua a perseguitarlo e qualche cracker buontempone gli ha piallato il sito… ma allora ditelo!

Inoltre nella fan page di Gilda35 potete trovare l’esclusivo nonSONDAGGIO sul “Caso ReallyVirtual“!

E a questo punto come concludere se non così?

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9 pensieri su “La morte di Osama Bin Laden e ReallyVirtual, quando la Storia passa su Twitter

  1. Te lo twitto immediato, a proposito di twitter!! Però una cosa mi lascia sconvolto: è vero che era un terrorista e tutto il resto. Ma rimane comunque una persona: come si può festeggiare la morte? Forse sono io che non capisco…
    Ti invito, per l’occasione, a leggere il nostro articolo su quello che è accaduto. In un modo molto insolito 😉 http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/02/maramao/
    A presto!

    • Riguardo i festeggiamenti penso che in queste occasioni emerga un’anima cowboy, da frontiera, mai veramente sopita negli Americani.
      Non è stato un atto di giustizia, è stato posto come un “Regolamento di Conti” stile vecchio west: Occhio per Occhio, Vita per Vita…
      Per lo meno così l’hanno presentata i media di Tecnonucleo…
      Io francamente ho poche certezze su come si siano svolti i fatti…
      Personalmente mi sarebbe piaciuto che Osama Bin Laden fosse stato arrestato e processato pubblicamente da un tribunale internazionale, per chiarire i tanti lati oscuri della storia di Al Qaida… Ma coi tempi che corrono mi sembra di chiedere davvero troppo.
      Ho letto il tuo post, che ho molto gradito (e retwittato): è talmente surreale, da trasudare più verità di molte riflessioni lette in Rete 😉

    • Non si festeggia la persona ma il simbolo.
      Ora Bin Laden più che simbolo era la summa delle canagliate degli usraeliani e con la sua fine inizia un’altra era di terrore e di massacri sempre più acconsentiti dal mondo occidentale e non solo per quella parola che mi fa schifo: democrazia.
      Il fatto che anche da noi si facciano delle espressioni di giubilo per la morte di un criminale, come i suoi mandanti, mi fa rabbrividire e allo stesso tempo fa capire con che risma di canaglie abbiamo a che fare. Gentaglia, pronta a spararti un colo alla nuca senza che te lo aspetti, gente abbietta, che in altri tempi, all’epoca di Crasso, sarebbe stata condannata alla “crux patibulata “.

      • Ho letto le tue riflessioni sulla morte di Osama Bin Laden, che ho trovato interessanti.

        A mio avviso Osama Bin Laden è morto com’é vissuto: avvolto in una coltre di mistero. In effetti è più un “simbolo”, che un uomo. Tristemente va ammesso che la sua storia non verrà mai ricostruita.

        Ritengo però che la democrazia, sebbene sia un sistema imperfetto, sia infinitamente migliore delle sue alternative: dispotismo e totalitarismo. In democrazia almeno le “canaglie” sono contrastabili.

        Come del resto mi spiace che la morte di Bin Laden sia messa in scena come un glorioso atto di vendetta (pare che l’ordine fosse di prenderlo morto). Come diceva Voltaire: ai vivi si deve rispetto, ai morti la Vertità. Dopo tanti attentati e tante guerre mi sarei aspettato un processo pubblico che ricostruisse la dimensione storica degli eventi cui abbiamo assistito.

  2. hahah! Ti ringrazio! E’ però di uno degli altri due blogger con cui mandiamo avanti la baracca!!! 😉
    Sono d’accordo. Domani scriverò un articolo sulle riflessioni per l’uccisione. Molto paradossale.
    Seguici !! =)

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