Dopo la caduta di King Kong: il mesto Twitter

  1. ONtro

  2. Esimi Ricercatori, ricordo un malinconico racconto di Philip José Farmer intitolato “Dopo la caduta di King Kong”, in cui sostanzialmente si narrava di una realtà alternativa in cui il celebre film del 1933 era una sorta di documentario su un tragico fatto realmente accaduto.

    Il racconto narrava quindi gli eventi successivi all’uccisione del mostro, anche con una certa crudezza (l’amore della Bestia per la Bella non è propriamente platonico)… 
    Tuttavia la sensazione più forte chi mi lasciò il racconto fu quella di un mondo reso più vuoto dall’assenza del Mostro, inteso nell’accezione latina di “Fenomeno” catalizzatore di eventi fuori dall’ordinario…
    In questi giorni mentre scorro la timeline, mentre leggo le testate online, mentre sbircio i miei reader, provo pensando a Twitter la medesima malinconica sensazione di quel bellissimo racconto…
    La politica come l’abbiamo intesa per vent’anni intrisa dell’iperbolica dialettica tra Berulusconismo e Antiberlusconismo è stata commissariata dal Fondo Monetario Internazionale. Così Il Berlusconismo e l’Antiberlusconismo soppressi dallo Spread, abbandonano Twitter… e l’enorme vuoto comunicativo lasciato viene coperto dalle star dei media tradizionali: attori, starlette, scrittori, giornalisti, politici, ecc…
    E oggi viviamo i mesti giorni dopo la caduta di King Kong, completamente in balia di cabarettisti e paillette…
  3. La fine del meme e il trionfo del flame

  4. Così il vero punto di forza di Twitter, la creazione/replicazione dei meme (i contenuti autoprodotti e frutto di una creatività dal basso, es. #sucate) abbandonano le timeline di Twitter… E tutto diventa un insulso borbottare pro e contro VIP, sVIPponi e presunti tali… 

    Tanto che ieri ho rimembrato mestamente i fasti di quando le Twitstar erano autoctone di Twitter e seguivano il Manuale Pandemia di presenza online:
  5. I tempi felici in cui per essere una Twitstar dovevi avere 10.000 follower, 150 following, 0 replies… che decadenza.
  6. Ma il danno peggiore l’hanno fatto i mass media tradizionali, che grazie ai continui rimandi che Fiorello fa a Twitter nel suo nuovo Show televisivo, ormai presidiano notte e giorno le timeline per fornire la cronaca delle mosse di qualunque VIP (vero o presunto) si aggiri nel noto social network… 

    Una volta Twitter, se si scorrevano i giornali sembrava una sorta di Laboratorio Politico Collettivo in perenne fermento, oggi sembra la fiera del gossip e del flame (rissa digitale) più banale…
    Riporto di seguito le notizie più importanti su Twitter restituite da Google News, non so perché ma solo a leggere i titoli sono assalito da sensazioni di disagio… tipo quando in coda dal medico ci si trova costretti a leggere giornali da parrucchiere, per ingannare il tempo e all’ennesima divetta scosciata che dichiara “Voglio un figlio!”, si prova un po’ di pena mista a nausea.
  7. Pure di sabato col sole che splende nel cielo

  8. Avviene persino che l’ennesimo flame (un banalissimo battibecco tra detrattori e sostenitori del Banco Alimentare, come in passato se ne vedevano a bizzeffe nella totale indifferenza della stampa), divenga oggetto di articoli, post, storify, discettazioni metafisiche, narrazioni, contronarrazioni, affermazioni e confutazioni, interventi di affermati politici… 

    Non c’era in giro su Twitter null’altro di pol
    itico, di cui scrivere, che delle polemiche sulla colletta…
    E pensare che era una giornata di sole…
  9. #gilda35 #news: Wu Ming vs Banco Alimentare… è quasi un LULZ °L°
    #post t.co/7qHpwHEd
    #storify t.co/Hu7A5GCM
  10. Segue questo interessante dibattito con due amici Ricercatori PRO, che a mio avviso fornisce alcuni interessanti spunti di riflessione:
  11. @lucabecattini ma pure di sabato! Era una giornata di sole o__O
  12. @Jovanz74 boh a me sembra esagerato che @linkiesta ci abbia fatto sopra un articolo.. la mancanza di B. si sente….
  13. @lucabecattini @Jovanz74 aggiungere un post e uno storify per rimpolpare un flame da’ da pensare 😉
  14. @bia_hvid @lucabecattini e ringraziamo il cielo che ha coinvolto personaggi che non fanno TV, altrimenti c’era il passaggio su TG1 e TG5
  15. @Jovanz74 @bia_hvid i giornalisti italiani erano abituati ad avere la notizia scodellata, bastava attender 2 (Max 3) gg che B. diceva qualc.
  16. @lucabecattini @bia_hvid il CILCO B: B. spara la boiata pazzesca, la Rete insorge, nasce l’hashtag, il tema di tendenza, la news è servita
  17. @Jovanz74 @bia_hvid ora invece: Nessuno dice nulla; giornalista non sa cosa scrivere; apre twitter e guarda i TT
  18. @lucabecattini @Jovanz74 il problema infatti è anche che ‘adesso’ i personaggi che fanno tv sono su twitter quindi il ciclo si completa…
  19. Conclusioni

  20. Poco altro da aggiungere alle sagge parole di Luca Becattini (autore del mitico Fu Beca Blog) e Bianca Ferrari, se non che…
  21. Ho visto due Twitstar che litigavano per una precedenza… presto con gli storify, i post, i blog, le news, i reportage, gli scoopit °L°
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8 pensieri su “Dopo la caduta di King Kong: il mesto Twitter

  1. Nell’enorme vuoto lasciato da Berlusconi, mi ci includo 🙂 dato che sull’ex Premier facevo molti twit e Monti non da spunti (mai una barzelletta, mai un festino)…

    ma per fortuna non sono una testata giornalistica che deve riempire le pagine 😀

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