Raffaele Bendandi, Giacobbo e il Terremoto che non distrusse Roma

Ieri è stato il 11 maggio 2011 A.D.

Ieri era il giorno in cui, come profetizzato nel secolo scorso dal falegname e sismologo Raffaele Bendandi, Roma doveva essere devastata da uno spaventoso terremoto.

Ieri come previsto da Giacobbo e Voyager sarebbero iniziati quei Tempi Supplementari dell’Apocalisse (il 2000 è finito a reti inviolate) che si concluderanno ai rigori nel 2012.

Ieri uno tsunami doveva colpire Ladispoli.

Ieri il Tirreno doveva tingersi di rosso.

Ieri il Colosseo doveva venire giù.

Ieri i Palazzinari romani nei loro yacht si fregavano le mani pensando ai fondi per la ricostruzione.

Ieri le Soprintendenti ansimavano pensando ai restauri dei coglioncini dei puttini barocchi.

Ieri saremmo dovuti morire tutti.

Ieri si organizzavano grandi appalti.

Ieri Roma sarebbe diventata tutta uguale ai Fori Imperiali.

Ieri secondo il Corriere della Sera i Cinesi dell’Esquilino avevano chiuso tutti i negozi erano tornati in massa a Pechino (io ci lavoro e stavano tutti al loro posto).

Ieri a reti unificate non si è parlato d’altro che di Raffaele Bendandi (perché è vera informazione e servizio pubblico).

Ieri Raffaele Bendandi ha cannato il Terremoto di Roma, ma COMUNQUE un terremoto ha colpito la Spagna (e te pareva!).

Ieri per esorcizzare i moderni guru della GUFOlogia (la scienza che studia come portare sfiga al prossimo) dalle parti di Estrogeni hanno organizzato un colossale “Pernacchia Party” alla faccia di chi ci vuol male.

Ieri (e non solo ieri) i mezzi di informazione hanno fatto disinformazione e creato allarmismi.

Ieri il Codacons ha pure fatto un esposto per procurato allarme contro i bloggers che hanno esposto le teorie di Raffaele Bendandi (immagino che per Giacobbo e i giornalisti seri lanceranno una fatwa).

Ieri non è successo nulla.

Ieri l’unica cosa strana che ho visto è stato un UFO pilotato da un Templare che volteggiava tra le antenne dei tetti di Roma.

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8 pensieri su “Raffaele Bendandi, Giacobbo e il Terremoto che non distrusse Roma

  1. grazie cuggi, avevo bisogno di una parola sull’argomento! Era incredibile come il corriere chiamasse psicosi facebookiana un gruppo con manco 200 contatti, per un attimo ho pensato che fosse proprio il corriere a creare la psicosi senza motivo, ma poi mi sono detto: “è il quotidiano non sportivo più diffuso, le notizie non mancano, non è possibile che stia creando il nulla dal nulla!” e invece… cosa non si fa per riempite gli spazi tra le pubblicità (se non ci fosse adblock plus:))!

    • Caro Cugino, penso che il Corriere & co. abbiano scritto una delle pagine di disinformazione più infami di tutti i tempi.
      L’articolo sull’Esquilino deserto è un masterpiece, meriterebber il premio “Panzana 2011”. Ci lavoro ed era pieno di Cinesi che svolgevano come ogni giorno le loro attività.
      Le psicosi fanno vendere e riempiono spazi per i socialads 8)

  2. Ciao,
    Raffaele Bendandi, non aveva predetto alcun terremoto per il 11 maggio 2011, ma ha predetto quello dell’11 marzo 2011, solo che oggi se non ci si informa, la televisione e la radio e vari siti inattendibili ti spalmano in testa un mare di cazzate o finte verità per proporti di pensare con la loro testa, quando invece una testa noi ce l’abbiamo e dobiamo usarla….

    http://backtotheprimitive-aiwas.blogspot.com/2011/05/raffaele-bendandi-e-la-sua-teoria.html

    questo è il mio blog… dacci un occhio…!!!
    bye

    Aiwas_

    • Articolo molto interessante complimenti.
      Sulle teorie di Bendandi so poco o niente (merito anche della disinformazione di cui ci hanno riempito). Quello che trovo assolutamente ridicolo è il bombardamento di pseudoallarmi cui ci hanno sottoposto per mesi.
      Gradirei, come molti, informazione SERIA su argomenti come questo.
      Adesso salta fuori che aveva predetto un terremoto l’11 marzo del 2011 in Giappone e non l’11 maggio del 2011 a Roma, che però in pari data c’è stato anche un terremoto in Spagna…
      Noi blogger possiamo scrivere ciò che SENTIAMO vero. I giornalisti avrebbero (uso volutamente il condizionale) il dovere di scrivere ciò che E’ vero.

  3. Esimio,
    a mio modestissimo parere, i giornalisti sono tutti vittime (consapevoli?) del sensazionalismo, del fatto che oggi, se non si aggiungono parolacce o altro alle notizie, non si abbia la Notizia. Sono pochi coloro che rimangono immuni alla ‘fallacia narrativa’… e poi ammettiamolo: ricordiamo più facilmente le storie rispetto alle notizie. Perché? perché c’è sempre un bisogno di un perché! altrimenti non c’è storia … oppure no?

    • Illustrissimo,
      quella della “fallacia narrativa”, mi sembra un’ottima chiave di lettura.
      Tuttavia, dal mio punto di vista, siamo di fronte all’ennesima manifestazione del Paganesimo Digitale.
      Nonostante (o forse proprio a causa) l’utilizzo di strumenti tecnologicamente avanzati i contenuti di ciò che circola in Rete sono abberranti espressioni di forme di irrazionale e superstizioso.

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