Dialogo socratico sul Klout

ONtro

Domenico Anderson (1854-1938) - "Napoli. ...
Image via Wikipedia

Esimi nonché egregi Ricercatori sono lieto di mettere a fattor comune di questa gloriosa Community un meraviglioso dialogo, che alcuni membri della nostra Cabina di Regia hanno avuto con alcuni esperti in Nuovi Media, su un tema a noi molto caro: il Klout.

La discussione si è svolta nel Gruppo Facebook degli Indigeni Digitali di Fabio Lallli e per livello degli interlocutori e degli interventi mi ha davvero trasmesso la sensazione di una Rete, che può aspirare, se ben utilizzata, a diventare una Nuova Agorà.

Pertanto è con vero piacere che vi presento questo dialogo che mi ha letteralmente entusiasmato.

Ringrazio pubblicamente tutti coloro che vi hanno partecipato e che hanno messo a fattor comune le proprie competenze.

E non si dica più che Facebook è buono solo per pubblicare foto di LOLcat!

Il post da cui è partito tutto…

Luca Filigheddu Il Klout score, questo sconosciuto… Cosa ne pensate? Lo abbiamo “spiegato” l’altro giorno sul nostro blog. http://blog.twimbow.com/2011/10/19/klout-score-what-is-it/ E’ indubbio che sta diventando un parametro sempre più riconosciuto a vari livelli, tanto che a San Francisco esiste un ristorante che fa sconti se il tuo Klout score è maggiore di 50 o ci sono famosi hotel che fanno leva sul Klout score per fare in modo che persone “influenti” parlino bene del proprio hotel. Mi hanno anche parlato di Audi che, ad una presentazione di una nuova auto, avrebbe invitato solamente 200 “influencers” con Klout > di 70 nell’ambito dell’automotive. Che ne pensate? Open discussion, sono molto interessato. Thanks!

Inizia la discussione…

Fabio Lalli: ‎Giovanni Scrofani vogliamo la tua opinione 🙂

Raffaele Gaito E’ assurdo che un parametro come questo venga tenuto in seria considerazione. Con Giovanni e gli altri abbiamo più volte fanno esperimenti a riguardo e sono valori facilmente falsabili.

Luca Perugini Morto un Klout se na fa un altro

Luca Perugini Uh… in realtà  Morto un Klout, se ne fa un altro? Mancava il ?

Lorenzo S. Se posso esprimere il mio parere non può essere un grosso metro di giudizio perché come Raffaele Gaito sottolineava i dati possono essere sfalzati e soprattutto non sempre veritieri sull’influcence (come i follower o fan su twitter e facebook) … klout? un nuovo strumento per vedere chi c’è la più grande 😉

Francesco Sullo ‎Luca vedo che stai ragionando sulle cose che ti avevo suggerito. Ottimo, chissò che non mi converta se mi dai quello che mi serve :)))

Attendibilità del caso limite…

Giovanni Scrofani  Col Sabotaggio di Ovosapiens abbiamo dimostrato l’assoluta inutilità e nocività comunicativa di Klout: 1) Col sabotaggio del Follow Friday (v. http://gilda35.com/2011/09/24/sabotaggio-followfriday-quando-ovosapiens-castigo-bieber/ ) non solo abbiamo reso più “popolare” di Lady Gaga e Justin Bieber un account “vuoto”… ma l’account farlocco grazie a quell’unico giorno di gloria continua a beneficiare di un klout migliore di quello di molti utenti normali (47 pt. http://klout.com/#/user/ovosapiens). 2) Dopo la rappresaglia dello storno di 3 punti susseguito al sabotaggio (v. http://gilda35.com/2011/09/26/le-penalizzazione-del-klout/ ), mi sono un po’ risentito… così (seguendo i fondamentali insegnamenti di Linguistica Computazionale di Domenico Polimeno) ho creato il tweet perfetto… che mi ha garantito 500 retweet in 8 ore (v. http://favstar.fm/users/Jovanz74/status/121839004369944576 ) e un klout di 75 punti (v. http://klout.com/#/Jovanz74)… così solo a fini estetici. Klout attesta che il sottoscritto che nella vita civile fa il giurista di impresa, si dedica ai social network nel tragitto casa/lavoro in tram e un’oretta dopo cena… ha un punteggio molto superiore a quello di VIP e professionisti… ‘nuff said °L°

Luca Filigheddu Giovanni, da buon (spero) ingegnere, sono abituato a scartare i casi limite. Ci sono stati altri casi di “test” estremi che hanno dimostrato esattamente quello che hai dimostrato tu, ma, appunto, sono drogati e falsati. Questi casi, ingegneristicamente parlando, sono da scartare, ovvero l’eccezione che conferma la regola. Se un centometrista è sempre più veloce degli altri, ma un giorno un altro, dopato, lo supera, sarai d’accordo che non fa testo, o sbaglio?

