Dieci buone ragioni per scrivere a un BOT

Orinatoio (Fontana) ready - made on marble, Altezza 62,5 Marcel Duchamp - 1917-1964 Collezione privata - private collection

ONtro

Esimi Ricercatori, come sapete ieri ho lanciato nella Rete un’accorata missiva rivolta al BOT @Supporto di Twitter, per perorare la causa del povero @FattelaNaRisata proditoriamente sospeso…

Ebbene ritengo opportuno, anzi direi quasi doveroso, sottoporre alla Vostra attenzione la soluzione tecnica dell’arcano, nonché fornire alcune delucidazioni a chi di Voi è stato turbato dal mio comunicare con le Macchine Ribelli.

La soluzione dell’arcano…

Grazie a un po’ di attività di ricerca congiunta e di anamnesi diagnostica siamo venuti a capo della vicenda:

  • il povero @FattelaNaRisata stava scrivendo una tesi di laurea sulla presenza dei politici nei Social Network;
  • così ha iniziato ad utilizzare in modo compulsivo il motore di ricerca interno di Twitter per cercare i propri oggetti di studio;
  • purtroppo questo comportamento è assai simile a quello di un particolare tipo di BOT (lo spider, o web crawler) assai diffuso nella Rete;
  • il BOT di “sorveglianza” di Twitter ha interpretato evidentemente questo comportamento come quello di una Macchina maligna;
  • ergo il povero @Fattelanarisata è stato sospeso perché considerato alla stregua di malware, che stava minacciosamente monitorando a tappeto la presenza online dei politici su Twitter…
  • peraltro il nick @FattelaNaRisata conteneva una serie di anagrammi computazionali un po’ borderline (Fatte-ANAL-Risata, Fattela-IRAN-Sata, “Alienata Sfratta”, ecc…) …

Caso chiuso e pertanto rinnoviamo la nostra richiesta all’esimio BOT @Supporto di Twitter nel senso di una piena riabilitazione del nostro Ricercatore, che comunque invitiamo in futuro a evitare comportamenti ripetitivi che potrebbero essere male interpretati…

Ma perché scrivere a un BOT?

Veniamo invece all’altro grande tema che ha turbato alcuni Ricercatori, tra tutti uno in particolare mi scrive:

Allora… parlare con un BOT (abbreviazione di roBOT) da soddisfazione; altri vedono geniale tali operazioni, non contesto ma non ci vedo nulla di utile se non del testo e della condivisione auto promozionale e fine a se stessa. Non è una critica, è una richiesta per capire a cosa serve, veramente non capisco.

Mi sembra opportuno fornire un’articolata (seppur concisa) spiegazione al mio insano gesto, che potrebbe essere paragonato a quello di alcuni poveretti che davanti al televisore durante le partite di calcio urlano rivolti al monitor “Tira! Passala quella palla! Sei un imbecille! In panchina! Ma che dici non era fuorigioco!” Mentre il monitor li osserva imperturbabile senza reagire…

Ma andiamo con ordine:

