Gli Hacker venezuelani e i furti di account Twitter

ONtro

La cronica impotenza di Twitter verso l'hacking...

Esimi nonché egregi Ricercatori, come sapete, il Progetto Gilda35 ha delle dimensioni, per così dire, internazionali e di tanto in tanto riceviamo delle segnalazioni dall’estero su fenomeni di cui, ovviamente, i Media tradizionali (in cui includo anche i Topblog, purtroppo) non parlano.

Un Ricercatore venezuelano oggi 05 settembre 2011 A.D. mi ha inviato due messaggi diretti molto interessanti:

Buongiorno! Lo sai che qui tutto il weekend hanno hackato gli account con più followers di opposizione giusto per farli bloccare da Twitter 😦

e come hanno appoggio dallo Stato non saranno mai nemmeno investigati

Ovviamente la mia curiosità intellettuale è stata solleticata e quindi ci siamo gettati in una carbonara discussione via Direct Message.

In sostanza quanto accaduto sarebbe così riassumibile: degli hacker hanno crackato alcuni account Twitter di personaggi di punta dell’Opposizione al governo di Hugo Chavez, facendogli compiere una serie di operazioni, che ne hanno portato al blocco.

Peraltro lo stesso Chavez in patria è una Twitstar, @chavezcandanga, con oltre 2 miloni di followers ed utilizza di sovente Twitter per comunicare con i propri sostenitori anche in relazione ad aspetti delicati della propria vita (v. l’articolo del Corriere della Sera “Chavez: «Pronto a una nuova chemio»”).

Il Venezuela rappresenta pertanto una realtà molto particolare, in cui Twitter svolge un ruolo abbastanza importante nel dibattito pubblico.

Insomma fare hacking di un account Twitter in Venezuela è qualcosa di abbastanza eclatante. E’ un atto politico.

Intervista a un hacker

Di seguito vi riporto la traduzione di “Entrevista a un hacker” un’intervista effettuata via Twitter dal giornalista Alvaro “@AlvaroPK” Perez Kattar ad uno degli hacker responsabile dell’azione dimostrativa summenzionata. La ritengo una lettura estremamente interessante, pertanto vinco la mia ritrosia a proporre articoli tradotti e di seguito vi propongo una versione non letterale del testo:

Tutto cominciò, dopo che Io e l’hacker, stavamo guardando [N.d.R. ovviamente ognuno a casa propria un po’ come quando dalle nostre parti si commenta l’etichetta #annozero o #mistero] “Sabado en la Noche” [N.d.R. un programma serale di una TV privata], dove Leonardo Padron [N.d.R. scrittore venezuelano autore anche di telenovelas] esprimeva la propria indignazione per essere stato vittima di un hackeraggio del suo account Twitter, al che l’hacker rispose tramite l’account di Berenice Gomez @LaBichaOficial [N.d.R. giornalista che si autodefinisce “Giornalista di Opposizione al 100%”]:

LaBichaOficial: Io non ho usurpato l´identità di Leonardo Padron. Ho detto soltanto delle verità e quello è piaciuto moltissimo.

Così ho domandato:

AlvaroPK: Signor Hacker… Mi scusi, non ho capito bene. Non ha tolto l´identità a nessuno?. Me la spieghi meglio per favore.

LaBichaOficial: ammetto di averlo fatto inizialmente, dopo ovviamente non più.

AlvaroPK: desidererei rivolgere un´intervista all´uomo del momento, all’hacker di @LaBichaOficial

AlvaroPK: Sarebbe giusto che spiegasse alla gente perché hai deciso di fare questo e non aprire il un tuo account personale, per difendere le tue idee.

LaBichaOficial: L’ho già detto. L’importante non è il messaggero ma il messaggio.

AlvaroPK: Dietro a questo hacker (@LaBichaOficial) c’è un messaggio che merita di essere ascoltato . Odiatemi per averlo detto.

LaBichaOficial: Senti, grazie.