Giovanni Scrofani Concordo in parte… Purtroppo i Social Network stanno diventando un po’ come il ciclismo: uno sport in cui il doping imperversa. La totalità dei Social Media Expert che incontro su Twitter comunica secondo modalità che sembrano prese da una sorta di “Manuale per Pompare il tuo Klout”… gli orrendi trenini dei saluti tra influencers che si reiterano ciclicamente mattina, pomeriggio e sera… i 50 #ff mirati agli influencers giusti… il messaggio che si lega al tema di tendenza del giorno che viene buttato lì poi si aspetta un’oretta e si vede quanti RT ha ottenuto, per poi ricominciare… interagire solo tra influencers… ecc… Purtroppo col nostro “doping” abbiamo solo esplicitato una serie di dinamiche ipocrite in cui quotidianamente cascano tutti “quelli che contano”.

Francesco Sullo ‎Giovanni io penso che la questione sia di ordine diverso. Tutti quelli che vivono di visibilità, da sempre, ricorrono ad ogni sorta di mezzo per averla. Lo hanno sempre fatto. Adesso usano Twitter e Facebook, ma prima usavano i manifesti, i passaggi in televisione, e prima ancora si piazzavano in un angolo di una piazza popolare a discorrere ad alta voce, circondati di spettatori. Insomma, non è cambiato nulla. I sistemi come Klout non sono infallibili, né potrebbero esserlo. Ho conosciuto Joe Fernandez mesi fa. Nel loro staff allora avevano 8 ricercatori dottorati (e ne cercavano altri) e stavano in continuazione a perfezionare i loro algoritmi per contrastare tutti gli approcci fraudolenti. Ci elencò una sfilza di tecniche utilizzate per aggirare i loro sistemi e far salire lo score. Alcune veramente geniali. Disse che veniva fuori una nuova tecnica a settimana. E loro, esattamente come fanno gli antivirus, migliorano l’algoritmo continuamente e fissano il problema. Quello che avete fatto voi, notevole sotto molti punti di vista, è scoprire un’altra tecnica per far salire lo score. Ma è un po’ come se io creassi un nuovo virus e prima che quelli di Symantec lo scoprano dicessi pubblicamente che Norton Antivirus è inutile, anzi nocivo. Non è così.

Giovanni Scrofani  E’ un po’ diverso Francesco, certe metodiche “dopanti” stanno diventando prassi anche nell’utenza comune, distorcendo la comunicazione… Es. il trenino dei saluti tra influencers pompa il Klout perché ti fa ricevere parecchie mentions da parte di persone con un punteggio elevato… Tizio utente comune vede che Caio (Twitstar/Influencer/VIP/Opinion Leader) si fa quotidianamente svariati trenini dei saluti con un gruppetto di altri influencers… ovviamente Tizio è impreparato completamente… quindi Tizio pensa che Caio saluta a giro tutti i suoi contatti “VIP” perché gli vuole tanto bene (non può immaginare che fanno la cosa solo per “pomparsi” è un comportamento talmente assurdo e idiota che una persona normale non ci arriva)… purtroppo Social “verticali” come Twitter ispirano comportamenti emulativi… quindi Tizio inizia a fare trenini di saluti ai propri amici… certe volte include anche Caio… e si meraviglia che Caio non risponde (ovvio è ininfluente ai fini del punteggio)… alla lunga la timeline di ognuno diventa uno spaventoso spam di trenini di saluti… Riprendendo gli esempi da te fatti è come se la gente per strada iniziasse a attaccare in ogni dove un manifesto col proprio faccione… o invece di mail inviasse spam e malware… La Comunicazione da Klout non è l’eccezione su Twitter, ma la regola.

Francesco Sullo Tutto quello che dici non toglie nulla al mio discorso. Come dicevo da sempre la gente che vuole apparire fa di tutto per apparire. Klout non ha gli obiettivi che potresti pensare che abbia, ha un business model da paura, che sulla qualità assoluta dei risultati riservati, quelli non accessibili dalle API, basa il suo successo. Il giochetto della mutua citazione è vecchio come il mondo. I blog italiani di qualche anno fa pompavano personaggi come niente. Ma adesso chi è rimasto? Puoi fregare il mondo per un po’, ma poi il meccanismo si aggiusta e va. Qui stiamo parlando di sistemi di una complessità straordinaria. Ci vuole tempo per mettere a punto le cose.

