I dieci giorni di fuoco della Politica Digitale

ONtro

Esimi Ricercatori, penso di non aver vissuto un paio di settimane di Politica Digitale così intense da anni. In pratica le ho trascorse quasi integralmente a essere travolto dall’evolversi degli eventi in Rete.

E’ stato un susseguirsi convulso di serrate digitali, meme, dipartite illustri, boutade, guerrilla marketing, colpi di scena, sciacallaggi, nuove idee, astratti furori, ricerca di redenzione…

Mi sembra che dal 3 ottobre abbiamo vissuto in una sorta di incredibile samba digitale, che non accenna a placarsi di intensità.

Tanto che il mio ormai celebre tweet sulla “Settimana Nera della Cultura Digitale” (oltre 500 retweet in 8 ore, un record o quasi), appare oggi ottimistico:

Eppure in mezzo a tante cose che ottenebrano il nostro sguardo, inizio dal mio analogico punto di vista a vedere qualche piccolo raggio di luce…

Ma andiamo con ordine come di consueto…

Vasco vs. Nonciclopedia

Partiamo da lunedì 3 ottobre… Nonciclopedia chiude il proprio sito internet come forma di protesta per la denuncia di Vasco Rossi… Immediatamente la Rete, sospinta da una certa Comunità Online di vostra conoscenza insorge, sparando l’hastag #vascomerda in prima posizione mondiale… con sommo disappunto dei tifosi del Vasco da Gama ed esplosioni di equivoci linguistici…

Al che il vostro diletto Narratore dadaista, depone i  panni del Sabotatore e veste quelli più consoni del giurista e scrive una vibrata “Lettera Aperta pro Nonciclopedia ai Legali del Sig. Vasco Rossi“, che fa il giro della Rete (tipo 10.000 contatti unici al sito e server fumanti)…

Qualcosa si smuove e l’Artista ritira la denuncia, così procediamo a ringraziare doverosamente Vasco Rossi e il suo staff

Nonciclopedia riapre i battenti e vivono tutti felici e contenti…

OppureNO, perché Vasco Rossi nel fine settimana (sabato 8 e domenica 9) insorge nuovamente invocando punizioni esemplari contro gli Amministratori di Nonciclopedia…

Ho abbondantemente espresso le mie posizioni nei commenti (copiosissimi) della Lettera Aperta, posso solo dire che mi è dispiaciuta la malafede di alcuni giornalisti che hanno cercato di tratteggiare Nonciclopedia come una testata giornalistica online… Purtroppo in Italia la differenza tra un Redazione e un Wiki non è ancora molto chiara…

Comunque per ora pare che la situazione si sia acquietata nuovamente (forse perché i Social Media Expert hanno ripreso il controllo della fan page…).

Se Wikipedia imita Nonciclopedia

Dopo di che avviene un paradosso comunicativo di quelli che hanno del meraviglioso: Wikipedia fa la parodia di Nonciclopedia e nei giorni 4, 5 e 6 ottobre chiude il proprio sito per protesta contro il disegno di Legge sulle Intercettazioni…

Il 4, 5 e 6 ottobre 2011 gli utenti di Wikipedia in lingua italiana hanno ritenuto necessario oscurare le voci dell’enciclopedia per sottolineare che un disegno di legge in fase di approvazione alla Camera potrebbe minare alla base la neutralità di Wikipedia.

Sono stati proposti degli emendamenti, ma la discussione di tali modifiche (inizialmente prevista per il 12 ottobre e poi rimandata) deve ancora essere effettuata. Non sappiamo, quindi, se sia ormai scongiurata l’approvazione della norma nella sua formulazione originaria, approvazione che vanificherebbe gran parte del lavoro fatto su Wikipedia.

Grazie a chi ha supportato la nostra iniziativa, tesa esclusivamente alla salvaguardia di un sapere libero e neutrale.

