Moody’s qualunque cosa fai ti tira le pietre

Ogni volta che leggo un articolo che inizia con il nome della celebre agenzia di rating, mi corre un brivido dietro la schiena…

Hai al governo Silvio Berlusconi, non va bene l’Italia non è credibile per colpa di un Premier completamente screditato…

Giù una pietra!

E ti levano una letterina…

…che per quelli di Moody’s non significa niente (o forse significa qualche azzeccata speculazione per i propri stakeholders), ma che per l’Italia significano posti di lavoro in meno, cassa integrazione, fabbriche chiuse, rischio di default…

Allora, ingenuamente puntiamo tutto sul Professor Mario Monti, profilo sobrio e composto, credibilità internazionale alle stelle… stringiamo la cinghia, righiamo dritto, sopportiamo il peso di enormi tensioni sociali…

Eppure ciò non basta, Moody’s ci tira un’altra pietra e ci toglie un’altra letterina con la seguente motivazione:

Moody’s si aspetta che il Pil italiano si contragga dell’1% nel 2012 dopo essere cresciuto dello 0,6% nel 2011. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire a una media dell’8,8% dall’8,2%.

E’ quanto si legge in un rapporto dell’agenzia secondo cui il decreto Salva-Italia “ridurrà il reddito disponibile delle famiglie attraverso un taglio dei trasferimenti e un aumento delle tasse”.

L’agenzia Usa stima anche che il tasso di disoccupazione in Italia segnerà in media un aumento all’8,8% nel 2012 dalla media dell’8,2% del 2011. E, prosegue Moody’s, il rialzo della disoccupazione porterà ad un aumento dei tassi di morosità nel mercato immobiliare.

[Fonte RAI News24]

Non viene il dubbio a quelli di Moody’s, che magari sono le catastrofiche conseguenze delle loro valutazioni a generare queste contrazioni?

Corre il sospetto, che lo sappiano bene…

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7 pensieri su “Moody’s qualunque cosa fai ti tira le pietre

    • Non cedo ancora al complottismo più scafato… è che mi stupisce la faccia tosta di chi declassa intere nazioni, essendo consapevole di generare effetti negativi in termini di crescita e occupazione… per poi analizzare la mancata crescita della propria “vittima” 😉

      • Si chiamano “profezie autoavveranti”.

        In realtà però la faccenda è un po’ più complessa. Provo schematicamente a riassumere cosa ho capito io (che non sono un economista).

        Da un po’ di tempo a questa parte, l’Italia va male. Il PIL cresce di pochissimo (uno zerovirgola all’anno) e gli interessi sul nostro enorme debito pubblico fanno pendere la bilancia debito/pil (che poi è la cosa che conta veramente) verso il primo. Mente Berlusconi spargeva ottimismo a piene mani (“ne usciremo meglio degli altri”, “la crisi è finita”, ecc.), Tremonti faceva il cane da guardia ai conti pubblici ma senza fare niente per stimolare la crescita (cioè il PIL).

        In questa situazione, se tu dovessi investire qualche miliardo di euro, li metteresti nel debito pubblico italiano? Le risposte possono essere 3:
        – no perché è rischioso (e quindi rischio di perdere tutto);
        – sì perché è rischioso (e quindi se non perdo tutto, guadagno di più);
        – non so (e quindi chiedo ad un’agenzia di rating).

        La quale agenzia guarda il trend del PIL (encefalogramma piatto), il trend del debito (che sembra la sagoma del Cervino) e dice: l’Italia va parecchio male, quindi ci sono delle possibilità che non riesca a rimborsare i propri titoli di stato. Ma vediamo cosa sta facendo il governo per porre rimedio.

        Sta mettendo nuove tasse? Questo significa meno soldi per la gente = meno consumi = meno PIL. Quindi in futuro andrà peggio.

        Il governo sta facendo delle liberalizzazioni serie? Questo significa prezzi dei servizi più bassi = più disponibilità ad usufruire di questi servizi = più soldi che girano = più PIL. Quindi il futuro sarà roseo.

        Detto questo, ti faccio una domanda per vedere se hai capito: secondo Moody’s le liberalizzazioni sono serie?

  1. Luca, ne condividere buona parte delle tue osservazioni, personalmente parto da un punto di vista completamente diverso.
    Come sai sono completamente refrattario ad ogni forma di complottismo.
    Condivido l’asserzione secondo cui “i mercati sono fatti di conversazioni”… in un meccanismo in cui l’informazione determina l’andamento del mercato è ovvio che gli “Opinion Leader” di un settore fondamentale come quello del rating al debito degli Stati siano in grado di influenzare pesantemente l’andamento delle operazioni finanziarie… Se faccio un esempio (ma non è tale) declasso la Francia che ha un’economia che stenta e invece mantengo stabile la Gran Bretagna che attraversa una crisi industriale senza precedenti… dopo qualche mese otterrò che la Francia annaspa perché si è abbassata la propensione ad investirvi, mentre magari la Gran Bretagna si riprende un poco, perché molti iniziano a dirottare lì i propri investimenti…. Non è questione di complottismo ma di interessi economico/finanziari: le Agenzie di Rating non sono entità sovranazionali indipendenti, sono società commerciali che rispondono agli interessi dei propri investitori. A mio modestissimo avviso sono diventate un ottimo strumento per alcuni per arricchirsi esponenzialmente.

  2. Tre indizi non fanno una prova.

    Tra l’altro, una singola agenzia non può dare giudizi in opposizione alle altre, quindi per influenzare veramente il mercato, bisognerebbe ipotizzare un cartello. Del quale, al momento, non c’è nemmeno un indizio.

    D’altra parte, secondo me l’indicazione del -1% per l’Italia è *estremamente ottimistica*… io mi aspettavo un -3%

    [Solo pour parler: le banche francesi sono messe molto male (peggio delle italiane) ed in più la Francia in quanto parte dell’eurozona si trova a scontare in parte anche i rischi default di Grecia, Portogallo, Spagna, Italia e Irlanda… l’Inghilterra pur non avendo un’economia al di fuori della city ha una suo moneta forte che può deprezzare a piacimento…]

    • Sarà amico mio, ma l’effetto visto dall’esterno è inquietante e sembrano muoversi in sciame… Mi auguro di sbagliarmi, ma a mio avviso le Agenzie di Rating sono lo strumento di condizionamento del mercato “fine di mondo” 😉

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