Daniele Buzzurro Diciamocela tutta e diciamocela tutti: qui la naturalità di frasi, interventi, post, tematiche, etc etc è da tempo in calo, a favore della strumentalità delle stesse. Non ci piace dirlo, ma purtroppo è così

Due facce della medaglia…

Giovanni Scrofani ‎Francesco perdonami sarò un po’ lento, ma io l’utilità di uno strumento che attribuisce un “punteggio” alla mia presenza sui Social Network non riesco veramente a comprenderla. Gli esempi che mi fai non sono a mio modesto avviso pertinenti perché Klout per sua natura stimola a comunicare in modo distorto… non a costruire un blog in modo distorto, ma a presentare se stessi in modo distorto… Un conto è il sano desiderio di visibilità, altro è girare con un cartellino che indica il livello di “rilevanza sociale” e porsi verso il prossimo costantemente in modo da incrementarlo. Mi spieghi cosa significa concretamente che io ho un punteggio di 75 punti e tu (che sei 1.000.000 di volte più esperto di me in social media) hai un punteggio di 43 punti… Che “gerarchia” abbiamo espresso? A che serve? Cosa abbiamo stabilito? Un rapporto di forza? Un successo? Piani diversi? Qualità? Quantità? Te lo chiedo veramente per capire visto che hai conosciuto i programmatori. Al di la dell’eleganza e della complessità della programmazione a cosa serve Klout?

Francesco Sullo Supponi che tu sei la Fiat che vuole lanciare una nuova Mini negli USA. Chiedi a Klout “chi sono i 30 maggiori appassionati e influenzatori reali in questo settore?” Klout ti manda una lista che costa 30mila dollari (dico per dire una cifra). Tu organizzi un evento e regali a tutti una Mini. Joe ci ha riportato i numeri di una campagna organizzata dalla Audi, a fronte di una spesa non meglio specificata, hanno ottenuto risultati paragonabili a quelli che avevano ottenuto l’anno prima con un altro prodotto spendo 30 volte di più. Ora capisci bene che se i dati che ti vende Klout non funzionano hai finito. Il fatto che tu abbia un punteggio di 75 punti non significa nulla. Non possono abbassartelo probabilmente per ragioni sociali, ma ci giurerei che se qualcuno compra una lista tu in quella lista non ci sei.

Francesco Sullo Oppure ci sei, proprio perché sei riuscito a influenzare così tanta gente e quindi sei a tutti gli effetti un influenzatore…. non ti quadra?

A Giovanni Vitale  mmm vedo che per seguire discorsi veramente interessanti bisogna tirare tardi! Francamente non trovo contraddizione fra quanto detto da Giovanni e quanto da Francesco anzi, se capisco correttamente, le cose dette sono complementari: porre l’accento sulla fallacia di certe pratiche di valutazione giustifica l’impegno dei gestori delle piattaforme nell’ottimizzarne gli algoritmi, cioé si tratta di regolare il livello di pertinenza dell’analisi e dei relativi criteri di giudizio. Discorso diverso va fatto per la percezione degli utenti che si pone su un piano logico differente e, conseguentemente, di quegli utilizzatori, +o- immediati, che da quella percezione riescono a trarre profitto, qualsivoglia tipo di profitto e per i quali ciò che indichiamo genericamente col termine ‘visibilità’ si pone su una scala di valori specifica e, non di rado, affatto speciosa! Altro si potrebbe dire sulla base dei suggerimenti proposti da entrambi ma, temo, di carattere troppo filosofico e, dunque, per questi luoghi, abitualmente, decisamente indigesto… 😉

Francesco Sullo ‎A Giovanni se riduci il discorso ai minimi fattori,Giovanni dice che un servizio tipo Klout è fondamentalmente inutile, io invece dico che è utile e lo diventerà sempre di più. Ti pare che non ci sia contraddizione fra queste due posizioni? Strano…

Giovanni Scrofani ‎Francesco innanzitutto grazie per il chiarimento: la tua descrizione quadra perfettamente con quanto intuito… Klout, non ha alcuna utilità per l’utente “misurato”… perché è uno strumento di marketing avanzato per creare liste di influencers su determinati temi da rivendere per profilazioni su prosumer e opinion leader. In questo non ci vedo nulla di male: Klout ti offre una esperienza di “gaming” sulla tua popolarità, in cambio tu gli offri gratis i tuoi dati, che poi si rivendono (magari è un po’ squilibrato come rapporto ma “è il web 2.0 bellezza”). Anche se… il sito calca molto più la mano sul primo aspetto rispetto al secondo… Si parla di “standard for influence” per te utente… non per chi si compra i tuoi dati… Klout è indubbiamente un buon tentativo di risolvere un problema importante: come calcolare l’efficacia di una campagna di comunicazione attraverso i nuovi media? Quello che mi dispiace però è che per un uso dissennato che ne fanno gli opinion leader e di riflesso l’utenza comune se ne vanifica di fatto l’utilità lato utenza… Risultato account pompati e timeline che superati i 1000 followers diventano il regno dello spam di se stessi… Fondamentalmente penso che A Giovanni intendesse che io e te valutavamo due lati della medaglia: io dal punto di vista dell’utente non ci vedo alcuna utilità reale e quanto mi dici rafforza la mia convinzione… è indiscutibile che dal punto di vista di chi fa commercio di dati personali sia uno strumento utilissimo e su questo sono d’accordo con te… Però se è vero quanto dici il sito si dovrebbe porre in un modo molto più corretto verso l’utenza e chiarire in modo un po’ più esplicito le finalità dello strumento… che allora abbiamo fatto benissimo a incasinare per un giorno ;))) Grazie per la pazienza 🙂

