Referendum 2011: la risposta è 57

Esimi Ricercatori, non si fa in tempo a tratteggiare l’effetto sulla Politica Analogica dell’ingresso dei Simulacri digitali della BOTpolitick, che la Rete accelera repentinamente la propria evoluzione antropologica e sparaglia…

Leggo sulle grandi testate cartacee analisi allucinanti dell’impatto dei Social Network sul risultato dei Referendum… su Corriere della Sera & co. è un fiorire di dotte analisi nate da una “surfata” sulle fan page di Facebook, con le solite banalissime citazioni delle Sore Cesire 2.0. Così l’effetto è quello cialtronesco di tanti minchioni fissati col digitale che per qualche imperscrutabile motivo si entusiasmano con l’idea dei Referendum e rivitalizzano un istituto ormai agonizzante…

E vai con la citazione dello studente fuori sede, che smadonna perché non può votare, del boy-scout che va a caccia di nonne da portare al seggio, della squinzia che manda il messaggino all’amica del cuore per convincerla a votare…

Tanto folclore digitale e poi il commento del solito Solone di turno che ieratico spara da qualche università del Tennessee una sentenza da Bacio Perugina, tipo: “I Social Network stanno rivoluzionando il nostro modo di comunicare…”

Se uno legge questi meravigliosi articoli ciclostile ottiene in sostanza la seguente impressione: un fenomeno naturale e acefalo, magari importante, ma simile al moto di uno stormo di uccelli migratori.

Spiacenti ragazzi, ma non è andata così. Neanche per niente.

Per lo meno dal mio analogico, monocromatico e bidimensionale punto di vista.

Ovvio se uno fa un’incursione l’ultimo giorno, dell’ultima ora a giochi fatti, avrà una visione simile a quella dei dinosauri della carta stampata.

Se uno, invece, avesse respirato aria digitale avrebbe avuto altre impressioni.

Su Facebook, ma soprattutto su Twitter ho letto da mesi migliaia di interventi personali sull’argomento spesso molto profondi. La campagna referendaria ha coinvolto attivamente e costantemente migliaia di persone che hanno manifestato la propria adesione ai quattro quesiti con motivazioni, voci e accenti personalissimi.

C’è stato davvero poco di “virale” e tanto “meme”: poca condivisione dei contenuti del Topblogger o della Star di turno e tanta voglia di raccontare con la propria voce prima le proprie motivazioni, poi il Referendum nel suo divenire.

E’ stata una forma di “militanza 2.0” strana ed inedita, che a vario titolo ha accomunato: gli ecogreenpongo col loro ecologismo di maniera una volta tanto più ragionato…

… gli antiberlusconiani duri e puri della serie voto 4 Sì per dire 1 no a B…

… quelli che ricordavano a Pierluigi Bersani le SUE lotte a favore di privatizzazione dell’acqua e nucleare…

… gente di destra che non ne può più di questa destra…

… gente di sinistra che non ne può più di questa sinistra…

… quelli contrari ai referendum e che lo dichiaravano coraggiosamente di fronte a una platea particolarmente sfavorevole…

… Popolo Viola in lotta per difendere la Costituzione…

… persone pro nucleare cui la piaga aperta di Fukushima aveva rivoluzionato l’orientamento…

… Popolo Arancione ancora gasato per le amministrative…

… attivisti delle Rivolte Digitali, che sperano che dalla Tunisia, passando per Egitto e Spagna si crei una sorta di Tempesta Perfetta di fermenti insurrezionalisti…

… cittadini esasperati dalle tante liberalizzazioni che hanno arricchito i soliti salotti buoni e donandoci servizi mediocri a prezzi più alti…

… Grillini stufi della vecchia politica…

… autonomi dei centri sociali…

… promotori di fantasmagoriche formule del tipo voterei 2 Sì, 1 No e 1 astensione…

… persone che chiedevano semplicemente “Mi aiutate a capire?”

…moderati che pensano che se Berlusconi si fosse fatto giudicare serenamente a quest’ora sarebbe stato assolto e non avremmo vissuto vent’anni di lotte tra istituzioni…

… giustizialisti che a confronto Charles Bronson è S. Francesco…

Ne ho lette davvero tante e, al netto di qualche sparata (che ci può pure stare), mi hanno suscitato delle riflessioni interessanti.

Quello che mi ha stupito, non so se è un limite, o un punto di forza, è che nessuna voce si è imposta sulle altre: niente Masanielli, niente Caporali, niente Leader Carismatici.

Persino i simulacri della BOTpolitick sembravano persone come tante altre che esprimevano la propria opinione.

Chiunque avesse trascorso un po’ di tempo nei Social Network per informarsi (ebbene sì cari giornalisti tradizionali: non servono solo per giocare a Farmville o per spacciare socialads e altro pattume pubblicitario) avrebbe capito che i Referendum avrebbero raggiunto il quorum…

Anzi ad essere onesto pensavo che avrebbero superato la soglia del 60%…

E’ stata molto affascinante poi la diretta che hanno fatto dai seggi gli scrutatori e i presidenti di seggio, utilizzando su Twitter l’etichetta #referendum… Era possibile avere i risultati a campione della totalità delle sezioni d’Italia, prima del Viminale (e se non è un record questo).

Ma adesso il tempo dei Social Network passa, è l’ora della televisione e dei giornali, è l’ora in cui Politici, Giornalisti e Professori ci racconteranno cosa è successo. E’ l’ora della riflessione e della traduzione.

Ma noi sappiamo come è andata.

E parafrasando Douglas Adams: la risposta è 57.

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