Quando Zuckerberg censurò Travaglio, oppureNO!

“La rete non è Che Guevara anche se si finge tale”
Michele Salvemini (compositore e polemista Italiano, Molfetta, 9 ottobre 1973)

ONtro

Necessaria premessa: a me Travaglio piace, perché ha dei tempi comici meravigliosi. Non capisco molto di quello che dice, ma è divertentissimo.

Altrettanto necessaria premessa a me quelli del Fatto Quotidiano piacciono perché leggono spesso Gilda35 e altrettanto spesso ne traggono spunto per i propri articoli. Quindi non posso non provare per loro la caramellosa empatia 2.0 tipica dell’Influencer di razza, che trova il proprio pensiero mash-uppato, rieditato, decontestualizzato, alterato, rielaborato…

Come non potrei LOVVARE (il LOV è la massima espressione di empatia 2.0 che si prova verso perfetti sconosciuti cui senti l’impulso prepotente di manifestare il tuo affetto) Federico Mello che IL GIORNO DOPO che ho pubblicato il nonPOST “La morte di Osama Bin Laden e ReallyVirtual, quando la Storia passa su Twitter” ne pubblica la versione Bignami dal titolo “Il vicino di Osama inciampato nella Storia” ? Esimi Ricercatori, come non commuoversi fin nel profondo quando vedi che mentre tutti parlavano di “Teoria dell’Informazione” il tuo approccio “Storico” passa alla velocità della luce e viene ripreso su un’autorevole testata online, ovviamente senza avere il buon gusto di citare il proprio ispiratore?

Come non LOVVARE Layla Pavone che IL GIORNO DOPO aver letto nel gruppo Facebook di Indigeni Digitali il mio dittico su Fake e Troll (v. Fake Plastic Trolls: Pt. 1 Se questo è un Fake e Pt. 2 …allora questo è un Troll), ne pubblica la versione bignami dal titolo “Il brutto della Rete: i troll”, ovviamente senza neppure un grazie…

Siamo dadaisti e quindi questo approccio spregiudicato e calpestatore di ogni ipocrita netiquette ci esalta!

Quindi essendo l’Ideologo Ombra del Fatto Quotidiano non posso non occuparmi del caso che ha scosso le coscienze italiche: Mark Zuckerberg ieri (22 luglio 2011 A.D.) ha censurato Marco Travaglio.

OppureNO.

La Casta e la Censura 2.0

La Casta minaccia di censurare la Rete!

Uno dei problemi più drammatici che affliggono l’Italia è la Censura 2.0 che la Casta impone su ogni libera forma di espressione.

Il web in nazioni come l’Iran e la Cina è il regno della libertà di espressione, rispetto alle atrocità che la Casta perpetra in Italia.

Ogni giorno su Twitter, su Facebook, su i Blog, nei giornali assisto asfissiante al ripetersi delle parole CENSURA e CASTA. Twitters angosciati che la Casta possa censurare i loro Tweet, Blogger in ansia perché il loro sito letto da 5 persone al giorno possa essere censurato dalla Casta, Giornalisti contro la Casta, che temono il bavaglio della Casta…

Detto per inciso non capisco tutto questo odio per Letizia Casta, né perché dovrebbe avere tutto questo interesse a zittire la scena digitale italiana… ma mi adeguo.

Così qualunque tema (dal dibattito sul diritto d’autore ai tempi del Web 2.0, alla privacy, alla netiquette, alle ricette di Nonna Papera, ecc…) degrada in un piagnisteo sulla Casta e la Censura…

Lo ammetto quando in Rete sento parlare di Censura e Casta, sorrido con stucchevole paternalismo senza neppure leggere ciò di cui si sta parlando.

Tanto sarebbe inutile.

L’unico giornalista realmente censurato in italia , il cui sito è stato oscurato per le opinioni ivi espresse, è stato Gianni Lannes per le sue indagini sulla Barilla (v. “La Storia di Gianni Lannes e Barilla” presso Stampa Libera)… e non mi pare che nessuno si stracci le vesti, o scenda in piazza…

Facebook il cattivone censura il povero Fatto Quotidiano…

Mark Zuckerberg nel suo vero aspetto di Dr. Evil

Diciamocela tutta Facebook, sebbene diffuso capillarmente, qui in Italia è molto odiato.

