I Rettiliani e la mitopoiesi digitale

ONtro

Alcuni esponenti del Popolo Serpente di Valusia ritratti da John Romita Sr.

Esimi Ricercatori, dopo i tragici fatti dell’Isola del Giglio mi sono imbattuto come molti di voi in fantasiose ricostruzioni complottiste.

La Concordia sarebbe stata affondata di proposito 99 anni e 9 mesi dopo l’affondamento del Titanic, perché 999 scritto al contrario è 666 il Numero della Bestia dell’Apocalisse, che nella forma di Baphometto soprintendeva alle riunioni dei Templari noti banchieri satanisti che guarda caso vennero sterminati proprio di venerdì 13, data ormai cara agli Illuminati, che volendo imporre il nuovo ordine mondiale, mentre declassavano tramite le Agenzie di Rating mezza Europa, affondavano la nave i cui ponti erano dedicati a numerosi Stati dell’Unione  Europea, peraltro nelle stesse ore Mario Monti che appartiene a Illuminati, Rosacroce, Massoni e Beliebers andava da Benedetto XVI noto Papa massone a regalargli carte nautiche della serie “aumme aumme”…

Dedicavo alla questione uno sconsolato post su Twitter:

Ne seguiva un interessante dibattito con molti di Voi sui temi, da sempre a me tanto cari, della mitopoiesi digitale…

Mitopoiesi 2.0

Coi Rettiliani abbiamo conti aperti dai tempi di Adamo ed Eva... (art of Robert Crumb)

Mi ha sempre colpito la forza con cui su internet è stata declinata ogni forma di paganesimo digitale, o di culto gnostico 2.0… Per decenni ci siamo aspettati che la tecnologia ci rendesse più razionali, tipo i robot positronici di Asimov, invece pare aver spalancato le porte al simbolico e al mito, come nel futuro allucinato dei romanzi del ciclo di Nicolas Eymerich Inquisitore di Valerio Evangelisti.

Le Comunità Online dedite al complottismo sono assolutamente ammirevoli nella loro capacità di costruire il mito assemblando “prove” secondo metodiche di mash-up e collage assolutamente spaventose per volume e qualità dell’opera. Penso che sulle “Scie Chimiche” in rete si possa trovare più materiale di qualunque altro fenomeno atmosferico conosciuto…

La capacità di mettere in relazione simbolica eventi tra loro lontanissimi nel tempo e nello spazio, fino a costruire una gigantesca ucronia dell’intera storia umana sotto il profilo squisitamente letterario è assolutamente affascinante.

Alieni, culti paleocristiani, satanismo, demonologia, organizzazioni segrete, UFO, Apocalissi, realtà alternative, manufatti alieni, Maya, corpi astrali, marchingegni fantascientifici capaci di creare ogni genere di fenomeno assurdo, Graal, Templari… tutto concorre al gigantesco affresco complottista…  Ma di che ci sorprendiamo se la RAI, in teoria il nostro servizio pubblico, diffonde nell’etere programmi meravigliosi come il celebre Voyager di Giacobbo, vera e propria bibbia del complottismo più scafato?

I Rettiliani

Così mentre ci scambiavamo considerazioni sulla capacità visionaria dei complottisti, la sempre ottima Zolletta ci tira fuori dal cilindro una meraviglia della xenobiologia: i Rettiliani!

Per la definizione di questa mitica razza mi rifaccio al link riportato da Zolletta:

RETTILIANI. Razza aliena che, insieme agli Illuminati, controlla la nostra mente ed il nostro mondo; occupano tutte le posizioni di potere e tramano continuamente per nascondere la loro esistenza. I rettiliani trascorrono una vita monotona facendo sacrifici satanici, mangiando bambini e giocando a scopone scientifico, l’unica boccata d’aria fresca la prendono quando complottano per schiavizzare l’umanità. Il rettiliano medio è un marcantonio di tre metri e mezzo di un bel verde brillante, sulla sua testa c’è una freccia e un cartello che dice “io sono un rettiliano”; verrebbe da pensare che un essere del genere sia facilmente riconoscibile in mezzo ad una folla di scimmie evolute, senza peli (alcune) e di colore roseo… invece no! Il rettiliano medio dispone del potere di trasformarsi in un essere umano.
[Tratto da “Io Rettile” di Alcolibrianonimi]

Una importante infografica su Rettiliani tratta dal sito Alien Ufo Research

Ne nasce una simpatica conversazione digitale, che coinvolge anche il grande Rudy Bandiera, che scopro essere un accanito fan dei Rettiliani cui ha dedicato alcuni gustosi articoli:

A questo punto me ne esco con un tweet enigmatico sull’origine dei Rettiliani:

Mi sembra quindi d’uopo spiegare la vicenda, che illustra in modo brillante come nascono e proliferano i miti nell’era digitale…

Genesi di un Mito

L'Ouroboros che da il meglio di sé rosicchiando la propria coda...