AlvaroPK: Occhio, non sto dicendo che sono d´accordo con i suoi metodi, comunque credo che dobbiamo ascoltare quello che pensa. Ho varie domande da fare.

LaBichaOficial: Tranquillo, certo, vai avanti con le domande.

AlvaroPK: Perché hai scelto di fare giustizia con le tue mani? Intendo quando hai fatto quelle denuncie dall’account di Leonardo Padron?

AlvaroPK: Non pensi che dovrebbe essere il pubblico a punirlo, se i suoi racconti e la sua proposta televisiva sono cattivi?

LaBichaOficial: Aspetta, sto per rispondere, sto ricevendo tanti tweets.

LaBichaOficial: Questa risposta è connessa con la tua seconda domanda. Non c’è giustizia applicabile a un sistema alienante e consolidato come quello della TV che critico.

AlvaroPK: Non pensi che dovrebbe essere il pubblico a giudicarlo? Come fai a sapere cos’è meglio che guardi la gente?

LaBichaOficial: Questa sarà lunga.

LaBichaOficial: 1) Il pubblico non punisce Padron perché è convinto che sia un drammaturgo eccezionale. Hanno dimenticato il valore del paragone di Cabrujas [N.d.R. Un altro scrittore e drammaturgo venezuelano].

LaBichaOficial: 2) Così, la responsabilità ricade sull´artista che invece di proporre valori e diversità sceglie il modello che vende.

LaBichaOficial: 3) Se qualcuno passa dei giorni nel deserto e comincia a bere la sabbia, non è per sete, è perché ha dimenticato la differenza fra l’acqua e la sabbia.

AlvaroPK: Tu ti consideri come individuo o come gruppo (mi riferisco al comunicato stampa) un democratico?

LaBichaOficial: Democratico e fedele all´etimologia della parola. A seconda della percezione la Democrazia è un bicchiere mezzo pieno.

LaBichaOficial: A corollario. La Democrazia non è LIBERTINAGGIO. Non deve essere come entrare in un posto affollato ed urlare AL FUOCO!

AlvaroPK: Perché pensi che sarebbe giusto violare il dritto di altri ad esprimersi, per difendere le tue idee?

LaBichaOficial: Non ho violato quel dritto. Infatti, credo che se qualcuno si è espresso e ha ricevuto attenzione dai Media sono state proprio le vittime dell’hackeraggio.

LaBichaOficial: A corollario. Non voglio mettere a tacere delle voci e, infatti, nessuna è stata zitta. Il mio obbiettivo è di fare capire il vero obbiettivo dei Temi di Tendenza.

AlvaroPK: Tu sei l´unico a capire la differenza fra acqua e sabbia?  (via: @C_Carrasquero)

LaBichaOficial: No, vi posso dire che non voglio imporre nessun paradigma, ma offrire delle idee per rompere quello che già esiste.

AlvaroPK: Fino a dove vuoi arrivare? Farai come nell´account di @NiTanConde e dirai chi sei, o continuerai a hackerare? E chi?

LaBichaOficial: Non cerco la fama, quindi non devo rivelare la mia identità. Mentre quanti più followers ha un account, tanto più quella persona deve essere più responsabile.

LaBichaOficial: A corollario. Continuo ad avere degli obbiettivi e tutti ne parleranno. Il mio obbiettivo è sempre lo stesso, dare delle lezioni. So che fallirò, ma lascerò un precedente.

LaBichaOficial: Senza dubbi e scusami la mancanza di umiltà, in qualche modo ho insegnato a un scrittore a scrivere e a una giornalista a informare.

AlvaroPK: Sembra che hanno appena hackerato un altro account, quello di Laureano Marquez, lo hai fatto tu?

LaBichaOficial: Si. La ragione è la stessa, questo cittadino si è burlato della figlia del Presedente della Repubblica.

LaBichaOficial: Vi invito a cercare su internet l’informazione che riguarda quell’infame burla. Come direbbe Perez Pirela [N.d.R. filosofo politico venezuelano] : lascia l’umorismo ai comici.

