Aresenico e il meme di "…non è la Rivoluzione"

ONtro

Esimi Ricercatori, qualche giorno addietro l’amico Andrea Casaleggio ha presentato un curioso videoclip nella Cabina di Regia del vostro beneamato Progetto, il celeberrimo Gruppo “La Rivoluzione è sempre tre quarti fantasia e per un quarto Realtà“…

Ci scrive l’amico Andrea, nel postare il video “La Rivoluzione” della band torinese Arsenico:

Esimi Ricercatori, qualche feedback italico per cosa NON è la Rivoluzione. Forse potrebbe aiutarci a capire qualcosa di più sulla Rivoluzione, sulla fantasia e sulla realtà

Devo ammettere che il video mi ha positivamente impressionato per una serie di considerazioni, che di seguito esporrò compiutamente…

Il metodo di Arsenico

Gli Arsenico sono una band torinese attiva da parecchi anni, che si presenta egregiamente in una bella intervista per Impatto Sonoro, di cui riporto alcuni significativi stralci:

Questo nuovo disco è prodotto da La voce del gregge, una struttura che trovo molto interessante e che ho citato brevemente nella recensione. Ci spiegate meglio di cosa si tratta?
(F.V) Abbiamo sempre prodotto le nostre creazioni in un’ottica di autoproduzione, coinvolgendo conoscenti ed amici per sviluppare i nostri lavori. Quando le cose non sono andate bene in passato è stato proprio perché non ci siamo fidati di questo modus operandi, più puro e “su misura” per noi. Sulle prime La Voce del Gregge voleva essere solo un modo per dare un nome ad alcune collaborazioni che duravano da anni, tenendoci lontano dalla vetusta classificazione di “collettivo”, mantenendo forti le sinergie che si sono create sul nostro percorso.

[omissis]

Parliamo del videoclip di “La Rivoluzione”. Per noi è semplice e geniale, ha molte piccole cose da scovare e nel complesso dipinge alla perfezione la situazione che stiamo vedendo. Vi è anche la partecipazione eccezionale di personaggi come Herbert Ballerina e i Bologna Violenta. Com’è nata l’idea del video? 
(F.V.) Abbiamo realizzato il primo videoclip del brano “La Rivoluzione”, con la partecipazione di amici da tutta Italia. È venuto davvero bene, siamo molto grati per tutti i video che sono arrivati. È una dimostrazione di affetto non indifferente.
Il video ha avuto un lungo periodo di incubazione. Assieme a Filmine, cercavamo come hai detto tu un’idea semplice, che potesse arrivare in poco tempo a tutti. Il pezzo si prestava per il suo significato alla partecipazione delle persone e all’espressione della loro opinione: le persone, con le loro idee, la loro energia e la voglia di cambiare le cose sono la vera rivoluzione.
Ho notato con stupore la partecipazione straordinaria di alcuni personaggi, ammetto che Herbert lo ha fatto su richiesta visto che ho fatto un lavoro con lui, ma era molto interessato e si è prestato volentieri.

[Tratto da “Intervista agli Arsenico” di Impatto Sonoro]

Le parole della band mi colpiscono abbastanza per la capacità manifestata dagli autori di riportare in ambito musicale alcune modalità stilistiche tipiche del cyber dadaismo: la tendenza a produrre opere basate sulla relazione… la volontà di far convergere su un progetto influenze e suggestioni esterne, mantenendo comunque la propria voce… il coinvolgimento del pubblico nel processo di produzione artistica, abbattendo le barriere tra fruizione e produzione di prodotti culturali…

Il meme di “…non è la Rivoluzione”

Ovviamente il meme di “…non è la Rivoluzione” mi ha divertito moltissimo: da un lato perché ha coinvolto fan e amici degli Arsenico in un simpatico esempio di ready made, dall’altro perché vi appare Herbert Ballerina che per me è una leggenda, e infine perché utilizza l’amatissima “tecnica del non“…

Un meme è in sostanza un prodotto culturale suscettibile di essere ripreso e rielaborato per fornire significati ulteriori rispetto a quelli originariamente voluti dall’autore (es. la frase “… non è la Rivoluzione“, o i ready made dadaisti o i rage comics). Il video degli Arsenico rappresenta una delle rare (e riuscite) incursioni della musica italiana in questo genere di esperienza. In sostanza invitando le persone a completare la frase non è la Rivoluzione gli Arsenico hanno prodotto una sorta di semplificata versione per Youtube del colossale Vision of Students Today

