Il Flashmob, le Maestrine dalla Penna Fucsia e le Tre Stigmate di Justin Bieber

Il #Flashmob del 11 agosto 2011 A.D.

Esimi nonché egregi Ricercatori, come sapete non mi tiro mai indietro quando la mia curiosità intellettuale viene solleticata.

Qualche giorno addietro sono stato contattato dal Ricercatore @bermat, per un’iniziativa che voleva tirare su una nostra comune amicizia di Twitter: @mary_me79. Mi hanno chiesto la cortesia di diffondere in rete un loro messaggio, cosa che ho prontamente fatto:

Come avrete potuto verificare l’operazione era di una semplicità ai limiti del naif: il giorno 11 agosto 2011 A.D. alle ore 11.11 postare tutti insieme la parola “Twitter”…

Il termine “Twitter” ovviamente non era il più azzeccato per un esperimento, in quanto genera quotidianamente discreti volumi di traffico. Penso che Twitter sia il Social Network più autoreferenziale della Storia del Web: non si fa che parlare di Twitter. Come è agevolmente riscontrabile su Trendistic (v. http://goo.gl/Ybt6i ), il termine “Twitter” è citato quotidianamente nell’1,5% dell’intero volume di traffico di Twitter a livello mondiale, scusatemi se è poco.

Ma il termine #Flashmob, l’etichetta di ricerca (o hastag), con cui Mary e Bermat stavano organizzando l’evento invece era tutt’altra cosa…

Innanzitutto spighiamo cos’è un flashmob. Il termine indica un’improvvisa adunanza di persone che pongono in essere azioni insolite con lo scopo di intrattenere/divertire. Faccio alcuni esempi: radunarsi a centinaia in metropolitana in mutande, radunarsi a centinaia in stazione per un ballo hip-hop collettivo, ecc… Esistono però, oltre ai flashmob ricreativi, anche flashmob politici, promozionali, artistici, ecc… Ovviamente il principale strumento di aggregazione dei flashmob è rappresentato dai social network…

Il termine “Flashmob” normalmente in Twitter genera lo 0,0001% di traffico giornaliero, essendo connesso a iniziative per lo più locali organizzate da poche centinaia di individui…

Ma andiamo con ordine e parliamo dei risultati…

Risultato 1: Le Maestrine dalla Penna Fucsia Digitali

Detto per inciso i miei impegni in Real Life mi hanno fatto cannare l’appuntamento, ma c’est la vie… Ho postato il messaggio con qualche minuto di ritardo godendomi i risultati dei 3 esperimenti posti in essere…

Il primo risultato è stato il più divertente:

Tipo di esperimento: sociale.

Quesito: quante Maestrine dalla Penna Fucsia Digitali possono sentirsi molestate, offesse e vilipese da un’iniziativa tanto innocente?

Profilo della “Maestrina dalla Penna Fucsia Digitale”:

  • Le Maestrine dalla Penna Fucsia Digitali sono delle creature ambosessi generate dal Web 2.0, che evidentemente non hanno alcuna vita in Real Life.
  • Vivono nei Social Network e basta. Twitter è la loro patria d’elezione, ma anche su Google+ stanno attecchendo splendidamente.
  • Postano emerite idiozie tutto il santo giorno, che nessuno ovviamente si degna di leggere (concerti per sfigati cui sono andate, libri pallosi che si sono letti, vernissage per interdetti, link a boiate spaziali, ecc…). Tuttavia i propri “Prometeici Messaggi all’Umanità” per le Maestrine sono importantissimi e, essendo scritti in un italiano appena decente, vengono proposti come esempio di bello stile di scrittura.
  • Molte Maestrine dalla Penna Fucsia hanno anche il vezzo di cancellare quei tweet, che contengono risposte ad altri utenti. Questo faticoso esercizio di “posta e cancella” serve per tenere la propria pagina stilisticamente pulita e presentarla alle Umane Genti come supremo esempio di microblogging (pietà per loro).
  • Quando però le Maestrine dalla Penna Fucsia vedono la propria timeline invasa da hastag non consoni, tweet sgrammaticati, scherzi, frizzi e lazzi, scatta il loro pacato disappunto, che viene per lo più manifestato con insulti diretti, rimostranze generiche e manganellate digitali…
  • Infatti, anche se le Maestrine dalla Penna Fucsia si ritengono l’apice del pensiero progressista mondiale, sono intrise di modi e costumi reazionari. Per loro: twittate troppo, twittate troppo poco, twittate male, twittate sbagliato, followate troppo, followate male, followate poco e defollowate malamente. E devono dirvelo a muso duro.