A Giovanni Vitale ‎Francesco io dico che, per citare un grande della nostra cultura, è ‘La corsa dei contrari’ nel senso che dipende del livello di pertinenza che intendiamo dare, e quindi al significato, del termine ‘utile’: se, ad es., lo riferiamo all’incidenza che ha nel web al momento è decisamente importante dato che mobilita grandi energie. Se, invece, lo riferiamo alla storia del web, a ciò che di esso resterà perfino nella memoria degli utenti è presumibile che abbia un significato di gran lunga minore; se lo riferiamo ai soldi che farà girare è probabile, come mi pare sostieni tu, acquisirà via via un’incidenza maggiore. Se, invece, lo riferiamo al prestigio o al valore sociale si può ragionevolmente presumere che la sua incidenza sarà alquanto relativa, persino in riferimento al personal branding!

A Giovanni Vitale ecco, ho letto il commento di Giovanni dopo aver postato il mio ultimo… dal suo si evince, probabilmente, con maggiore chiarezza cosa intendo per ‘livello di pertinenza’ 🙂

Una case history di successo…

Luca Filigheddu Giovanni Scrofani non si tratta di essere “esperti” in un settore, ma essere un influencer in uno o più settori, essere una persona che viene “ascoltata” dagli altri. Ovviamente non in senso assoluto, ma all’interno dei social network. Ecco, Klout cerca di misurare questo, con tutti i suoi limiti come sottolineato da te, da Francesco Sullo e da tanti altri in rete, ma cerca di farlo al meglio. Il trenino dei saluti, cosa che io non sopporto assolutamente, non è tanto orientato a far aumentare il proprio Klout score, ma a dare dei “segnali” a persone influenti in maniera da cercare di entrare nel proprio giro. Serve? Assolutamente sì! Anni fa decisi di iniziare a scrivere un blog, era il 2005. Così avviai www.lucafiligheddu.com. Avevo deciso volutamente di posizionarmi come blog internazionale, quindi in lingua inglese e scrivere di tecnologia e, al tempo, soprattutto internet telephony e VoIP. Leggevo altri blog sull’argomento e cominciavo a citarli nei miei post. Quando il blogging era al top, sapete bene che citare altri blog funzionava come “segnale” tale da attrarre l’attenzione di quei blog. Ho inziato così e, verso il 2007-2008, il mio blog arrivava a fare 3000 visite uniche al giorno, è entrato diverse volte nei top 10 blog dell’anno nell’ambito VOIP e sono diventato amico di tantissime persone che “contano” e ora sto raccogliendo i frutti. Ho avuto modo di conoscere Pete di Mashable (iniziò anche lui nello stesso periodo, beh, con risultati migliori….) che ancora oggi se gli mando una mail mi risponde pressochè all’istante e mi sta ad ascoltare, ho avuto modo di conoscere i CEO di molte aziende importanti, insomma, mi sono creato un network che ora, dopo 6 anni dalla creazione del mio blog, mi è UTILISSIMO. Quindi, in sostanza, serve “citare” su Twitter vip o influencer per attirare l’attenzione? Beh, se si trova il modo di gestire la cosa al meglio, ben venga. Perchè domani, quei contatti ritenuti da tutti “VIPs” o “opinion leader”, possono essere CRUCIALI per il successo del tuo prodotto.

Luca Perugini ‎Luca, aggiungo un +1 🙂

Raffaele Gaito Discussione molto molto interessante.

Paola Frateschi Ho seguito tutta la discussione sulle disfunzioni del Klout e concordo in pieno con Giovanni, il Klout è un puro strumento di marketing…sofisticato, a volte attendibile ma da prendere con le pinze. Purtroppo molti stanno investendo più su Klout che su una presenza di qualità sui SN, svilendo le potenzialità di questi mezzi di condividere e creare relazioni in modo nuovo. Fin tanto che si è impegnati in una gara tra di noi…su chi ha il maggior punteggio secondo me non si va da nessuna parte!!

