La Giornata della Memoria, il Giornale e Bianqo

Esimi Ricercatori, come sapete oggi è la Giornata della Memoria dedicata alla commemorazione dell’Olocausto…

Purtroppo qui in Italia è triste constatare come viviamo in una realtà allucinata in cui una commemorazione così drammatica diventa niente più che l’ennesima occasione per far parlare di sé.

Una sorta di versione riveduta e corretta della Festa della Mamma o della Festa del Papà. Qualcosa a cui allacciarsi per tirare su copie o contatti al sito, in ossequio all’orrido motto: “Anche male purché se ne parli“.

Sulla prima pagina del Giornale di oggi c’è poco da dire: assolutamente allucinante e incomprensibile.

Penso che quella dei campi di sterminio sia una delle pagine più infami della storia europea e francamente scherzarci su per ottenere qualche titolone mi sembra assolutamente grottesco e inquietante.

Ma ciò che mi ha davvero lasciato inorridito è stata la segnalazione rinvenuta su Facebook della inquietante pagina sulle opportunità di carriera dalla Bianqo.com:

La foto ritrae l’ingresso del campo di sterminio di Auschwitz, dove campeggiava il motto tristemente noto de “Il lavoro rende liberi”.

Arbeit macht frei (che in tedesco significa: “Il lavoro rende liberi”) era il messaggio di benvenuto posto all’ingresso di numerosi campi di concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale.

La scritta assunse nel tempo un forte significato simbolico, essendo in grado di riassumere in sé tutta la menzogna, la crudeltà e la barbarie dei campi di concentramento nazisti, nei quali i lavori forzati, la condizione di privazione inumana dei prigionieri e non ultimo il destino finale di morte, stridevano con grottesca ironia rispetto all’apparente candore etico del motto.

[Tratto dalla voce “Arbeit macht frei” di Wikipedia]

Francamente ritengo che un’agenzia di comunicazione che si definisce una delle migliori di Torino conosca bene il significato della foto, che ha utilizzato. Peraltro pare che i professionisti che lavorano per Bianqo siano abbastanza famosi nel settore per un uso molto spregiudicato delle tecniche di posizionamento…

La cosa veramente splendida è che dopo che ho pubblicato questo post:

Dopo neanche mezz’ora la pagina in questione appare così:

Il primo caso di autodeface della storia del web.

Mi chiedo in tutta onestà perché ci sia questo accanimento da parte delle Autorità contro le Comunità Hacker, mentre giornalisti e professionisti possono pubblicare messaggi assolutamente orrendi per forma e contenuto.

Che tristezza!

UPDATE

Segnalo che ora la pagina delle opportunità di carriera di Bianqo si presenta così:

Peraltro in un tread di friendfeed si può leggere per bene come è sviluppata la vicenda con alcuni interessanti dietro le quinte: http://friendfeed.com/foia/d951c711/morite

Questa parrebbe essere la risposta ufficiale della Bianqo:

Il nostro vuole essere un tributo di solidarietà per ricordare le vittime dello shoah, e per ricordare a chi viene a lavorare nella nostra azienda che si lavora duro e che non è tutto oro ciò che luccica. Il numero è corretto abbiamo dei problemi al centralino purtroppo a causa di un intenso volume di telefonate. Cordialmente Patricia

Senza parole, mi auguro sia un fake.

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7 pensieri su “La Giornata della Memoria, il Giornale e Bianqo

  1. Ciao. Oggi nella sito bianqo.com c’erano nomi e immagini del “nostro team”, che però erano tutti nomi fake ed immagini prese da internet. E c’erano inoltre 3 testimonianze (tipo raccomandazioni) di clienti, ed erano anch’esse palesemente inventate. Il tutto è sparito. Il dominio risulta inoltre registrato da un inglese, ed il numero di telefono inesistente… se ne sa qualcosa?

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