Risultati:

  • Ci sono state le normali manifestazioni di dissenso, che creano questi eventi. Ma accanto ai normali utenti infastiditi abbiamo potuto riscontrare un’esplosione di rabbia delle Maestrine.
  • Le Maestrine dalla Penna Fucsia si sono scatenate nella Rete in genrale contro l’hastag e in particolare contro la povera Mary: con tutti i problemi che ci sono, e che senso ha questa mobilitazione, e basta, e su, e dai, muorite, ecc… Il tutto come ovvio condito anche da insulti più robusti…
  • Persino un’iniziativa innocente e piccola come quella sopra descritta, svoltasi durante la canicola d’agosto, è riuscita a turbare le loro vite. Ormai le Maestrine dalla Penna Fucsia mi sembrano dei BOT del dissenso… più che Persone, sembrano software perennemente operativi per lamentarsi…
  • Mi sono fatto quattro risate e mi sono chiesto perché, dato lo splendido clima estivo, non fossero andate a godere del refrigerio della brezza marina…
  • I risultati sono incontrovertibili: abbiamo individuato un altro caso in ncui l’Uomo imita la Macchina.

Risultato 2: L’esplosione planetaria di Flashmob

Il secondo esperimento invece è stato un po’ più serietto…

Tipo di esperimento: digitale.

Quesito: cosa accade in Tecnonucleo quando un termine diventa improvvisamente di “tendenza” in un’area geografica, senza tuttavia diventare trend topic per i noti meccanismi a suo tempo analizzati con Wikileaks?

Risultati:

  • Quando il termine #Flashmob ha iniziato a generare un certo volume di post e di retweet è apparso il seguente messaggio:

  • Insomma con la piccola iniziativa di Mary avevamo destato le Macchine, che notte e giorno scandagliano Twitter alla ricerca di nuovi temi di tendenza, nuove parole d’ordine, nuove icone pop…
  • Passa qualche ora vado a controllare in rete e scopro che #Flashmob ha varcato i confini italici ed è diventato un trend globale capace di convogliare su di sé l’1% dell’intero traffico mondiale di tweets.
  • Come potete agevolmente verificare dai report sottostanti, il termine #Flashmob, in precedenza pressoché inutilizzato, ha avuto un improvviso aumento di traffico.
    Scandagliando la Rete, ho notato la presenza dei soliti Social BOT: da un lato i Retwittatori Seriali contrastati ai tempi del Project, dall’altro i noti spammatori esaminati ai tempi di Report
I risultati (parziali) da Trendistic notare l'improvvisa impennata in coincidenza del Flashmob
Lo sconcertante trend di Flasmob che esplode in Rete l'11/08/2011 da Showstats
  • Poi com’è naturale con quelle dinamiche collettive da mente alveare sono iniziati a fiorire (per lo più in inglese) una quantità di post riguardanti flashmob, della serie: stanno organizzando? Organizziamo? Dove? Come? Quando?

Ma il risultato più inquietante doveva ancora arrivare.

Risultato 3: Le Tre Stigmate di Justin Bieber

Il terzo esperimento ha avuto esiti di carattere più cosmici… Un giorno ci scriverò su un apposito nonPOST, qui mi limito a fare qualche accenno.

Tipo di esperimento: mistico.

Quesito: il Web 2.0 si sta trasformando in un microcosmo gnostico di quelli cari a Philip K. Dick composti di informazione vivente, in cui si aggirano dei Rex Tremendae Majestatis come quelli scaturiti dalla penna di Valerio Evangelisti in grado di cambiare attraverso l’onirico il nostro mondo reale?