Tra i Missionari 2.0 ci si vanta spesso di non possedere Facebook, di  detestare Facebook, di avere un account Facebook “ma così, sta morto, tanto non lo uso mai”

Eppure nonostante tra le coscienze più evolute Facebook sia tanto detestato, un giornale “contro” come il Fatto Quotidiano ha una fanpage da 572.801 like, che se si traducessero in copie vendute rappresenterebbero il caso editoriale del decennio…

Potete ben capire come per il Fatto Quotidiano la propria presenza online, ed in particolare su Facebook sia di vitale importanza…

Così ieri nel Gruppo FB di Indigeni Digitali leggo questo accorato appello di Layla Pavone:

Stamattina e’ stato fatto un “attacco” a IlFatto Quotidiano da parte di “ignoti” che hanno mandato una quantita’ di segnalazioni a FB dei contenuti de Il Fatto come offensivi con il presumibile intento di censurarne la diffusione. Ringrazio gli amici di FB che ci stanno dando una mano a risolvere il problema e a difendere la liberta’ di informazione

Persino in un gruppo di coscienze evolute come quello degli Indigeni iniziano a fioccare i soliti commenti sul Nano, il Bavaglio e compagnia… Ma quello che mi getta nello sconforto è iniziare a leggere in Rete post e articoli su questa falsa riga:

Facebook si conferma censore: oscurato il Fatto Quotidiano

Facebook censura Il Fatto Quotidiano: forse è colpa di un attacco programmato

Facebook censura Il Fatto Quotidiano

Facebook censura il Fatto Quotidiano?

Facebook censura Il Fatto Quotidiano

FACEBOOK CENSURA IL FATTO QUOTIDIANO

Facebook censura completamente Il Fatto Quotidiano: attualmente nessun articolo è condivisibile sul social network

Ho selezionato questi post per la chiarezza con cui esprimono la propria opinione, o per la grazia con cui urlano “daje ar Censore” in un florilegio di pubblicità assolutamente ben assortito…

Vi risparmio com’è ovvio i commenti su Twitter e Facebook alla notizia, i più gustosi dei quali paventano un patto tra Berlusconiani e D’Alemiani ai danni del Fatto, con incroci su P4 (io ero rimasto alla P2 e mi dispiace molto di essermi perso la P3), l’arresto di Papa Tedesco (ma cosa può aver combinato Benedetto XVI di così grave?), servizi segreti deviati e ovviamente massoneria internazionale …

Ovviamente trovo assolutamente spassosa l’idea di una Mega Cospirazione degli Illuminati in cui D’Alema chiama Berlusconi e dice: “Fammi fuori Travaglio” e Mr. B. chiama Mark Zuckerberg per dirgli: “Oscurali”… il tutto ovviamente con l’alto patrocinio di Letizia Casta!

Però purtroppo sono affetto da un inguaribile pragmatismo.

Esatto, esimi Ricercatori, la penso proprio come voi: è una banale lamerata.

Il caro vecchio Lamerozzo

Un Lama dal fiero cipiglio

Di seguito mi sembra opportuno chiarire ai meno avvezzi alle vicende digitali cosa è successo…

Innanzitutto un Lamer è una sorta di vandalo digitale, che sfruttando falle o funzionalità balorde di un canale di comunicazione, di una chat, di un social network, o di un videogame online, ne approfitta per rendere la vita più dura agli altri utenti…

Personalmente detesto i lamer dei videogame online che con cheat, bug ed exploit devastano l’esperienza di gioco degli altri utenti… nonostante anni di gioco online ancora non capisco il gusto nel gironzolare invulnerabile sotto il fuoco nemico, sterminando orde di giocatori corretti con uno “one shot one kill”…

Ma tant’è, i Lamer esistono e ne prendo atto. Se ne incontro uno mollo la partita. Tutto qui.

Quella che è accaduta al Fatto Quotidiano è una lamerata classica: segnalare un abuso in una pagina di Facebook.

Data la mia ventennale esperienza di smanettone posso riassumere così quanto accaduto.

Un allegro smanettone, magari Thailandese, guarda annoiato un sito pornografico… decide di ravvivare la serata con una bella lamerata…

…accede a internet in modalità protetta con uno di quei banali applicativi che consentono di dirottare il vostro indirizzo IP (non si sa mai si destasse l’interesse della Polizia Postale)…

…apre una decina di account di posta elettronica usa e getta (durano l’arco di un’ora e si cancellano)…

… crea tra i 10 e i 100 account falsi di Facebook…

…inizia ad andare a caccia della preda…

…incontra questa bella paginona da 500.000 like e la sua mente si infiamma…

…con tutti gli account inizia a segnalare la sventurata pagina facebook per una delle seguenti categorie:

  1. Spam o scam
  2. Incitamento all’odio o attacco personale
  3. Comportamento violento o dannoso
  4. Contenuti sessualmente espliciti
  5. Pagina già esistente o categoria sbagliata