  1. Questo è un sito di satira dadaisa: pertanto l’azione ha il medesimo significato giocoso e nonsense di piazzare un orinatoio in una galleria d’arte e intitolarlo “Fontana”.
  2. Lo facciamo tutti i giorni senza rendercene conto: se dovessimo “pesare” i soggetti che leggono i nostri testi in giro per la Rete scopriremmo che in un rapporto tipo 999.999 a 1 sono Macchine. La totalità di quello che scriviamo viene letto, vivisezionato, analizzato, catalogato, sottoposto a ogni genere di trattamento semantico e linguistico da milioni (forse miliardi) di BOT sparsi per la Rete. Rivolgendomi a un BOT volevo semplicemente che si riflettesse su questa circostanza e chiedervi se siete sicuri di scrivere per occhi umani.
  3. Ho una fede assoluta nell’efficienza del Panopticon Marketing: come già verificato in passato il Panopticon Marketing è uno strumento molto efficiente di comunicazione tra noi Clienti e le Aziende. Se una rimostranza viene pubblicata su una pagina web di una certa rilevanza normalmente l’Azienda interviene… Di recente ho fatto un piccolo esperimento con Fastweb: con il call center stavo girando a vuoto da una settimana, ho scritto un piccolo post sul mio “Blog Taccuino degli Appunti” (Un Altro Orizzonte) e in meno di un giorno il guasto irrisolvibile era risolto… Le Macchine Ribelli sono mostruosamente efficienti.
  4. Elemento provocatorio: se la mia presenza o meno su un Social Network è determinata in modo meccanico da una Macchina che stabilisce se sono degno o meno di continuare la mia attività, che senso ha cercare un colloquio con un “Umano”, che candidamente mi risponderà “E’ stata la Macchina a farlo”? tanto vale parlare senza inutili intermediari coi diretti responsabili…
  5. Puntigliosa applicazione delle regole: la biografia di @Supporto riporta testualmente “Supporto Utenti @supporto San Francisco, CA Questo è l’account ufficiale del Team di Supporto di Twitter. Seguici e mandaci un DM se ti serve assistenza tecnica.” http://help.twitter.com Mi sono limitato ad un’estremizzazione del concetto surreale di dover dialogare con una Macchina per problemi generati da un’altra Macchina…
  6. Autoironia: onde evitare le insidie dell’italico vizio del “prendersi troppo sul serio” e trasformare (come vorrebbero alcuni) questo umile nonBLOG in una sorta di Tempio dei Tecnonguru Militanti… sento l’assoluto bisogno di gettarmi in azioni clownesche come quella di parlare a un BOT, a un televisore, a un ferro da stiro… laddove necessario per tornare con la testa tra le nuvole.
  7. Estetica del Nemico: chi avrebbe dovuto essere il destinatario della missiva? L’inarrivabile CEO di Twitter, Dick Costolo? Un fantomatico Ufficio Assistenza Clienti di quelli che spesso mi trasmettono il feedback emotivo di un phon? Il BOT nella sua umiltà mi è più caro e più vicino. E’ come un vecchio nemico di cui non puoi fare a meno… Peraltro la cosa mi ricorda moltissimo molti racconti di Philip K. Dick in cui gli Umani perdono empatia a vantaggio delle Macchine…
  8. Reiki: ho letto in un libro di Tiziano Terzani (mi pare che fosse “Un altro giro di giostra”) che i cultori di una pratica di medicina alternativa giapponese detta “Reiki” si sforzano di entrare in una sorta di “contatto energetico” con le Macchine al fine di migliorarne il grado di empatia e farle funzionare meglio.
  9. Abolizione della distinzione tra soggetti e oggetti: Inoltre mi ha affascinato moltissimo quella parte dello “Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” in cui Robert Pirsig illustra brillantemente come la distinzione dialettica tra soggetti e oggetti sia una sorta di induzione autoipnotica, che ci viene inculcata durante l’infanzia. Muoversi verso la Qualità significa anche abbattere queste odiose barriere.
  10. DADA

Conclusioni

Concludendo esimi Ricercatori vi rivolgo il più affettuoso dei saluti invitandovi  a rileggere la totalità dei nonPOST precedenti alla luce di questa piccola guida al jovanz-pensiero… Normalmente un testo ha una o due chiavi di lettura… i nostri ne hanno almeno dieci, o addirittura nessuna…

Hasta la Vida Loca Siempre!