[Tratto dalla homepage di Wikipedia]

Si saranno detti: se i maramaldi di Gilda35 hanno reso “Vasco vs Nonciclopedia” case history planetaria sulla cattiva gestione del brand management, cosa combineranno in nostro favore?

E dobbiamo ammettere che nelle nostre cellule operative le nostre dita pacioccone fremevano nella produzione di testi e script dai contenuti quantomai bellicosi…

E intanto la Rete montava, montava, montava…

Poi per fortuna il Governo ha fatto la parodia di Vasco Rossi e ha ritirato la parte più assurda del Disegno di Legge, quella in cui sostanzialmente a qualunque pagina internet veniva applicata la medesima disciplina delle testate online.

La norma era particolarmente assurda, odiosa e paradossale, ve la riporto in tutta la sua bellezza:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

[Tratto dal Disegno di legge – Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., lettera a) del comma 29, versione del 10/06/2010 A.D.]

In pratica qualunque “sito informatico” era equiparato a una Redazione Giornalistica online. Il Legislatore partiva dal presupposto che qualunque blog o profilo di Social Network (non sono forse siti informatici anche i nostri profili Facebook?) avesse alle proprie spalle una Redazione in grado di pubblicare rettifiche (o conferme documentate) a semplice richiesta dell’interessato.

Non so se la norma fosse volutamente provocatoria, o scritta da qualcuno che non ha alcuna cognizione di cosa sia un “sito informatico”.

Comunque pare sia stata emendata…

Leggi Forza Gnocca e bevi Vinswer!

Dopo di che accade che il nostro vulcanico Premier stanco dei Sabotatori dichiari il 06 ottobre 2011 di voler fondare un nuovo soggetto politico “Forza Gnocca”.

Immediatamente in Rete partono ondate di pernacchiette digitali e per alcune ore ci dimentichiamo soavemente della morte di Steve Jobs, della crisi economica, della paralisi governativa, delle guerre, delle inondazioni, delle cavallette…

Poi a notte fonda accade l’incredibile… mi scrive quella colonna della ricerca dadaista di Giuseppe Lanzi:

http://www.forzagnocca.it/ questi registrano il dominio… E Gilda che fa???

Vado sulla pagina di Forza Gnocca e trovo l’esatta riproposizione dell’intero sito di PdL.it riproposto pagina per pagina. Supero lo sconcerto iniziale poi inizio a commentare la cosa assieme a Giuseppe Lanzi e Max Vurro… Ascriviamo immediatamente la cosa a un lameraggio di quelli abbastanza inopportuni…

Erano poche ore che Wikipedia aveva riaperto e qualche buon tempone si faceva parte diligente per dimostrare agli elementi più retrivi della nostra classe politica, che è vero: il web è pieno di persone brutte, sporche e cattive… che se non gli mettiamo un freno questi qui renderanno le pacifiche fattorie di Farmville dei siti canaglia come 4chan

Amareggiati ce ne andiamo a dormire e il mattino dopo ci becchiamo un ulteriore colpo di scena. Scompaiono i volti ieratici di Aldfano e Cicchitto e appare questo strampalato Comunicato Stampa:

6 ottobre 2011, ore 5.49: Muore Steve Jobs 6 ottobre 2011, ore 13.06: Silvio Berlusconi (scherzando) afferma di voler fondare il partito “Forza Gnocca” Nel momento stesso in cui abbiamo sentito la notizia della battuta del Presidente del Consiglio non abbiamo avuto alcun dubbio su quello che sarebbe successo in Italia: notizie e dibattiti monopolizzati, tutto il comparto dei media a parlare quasi solo ed esclusivamente di ipotetici e fantomatici nomi di partito. Muore il più grande visionario della società moderna, colui che con il suo esempio ha spinto migliaia e migliaia di persone a seguire i propri sogni rischiando tutto, spinti solo dalla follia del proprio cuore e dal coraggio delle proprie idee. Ma in Italia si parla del partito della gnocca e non della eccezionale figura che ci ha lasciati, del mentore virtuale di migliaia di nuovi giovani imprenditori (tra i quali noi). Con questo scherzo volevamo solo attirare l’attenzione dei media, che spesso manca, sulla miriade di startupper italiani che con il loro entusiasmo, la loro passione, le loro idee e i loro sacrifici inseguono i sogni che hanno nel cuore. Spesso scontrandosi però con una realtà che forse non viaggia alla stessa velocità delle loro intuizioni. Anche Apple per Jobs era un sogno. Anche Facebook per Zuckerberg era un sogno. In Italia, però per seguire i propri sogni, per rendere reali le proprie idee, serve un entusiasmo fuori dal comune. Steve Jobs nel suo celebre discorso agli studenti di Stanford ha detto: “Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare.”. Noi abbiamo deciso di avere coraggio. Il nostro cuore e la nostra intuizione ci hanno portati a fondare una startup, Vinswer. Purtroppo, però Vinswer ha sede negli Stati Uniti. Perchè in Italia è molto più difficile, troppo più difficile. Michele e Stefano

[Tratto dal sito di Forza Gnocca ]

Sono l’unico ad avere la sensazione che  il sito http://www.forzagnocca.it si sia rivelato un mirabile esempio di guerrilla marketing funzionale alla start up Vinswer?

D’altronde gli stessi autori della “beffa” lo ammettono:

Non possiamo negare che c’è un bel ritorno d’immagine. La lettera che abbiamo pubblicato ha raggiunto le 90mila visualizzazioni. Vinswer, dall’ora di pranzo, ne ha registrate quasi 9mila in più del solito.

[Tratto da Ecco i creatori del sito-beffa: “Così è nato Forzagnocca.it” di Sky Tg24]

Capisco che per tre startuppari residenti negli USA, che ormai vivono le vicende italiane dall’oblò dei temi di tendenza di Twitter, la cosa possa essere sembrata molto simpatica.

Ma ritengo che lanciare una provocazione grossa come una casa, in un frangente tanto delicato, solo per fare 9.000 visualizzazioni è qualcosa di talmente patetico che sovrasta il limite del ridicolo per assurgere a quello del sublime…

Nichi Vendola e la morte di Steve Jobs

Quando mi sono imbattuto per le vie di Roma in un cartellone pubblicitario tipo questo, lì per lì ho pensato che fossi stato catapultato nel continuum del post di Stailuan: Steve Jobs – i saluti che non avremmo voluto vedere”

Poi ho capito che era vero.

Poi ci ho pensato su.

Dopotutto Nichi Vendola è un grande sostenitore del software libero che dialoga con personaggi del calibro di Richard Stallman (v. Software Libero).

Però Nichi Vendola è anche l’autore del Protocollo d’Intesa  tra Regione Puglia e Microsoft, che insomma non è proprio un covo di sostenitori dell’open source (v. Riguardo l’intesa con Microsoft).

Insomma Nichi Vendola è un uomo amante dell’azione e della contraddizione continua…

Una svolta in favore delle tecnologie più fighette e costose, con tanto di contraffazione del celebre logo Apple, ci stava tutta…

Peccato che in Rete hanno iniziato a divampare commenti estremamente negativi sfociati poi in un nuovo meme, i SeLcrologi, che hanno evidenziato il lato di lieve cattivo gusto dell’iniziativa.

Così Nichi Vendola è corso ai ripari e si è dissociato dai SeL di Roma al grido di: “Steve Jobs guru della sinistra? Un abbaglio”

Ma chiedere semplicemente scusa a nome del Partito per una caduta di tono?

Francamente la cosa mi è dispiaciuta, perché Nichi Vendola è stato uno di quei politici che ha dimostrato maggiore sensibilità verso i nuovi media. Questa volta mi ha dato l’impressione dell’ennesimo personaggio che approccia la “Cultura Digitale” convinto di parlare ad un’orda di fanboy dementi.

