Stalking inverso

“Facendo una battuta si potrebbe dire che il fine per cui, ad esempio, è stato inventato Twitter è quello di generare un network di stalker”

[Phiber Optik da “Hacker – Il Richiamo della Libertà di Giovanni Ziccardi]

ONtro

Gianluca il nipote della Panicucci

Esimi Ricercatori, come ho rappresentato altre volte, la novità più sconcertante che ha portato l’autunno digitale del 2011 è stata nei social network (Twitter su tutti) lo spostarsi del dibattito collettivo da una versione casereccia dell’hacktivismo (penso ai meme su Berlusconi e soci) al dibattito sulla presenza online dei VIP.

La cosa ha scatenato un brusio a mio avviso esagerato sia sui mass media, sia nelle conversazioni che animano le varie Comunità Online. Fondamentalmente i giornalisti di “politica digitale” si sono riciclati abilmente in giornalisti di costume, commentando ogni autoscatto, o dichiarazione postata dai VIP digitali (spesso prendendo cantonate clamorose come i falsi account Twitter di Alessia Marcuzzi e Belen Rodriguez). Per contro le conversazioni tra gli utenti sono diventate un borbottio pro o contro l’ingresso nel digitale dei VIP della televisione.

The Times they are changing

Ceci e Taty, le amiche di Melissa Satta in vacanza a Dubai

A mio avviso il perché siano piombati tutti insieme i vari Massimo Boldi, Elena Santarelli, Melissa Satta, Barbara D’Urso, Antonella Clerici, Elisabetta Canalis, è banalmente ascrivibile al sapiente utilizzo che Fiorello ha fatto di Twitter, come strumento di autopromozione in occasione del suo show “Il più grande spettacolo dopo il week end”… Tuttavia esistono anche mirabolanti ricostruzioni complottiste, come ad esempio “Il ritorno di B. si prepara su Twitter?” del Fatto Quotidiano, estremamente godibili e spassose…

Così ponendomi la domanda sul perché la gente si sentisse così disturbata dalla presenza online di queste nuove Twitstar, ho iniziato a spulciare i tweet di questi particolari utenti, creando anche una embrionale lista,  “Nuove Twitstar“, che provvederò ad aggiornare grazie alle vostre segnalazioni…

Francamente rimpiango le amate/odiate Twitstar di prima generazione, che al netto degli odiosi fight club, comunque erano nate e cresciute in ambito digitale e sapevano utilizzare lo strumento generando talvolta anche episodi divertenti e godibili.

Leggere i messaggi delle Twitstar televisive può in effetti generare un senso di disagio: come quando vedi qualcosa di imbarazzante e provi lo stimolo a cambiare canale. Avete presente quando intercettate programmi tipo Uomini e Donne, o Grande Fratello e vedendo l’ennesima grossolanità, dite: “bah!” e cambiate?

Mi spiego…

Lo Stalking

Per anni siamo stati bombardati di trasmissioni e pubblicazioni riguardanti l’inquietante fenomeno dello stalking ai danni dei VIP. Da quando uscì il film di Tony Scott “The Fan – Il Mito” con Robert De Niro (storia di un pericoloso psicopatico un po’ troppo affezionato al proprio idolo, un campione di baseball interpretato da Wesley Snipes) c’è stata una sorta di gara dei VIP a lamentare fenomeni di stalking ai propri danni.

Lo stalking (dall’inglese to stalk “cacciare furtivamente”) è un comportamento molesto che si concreta in continui appostamenti e tentativi di intrusione nella vita privata di una persona, cercando di allacciare un legame relazionale non voluto dalla vittima, che spesso cade in veri e propri stati d’ansia. Di fronte alle legittime resistenze della vittima, lo stalker assume di sovente comportamenti persecutori e minacciosi.

Ne è disceso che a seguito della segnalazione del fenomeno dello stalking ai danni dei VIP (es. il celebre caso di Michelle Hunziker), anche molte persone comuni hanno iniziato a segnalare episodi simili vissuti da parte di ex-fidanzati/e, spasimanti, ecc… Ovviamente a ciò ha fatto seguito un’attenzione mediatica enorme sul tema dello stalking ai danni delle persone comuni con ore e ore di trasmissioni televisive dedicate…

Lilly il cane di Michelle Hunziker

Così nel nostro ordinamento si è addivenuti alla previsione di una specifica fattispecie di reato in luogo delle originaria violenza privata (art. 610 C.P.), dal 2009 è stato introdotto nel nostro ordinamento il reato di “atto persecutorio” (art. 612 bis):

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

Peraltro la stessa Michelle Hunziker e l’avvocato Giulia Bongiorno con la loro associazione “Doppia Difesa” hanno combattuto una importante battaglia, che ha avuto vasta eco sugli organi di stampa, per l’introduzione di questa fattispecie di reato…

Così veniamo al dunque del fastidio provocato dallo stare online dei VIP televisivi: lo stalking inverso.