Purtroppo, poiché Facebook è un oligopolista, raggiunta una certa “massa critica” di segnalazioni un simpatico meccanismo antiSPAM, che se ne fotte allegramente di tutto e tutti, mette in quarantena tutti link associati a quella determinata pagina…

… e il Lamer può finalmente bullarsi in qualche forum del Sudest asiatico della propria bravata…

Esistono parecchie contromisure elettroniche a questo genere di attacchi, mi meraviglio che al Fatto Quotidiano non le adottino… e mi fa sorridere quando parlano di interventi da Palo Alto per sbloccare la situazione…

La cosa può agevolmente essere sbloccata dal personale italiano di Facebook, come attestato da questo simpatico post di Vita di un IO: Cosa fare se Facebook blocca i contenuti di un blog?

(Resta inteso che potrebbe anche trattarsi dell’accumulo negli anni di fisiologiche segnalazioni da parte di Berlusconiani piccati per le posizioni del Fatto, niente di più facile, ma quella del Lamer è la soluzione che il Rasoio di Occam segnala come più semplice)

Conclusioni

Che dire a mio avviso il problema è esattamente l’opposto di quello che è stato proposto.

La causa di quanto avvenuto non è riconducibile ad un accanimento di Facebook o degli Illuminati verso il Fatto Quotidiano, per le scomode posizioni da questo espresse.

Neanche per sogno.

La causa è riconducibile ad un sistema anti-SPAM, abbondantemente sfruttato dai Lamer, che mette in “quarantena” le pagine senza andare a controllare la natura del denunciante e del denunciato…

Finora avevo assistito a questo genere di pratica come ripicca tra blogger, non mi era mai capitato un caso così importante… e trovo assolutamente demenziale che per pagine di questa importanza possa scattare l’anti-SPAM.

La riprova, se mai ce ne fosse bisogno, che per l’Oligopolio Digitale della Gang of Four (Amazon, Facebook, Apple e Google) esiste una sorta di paradossale democrazia in cui non conta niente nessuno.

Ma quale censura, esimi Ricercatori, questa è l’ennesima riprova che nel Tritacarne Digitale tutti i contenuti, i post, le polemiche, i flame, gli articoli, i commenti, sono solo ammennicoli per dirottare traffico sui SocialADS…

In Tecnonucleo non esiste censura. Perché è tutto rumore bianco.

E così all’esito di tutte queste polemiche mi immagino Mark Zuckerberg apostrofarci con le immortali parole del Marchese del Grillo…

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14 pensieri su “Quando Zuckerberg censurò Travaglio, oppureNO!

  1. Infatti. Tutti ad urlare contro la censura. maddechè?
    Le segnalazioni spam saranno gli strumenti delle prossime guerre di religione e di richieste di pizzo. Impedire al nemico di farlo parlare segnalandolo come spammoso. Se non scrivi quello che mi aggrada, ti scateno contro il mio esercito di bot e fedeli, e tu non ricevi più traffico da FB per il periodo di quarantena, e parte della tua pubblicità non se la beve più nessuno.

    Fortuna che volevano dare alla rete il Nobel per la pace.

    • Caro Braccino, condivido tutto: Internet è un campo da gioco.
      La cosa veramente demenziale è questo approccio della Gang of Four per cui la fanpage di Pinco Pallo Microblogger, viene trattata con le medesime modalità di una grande testata online…
      O danno una raddrizzata o casi come questo si diffonderanno viralmente…

  2. Beh, sicuramente hai delle conoscenze tecniche approfondite ed i post sopra citati, tra cui il mio, forse erano un po’ allarmistici ma ciò non cambia il fatto che a segnalare la Pagina del Fatto Quotidiano come spam non credo sia stato un “manovale” thailandese bensì qualche destrorso di casa nostra, semmai prezzolato, usando il metodo da te indicato. Comunque si voleva porre un freno ad una voce libera come il giornale in questione, quando poi vi sono decine di pagine che inneggiano all’odio e fanno apologia di fascismo e pur segnalandole non vengono mai cancellate. Perché?