AlvaroPK: Ricordi che Laureano Marquez è stato punito, dopo quell’articolo? Perché devi ulteriormente fare giustizia con le tue mani?

LaBichaOficial: Perché non si è mai scusato. Pagare quella multa non gli ha fatto imparare la lezione, e neppure questo, vedremo.

AlvaroPK:  Cosa significa per te essere più responsabile? Ci puoi dare degli esempi di un comportamento responsabile ed uno irresponsabile?

LaBichaOficial: 1) Non personalizzerò, ma descriverò responsabilità e irresponsabilità nell´uso di Twitter, sopratutto se hai numerosi followers.

LaBichaOficial: 2) IRRESPONSABILE: Runrunes,[N.d.R. sito di scoop venezuelano che pubblica notizie in esclusiva] gossip e fomentare un clima di apprensione. Eccezion fatta le campagne tese a sviluppare una presa di coscienza collettiva.

LaBichaOficial: 3) RESPONSABILE: Informazione verificabile e basata sul giornalismo investigativo. Promuovere valori e aggiungersi ad “iniziative PRO”.

LaBichaOficial: Le “iniziative PRO” si riferiscono a campagne di risparmio energetico, combattere il tabagismo, l´alcoolismo, ecc.

AlvaroPK: Visto che sei riuscito a rivoluzionare diversi account, hai pensato di restituire quelli non sospesi.

LaBichaOficial: No, sono i miei trofei. Ho offerto di restituire gli account mail, ma si sono mostrati molto orgogliosi, quindi mi terrò anche quelli.

AlvaroPK: chiedo ancora qualche risposta. Quali programmi televisivi ti piacciono? Ti piace quello che fanno a La Hojilla [N.d.R. un programma della TV di Stato, dove mi dicono pubblichino anche intercettazioni contro l’Opposizione]?

LaBichaOficial: Questa domanda, un’altra e forse una terza, devo andare…

LaBichaOficial: Si, mi piace La Hojilla è una conseguenza e non la causa, è la reazione e non l’azione. Dirà parolacce, ma la sua controparte offende la VERITA’.

LaBichaOficial: Attendo l´ultima domanda. E’ interessante e forse riprenderemo all´intervista in un altro momento. Mi scuso per l ´inconveniente.

AlvaroPK: Non ci sono più domande. Ti offro la radio quando vuoi.

AlvaroPK: Direbbe Voltaire: “Non sono d´accordo con quello che dici, ma difenderò con la mia vita il tuo dritto ad esprimerlo” Grazie dell’intervista.

LaBichaOficial: È stato un piacere.

Conclusioni

Riporto la vicenda come l’ho tradotta con l’aiuto dell’amico Ricercatore, lasciando ad ognuno di voi il desiderio di approfondirla. Non conosco abbastanza bene la Politica Digitale in Venezuela, per esprimermi nel merito. Devo ammettere, però, che giornalisticamente l’utilizzo di Twitter per un intervista nel divenire di un fenomeno di hackeraggio è un fatto senza precedenti e davvero gustosissimo.

Certo che la vicenda mi suscita qualche legittima perplessità sulla gestione della sicurezza di Twitter: mi sembra allucinante che degli account verificati di Twitstar locali possano essere “bucati” con questa facilità… per di più col solito trattamento di passivo disinteresse tipico dei Social Network e già altre volte analizzato (v. Quando Zuckerberg censurò Travaglio, oppureNO!)… a tutt’oggi l’hacker è in posseso dell’account di Berenice Gomez e continua ad utilizzarlo per le proprie esternazioni…

In Europa non so perché questo genere di notizie non passa. Indubbiamente la vicenda fornisce spunti di riflessione molto interessanti e anche difficili da analizzare… Forse troppo difficili per noi impigriti europei che in Rete cerchiamo solo notizie sul nuovo iPad di Apple…

In questi giorni si parla di Twitter solo per le pseudo “Rivoluzioni dei Social Network” e per le continue votazioni per il blog più figo e il twittero più bello. Nel nostro girovagare ci poniamo sempre meno domande sull’etica di ciò che accade intorno a noi…

Oh quasi dimenticavo tra qualche giorno esce l’iPhone 5…

OppureNO.