Chiunque abbia studiato un minimo di Storia delle Religioni si sarà imbattuto nella mitica figura dell’Ouroboros. Questo simbolo costituisce un archetipo fondamentale del Mondo Antico ripreso e declinato in quasi tutti i miti. In sostanza rappresenterebbe (senza spingerci in analisi Junghiane) il concetto dell’Eterno Ritorno, del Ciclo Vita/Morte/Rinascita… Il simpatico animaletto apparirebbe in vari culti del serpenteschi speperinati nell’antichità diventando di volta in volta Drago o Serpente, a seconda di popoli e culture…

La declinazione religiosa dell’Ouroboros ovviamente è stata vasta e pervasiva in quasi tutto il mondo conosciuto: il Drago cinese, la Dea dei Serpenti Cretese, i greci Cecrope e Medusa, i Naga indiani, i Jinn arabi, l’egizio Sobek, i Dogon del Mali, lo Yaxchilan dei Maya, il norvegese Níðhöggr… Peraltro anche nella Bibbia giudaico-cristiana il Serpente antropomorfo (pare di origine mesopotamica) svolge un ruolo fondamentale nel ciclo della Genesi… Peraltro è perfino esistita una setta cristiana gnostica dedita al culto del Serpente: gli Ofiti.

Insomma miei esimi, in decine di migliaia di anni di storia umana il Serpente più o meno antropomorfizzato svolge un ruolo molto importante nel campo del simbolismo, del folklore e della religione con tonnellate di materiale archeologico sparso in mezzo mondo a disposizione delle tesi più fantasiose…

Tuttavia va sottolineato come, attraverso l’Inquisizione medioevale prima e la critica Illuminista poi, divinità e correlati popoli serpentiformi avevano vissuto un periodo di inarrestabile declino fino a vivacchiare mestamente nei bestiari e nell’araldica medioevale come draghi e basilischi.

Ma il declino del Popolo Serpente era solo momentaneo…

Il Popolo Serpente nei Miti di Chtulhu

Una foto allegra di Howard Phillis Lovecraft

Arriviamo quindi ai veri autori della mitopoiesi dei Rettiliani come la conosciamo oggi: il Circolo Letterario di Howard Phillis Lovecraft.

Questo grande autore dell’Orrore Cosmico aveva raccolto attorno a sé un cenacolo di giovani scrittori del fantastico, con cui intratteneva un fitto epistolario.

Senza avere a disposizione internet Lovecraft e i suoi amici si dilettarono per anni nel creare un intero corpus di Miti, in una sorta di versione ante litteram del crowdsourcing.

Autori del calibro di Robert Ervin Howard (il papà di Conan il Barbaro),  Robert Bloch, August Derleth, Fritz Leiber, Frank Belknap Long, Henry Kuttner, Joseph Payne Brennan e Donald Wandrei furono suoi amici e corrispondenti… Insieme elaborarono un vasto e articolato Pantheon di Divinità aliene e ancestrali, sfruttato con successo in numerose opere di genere fantastico.

In particolare il Popolo Serpente di Valusia compare nel ciclo di Kull di Robert Ervin Howard e viene poi ripreso in alcune opere di Lovecraft, tra cui il racconto  “La Maledizione di Yig“, in cui dota il popolo della propria divinità di riferimento: “Yig il padre dei Serpenti” (che poi nel ciclo di Conan diventerà il dio Set)…

Le caratteristiche del Popolo Serpente di Valusia sono assolutamente identiche a quelle dei Rettiliani:

Queste creature hanno la testa come quella di un serpente montata su di un corpo umanoide ricoperto da una scagliosa pelle di rettile. Possiedono abilità magiche, tra cui spicca la capacità di camuffarsi in modo tale da essere scambiati per esseri umani.

[Tratto da “Popolo Serpente” Wikipedia]

Peraltro il Popolo Serpente di Valusia è dotato di una tecnologia superiore e detesta la razza umana che tende a soggiogare architettando ogni genere di piano diabolico…

Quando Lovecraft e soci danno vita ai Miti di Cthulhu ci troviamo negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso epoca in cui aveva preso molto piede la corrente di psicologia detta jounghiana, che dava ampio spazio al valore simbolico degli Archetipi e alla figura del c.d. Inconscio Collettivo.