Diego Orzalesi A mio avviso Klout, come del resto ogni altro indice, deve essere utilizzato come dato di input nella valutazione dei fattori di influenza. E’ logico che le aziende cerchino un metodo numerico per valorizzare l’influenza di un utente. Perché? Perchè è più facile, tutto qua. E probabilmente nemmeno tanto lontano dal reale. Non sono contrario a Klout, naturalmente attribuendo l’importanza relativa. Mi sembra che le variazioni di score siano abbastanza attinenti all’attività online, forse più quantitativa che qualitativa è vero, ma d’altronde la qualità è da sempre collegata alla quantità (dello share in questi casi). Non dimentichiamo poi i valori di influenza espressi in relazione ai topic. Se controllate le liste per topic dei main influencers su Klout, troverete utenti anche con score generico relativamente basso, ma probabilmente molto verticalizzato sul topic. Mi sembra che lo score rispecchi abbastanza bene la realtà. Giovanni ha uno score alto perché è, a mio avviso, un influencer da paura. Le sue ultime Gildate l’hanno fatto salire molto, in linea con la risonanza delle azioni svolte e seguito ottenuto. Poi, sia chiaro, fatta la legge, trovato l’inganno, è vero da sempre e probabilmente continuerà ad esserlo ancora per molto tempo. Quindi Klout sì ma nn come bibbia. 🙂

Paola Frateschi  ‎Diego hai ragione però secondo me gli si dà troppa importanza…sta diventando il metro di valutazione più diffuso…sembra quasi che se non hai un Klout elevato la tua professionalità ne possa risentire. Secondo me è questa corsa che bisognerebbe relativizzare…perl non svilire la qualità dei contenuti sui social network, così come è successo su tutti gli altri media dove l’apparire tout court diviene la regola. Questo non vuol dire comunque non tenere in considerazione questo indice…solo renderlo un po’ più relativo.

Domenico Polimeno Un po’ per sdrammatizzare un po’ per farvi capire come vedo io la cosa. Questi cosi io li vedo come dei righelli utili se devi misurare qualcosa di vero (io li ho trovati molto fedeli sul grado di engagement) ma spesso il loro utilizzo sociale è equivalente a quel che se ne facevano i ragazzini alle medie.

Roberto Favini Ma io sono l’unico qua dentro che usa Klout per conoscere se stesso anziché farsi conoscere dagli altri?

A Giovanni Vitale no Roberto, siamo in 2! ehhh beata filosofia… ;

A Giovanni Vitale ecco, condivido il punto di vista socratico di Roberto, è importante, però, non farsi ‘socratizzare’ dallo ‘strumento’! 😉

Giovanni Scrofani ‎Luca che pratiche come il trenino dei saluti “servano”, non l’ho mai dubitato… però passami il paragone ardito ed iperbolico (sto in Rete dal 1995 e ho assistito a tutta la parabola del fenomeno) anche lo SPAM, lo SCAM, il Malware, il cracking, le lamerate, il phishing, clonare contenuti, forzare link… servono… Potrei raccontare numerose case history di successo di Cracker diventati responsabili della sicurezza di multinazionali… di persone che, pompando in modo compulsivo il traffico verso i propri ADsense, hanno campato di rendita per anni… Mi chiedo se una cosa “funziona” (nel senso che porta visibilità e soldi) è per forza “buona”? A mio avviso nel caso che hai esposto hai utilizzato il “trenino dei saluti”, come rampa di lancio, ma poi hai fatto qualità di contenuti sul tuo blog, hai creato relazioni reali con le persone… Quello che dico è che un uso “distorto” di Klout (sottolineo distorto, cioè non voluto dai programmatori) porta a compiere azioni di “pompaggio del klout” vuote di contenuto e di relazioni reali… purtroppo non mi riferisco a casi isolati ma all’uso che in questi giorni in massa si fa del mezzo… poiché per mia natura sono ottimista spero che azioni di guerriglia linguistico-computazionale, come quelle di Gilda35, vengano vissute positivamente dai programmatori di Klout per migliorare il proprio servizio 😉

Paradossi

Francesco Sullo Premesso che io neanche lo so qual’è il mio indice Klout e non me ne può fregare di meno, credo che tutti gli indicatori, di qualsiasi tipo, servano. Poi si può disquisire sul loro valore reale, su come vengano aggirati e tutto quello che volete. Ma servono. E soprattutto non vanno visti come sistemi immutabili, ma come processi in evoluzione. Mi sembra che tutti quelli che si oppongano a Klout (e famiglia) lo facciano perché, paradossalmente, gli danno troppa importanza.

A Giovanni Vitale però quest’appassionante discussione a ridosso della pubblicazione di Fabio “…dello script che analizza i dati del gruppo” dà da pensare… effettivamente leggendovi alcuni dei commenti credo che, Francesco, tu abbia ragione nel dire che c’è chi vi dia eccessiva importanza e che, d’altronde, servano! Resta, semmai, da capire a cosa ed, eventualmente, a chi… 🙂

Giuseppe Cardinale Ciccotti d’altra parte abbiamo accettatonl’Auditel per decenni….che vuoi che sia un klout!!! ;))))

Benny Evangelista discussione davvero stimolante, soprattutto per me che mi avvicino, da semplice appassioanato, alla materia “comunicazione e social media” perciò non sono in grado di compiere complesse elucubrazioni, e poi Francesco Sullo e Giovanni Scrofani hanno detto più o meno tutto. Tenterei un sunto estremo. Ok gli indici, servono sempre e oggi nella civiltà digitale sentiamo il bisogno di misurare “tutto”. Ma gli stessi offrono il fianco alle mistificazioni e se un “algoritmo” è in grado di individuare i sabotaggi forse non è in grado di fare lo stesso se un utente fa finta di “essere un altro”, mistificando la propria identità sui SN. Magari produce contatti reali, ma con contenuti prodotto ad hoc. Insomma, Klout è sicuramente un ottimo mezzo, ma rischia di essere considerato un inconsistente fine.