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12 pensieri su “Gli Hacker venezuelani e i furti di account Twitter

  1. Adesso ti racconto una storia.
    Ovviamente lascio a te l’interpretazione dei fatti, delle parole e del gesto:
    Un giorno non molto lontano, un politico locale (italiano) che non menzionerò ma mi limiterò a dire che è diversamente alto, sorprese il mondo della rete con qualcosa che non andava.
    Il giorno dopo (per essere precisi la notte stessa, alle 02.00) dopo un pò di caos il sito di questo non molto noto uomo politico italiano diversamente alto restituiva questo messaggio:
    “500 Internal Server Error”

    Il fatto è che come al solito il gesto è servito a ben poco. Il ministro diversamente alto ha continuato a fare i suoi porci comodi (sempre diversamente alti), la TV ha parlato prima di hackers, uomini in nero, cattivi, TroCati e delinquenti, poi di “numerosi visitatori” tanto che il sito non è più riuscito a gestirli, quindi è andato in crash. No, non era un DDOS!(ooops)

    Bene, adesso passiamo alla parte seria del commento.
    Il fatto di avere a disposizione la possibilità di comunicare con molte persone serve proprio a cercare di smuovere gli animi…e magari infiammare qualche coscienza, cosa che in Italia (non so nel resto d’Europa, Islanda a parte) è praticamente impossibile. L’unico gesto civile che mi viene in mente è la rivoluzione, ma…
    Trovo perfettamente giusto il gesto di “Hacker” e lo ripeterei mille e mille volte…

    • Però qui il caso è differente e a mio avviso un po’ inedito. E ti chiedo aiuto per trarne una chiave interpretativa…
      Qui non siamo a mio avviso né dalle parti dell’hacker che lotta contro l’Autorità, né dalle parti del cracker mercenario e silenzioso che lotta contro gli oppositori di un Regime…
      Qui siamo di fronte ad un hacker che lotta contro l’Opposizione all’Autorità del proprio Stato… Però lo fa alla luce del sole esplicitando una propria linea politica…
      E allora parecchie chiavi interpretative con cui di norma guardo a questi fenomeni un po’ saltano…
      Zittire l’Opposizione all’Autorità, sapendo che quest’ultima (ovviamente) non muoverà un dito contro l’hacker, come si configura?
      Bisogna partire dal presupposto che tutta l’Opposizione all’Autorità è al soldo di un’ulteriore Autorità esterna e nemica ancor più potente di quella interna…
      Il che però sarebbe la classica retorica da Regime Totalitario sul Nemico interno al soldo del Nemico esterno…
      L’hacker in questione dice cose interessanti, usa metodi shock, ma quando provo a inquadrare la cosa coi normali parametri etici mi perdo…
      Come la vedi Black?

      • In questo caso l’hacker segue una linea etica atta a smuovere le coscienze.
        L’hacker di per se non è al soldo di nessuno, agisce spinto da spirito di rivolta. L’hacker non è politicizzato. Il fatto di aver preso posizione forte lo rende invulnerabile. In primis lo rende visibile come realtà esistente a tutte quelle persone che fingono di non vedere, in secundis lo rende potente.
        Quando parla delle motivazioni che lo spingono ad agire fa alcuni esempi:
        LaBichaOficial: Perché non si è mai scusato. Pagare quella multa non gli ha fatto imparare la lezione, e neppure questo, vedremo.”
        pone il “carnefice” di fronte alla scelta di fare un gesto plateale che sostenga il diritto alla libertà. E pone lo stesso carnefice di fronte alla scelta di ottenere qualcosa in cambio (l’account twitte).

