L'ufficio digitale dei defunti: il caso Lucio Dalla

ONtro

Esimi Ricercatori qualche tempo addietro avevo scritto un nonPOST sull’Ufficio Digitale dei Defunti in occasione della prematura dipartita di Whitney Houston… In quella occasione tratteggiammo alcune caratteristiche comuni alle esequie dei VIP, per come vengono vissute nell’epoca del digitale…

Purtroppo in questi giorni ci ha lasciato il grande Lucio Dalla, la cui scomparsa, nel confermare la totalità della liturgia digitale a suo tempo tratteggiata, ha fatto emergere una nuova figura etnografica: la Prefica Digitale

Ma andiamo con ordine come di consueto…

Lucio Dalla: Artista in un mondo di VIP

Innanzitutto partiamo da un fatto: la morte di Lucio Dalla è stata un episodio singolare.

Nel mondo allucinato di Tecnonucleo, in cui i mass media creano una sorta di ecosistema mentale, che induce le persone a comportamenti pavloviani, Lucio Dalla manteneva una sua integrità.

A differenza dei VIP, sempre bisognosi di subire stalking per esistere, Lucio Dalla si faceva conoscere solo per la propria arte.

Lucio Dalla manteneva uno stretto riserbo sui propri sentimenti, sui propri gusti sessuali, sulla propria fede religiosa, sulle proprie idee politiche.

In un mondo in cui il VIP, per essere oggetto di consumo, deve rendere la propria vita un prodotto ben definito per raggiungere il “target” (gli omosessuali, gli eterosessuali, i progressisti, i conservatori, i cattolici, gli atei e ogni altra inutile classificazione merceologica di ciò che un tempo era noto come “persona”)… Lucio Dalla parlava con la propria musica.

Ovviamente questo in un mondo in cui la vita privata è “merce” è apparso assurdo a personaggi illuminati come Lucia Annunziata, Aldo Busi & Co. Così non avendo nulla di cui parlare, se non delle sue canzoni, su Social Network e Mass Media è stata la fiera delle illazioni, delle critiche alle ammissioni mancate, delle ricostruzioni alla “non l’ha mai ammesso, ma tutti sapevano che…

I “Soloni dell’Outing” se ne facessero una ragione: Lucio Dalla era un grande cantante, ha scritto grandi canzoni, ha toccato corde profonde dell’animo umano. Punto.

Se vogliono qualcosa di più, facessero stalking ai VIP su Twitter, che mettono a disposizione tanto materiale pruriginoso.

Lucio Dalla è vissuto e morto, conservando una cosa ormai introvabile: il pudore dei propri sentimenti.

Tuttavia, in un mondo di esseri cresciuti come guardoni/esibizionisti con riflessi pavloviani, comprendo che ciò risulti inconcepibile.

L’Ufficio Digitale dei Defunti di Lucio Dalla

La liturgia funebre di Lucio Dalla si è svolta esattamente come si svolgono le liturgie funebri dei VIP internazionali, segno da un lato dell’importanza dell’Artista presso i nostri mass media, dall’altro dell’inesorabile processo di omologazione culturale, di cui sono portatori i Social Network…

Per una seria (e bella) analisi netnografica del Primo e del Terzo Rito dell’Ufficio Digitale dei Defunti vi invito a leggere questo articolo di Davide Bennato: “Ciao Lucio: la morte di Lucio Dalla vista da Twitter”.