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7 pensieri su “Dieci buone ragioni per scrivere a un BOT

  1. Sicuramente i miei comportamenti possono essere stati, anzi sono stati interpretati come quelli di una macchina maligna, però non ho infranto nessun limite imposto da Twitter:

    Restrizioni all’uso di Twitter
    I limiti tecnici attuali per gli utenti sono:

    Messaggi Diretti: 250 al giorno
    Richieste alle API: 150 all’ora
    Aggiornamenti: 1.000 al giorno. Questo limite è anche distribuito in intervalli più piccoli di massimo 20 tweet ogni mezz’ora. I Retweet contano come aggiornamenti.
    Cambiamenti all’email dell’utenza: 4 all’ora
    Seguire nuovi utenti (al giorno): Nota che questo è solo un limite tecnico e ci sono regole ulteriori che vietano di seguire persone in modo troppo aggressivo. Puoi vedere i dettagli su cosa non fare per evitare la sospensione sulla pagina Regole e limiti per seguire altri. Il limite tecnico di persone che puoi seguire in un giorno è di 1.000 utenti

    Secondo: sono stato sospeso domenica, due giorni dopo che il mio comportamento era terminato.

    Terzo: è possibile ricercare utenti senza interagire anche senza essere iscritto, è quindi assurdo nel caso che ci sia un limite.

    Quarto: sarebbe bastato che Twitter mi inviasse una mail dicendomi che il mio comportamento infrangeva delle regole e lo avrei interrotto o avrei fatto una richiesta formale per le mie ricerche.

    Quinto: ancora nessuna comunicazione, sono ancora sospeso,

    Sesto: Se il mio caso ha infastidito qualcuno mi scuso, rimango però dell’idea che non ci debbano essere policy ombra, che la sospensione debba seguire e non precedere la richiesta di ricorso all’utente e che vengano sempre date spiegazioni all’utente con i motivi della sua sospensione.

    FREE FATTELANARISATA

    Detto ciò vi lovvo fino all’agonia.

    • A mio avviso la spiegazione “tecnica” dell’accaduto rinforza l’ingiustizia assoluta della tua sospensione. C’erano un sacco di “indizi” che tu fossi un utente umano eppure la Macchina ha voluto leggere solo quelli che ti classificavano come un BOT… In un social network programmaticamente intasato di BOT (v. ecosistema Bieber & co.) è una sanzione grottesca!
      RIATTIVAZIONE DELL’ACCOUNT ORA!

  2. Curiosamente un commento simile me lo ha dato un amica, leggendo il mio post mi ha detto “non posso credere che siamo arrivati a questo punto : parlare con le macchine” ho risposto “cos’è che non fai con le macchine al giorno d’oggi ?” le macchine sono i piccioni viaggiatori che portano le tue missive a un altro umano, le macchine cercano, controllano decidono che pubblicità devi avere, le macchine dialogano più spesso con te di quanto tu non immagini” e potrei continuare con tantissimi esempi (ne verrebbe un altro post) verrebbe fuori una citazione all’immancabile Matrix e le sue sentinelle (è una foto del mio post), e tra l’altro un argomento che mi ha sempre affascinato, il problema è che nella sua ironica follia questo articolo (anzi il precedente) è più realistico di quanto non si pensi… forse anzi nel caso mio tolgo il forse la cosa è molto triste, ma è così dato che come ho scritto “I BOT fanno il lavoro sporco che gli umani non fanno più” – matrix ? –

    • Poco da aggiungere al tuo ragionamento… Le persone vogliono rimanere incoscienti rispetto ai simbionti digitali con cui vivono, forse perché hanno paura della realtà che ciò implica: quando scriviamo in un social network siamo parte di un ciclo produttivo… La fabbrica fordista digitale…

  3. Ti ringrazio Giovanni per la risposta.

    Non mi aspettavo “addirittura” un POST visto che la mia domanda è partita da un gruppo di Facebook.

    Comprese le motivazioni, il taglio del blog, il vostro simpatico modo di “approcciare e “commentare” il web, non mi resta che rinnovare la mia simpatia e ringraziare nuovamente per l’attenzione!

    Alex

    • Grazie Ale 😉
      Allora… Il fatto della citazione non deve sorprenderti perché il 100% dei contenuti di questo nonBLOG è frutto di conversazioni digitali… Ogni nonPOST è lo sviluppo sui una risposta a un colloquio digitale…
      Ho scelto la tua domanda perché era particolarmente ben posta e perché mi permetteva di affrontare una serie di temi stilistici a me cari.
      Grazie ancora 😉

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