Lo Stalking Inverso

La cucina di Dan, un amico di Elisabetta Canalis

Nella propria presenza online i VIP offrono ampli e continui scorci della propria vita privata: veniamo a sapere a che ora si svegliano, che faccia hanno la mattina senza trucco e parrucco, in quali edicole comprano i giornali, con chi vanno a ballare in discoteca, in quale parco portano il cane a fare la passeggiata, dove fanno gli acquisti di Natale, cosa combinano a casa, cosa mangiano, cosa fanno i loro animali domestici, dove vanno a mangiare, cosa fanno coi figli, come hanno arredato casa, che pavimenti usano, che tram usano, ecc…

Un tempo per sapere cosa combinavano i VIP l’unica fonte era quanto pubblicavano i Paparazzi sui rotocalchi, ora sono gentilmente i diretti interessati che si offrono alle nostre spiate dal buco della serratura digitale, spesso anche bisticciando tra loro per mostrarsi.

Sembra quasi che per garantire il proprio successo sentano il bisogno di mostrare pezzetti di sé, dei propri cari, del proprio privato. Esprimono un concetto di privacy che soccombe completamente al bisogno di popolarità (salvo le frasi ritrite tipo: “Qui su Twitter siamo tutti uguali“).

How to use Twitter

Un amico di Elena Santarelli

Ma lo “stalking inverso” dei VIP televisivi comporta un particolare fenomeno collaterale…

Premetto che sono assolutamente contrario ad ogni forma di netiquette etero-imposta su come si usano i Social Network: ognuno, finché non molesta il prossimo, è libero di utilizzarli come meglio crede, a patto di divertirsi ed essere onesto.

Ma con la loro comparsa i nuovi VIP si sono portati dietro un codazzo pazzesco di nuovi iscritti alla Comunità Italiana di Twitter spesso non avvezzi ad un utilizzo “scafato” del mezzo. Ciò ha generato l’odioso fenomeno della lezioncina da Maestrina dalla Penna Fucsia Digitale, in cui parecchi Topblogger si sono cimentati, della serie: “adesso vi spiego Twitter, oh villici“.

E giù spiegazioni su come scrivere, cosa scrivere, quanto scrivere, a chi scrivere, cosa leggere, chi seguire, chi non seguire… una sorta di spaventoso “Libretto Rosso Digitale”…

Articoli assolutamente spassosi nella loro orrenda testimonianza di come certuni frequentino i Social Network come una sorta di lavoro meccanico e spersonalizzato.

Conlcusioni

Jessica Simpson al gabinetto

Che dire esimi Ricercatori sarò maniaco della privacy io che non posto pressoché nulla di intimo…

Concludo auspicando un futuro migliore in cui i VIP recuperino un po’ di pudore (senza accanirsi con poveri hacker dopo aver mostrato le pudenda in lungo e in largo), i detrattori di VIP e Twitstar utilizzino in modo sapiente il defollow  senza troppa cagnara (magari smettendo anche di leggere le pagine di Corriere e Repubblica dedicate ai nuovi media), gli stalker digitali e i fan di VIP e Twitstar vivano con meno esibizionismo il proprio entusiasmo…

Ma al di la degli auspici di cui sopra che lasciano il tempo che trovano, mi auguro vivamente che i soliti Topblogger leziosi smettano di insegnare come si usano i Social Network… In Medio Oriente ci fanno le rivoluzioni, da noi autopromozione.

Preciso che tutte le immagini contenute in questo nonPOST sono pubbliche e tratte dagli account ufficiali delle star…

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9 pensieri su “Stalking inverso

  1. Post condivisibile quasi interamente. Non concordo sugli auspici finali…secondo me bisogna lasciare a ciascuno la liberta’ di usare i social come meglio crede. Tanto poi siamo noi a stabilire chi seguire e chi defolloware.
    Sinceramente tra i vip e le twitstar storiche tollero meno queste ultime le a loro boria.
    Appunto ieri leggevo una frase tipo: “noi che siamo su twitter da 5 anni…” e chi se ne frega non ce lo metti cara twitstar?
    Leo

    • A me invece le vecchie twitstar risultano un pelino più simpatiche se non altro ogni tanto qualche capello dal coniglio lo tiravano fuori 😉
      P.S. Gli auspici finali erano ironici, sull’uso la vedo come te 😉

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