Lovecraft e soci, uomini di letture sterminate e di ottime conoscenze di mitologia attinsero a piene mani al mito nella sua forma più grezza rielaborandolo fino ad creare un colossale Pantheon di Divinità Preistoriche provenienti dagli spazi interstellari… Fu un colossale gioco letterario con tanto di creazione di pseudobiblia, annali, diari, ecc…

Il Mito di Lovecraft

Un meme di Canv.as su Cthulhu

Ovviamente l’idea del Popolo Serpente, come molte altre di Lovecraft e del suo cenacolo letterario fu fonte inesauribile di prodotti della cultura mainstream: alcune con riferimenti diretti (i fumetti di Kull della Marvel, il  primo film di Conan) altre con riferimenti indiretti a questa razza di rettili alieni (i Gorn di Star Trek, i Visitors, e numerosi altri).

Il Popolo Serpente ha conosciuto una fortuna sterminata, anche perché le storie del Ciclo di Cthulhu erano conosciute da pochi appassionati del fantastico e disponibili al saccheggio da parte di sceneggiatori in crisi creativa.

Così l’humus culturale occidentale si popola tra gli anni ’60 e ’80 di esseri serpentini provenienti da epoche remote e connessi a divinità spaziali…

Peraltro Alan Moore, il più influente sceneggiatore di fumetti moderno (autore di opere poi diventate blockbuster internazionali come Watchmen, La Lega degli Uomini Straordinari, From Hell, ecc…) si è autoproclamato da tempo “magician” e dedicato al culto del dio serpente Glycon, riempiendo le sue opere fumettistiche e letterarie di riferimenti sottili a questo simbolo (e di conseguenza anche le opere da queste derivate).

Ma se H.P. Lovecraf aveva vissuto una vita da marginale e da “outsider”, negli anni ’90 (proprio in coincidenza della nascita di internet) conobbe un poderoso revival in occasione del centenario della propria nascita.

Si poté assistere ad una vera e propria esplosione di antologie lovecraftiane con pubblicazione di ogni scritto del Solitario di Providence, ivi incluso epistolario e raccontini scritti a 6 anni (non scherzo).

Immaginate, miei esimi, l’influenza che può aver avuto la riscoperta di un autore di questa portata sulle testoline di milioni di Nerd sparsi per il mondo…

Un Rettiliano sotto vetro

Si ritrovarono tra le mani la fonte primigenia di tre quarti delle opere di genere fantasy e fantascientifico, con cui avevano funestato le proprie fantasie… Così con quella assoluta dedizione tipica dei Nerd si misero a studiare con piglio esegetico le opere dei Miti di Cthulhu… Peraltro, poiché quasi tutti i Nerd anni ’90 erano appassionati di Giochi di Ruolo iniziarono anche a produrre piccoli artefatti con cui arricchire le proprie sessioni di gioco…

I fatti di cui sopra ebbero ovvie ricadute sulla genesi di Internet all’epoca affidato alle pacioccone manine dei Nerd: il web venne assolutamente invaso di siti dedicati ai Culti Innominabili, di racconti finto giornalistici dedicati ai miti, di documenti contraffatti e artefatti alieni (per un esempio v. http://propnomicon.blogspot.com/), copie anticate e farlocche del Necronomicon (il celebre pseudobiblion dei Miti di Cthulhu)…

Ma alcune falangi oltranziste di Nerd avevano una perniciosa caratteristica: quella di credere che Lovecraft e Soci fossero REALMENTE in possesso di conoscenze proibite.

Personalmente ho avuto il piacere di conoscere alcuni meravigliosi esponenti di comunità Nerd convinte dell’assoluta verità dell’opus lovecraftiano…

Fu così che, per fare un esempio, un mito antico come quello del Popolo Serpente ha conosciuto un inarrestabile revival fino a diventare ormai patrimonio indiscusso della nostra coscienza collettiva…

Ovviamente oggi grazie alla potenza pervasiva dei Memi  internet è pieno di “prove” dell’esistenza di ogni Mito di Cthulhu possibile e immaginabile, ivi inclusi i Rettiliani…

Conclusioni

Esimi Ricercatori, dopo quasi un secolo di giochi letterari e digitali sul tema del Popolo Serpente ecco che questo è ormai parte integrante del nostro patrimonio culturale. Grazie ai più moderni sistemi di comunicazione un mito ormai oscuro e in declino ha conosciuto un inarrestabile rinascita andando a popolare romanzi, film, telefilm, siti internet, fumetti, ecc…

L’ennesima mirabolante prova di come su internet (e tutti gli altri Media che compongono Tecnonucleo) i simboli vivano una stagione di assoluta centralità… E come è sempre accaduto nella storia umana, quando il simbolico prende il sopravvento, Realtà e Sogno tendono a fondersi in modi spesso inestricabili…

Quello dei Rettiliani è un piccolo esempio, di quelli che ogni tanto mi portano a chiedermi: “Ma quando l’ultimo Nerd morirà, chi ricorderà la genesi dei Miti Digitali?”