        L’hacker inoltre si è messo in gioco.
        Continuo a dire che non penso affatto sosteng governi,controgoverni,opposizioni sovragiurisdizionali, ma semplicemente insegue un sogno fatto di espressione di idee. Un pò quello che si cerca di fare da sempre, aprire le coscienze della gente.
        Ricerca palpabile della verità nel momento in cui nomina “La Hojilla”:
        LaBichaOficial: Si, mi piace La Hojilla è una conseguenza e non la causa, è la reazione e non l’azione. Dirà parolacce, ma la sua controparte offende la VERITA’.
        Io ci vedo “reazione” più che “azione”.
        E ci vedo come sempre “rivoluzione”.

      • Interessante posizione (come sempre)… Però la Rivoluzione non dovrebbe essere CONTRO un assetto di Potere costituito? In questo caso l’hacker si mette CONTRO oppositori a quel Potere accusati di creare un clima ostile al Governo Chavez… Siamo ancora dalle parti dell’hacking quando si ha il sostegno della Polizia Postale?

  2. Il mio punto di vista è un pò particolare in merito. Non è detto che il potere costutuito sia sempre il male. Noi viviamo all’esterno. Un pò come nei casi in cui l’informazione raccontava quello che bisognava far sapere al mondo, che non sempre coincideva con la verità.
    L’hacking oggi è uno strumento potente, capace di far scrivere all’amico Jovanz un articolo in merito a “fatti” successi in Venezuela.
    Poni caso:
    domani qualcuno hackera il sito del PDL, inserendo un comunicato stampa in lingue diverse attraverso il quale diffonde la notizia che un poliziotto rischia la vita giorno per giorno per 1.200€, mentre un buffone ignorante, mafioso, pregiudicato scalda la poltrona a Montecitorio per 22.000€ al mese.
    Io sto dalla parte dell’hacker, a prescindere, sto dalla parte del poliziotto, a prescindere,sto dalla parte del governo (della costutuzione vituperata)…e certamente non dalla parte del deputato ladro.
    La domanda è:
    da quale parte sono schierato?

    Lo scenario è diverso come lo sono i presupposti, resta che con un gesto mi sono messo a cavallo di una staccionata. Da un lato c’è il diritto al lavoro e alla retribuzione giusta di un mestiere, dll’altra sto dalla parte dello Stato che dovrebbe difendere il diritto al lavoro…
    Il gesto è forte, la motivazione anche.
    Inseguire un ideale di giustizia probabilmente ci mette spesso a cavallo di una staccionata.

    • Interessante questo superamento della dicotomia classica tra Hacker e Autorità, in cui il proprio desiderio di “giustizia” prevale sul “fermento rivoluzionario”…
      Però continuo a chiedermi zittire un Oppositore (ancorché appartenente a un sistema mediatico verso cui si è antagonisti), in un’azione che rinforza chi ha più potere è ancora hacking?

  3. Hacking non deveper forza significare “stare dalla parte giusta”.
    Anche perchè è decisamente difficile stabilire qual’è illato giusto della staccionata. Quello che è importante è combattere per un ideale, qualsiasi esso sia, purchè la spinta al combattimento abbia delle basi forti.
    Un esempio è il caso Lillis, se ben ricordi trattato in altri lidi.
    Il mio ideale abbraccia una disciplina sociale diversa da quella di molte altre persone, questo mi ha permesso di schierarmi accanto a te, Nicola Favero ed altre persone i cui intenti erano e sono magari differenti dai miei.
    E’ importante avere un ideale…e questo si riflette anche nel mondo dell’hacking.
    Magari in italia sai quanta gente di Anonymous c’è…e magari è leghista? (pour parler).

  4. […] Tuttavia il corpo elettrico di Hugo Chavez ha una marcia in più: la Comunità di Hacker, che non solo può alla bisogna dotare il Leader di quanti followers vuole, aumentando la “percezione del consenso”, ma che di sovente interviene prendendo il possesso degli account degli oppositori. […]

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