A ciò si aggiunge la “tecnica del non” da noi tanto amata (es. nonPOST, nonBLOG, OppureNO…), che in sostanza tende a definire qualcosa attraverso la contraddizione. E’ una tecnica cui sono molto affezionato per via del fatto che consente di suggerire il significato dell’oggetto dell’affermazione, contraddicendo una definizione, ma lasciando inalterate tutte le altre possibilità…

Il risultato nel caso del video di “La Rivoluzione” è molto interessante e costruisce una piccola mappa concettuale di pulsioni, aspettative, desideri, sogni di un eterogeneo gruppo di persone… Fornendo un contrappunto perfetto ai testi della canzone.

Conclusioni

Che dire esimi Ricercatori?

Nello sclerotico panorama musicale italiano ci piacerebbe vedere più spesso esperimenti come questo in cui si riesce a trasmettere un’emozione concreta sfruttando pienamente le suggestioni aperte dall’utilizzo del meme…

Questo video è stato realizzato con dei foglietti di carta e dei videofonini… mi chiedo cosa riuscirebbe a realizzare una Major investendo sui meme come strumento di comunicazione musicale…

Ma forse i meme sono dotati di una propria intelligenza, superiore a quella di chi li produce e vanno ad annidarsi proprio là dove le idee sono più genuine…

E poi se penso all’uso dissennato che le Star fanno di Youtube

E comunque… Gilda35 non è la Rivoluzione…

OppureNO

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7 pensieri su “Aresenico e il meme di "…non è la Rivoluzione"

  1. Sinceramente non credo che una major potrebbe mai far uso di meme in modo costruttivo per diversi motivi.
    Innanzi tutto una major è fondamentalmente una grande azienda e, perciò, improntata al guadagno. Questo fa si che usare una tecnica comunicativa così frammentaria e veloce come il meme possa significare soltanto cavalcare il tormentone del momento (cosa tra l’altro molto rischiosa sotto molteplici punti di vista) portandolo ad assumere, se la cosa riesce, tutta una nuova serie di valori e significati (commerciali e non) svuotando la “cosa madre” di tutta la forza primigenia.
    Un’azienda investe nella sua comunicazione, perciò è più sensato creare nuovi tormentoni e meme. Ma questo succede già.
    Invece i meme delle persone semplici sono – come anche tu hai detto – genuini e molto spesso non hanno alcun significato, aggiungo io. C’è l’irrefrenabile voglia di partecipare a qualcosa soltanto per esserci, chissà per quale motivo!
    Penso a youtubepoop (ed ai suoi music video), ai rage comics, ai recut, ai film in 5 secondi e ai millemila fotomontaggi che ci sono in giro per la rete: tutte queste cose un significato non ce l’hanno. Semplicemente soddisfano delle voglie.
    E mi consola che le aziende non potranno mai impossessarsi di queste particelle comunicative autopropaganti come si appropriano di tutte le altre arti popolari sincere (graffitismo, breakdancing, parkour and so on).
    Arti per cui le persone partecipano solo perché se la sente così.

    • Grazie dell’intervento molto interessante! Francamente su Major e meme la vedo come te… Sul non senso dei meme anche… Però solo laddove diamo al termine “non senso” un significato dadaistico di fuga da un “buon senso comune eteroimposto”… La bellezza dei meme sta proprio bella pluralità di significati liberi e contraddittori di cui sono portatori… Talmente liberi e contraddittori da poter anche negare un senso ultimo delle cose…

  2. Si, era quel che intendevo. Sottintendendo però una inconsapevolezza da parte di molti memer 😉

    Spero, per di pù, di farvi scoprire qualcosa di molto interessante linkandovi questo: http://knowyourmeme.com/
    è molto completo, anche se ha un paio di sviste anche “gravi”.

  3. Vi seguo da relativamente poco tempo ed anche se ho letto un bel po’ di vostri nonPost passati non mi era mai capitato di incontrarlo.
    Colgo l’occasione per farvi i miei complimenti, vi starò più vicino!

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