Open Politics con Massimo Melica

Poi, per fortuna, arriva Massimo Melica a risollevare le sorti di un dibattito sulla politica digitale appiattito su meme demenziali e atti di guerrilla marketing.

E’ da qualche mese che ho sviluppato un bel dialogo con Massimo, che ritengo senza tema di smentita essere uno dei massimi esperti di diritto applicato alle nuove tecnologie, sui temi a me cari di politica digitale, open governance e open data.

Pertanto ho accolto con entusiasmo la pubblicazione di “Open Politics con Massimo Melica“, con cui il nostro ha annunciato l’intenzione di aprire un dibattito pubblico sul tema, nell’immediato animando un gruppo su Facebook

Questi gli scopi dell’iniziativa:

Molti affermano che il tempo per i politici sia scaduto, che è in corso una rivoluzione culturale basata sulla presa di coscienza degli italiani che hanno capito che, con questo modo di gestire la cosa pubblica se non nell’immediato domani, comunque si rischia un “default” irreparabile.

Le tecnologie della comunicazione introducono forme di ascolto e dialogo, che ritengo debbano essere la base di un nuovo modo di governare: condiviso e partecipato.

Le migliori competenze spesso restano lontane dai luoghi istituzionali in cui vengono prese le decisioni che riguardano il Paese, questo genera il pericoloso fenomeno dell’antipolitica e dell’astensionismo.

Altre volte, chi è chiamato a governare dimentica l’inestimabile patrimonio culturale offerto dai Cittadini che vanno ascoltati e resi partecipi della vita politica.

Ritengo quello di Massimo un esperimento da approfondire e sarei lieto di sentire la voce di Voi Ricercatori su questi temi… A mio avviso c’è bisogno di un superamento dello schema in cui in un ventennio ci siamo mossi noi internauti della prima ora… Abbiamo vissuto per anni come cowboy all’insegna di uno strano anarco-individualismo, fondamentalmente lanciando strali contro la Politica e coloro che la apprezzavano… Il problema è che tra bufalo e locomotiva, ha vinto quest’ultima e i nostri spazi si sono ridotti di conseguenza.

E’ ora di seppellire brand obsoleti come Destra e Sinisitra, ideati ai tempi della Macchina a  Vapore, e chiederci: che fare?

Formattiamo il Parlamento di Merlinox

Dopodiché per non farci mancare nulla il grande Merlinox il  10 ottobre 2011 A.D. annuncia nella nostra neonata Cabina di Regia, che vuole avviare uno dei sotto-progetti  studiati durante la serrata di Wikipedia…

Così che fa il nostro baldo Sabotatore? Lista a lutto il proprio sito con questo messaggio:

Tutti a casa: formattiamo il Parlamento!

Questo sito e i suoi autori non vogliono rimanere ignavi al cospetto dell’inaccettabile situazione politica italiana. Per tali motivi ogni pagina di questo sito appare velata in segno di lutto: la morte della politica italiana. Che inizi a pagare chi finora ha sbagliato, non sempre e solo i cittadini.

Per aderire a questa iniziativa copia questo codice nel tuo sito, dove vuoi

<script src=”http://goo.gl/RhWxf”></script&gt;

[Tratto da Merlinox.com]

Lo ammetto se questo sito non girasse su quella roccaforte anti java script, che è WordPress.com, avreste trovato anche questo nonBLOG listato a lutto.