Risultati:

  • Dopo un po’ che monitoravo a singhiozzo il trend #flashmob sono iniziate ad apparire le Tre Stigmate di Justin Bieber, il vero Palmer Eldritch del Web 2.0: nickname contenente ogni possibile variante del Nome (Bieber, Bieliber, Biebs, ecc…) associata a vocaboli disarticolati giusto per distinguere un nome dall’altro (Belieberqwe; xdfBiebs, hjuBieber, ecc…); avatar contenente l’Icona gnostica del Volto di Justin; tweet all’insegna del bimbomikiese più scafato, scritti in broken english.
  • Se cercavate Flashmob ad una certa ora della sera del 11 agosto 2011 A.D.  la avostra pagina si sarebbe riempita dei faccioni sorridenti di questo ragazzotto bruno, che appariva sotto mille nickname tutti pressappoco uguali, dicendo male sempre le stesse cose, attraverso mille voci tutte pressappoco uguali che ripetevano: FLASHMOB!
  • Palmer Eldritch è un personaggio di un libro di Philip K. Dick che tramite una droga (la Chew-Z) era in grado di entrare nell’onirico del genere umano e di cambiare la percezione della realtà oggettiva. Nel Libro “Le Tre Stigmate di Palmer Eldritch” l’uso della droga percettiva iniziava a far emergere nel mondo reale le “stigmate” (le parti meccaniche del corpo di Eldtritch) in tutta l’umanità.
  • Justin Bieber è un mostro di Tecnonucleo nato su Youtube, cresciuto su Myspace e ora stabilmente insediatosi su Twitter dove domina quotidianamente il 3% del traffico mondiale di Tweet. E’ il caso di evidenziare che Twitter ha dedicato a questo Nume digitale altrettanto spazio sui propri server (v. l’articolo di Mashable 3% of Twitter’s Servers Dedicated to Justin Bieber)… dopotutto qualunque cosa accada (rivoluzioni, terremoti, inondazioni, ecc…) 3 tweet su 100 sono a Lui dedicati.
  • Justin Bieber per dirla alla Valerio Evangelisti è ormai un Rex Tremendae Majestatis (leggete questo splendido articolo di Carmilla “Le tre stimmate di Philip K. Dick”), un’Entità che appare in Rete non appena le nostre menti si rivolgono ad un obiettivo comune…

Conclusioni

Insomma alla fine tutto quanto avevamo fatto non era servito che per alimentare quel mostro che è la manifestazione digitale di Justin Bieber: il Cyb-ieber.

In un solo colpo, con un innocente scherzetto virale, avevamo scatenato dapprima una crisi isterica collettiva di Maestrine dalla Penna Fucsia Digitale… eccitato le Macchine della Liguistica Computazionale… generato improvvisi picchi anomali nella produzione di Tweet… suggestionato inconsapevoli utenti di Twitter in tutto il mondo… infine avevamo consentito l’epifania di Justin Bieber, andando a risvegliare quel 3% di server di Twitter, che sono il suo Santuario…

Insomma in utlima analisi l’abbiamo fatto per alimentare l’ego di Justin Bieber.

Ho affidato le conclusioni a questi tre tweet tra l’ironico e il malinconico, quasi profetici perché emessi alcune ore prima che il quadro fosse chiaro.

Il primo dedicato ad una riflessione su “cosa” esattamente comunichiamo di questi tempi…

Gli altri due invece riprendono delle riflessioni a suo tempo espresse su Scemenziario quando analizzai il “Sito Zen di un Solo Pixel”…

e poi…

Concludo avvinto dall’orrore cosmico. Preda della consapevolezza che tutto quanto comunichiamo su Twitter in qualche modo viene scansionato, masticato, digerito da Tecnonucleo e restituito come volumi di traffico attinenti Justin Bieber…

Forse le Maestre dalla Penna Fucsia ci salveranno?

OppureNO

P.S. ho la sgradevolissima sensazione che da qualche parte nel mondo abbiamo causato qualcosa del genere…

Annunci

15 pensieri su “Il Flashmob, le Maestrine dalla Penna Fucsia e le Tre Stigmate di Justin Bieber

  1. Amico mio,
    trovo il tuo articolo semplicemente geniale, come spesso accade d’altronde.

    Il problema è che ci troviamo a rimbalzare contro, concedimi il termine, il famoso muro di gomma. Il web, come analizzato altrove, non è più libero, proprio perchè chi ha la possibilità di permettersi la tecnologia adatta, può scegliere quali strategie di marketing adottare e indirizzare mercato e scelte “umane” secondo una direzione preimpostata. Twitter è un esempio, ma è pur sempre il male minore, sempre che ovviamente si parli di Justin Bieber…
    se vogliamo ad esempio andare sul grosso possiamo parlare di facebook che geolocalizza gli IP di collegamento degli utenti per “consigliare” amicizie (formalmente), indirizzando pubblicità e schedando gli utenti.