Ma veniamo allo svolgersi della liturgia:

Il primo rito è quello del “Repost del lancio di agenzia”: anche nel caso di Lucio Dalla, non appena si è avuta mezza indiscrezione sulla sua probabile dipartita in quel di Montreux, c’è stata una sorta di esplosione di post su ogni piattaforma possibile e immaginabile… Ognuno riportava un link a un lancio di agenzia, che spesso riportava un ulteriore lancio di agenzia ad un’ulteriore fonte… un digitale baretto con milioni di avventori che dichiarano contemporaneamente l’un l’altro: “Conosco gente, che conosce altra gente, che dice che Lucio Dalla è morto”…

Il secondo rito è quello del “Aggiornamento della Pagina di Wikipedia”: come segnalatoci dall’amico iBizi, mentre ancora la notizia era da confermare, il Libro Wikipediano dei Morti veniva prontamente aggiornato dagli insonni e infaticabili curatori di Wikipedia, con tanto di immediata elaborazione della sezione: “La morte improvvisa”… Quasi un record mondiale…

Il terzo rito è quello del “R.I.P. su Twitter”: Dopodiché è partita la valanga dei mash up di foto, video e testi riguardanti “Dalla”, che essendo anche una preposizione articolata femminile singolare è stata scansionata con grande piacere dai BOT di linguistica computazionale e sparata reiteratamente come Tema di Tendenza… Risultato: se si cliccava sul tema di tendenza “Dalla” si trovavano mirabolanti tweet tipo: “Dalla Cina con Furore è il film più bello di Bruce” et similia…

Il Terzo Rito nell'interpretazione di Stefano Disegni da Il Fatto Quotidiano

Il quarto rito è quello del “Trolling Meme”: il trolling meme su Lucio Dalla, come spesso accade in Italia si è limitato a qualche messaggio provocatorio abbastanza blando… D’altronde tutti amavamo tantissimo il cantante ed eventuali esagerazioni avrebbero comportato un’insurrezione digitale… Così il tutto si è ridotto a qualche tweet di successo del celebre blogger Davide Di Tivoli, e a un pacato (conoscendo il tenore usuale dei loro testi) aggiornamento della pagina di Nonciclopedia a lui dedicata:

Disperato per la morte di Germano Mosconi [N.d.A. giornalista recentemente scomparto, suo malgrado famoso nelle comunità di troll per un celebre video di 7 minuti di bestemmie], Lucio Dalla non ha retto, ed un infarto letale lo ha colpito in Svizzera.

[Tratto dalla voce “Lucio Dalla” di Nonciclopedia]

Il quinto rito è quello del “Sito Fondamentalista”: Ovviamente il sempre pessimo Pontifex non ha perso l’occasione per lanciare la propria inutile frecciata post mortemMORTO LUCIO DALLA. CI LASCIA UN GRANDE CANTANTE, MA UN PESSIMO CRISTIANO”. Se è vero quanto asserisce Pontifex, dovrebbe stracciarsi le vesti per gli onori funebri che le massime autorità cattoliche bolognesi hanno rivolto a questo “pessimo cristiano”… Ma quello che ho trovato assolutamente meraviglioso è stato il correlato intervento fondamentalista di Aldo Busi pubblicato da Dagospia… Un intervento assolutamente splendido per la grettezza culturale che esprime:

1- UN ALDISSIMO BUSI SFANCULA DALLA E LA CATTO-IPOCRISIA DELL’INFORMAZIONE – 2- “HO SEMPRE PENSATO CHE LUCIO DALLA FOSSE UN CHECCHESCO BUONTEMPONE, UN CHIERICHETTO FURBASTRO – LE SUE INTERVISTE SONO UN VERO FLORILEGIO DI BANALITÀ IN OSSEQUIO ALLA MORALE COMUNE E ALL’AUTORITÀ COSTITUITA, ALLA MANIERA DI CELENTANO – E NON BASTA LA MORTE PER CANCELLARE LA MAGAGNA DEL GAY REPRESSO CATTOLICO (REPRESSO ALLA LUCE DEL SOLE, IL CHE NON NE INIBISCE CERTAMENTE IL GODIMENTO TRA LE TENEBRE DELLA VITA PRIVATA, ANZI, LE IMPLEMENTA, COME BEN SI SA)” – 3- “I BEN DOCUMENTATI RAPPORTI DI DALLA CON CRAXI E L´OPUS DEI, NONCHÉ CON L’ANGELO CUSTODE CHE DICHIARÒ DI AVERE VISTO AL SUO FIANCO, ME LO RENDONO POI ADDIRITTURA INDIGESTO, PER AMORE DELLA PILA SAPEVA INDIVIDUARE BENE DOVE ANDARE A FARE IL BACIAPILE, NON ERANO CERTO LE PROTEZIONI IN ALTO LOCO A MANCARGLI, ERA TRASGRESSIVO DOVE ESSERLO È DI MODA E ALLA PORTATA DI QUALUNQUE REAZIONARIO DI MONDO