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17 pensieri su “I Rettiliani e la mitopoiesi digitale

  1. Mamma santissima!
    Questo post mi ha fatto venire in mente un mare di cose. Allora, mi ha fatto venire in mente John Titor, che mi sembra non venga citato ma credo essere il più fulgido esempio di fantasia modello Rettiliani. Mi permetto il link, ma è una mia passione http://bit.ly/xTJxJv

    Poi mi viene in mente la canzone “The call of Ktulu” dei Metallica http://bit.ly/dNj6PY meraviglioso pezzo solo musicale dei mitici e meravigliosi rocker americani.

    Poi mi vengono in mente le scie chimiche, baggianata della quale ho parlato diverse volte ma che non mi ha mai appassionato quanto il Necronomicon, per esempio. Ah, poi mi viene in mente il Necronomicon, appunto.

    Poi mi viene in mente “Alle montagne della follia” unico libro che ho letto di Lovecraft il quale l’ho letto su iPhone, in formato epub… roba da pazzy.

    Poi mi viene in mente “Obama anticristo”, i Maya, la fine del mondo, Mistero e Berrì…. poi meglio se torno a letto.

    Grazie mille per questo post meraviglioso che ha risvegliato in me molti ricordi e anche due risate.

    PS: mi viene in mente anche la Madonna di Medjugorje, visto che stiamo parlando di fantascienza…

      • No no, tu hai avuto una notevole e performante formazione culturale, io ho avuto tempo per cazzeggiare quando facevo i turni in fonderia 😀
        Comunque grazie davvero, è stato un post nel quale ogni riga mi “portava su” un ricordo. Sei fico amico mio.

  2. Di solito ricevo e leggo il tuo post dalla mia casella di posta, ma questa volta ho voluto visitare il sito per scoprire qualcuno che si lamentava nei commenti… beh 2 risate in più ci potevano stare!!
    Ma una precisazione è doverosa, un pò di verità ci può stare, ma è, come tu hai affermato, il mischiare tante cose diverse alla fervida fantasia letteraria di alcuni, che rende il tutto molto improbabile.

  3. […] C’è chi l’accusa di non essere una blogger… chi fa la morale sul fatto di farsi pagare… chi l’accusa di essere un prodotto ideato dal proprio fidanzato pure lui bello e cosmopolita… chi la descrive come un bel faccino col vuoto intorno… chi si erge in accusa/difesa deliziandoci con erudite elcubrazioni sul marketing etico (quasi fosse il girone di ritorno di Internet 4 Peace)… chi di essere una sciattona che veste pure con roba cheap tipo Yamamai… chi ci dona perle sul tema giornalismo vs blogging istruzioni per l’uso… che urla “sti cazzi”… chi dichiara “io odio Chiara Ferragni” e ci spiega pure diffusamente il perché (mi verrebbe da chiamare la neuro)… chi ci spiega le modalità di auto-sostentamento dei blogger (vi prego donategli il vostro 5×1000 e fateli tacere)… chi ci spiega che la Ferragni è un genio perché riesce a convincere la gente a comprare fuffa a prezzi costosissimi… chi ci fa lezione su plusvalore marginale della merce nel mercato della globalizzazione fashionista… chi preda di un travaso di bile dichiara in sostanza: “E a me la HP mi ha regalato solo una stampante dopo migliaia di post!”… chi si rende conto che fare il salariato zerbino di Google a 0,000000001 centesimo al contatto non è stata la migliore delle idee e urla al mondo la propria rabbia… chi si lancia in ardite contro-narrazioni complottiste manco fossimo all’indomani del 15 ottobre… chi ci parla dei precari, dei sucidi degli imprenditori, invocando un mai sopito cattolico senso di colpa (perché in Italia essere belli, giovani, bravi e ben pagati non si perdona a nessuno)… mancava solo l’accusa di essere una Rettiliana. […]

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