    Francamente non so cosa mi faccia più paura, se l’utenza che segue le direzioni di tecnonucleo o tecnonucleo stesso.

    Perseguire il diritto alla libertà di espressione e scelta, passa spesso per la crisi identitaria “di utente”…che parte dalla scelta della gomma da masticare e finisce con l’inebetimento delle masse facilmente indirizzabili grazie alle sinergie tra informazione(televisione) e informatizzazione(web-marketing).

    p.s.
    cavolo…stavolta ero davvero serio.

    • Grazie per i complimenti 😉
      Come ci siamo detti altre volte il concetto di “libertà” del web 2.0 è sempre più aleatorio… Veramente l’Uomo mi sembra sempre più un tool di Tecnonucleo incastrato tra Macchine del Marketing e Macchine della Psicopolizia. Più che una Rete, una Gabbia. A maglia stretta.

    • E sempre sull’ondata dei nostri ragionamenti comuni ti sottopongo questa case history che mi ha girato oggi Davide “Tagliaerbe” Pozzi… http://techcrunch.com/2011/07/21/biebergram/ in pratica l’iscrizione di Bieber a Instangram venne vissuta dal server come un attacco DDOS… A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre… Justin Bieber è un ecosistema digitale di BOT che si comportano da Umani e di Umani che si comportano come Macchine… Inquietante.

  2. Ti leggo sempre con piacere Jovanz, quindi l’ho fatto anche stavolta.
    Sto per essere estremamente sincera sia con te che con me stessa. Inizialmente ho pensato di non commentare questo tuo nonPost per evitare fraintendimenti, ma penso che la schiettezza mi aiuterà a non crearli. Premesso questo, sai tu come so anche io, che sono stata una delle persone che ha criticato questo flashmob. Sicuramente l’ho fatto con toni poco carini, lo ammetto, ma la diplomazia non è una delle mie doti migliori. Non mi sono trovata d’accordo con l’oggetto del flashmob e non per il flashmob in sé, che trovo in generale una buona iniziativa. Potevo farlo con parole diverse ma il concetto lo avrei comunque esposto, perché nemmeno star zitta è una delle mie doti migliori…saranno difetti o saranno pregi, ci sono e me li devo tenere. 🙂
    In conclusione, dico tutto questo perché ti ritengo una persona brillante e da stimare non a prescindere ma in base a tutto quello che tu hai saputo creare con sagacia. Non siamo stati d’accordo su questo evento ma probabilmente lo siamo stati e lo saremo per altri.
    Ti ringrazio del nonPost che mi ha permesso di esprimere quello che in fondo volevo dirti da un po’ di giorni. 😉

    • Cara Sissetta, innanzitutto ci tengo a precisare che le “frecciatine” non erano rivolte a te, ma ad alcune persone che onestamente vedo in giro solo quando c’è da brontolare contro qualcosa. Quotidianamente leggo un sacco di idiozie su Twitter (oggi molto più di un anno fa’) ma come direbbe il Capa “skippo e vado oltre”. Alcuni (la lista è lunga e non faccio nomi perché odio le Cacce alle Streghe Digitali) passano la giornata solo a inveire sugli altri utenti e questo francamente non lo capisco. Venendo al tuo caso, semplicemente capisco che certe iniziative possano non piacere. Personalmente ho colto l’occasione per giocare con BOT e Algoritmi come mio solito traendo conclusioni provvisorie, ma interessanti.
      Con stima costante 😉

      • Sì immaginavo…anche perché io non ho proprio tutte tutte le caratteristiche de “Le Maestrine dalla Penna Fucsia Digitali” se non altro perché io sono molto devota al nero! 😀 Comunque a parte le fregnacce (si può dire?), queste cose te le volevo dire. Tu fai bene a giocare con gli algoritmi per i quali, ahimè, non sono mai stata portata.

        P.S.: mi piacciono i graficini delle statistiche. 🙂

      • Se ricordi un anno addietro quando ti guardavo dal basso dei miei 100 follower ti scrissi che eri l’unica “Twitstar” che stimavo. La tua stella brilla costante 😉

      • Suvvia, ti avrei offerto una cena con annessa bevuta di qualità anche se non avessi detto quest’ultima cosa! 😀 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...