[Lancio della Lettera di Ado Busi da Dagospia]

In pratica, riassumendo, secondo Aldo Busi: Lucio Dalla era gay (e chi l’ha detto? Poteva essere eterosessuale, bisessuale, pansessuale, asessuale, da cosa Busi desume con assoluta certezza l’orientamento sessuale di Dalla?), è dovere di ogni gay fare professione di omosessualità (e perché? Io mica passo la giornata a ostentare la mia eterosessualità con atteggiamenti da supermacho), i gay non possono essere cattolici (ma dove sta scritto? Ne ho conosciuti dozzine), un gay non può apprezzare la bellezza femminile (non per dire, ma esistono tonnellate di letteratura scritta da omosessuali in cui si inneggia alla bellezza femminile), un gay non può esprimere valori conservatori (perché?)… E poi in ultima analisi cos’è un gay? I gay non esistono, esistono le persone.

E comunque sarebbe stato carino, e direi anche elegante, che se Aldo Busi aveva tante cose da dire contro Lucio Dalla lo avesse fatto mentre questi era vivo di modo che potesse controbattere… Ma si sa infamare un morto è comodo. Non può ribattere… né sporgere denuncia.

Il sesto rito è quello della “Maratona Video su Youtube”: La Maratona Video è stata assolutamente iperbolica, con riesumazioni del repertorio dell’Artista spesso estremamente godibili per i vecchi fan (come il sottoscritto)… Devo ammettere che a differenza delle esequie funebri americane in cui ci si concentra tutti su 3 o 4 brani, quelle italiane denotano molta più attenzione filologica… Il tutto poi è stato impreziosito da qualche incursione delle Prefiche Digitali (v. oltre):

Il settimo rito è quello delle “Compilation Peer to Peer”: immagino che ci sia stata in questi giorni una proliferazione di materiale sui server, ma non ne ho le prove…

L’ottavo rito è quello delle “Foto del Declino”: In luogo delle foto del declino in Italia c’è la spasmodica ricerca della conferma di quanto in vita non è stato mai ammesso… Lascio esprimere il mio pensiero a Sabrina Salmeri, che su Facebook ha praticamente detto tutto…

La morte di Dalla ha innescato il solito teatrino del bieco giornalismo gossipparo. Tutti alla ricerca della conferma che Marco Alemanno in realtà era il compagno di Lucio e non l’amico come si è detto fino ad oggi. E quindi? Vien forse meno il talento di uomo che non vi ha pubblicamente confessato i suoi gusti sessuali? Avete perso uno scoop? Andate ad intervistare l’Annunziata alla Rai che forse vi stupirà per la quantità di stronzate che riesce a dire in soli 30 minuti.

[Tratto dal Facebook di Sabrina Salmeri]

Le Prefiche Digitali

Come segnalato dal sempre ottimo Skande, a caldo quelli di Oggi hanno lanciato un articolo (in costante aggiornamento) dal titolo “È morto Lucio Dalla, colpito da infarto: lo sgomento, il dolore, i ricordi di amici e vip, l’abbraccio della sua Bologna”, in cui vengono riportate tutte le esternazioni digitali compiute dai VIP nostrani su Facebook e su Twitter. E’ un articolo, di cui caldeggio vivamente la lettura, mi limito a proporne solo un breve e significativo stralcio:

Barbara D’Urso non riusce [N.d.A. è scritto proprio “RIUSCE”] a crederci: «No no no dai sarà notizia falsa… stiamo controllando no no no no», scrive su Twitter mentre la notizia iniziava a circolare. Jovanotti quasi balbetta: «Oh no dai no…non ci posso credere dai…davvero non posso crederci». Senza parole Luca Bizzarri: «Oh cazzo. Lucio Dalla».