Una insolita richiesta…

Giovanni Scrofani Ho davvero poco da aggiungere a questa discussione assolutamente splendida. E’ un piacere quando ho davanti interlocutori così interessanti che anche se hanno posizioni opposte alle mie e pur rimanendo nelle mie posizioni, sento comunque di aver ricevuto un arricchimento enorme e un allargamento di prospettive! Volevo cortesemente chiedere a Luca Filigheddu, Fabio Lalli, Raffaele Gaito, Luca Perugini, Lorenzo Sfienti, Francesco Sullo,Daniele Buzzurro, A Giovanni Vitale, Paola Frateschi, Diego Orzalesi, Roberto Favini, Giuseppe Cardinale Ciotti, Benny Evangelista e Gaetano Salvatore Puglisi, se potevo riportare il testo di questo interessante dibattito sul blog della mia community per metterlo a fattor comune con il resto di Gilda35… La varietà e l’eterogeneità degli approcci con cui abbiamo affrontato il tema Klout, penso siano un ottimo esempio di come si possano generare contenuti e interazioni culturalmente elevato. Penso che questa conversazione sia uno dei migliori esempi di come i Social Network possano essere usati per fare cultura. Vi ringrazio anticipatamente.

Raffaele Gaito Il mio consenso ce l’hai! Questa discussione è fantastica. Comunque la lunga risposta di Gaetano la dice lunga sull’accuratezza di questi algoritmi! I numeri non reggono per niente…io il senso non ce lo vedo.

Benny Evangelista Vai pure Giova, d’altronde non penso di aver aggiunto molto alla discussione 🙂

Paola Frateschi ‎Giovanni assolutamente sì…sono ricapitata per caso in questo gruppo dopo un po’ di tempo (ci tornerò più spesso) e mi sono subito soffermata su questa discussione…non ho potuto più lasciarla, questo è il vero spirito dei social network, confronto aperto, scambio di vedute ed arricchimento reciproco, oltre naturalmente a contenuti di ottimo livello. Grazie e alla prossima 🙂

Attendibilità degli algoritmi…

Francesco Sullo ‎Giovanni Certo che puoi riportare il thread. Per quanto riguarda l’accuratezza degli algoritmi mi sentirei di dissentire. Klout utilizza una piattaforma complessa per dare gli score. Alcuni dei parametri sono pubblici, altri sono esclusi dalle API. Non è che i dati pubblici siano scorretti, semplicemente danno un punteggio basandosi su criteri diversi. I risultati di Klout dimostrano che i loro algoritmi funzionano bene. Se Audi organizza un evento per influencers e raggiunge 6 milioni di persone interessate all’argomento auto tramite questo evento che le è costato un trentesimo di quanto avrebbe speso facendo pubblicità in TV, significa che il sistema funziona. Che poi Giovanni lo abbia falsato col suo giochetto è una eccezione che conferma la regola. Di fatto è riuscito a falsarlo perché ha fatto partecipare una marea di gente al giochetto con risultati secondo me notevolissimi. Se uno così non è un influencer, cos’è? Quindi il punteggio che ha se lo merita tutto e… Klout funziona proprio perché glielo dà 🙂

Fabio Lalli Ok 🙂

Raffaele Gaito Non trovo più il lungo commento di Gaetano! E’ scomparso o cosa?

Gaetano Salvatore Puglisi ‎Raffaele Gaito l’ho cancellato perché citava altre persone non consenzienti e non a conoscenza della nostra discussione e ciò non mi pareva giusto ora lo rimetto ma con le dovute rettifiche..