Tutta la verità su #eroafumare

#eroafumareDopodichè accade che il giorno 11  ottobre 2011 A.D. il Governo va sotto per un voto durante la votazione relativa al Bilancio 2010 e il Ministro della Repubblica Umberto Bossi si giustifica dicendo di essersi assentato un attimo per andare a fumare…

Ovviamente nella Cabina di Regia di questa Online Community non l’abbiamo presa benissimo…

Così il giorno 12 ottobre 2012 A.D. abbiamo pianificato una consueta scalata alla cima dei Temi di Tendenza con l’hastag #eroafumare… Un po’ di sano spam strutturato e destrutturante e la timeline è stata invasa di sfaccendati che mollavano tutto e tutti per andare a fumare…

Di seguito la brillante spiegazione di Merlinox:

#eroafumare è un simbolo, nato su Twitter, per non dimenticare che un ministro della repubblica italiana ha giustificato il suo non-voto con un sigaro: inaccettabile.

Inaccettabile come la situazione politica italiana che dondola tra caste e logge, escort e travestiti, cocaina e ignavia. Una non-politica che ha sostituito ai programmi di sviluppo i programmi distruttivi per la parte avversa.

Una situazione corrotta e schifosa, di un’Italia che sembra non essere in grado di cambiare pagina!

Tutto ebbe origine da un 124012960728354816 a seguito di una notizia vera tipo questa de Il Tempo!

[Tratto da #eroafumare di La Scheggia by Merlinox]

La cosa veramente divertente è che #eroafumare si è fumato (passatemi lo scontato gioco di parole) la totalità degli hastag elaborati dai Social Media Expert per lo IAB di Milano…

Della serie nessuno può competere con questa Online Community.

E arriva pure Gildissima!

Insomma quando stavo quasi per rasserenarmi arriva Domenico Elmook Polimeno, che mi sbatte sul muso questa sconcertante notizia:

Una gilda manda KO il fatto.
http://www.linkiesta.it/il-fatto-non-crede-alla-hacker-e-allora-lei-modifica-il-sito

[Tratto dalla Cellula Facebook di Gilda35]

Di seguito una breve sintesi della vicenda:

Gildissima, non si sa come, entra in possesso delle password del sito del quotidiano di Travaglio e Padellaro. Ma lei è in buona fede. Prova a informare la redazione, ma non viene ascoltata. E allora comincia a cambiare i titoli del sito per dimostrare che non si tratta di una mitomane. E alla fine le danno ascolto. Il direttore Gomez si scusa sul blog senza citare Gildissima, poi lo fa su Facebook. E il sito va in tilt fino all’alba.

[Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/il-fatto-non-crede-alla-hacker-e-allora-lei-modifica-il-sito#ixzz1aiGWT3Hr]

Così ho trascorso un’intera giornata a tranquillizzare parenti, amici e conoscenti: “No non siamo stati noi di Gilda35… no è una coincidenza… avrà scelto il nick Gildissima perché legge il nonBLOG… non ne ho idea… no il post su Zuckerberg e Travaglio non c’entra niente… no Sallusti può stare tranquillo… gli hacker non praticano la par condicio…  va bene ora chiedo alla crew… no, mi hanno risposto di °L°… ma guarda che col Fatto ci siamo chiariti… va bene allora tutti quelli che usano Gilda come nick per un hackeraggio per forza devono fare riferimento a me, ma che cavolo! … ma sarà una fan di Rita Hayworth! Che ne so!?”

Conclusioni

Vi prego oggi fate i bravi, questi dieci giorni mi hanno letteralmente ammazzato… ah già dimenticavo domani è il 15 ottobre…

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14 pensieri su “I dieci giorni di fuoco della Politica Digitale

  1. Più che altro il bello di #eroafumare è che prende 3 tipi di persone: quelli che ricercano e capiscano quanto è pesante e grave quell’hashtag, quelli che amano fumare e quelli che odiano il gfumo. Più i brand esauriti che spammano!

  2. @Javanz74: diciamo che ho avuto la fortuna di twittare nel momento più opportuno qualcosa che era palesemente vergognoso e inaccettabile. Il tag poi era interpretabile da ricercatori-ottusi-spammer-curiosi: penso che questo, insieme al supporto di Gilda35 indispensabile, abbia generato un caos.

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