Pierferdy loves Tonino

  1. Oggi su Twitter abbiamo assistito ad uno splendido scambio di battute tra Antonio Di Pietro e Pierferdinando Casini su: liberalizzazioni, lobby, Silvio Berlusconi, Prima Repubblica… Non so se gli account ufficiali dei due politici siano affidati ad uffici stampa specializzati o gestiti personalmente… fatto sta che il dibattito si è svolto all’insegna di messaggi che sembravano tratti da SMS di liceali in gita scolastica.

    Questo l’elevato dibattito che espongo in tutta la sua inusitata bellezza per i vostri occhi:
  2. Neanche sotto il governo Berlusconi si era verificata una tale invasione di lobbisti all’interno del Parlamento #liberalizzazioni
  3. Il finale con quel suo TVB (ovvero l’adolescenziale acronimo per Ti Voglio Bene) è qualcosa di assolutamente splendido che evoca illustri padri letterari come Fabio Volo e Federico Moccia… ma l’intero scambio punto e contrappunto tra gli esponenti politici è all’insegna di ragionamenti alquanto elementari.

    Più volte è stato scritto che i 140 caratteri di twitter sono troppo pochi, per esprimere un  pensiero articolato. Tuttavia va evidenziato come i due illustri esponenti politici ne utilizzino parecchi di meno, con un singolare utilizzo della punteggiatura…
    Questo è uno di quei classici casi in cui utilizzando i Social Network il VIP di turno, nell’angoscioso sforzo di risultare “vicino alla gente“, finisce per apparire grottesco. Quello che sconcerta nello scambio di battute tra i due non è il TVB di Pierferdinando Casini, è l’intero scambio di battute. I temi sono importanti, le questioni sul tavolo spinose, e tutto si traduce in una rapida serie di battute come quelle che chiunque di noi potrebbe scambiare alla macchinetta del caffè coi colleghi d’ufficio.
    I nuovi media offrirebbero potenzialità espressive incredibili alla politica (penso a quanto accaduto all’estero con la campagna di Barack Obama, la Primavera Araba, gli indignados, Occupy Wall Street, ecc…). Eppure qui da noi ogni qual volta il “Politico” si avventura ad utilizzi dei social network, che esulino dai comunicati stampa in 140 caratteri o dal tazebao via Facebook, scatta il comico involontario.
    Il dibattito tra Pierferdinando Casini e Antonio Di Pietro attesta comunque una vittoria del berlusconismo: quella sul linguaggio politico. Un linguaggio che si è con gli anni così abbassato al livello del proprio uditorio da diventare indistinguibile da quello del comune cittadino… E così la discussione su temi cruciali come le liberalizzazioni diventa solo un’altra chiacchiera da bar…
    Per me un macchiato grazie!

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