[Tratto da Oggi “È morto Lucio Dalla, colpito da infarto: lo sgomento, il dolore, i ricordi di amici e vip, l’abbraccio della sua Bologna”]

Scorrazzando nei profili dei VIP nostrani, l’effetto, per chi come il sottoscritto è “diversamente sensibile”, è stato quello di assistere ad una versione digitalizzata del fenomeno delle Prefiche.

Le "Lamentatrici" la versione moderna delle antiche Prefiche

Le Prefiche erano un antico istituto dei riti funebri Greci e Romani: in pratica erano delle donne pagate per piangere e battersi il petto, per la scomparsa dell’amato congiunto. Nel mondo antico il lutto si articolava in un insieme di rituali collettivi c.d. liminari (ossia inerenti il confine tra la Vita e la Morte) molto importanti e precisamente definiti. Così quanto più una persona era stata grande in vita, tanto più il suo funerale doveva essere all’insegna di una straziante commozione pubblica.

La commozione delle odierne Prefiche, volta a simulare per iscritto una “reazione di dolore spontanea e inconsulta”, appare agli occhi di chi ormai è immerso da un ventennio nell’humus digitale come una meravigliosa pantomima per potenziare il proprio brand personale…

E’ morto Lucio Dalla che amavano tutti, beh devo far vedere che lo amavo tantissimo, che gli ero vicinissimo, che lo conoscevo benissimo, che sono sconvoltissimo…

Personalmente sarò fatto malissimo, ma ogni qual volta ho vissuto un lutto (e ne ho vissuti di seri) mi sono tenuto ben lontano dai Social Network e ho vissuto il mio dolore in silenzio.

Mi colpisce il dolore della Prefica Digitale che le consente di buttare giù immediatamente post su Facebook, balbettare su Twitter e scrivere lettere aperte, per palesare al mondo il proprio straziante dolore per la scomparsa del “caro amico”.

Insomma abbiamo scoperto una nuova frontiera dell’autopromozione: l’ostentazione del cordoglio digitale.

Tutto fa brodo nel web.

Conclusioni

Poco altro da aggiungere miei esimi Ricercatori, se non la mia personalissima visione delle cose.

Lucio Dalla è morto in piedi, è morto senza conoscere il declino, è morto amato e rispettato, è morto ricco e sazio di giorni, è morto facendo un lavoro che amava.

Alla maggior parte delle persone è riservato un destino peggiore.

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28 pensieri su “L'ufficio digitale dei defunti: il caso Lucio Dalla

  1. La vignetta di Stefano Disegni me l’ero persa. Tristemente geniale…
    L’ostentazione del cordoglio digitale come strumento di personal branding, però, è impareggiabile!

  2. post superlativo. Grazie di averlo scritto.

    “Lucio Dalla è morto in piedi, è morto senza conoscere il declino, è morto amato e rispettato, è morto ricco e sazio di giorni, è morto facendo un lavoro che amava.”

    Io vorrei per tutti questa fine.

  3. Il post è come sempre perfetto.
    Non sono molto d’accordo, ovviamente, sull’uso sbagliato che si fa del social network per ostentare qualcosa in modo così vessatorio come con la morte di un vip. Le foto del deceduto a mo di santino usata come avatar, continui rimandi alla vita di quel qualcuno…
    Non ne capisco le motivazioni, non ne capisco i meccanismi.