Gaetano Salvatore Puglisi ecco il post che avevo inserito che rettifico solo nel non inserire nomi di gente che non centra col discorso.. .”Ciao, fino ad ora vi ho seguiti come un lurker silenzioso e affascinato dai vostri discorsi, come il bimbo che segue i discorsi dei grandi e non osa contraddirli… abbiamo già parlato con Giovanni in merito Klout e mi va di condividere il mio pensiero anche con voi.. io allo stato attuale ho un Klout di 62.. in circa un mese.. non sono un VIP, non sono un SEO, ne un CEO, ne tutto ciò che finisca con “eo” (quindi manco babbeo ehehe), non sono un Hacker, non ne capisco un emerita mazza di come funzioni Klout, mi dicono (secondo quella discussione) che Klout non misura le competenze, ma l’influenza cioè quanto riesci a farti ascoltare dalla gente.. ok ne prendo atto.. ho 315 follower non penso siano tanti, non faccio trenini dei saluti e non vengo manco così tanto menzionato, quello che scrivo su Klout o qui su Facebook chi mi segue lo vede, molto cazzeggio, qualche video musicale moltissimi aforismi e qualche volta si parla di politica . in cosa sono Influencer ? a chi o cosa Influenzo ?.. non è una domanda satirica, mi piacerebbe proprio saperlo visto che umilmente non credo che avere 63 di Klout mi rappresenti.faccio altri esempi, mi segue una persona a cui ho ricambiato il follow per un semplice cortesia di follow back che ha un bel 61 di Klout senza essere manco iscritta.. di cosa twitta ? Justin Lady GaGa, tenta invano di entrare nei TT ripetento molte volte la stessa frase ecc… ha un Klout di tutto rispetto !ci sono persone che hanno un Klout di 69 ! che sono solo 7 punti rispetto al mio eppure hanno account che ormai sono pietre miliari (10.321 follower) !! i Tweet i retwitt le menzioni, le repliche i follower reali.. penso ne abbia molti più insopportabile di me eppure mi distanzia solo di 7 punti ecco allora a questo punto (e chiedo scusa per essere stato prolisso) mi chiedo, come funziona Klout ? come decide che Bill Gates ha un Klout di 85 !! se facciamo le dovute proporzioni non ha granchè Barack Obama (e chi è ?) ha un misero Klout di 87 ? Lady Ga Ga per intenderci ha 90 … secondo voi nella vita vera, nella vita SOCIALE è più influente Lady Ga GA o Barack Obama ? ma la cosa più bella è notare che Justin Bieber ha un Klout di 100 http://klout.com/#/user/justinbieber questo significa che Justin Bieber è più influente di Barack Obama. questo non lo comprendo.. e lascio a voi la palla.. ”

Francesco Sullo Ti racconto una storiella. In Twitter tempo addietro si parlava della loro difficoltà continua di reggere gli eventi. La tipa che si occupava di monitorare gli eventi era terrorizzata da Lady Gaga. Addirittura in Twitter ci sono allarmi speciali e scatta la sirena tipo bombardamento: “Ha tweettato, Lady Gaga… ha tweettato” e scatta la baraonda. Sembra una cosuccia divertente e basta, ma Twitter quando Lady Gaga tweeta e milioni di persone scatenano un retweet di gruppo, vanno nel panico. Gaetano il tuo Klout è giustamente migliore del mio perché tu che ti muovi da circa un mese ed hai 315 followers. Io sto su Twitter da anni e ne ho circa il doppio. Cosa significa secondo te? Se io e te mettiamo lo stesso tweet (e possiamo fare la prova) quante persone ritweetteranno il tuo e quanti il mio. Mi ci gioco la testa che tu mi batti senza alcun dubbio. Quindi a prescindere da quello che io e te possiamo dire, tu influenzi più persone di me. Punto. Di che altro stiamo parlando?Gaetano Salvatore Puglisi lo ammetto mi hai zittito.

Roberto Favini Tre cose. 1) Giovanni, per me puoi senz’altro citarlo 2) Si è sempre detto che i friends su FB si pesano e i follower su Twitter si contano, ma per Klout si pesano entrambi (per rispondere all’affermazione dei 315 follower, probabilmente sono attivi e di qualità) 3) L’altro mese ho indicato al team di Klout come migliorare l’algoritmo (magari quando mi ridanno l’ADSL lo descrivo meglio in un post); mi hanno ringraziato entusiasti e mi hanno anticipato che vedranno di implementare presto le mie indicazioni

Gaetano Salvatore Puglisi si Roberto Favini e Francesco Sullo ho raccontato le mie osservazioni banalissime per dire “si d’accordo bene usarlo per il marketing, è affidabile per le liste” però mi ha colpito la frase che sta all’origine di questa discussione : “a San Francisco esiste un ristorante che fa sconti se il tuo Klout score è maggiore di 50″ e ” Audi che, ad una presentazione di una nuova auto, avrebbe invitato solamente 200 “influencers” con Klout > di 70 nell’ambito dell’automotive.” è giusto quindi magari per il marketing basarsi su queste liste, non è giusto valutare solo da quelle.. perché non penso che Justin Bieber nella società sia più influente di Barack Obama, magari nei Social, magari in un target di età .. però il rapporto di Klout è enorme.. ora è chiaro che se si dovesse stilare una lista tutto conoscono Obama e tutti conoscono Bieber e saprebbero fare le dovute proporzioni .. ma se si parlasse chessò di Gaetano e di Giovanni chi ci conosce ? l’unico dato è il Klout.. quindi è sicuramente un ottimo punto di riferimento, io me lo controllo spesso, mi piace capire o provare a capire come mi vedono gli altri, e migliorarmi così.. però non può e non dev’essere l’unico, insomma siamo ancora persone, e non numeri, siamo carattere, parole, non algoritmi..