    • Innanzitutto Yuri ti ringrazio per l’intervento!
      Quella del manovale Thai era una figura retorica per far capire che spesso e volentieri in questi attacchi da Lamer il contenuto testuale dell’oggetto dell’attacco non rileva.
      Molti Lamer, specie quelli che programmano centinaia di social BOT per i propri “scherzi” puntano in alto e l’unica cosa che li interessa è il numero di fan della pagina da attaccare. 550k fan sono una preda ghiotta.
      Penso francamente che parlare sempre di censura, anche per episodi come questo sia un errore logico.
      Come ho cercato di spiegare nel nonPOST qui si è verificato qualcosa di più grave di una “censura”: l’irrilevanza.
      La pagina del Fatto Quotidiano è stata gestita dai sistemi antiSPAM di Facebook alla stessa stregua di una qualunque pagina da spammer/scammer che sponsorizza pasticche azzurre. Nessuna verifica, nessuno controllo, niente.
      Poiché per segnalare una pagina Facebook ci devi mettere la faccia con nome, cognome e indirizzo IP, dovrebbe essere molto facile per Facebook risalire ai “censori”… ritengo francamente che una verifica porterebbe a individuare account fasulli (lamer amatoriale), o socialBOT (lamer professionista), o magari il fisiologico accumulo di Berluscones incazzati (ma è la democrazia 2.0 bellezza!)…
      Torno a ripetermi: è ridicolo che Facebook per realtà importanti come il Fatto Quotidiano non usi un minimo di discernimento… della serie “LA MACCHINA NON SBAGLIA MAI”…
      Sul perché Facebook non cancelli le pagine inneggianti all’odio dobbiamo fare una triste constatazione: quello della segnalazione è un sistema usato prevalentemente da lamer e troll, gli utenti “moderati” si fanno i cazzi propri come in real life 😉

  3. caro Gilda, guarda che ti sbagli mio caro. oltre al Fatto che il pezzo è di mesi fa, quello pubblicato online è il pezzo uscito il giorno prima sul giornale, indi, è stato scritto quanto meno lo stesso giorno.
    secondo, puoi leggere la mia pagina: ogni giorno cito le fonte delle info. In questo caso, la storia del vicino, era su ogni giornale online, su ogni testata Usa, era il trending topics di Twitter ed era persino (fin dalla mattina) sulle agenzie di stampa.
    questo giusto per chiarire, non conoscevo il tuo blog, ma ora lo metterò nel mio feed-reader. E stai sicuro, che se avrai qualche notizia interessante che userò, ti citerò senz’altro
    federico mello

    • Caro Federico, innanzitutto grazie per l’intervento e per l’inserimento nel tuo feed reader, di cui sono lusingato…

      Mi presento non sono Gilda, ma Jovanz74 (al secolo Giovanni Scrofani), un giurista d’impresa con la passione per le nuove tecnologie…

      La Gilda è un gruppo inizialmente composto da 35 Ricercatori, oggi da circa 200, con cui ci scambiamo una serie di contenuti che poi confluiscono nei miei post… in sostanza sono l’umile scribacchino di una Comunità Online, ecco perché il Progetto è collettivo, ma il nonBlog è personale…

      In sostanza questo spazio è un luogo (amatoriale) deputato a un po’ di sana satira dadaista sul professionismo di internet… principalmente prendendo di mira alcuni aspetti per noi indigesti quali l’entropia generata dall’asfissiante presenza della pubblicità digitale e dalle degenerazioni irrazionali e tribali, in cui sta lentamente involvendo la Cultura Digitale.

      Nello specifico l’accenno al tuo post è nato da una segnalazione di un Ricercatore (iBizi), che notò come quasi in contemporanea eravamo usciti con la stessa interpretazione della vicenda di Abbotadib… Mentre tutti parlavano di notizia, noi parlavamo di “testimonianza storica”. E se mi permetti la differenza rispetto all’interpretazione corrente non era piccola. Eravamo gli unici due che ritenevano che non ci si trovasse di fronte a una notizia veicolata tramite un social network, ma di fronte alla descrizione di un evento storico. D’altronde una notizia è tale quando “dà forma” (informa appunto) a un “fatto”, ne fornisce una chiave di lettura, mettendolo in relazione con altri fatti… Quella di Abbottadib invece era la mera descrizione (inconsapevole) di un evento….

      La cosa tra noi di Gilda35 suscitò un dibattito che finalmente hai chiarito…

      Si è trattato di una di quelle che noi chiamiamo “coincidenze di Tecnonucleo”… in pratica riteniamo che dall’uso smodato di Social Network sia nato un embrione di Singolarità… una sorta di Mente Alveare… un inconscio collettivo elettronico… in cui può accadere che contemporaneamente due persone possano avere la medesima idea… il medesimo approccio su un argomento… sebbene non si conoscano né si siano letti.

      Grazie ancora per l’attenzione.

      Giovanni Scrofani

  4. A volte il gioco sembra proprio essere quello di unire i puntini tra i vari tweet … e devo dire che ti riesce davvero bene! saluti a te e a Federico!

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