    A dispetto delle solite storie ho visto che su facebook il fenomeno dalla è stato molto più discreto, considerando però che non ho centinaia di amici nè partecipo a “gruppi” particolarmente numerosi o con partecipanti più o meno normali… 😀

    Ultime parole dedicate a Lucia Annunziata.
    Stimavo la giornalista e la donna. Stimavo.
    Lucio Dalla è stato un uomo, un artista, un filosofo, un maestro.
    Dei suoi gusti sessuali non importa nulla a nessuno, della sua fede altrettanto. Pontificare su argomenti del genere è una palese mancanza di argomenti IMHO.
    Si parla di “normalità” degli omosessuali come fossero diversi da noi. Il sangue è sempre rosso…

    Io Lucio Dalla lo ricordo così:

    la prima canzone che in vita mia ho ascoltato.

  4. Ritengo che l’elaborazione di un lutto sia una questione strettamente personale e non certo da condividere con chiunque… altrimenti è solo esibizione o cercare di arrivare ad altri fini…

    Ottimo articolo, anche questa volta condivido in pieno. Ma se poi la maggioranza si comporta diversamente forse quelli sbagliati siamo noi ?!?

    • NOn credo proprio . A volte è solo un modo di sentire meno dolore affidandone un pò anche ad un social network. A chi non va di farlo non lo fa. Punto!!! Senza giudicare!!!

  5. Prestazione maiuscola, caro Jovanz! Eccellente sequel del precedente, e conferma quanto dicevo allora sulla volontà di esorcizzare la morte. La morte tocca a tutti, e come ben dici nelle conclusioni ci sono morti assai peggiori di queste. Certo, quando muore una persona creativa, ci si duole egoisticamente per il fatto che non ci potrà donare altre emozioni. Come è stato per Steve Jobs, un creativo in altro campo che (personalmente) mi ha emozionato moltissimo e credo avrebbe potuto fare molto altro ancora se non fosse prematuramente scomparso. Quando qualcuno ha vissuto 7 decadi non possiamo parlare di un giovane virgulto strappato alla vita. E prego notare che la stessa cosa ho detto a mia mamma quando se n’è andato mio papà, con una morte assai peggiore di un infarto, alla fine di una malattia durata quasi un anno. Le prefiche digitali, e lo strapparsi le vesti dei vip, attengono alla volontà di allontanare l’ineluttabile, di far finta che non si sia qui di passaggio.
    Concordo con U-Black totalmente sull’Annunziata. La stimavo anch’io. Spiace vedere come si sia persa un’ottima occasione per tacere (lo diceva sempre il mio papà).

  6. MI è piaciuto tantissimo questo articolo, specie il riferimento (molto originale ma molto molto vero!) alle Prefiche ‘digitali’.
    Detesto questo modo di fare, questa superficialità da network che accompagna ogni illustre dipartita, e mi viene in dubbio che certe persone siano più impegnate a mettersi in luce che a riflettere sul luttuoso accaduto.

  7. complimenti per l’articolo , anni fa comunque se ben ricordo lucio aveva detto di essere gay , comunque la chiesa per coerenza non doveva fare le esequie , visto che è contro i gay comuni mortali

  8. Brava..sono rimasta sbalordita dalla mancanza di sensibilità e buon gusto dell’Annunziata- mai piaciuta nè come persona nè come giornalista. Grazie per il bell’articolo.

  9. io sarò “stronzo” (perdonatemi il temine) ma i morti li dimentico o almeno provo se non mi hanno toccato davvero
    e per il dolore imenso jov_ si condivido

  10. un altro grande articolo.
    al solito, finita la lettura, mi rimane addosso la neanche troppo lieve frustrazione del pensare: terribilmente vero. e ora, come se ne esce?
    aspetto, abbastanza preoccupata, di vedere dove ci porteranno tutte queste abitudini sviluppate senza neanche farci caso.

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