Un nuovo modello di notorietà…

A Giovanni Vitale bene bene, accettando che dal punto di vista tecnico, ingegneristico e ‘smanettoso’ sia stato detto ‘tutto’ provo ad alzare l’assicella speculativa, forse nell’isola ci sono indigeni che, come mi pare di capire da alcuni interventi, al ‘contabilizzo dunque sono’ desiderano aggiungere il vituperato ‘cogito’…  E chiedo: Il 2.0 stà facendo sorgere un diverso modo di accesso alla notorietà? Fino a che punto è individuabile, definibile l’INTENZIONE, e dunque, la responsabilità individuale del profilo che di tale notorietà può disporre? Quanta verità, che valore, esprime la notorietà acquisita in rete? I 3 ambiti di riflessione indicherebbero, rispettivamente, contesti sociologici, giuridici, filosofici ma, allo stato dell’arte, credo che qualsiasi riflessione, anche la più bislacca, potrebbe stimolare spunti inediti e degni d’interesse. P.S. Se la ‘questio’ risulta esageratamente indigesta o, più semplicemente, off topic, vuol dire che ho solo scherzato! 🙂

Luca Filigheddu Giovanni, assolutamente, pubblica pure tutto. Aggiungo una considerazione: sei proprio sicuro di avere falsato il Klout score? Come già accennato da Francesco (sorry ma dall’app per iPad non riesco a citare), già solo il fatto di avere ricevuto oltre 500 retweet per quello che tu definisci un tweet perfetto, significa comunque che hai influenza sui tuoi followers! Mica tutti ci riuscirebbero, con lo stesso tweet. Non vedo l’ora di leggere la discussione sul tuo blog.

Gaetano Salvatore Puglisi ‎A Giovanni Vitale però è proprio questo il punto proprio perché la rete, piaccia o non piaccia, voglia o non voglia è il futuro, basti pensare a quelli che vengono spesso chiamati Bimbominkia, in fondo fanno quello che tutti (o quasi) facevamo in adolescenza nei nostri diari.. solo che loro lo fanno on line, su Facebook su Twitter, è cambiata la piattaforma, non le persone, ma cambiano anche le persone, perché i diari avevano il lucchetto (quello vero) Facebook tuttalpiù ha un icona di lucchetto.. è cambiato il modo di vedere la notorietà, prima si dovevano avere competenze ora basta essere qualcuno, i media sono pieni di gente che non hanno competenze ma si sono fatti un nome quindi oggi, più che mai è importante e fondamentale farsi un nome, il resto vien da se.. possiamo sostituire in futuro nome con Klout o accoppiarli ? si.. questa è la via.. in una società contabile dove si è tutti i numeri, molto simile a quella profetizzata da Orwell nel suo 1984 associare il nome di Gaetano al suo Klout, o qualsiasi altro tipo di algoritmo, insieme magari a tutti i dati che si raccolgono sui social.. non è una cosa bislacca ma è semplicemente la realtà.. è giusto ? non è giusto ? poco importa la società si sta evolvendo così… proprio ora leggevo un commento su un blog ve lo incollo “Ma avete letto le condizioni (termini duso) di current.com? Sono a dir poco esilaranti..il diritto di prelazione sulla vendita dei dirtti!? La cessione per tutta la durata del diritto d’autore (70 anni dopo la morte dell’autore) di fare tutto quelche vogliono, in qualsiasi forma e riadattamento dei materiali inviati…questi sono in effetti i termini d’uso di tutti i social network, ed e’ scandaloso che lo si lasci fare. Credo che sara’ necessaria una battaglia legale per far ci che nei prossimi anni il delirio di onnipotenza che colpisce i vertici di questi gruppi finanziari (perche’ di cio; si tratta) venga ampiamente ridimensionato….” di un tale Kurty, questo è il Web.. ovviamente noi non siamo pecore.. tu da esperto puoi rispondermi (come hanno risposto a questo signore) non mettere le cose che non vuoi che diventino di loro proprietà.. giusto.. ma tu hai degli anticorpi sviluppati al Web.. sei un esperto un giovane no.. è giusto e doveroso informare sulla profondità della tana del bianconiglio (per citare Matrix)

Conclusioni

Dopo un dialogo così elevato e serio, lascio ad ognuno di voi le proprie conclusioni… dopotutto di materiale per elaborare un’opinione ne è stato offerto parecchio…

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8 pensieri su “Dialogo socratico sul Klout

  1. Purtroppo nel gruppo degli Indigeni questa conversazione mi era sfuggita completamente quindi grazie tante per questo post.

  2. Non discuto se il Klout Score sia o non sia legittimo indicatore di una certa influenza. Ma a quale influenza siamo interessati? A quella caduca ma ragionevolmente renumerativa sulla breve distanza, o a quella dell’eternità?

    D’altronde, probabilmente mi sbaglio, giacché eternizzarsi è un incidente di percorso 😉

    Un saluto da Vongole & Merluzzi 😀

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