Damnatio Memoriae digitale

ONtro

Jovanz e il suo fido Kindle

Esimi Ricercatori, in questi giorni mi hanno molto colpito due notizie tra loro apparentemente lontane, che tuttavia hanno suscitato in me alcune suggestioni fantastiche:

Negli stessi giorni, peraltro mi trovavo a considerare che ormai da mesi mi limito a consumare libri via Kindle, avendo ormai da anni abbandonato la lettura dei giornali cartacei in favore di quelli online…

… peraltro chissà perché mi mettevo a guardare il meraviglioso Se mi lasci ti cancello – Eternal Sunshine of the Spotless Mind” di Michel Gondry, una storia di amori perduti e cancellazione digitale della memoria…

… mi ricapitava poi tra le mani la c.d. Trilogia di Nikopol” di Enki Bilal, con le sue “pillole abrasive della memoria“…

… infine ritornavo a leggere le “profetiche” considerazioni che espressi a suo tempo sui nuovi computer integralmente basati sul cloud computing

Ne è nata questa piccola favola digitale…

Dematerializzazione del Sapere

Materiali pregiati

In un futuro non molto lontano…

Il processo di digitalizzazione del sapere continua inesorabile: la totalità del sapere umano viene resa disponibile nella Cloud, una rete di server distribuita in ogni dove, che con un semplice click consente di accedere ad ogni testo, brano musicale, immagine o video mai prodotto dall’essere umano…

La cosa rapidamente rende obsoleti i supporti precedenti, non solo libri, CD, DVD, ma anche gli stessi hard disk dei computer… A che scopo avere costosi e ingombranti supporti fisici, quando è disponibile qualsiasi contributo culturale in alta definizione, perfettamente catalogato e gratis?

Così i computer diventano niente di più che strumenti per la navigazione via web… le applicazioni di scrittura, calcolo, grafica… tutto viene fatto via web… dopotutto è più comodo e il PC può finalmente diventare un oggetto di consumo usa e getta… basta semplicemente sincronizzare il nuovo apparecchio alla Cloud…

Ovviamente nessuno è più proprietario dei propri dati, ma è un piccolo dettaglio…

Così passano gli anni, i decenni e i supporti fisici della cultura divengono disponibili solo in biblioteche, emeroteche, audioteche, cineteche…

Nelle case peraltro i computer non esistono più sono stati integrati nei cellulari, nei televisori, nei frigoriferi, negli impianti di condizionamento, negli impianti hi-fi… la domotica ha lentamente reso superfluo il vecchio PC come ce lo ricordiamo… anche al lavoro si usano tablet e scrivanie interattive connesse alla Cloud… dopotutto è interesse delle aziende che i dati siano salvati sui server aziendali…

Finisce che tutto il sapere umano disponibile a portata di mano è solo su formato elettronico…

Tutto bellissimo, laddove la storia umana fosse caratterizzata solo da magnifiche sorti progressive…

Purtroppo non è così…

I Figli dell’Amore Eterno

LOV LOV LOV

Avviene però i “Figli dell’Amore Eterno” (di seguito FAE) una sorta di scuola filosofica / setta religiosa / movimento politico inizia a dilagare in tutto il mondo come nuovo pensiero dominante…

I FAE praticano felici il libero amore, amano teneramente ogni genere di persona di tutte le razze e religioni, sono vegetariani, amano gli animali, sono pacifisti fino all’irenismo più assoluto, detestano ogni forma di discriminazione, sessismo e incitazione all’odio…

I FAE hanno poche semplici idee, che fanno presa a macchia d’olio tra la popolazione di tutte le età… Tutti quelli che contano sono FAE, perché i FAE fanno rete, sono influenti e muovono un sacco di soldi e di voti tra ONG, consulenze e no profit…

Purtroppo però i FAE sono un tantinello zelanti e preoccupati per la salute delle nuove generazioni…

Così iniziano a mobilitare i propri adepti per far varare norme che proteggano i bambini da contenuti sessisti, violenti, incitanti all’odio, razzisti, omofobi…

Si decide di consentire l’accesso al predetto materiale superata la maggiore età… i cloud computer domotici hanno il riconoscimento dei dati biometrici, quindi il vincolo è stringente…

Così avviene che prima dei diciotto anni non si possa entrare in contatto con la musica di Richard Wagner, i testi di Dante, le opere di Goya, la filosofia di Friedrich Nietzsche, la Bibbia…

Diciamo che a parte i Teletubbies e Fragolina Dolcecuore prima dei diciotto anni non si può fruire di nulla che non sia una pappetta innoqua… I minorenni possono avere esperienze sessuali, ma non possono ascoltare Beethoven… è tollerata qualche sperimentazione con le droghe leggere, ma non possono leggere Louis-Ferdinand Céline… Possono consumare pornografia, ma non ammirare le violente opere di Caravaggio…

E non dimentichiamoci che sono bambini nati dopo la Guerra dei Sogni, dopo la nostra Era in cui il discrimine tra informazione, finzione, realtà e sogno è stato abbattuto.

Hanno menti di creta e struttura di carta velina.

Così arrivano alla maggiore età che hanno ormai il palato molle l’unica cosa, cui sono assuefatti è un simpatico caleidoscopio di cultura pop in cui si mischiano frammenti sminuzzati, edulcorati e sterilizzati di opere culturali frutto di un mash up frenetico…

I soldi si sa sono sempre pochi… così le biblioteche e tutti gli altri spazi che conservano quel poco di sapere su formato fisico iniziano a cadere in abbandono… Finché vengono abbattute per fare spazio a nuovi centri commerciali…

I BOT di Emendamento dell’Odio

Pulizia Mentale

Ovviamente i Signori della Cloud, sono dispiaciuti delle misure adottate per dover soddisfare i FAE… Così l’Oligopolio Digitale, per aggirare i vincoli imposti dai FAE, trova un accordo…

Per rendere fruibile in modo sano a tutti la cultura dei secoli passati  saranno emendati tutti gli elementi di incitazione all’odio razziale, sessuale, politico, sociale…

Vengono approntati appositi software di Linguistica Computazionale che vengono sguinzagliati nella Cloud alla ricerca delle parole di Odio…

E i BOT di Emendamento dell’Odio sono molto efficienti e agiscono in automatico eliminando riferimenti scomodi, sostituendo testi crudeli, emendando concetti spigolosi…

Così la totalità del materiale presente nella Cloud, per ovvie ragioni commerciali subisce una metamorfosi… La versione in grande stile della cancellazione delle sigarette dai film hollywoodiani…

I Signori della Cloud badano all’utile, mica alla preservazione del sapere…

Una breve svolta oscurantista

Der Kunstreporter

Capita poi purtroppo che in questo giardino dell’Eden, nasca un serpente.

Lo chiameremo il Capo.

Il Capo è un lupo in mezzo alle pecore.

Il Capo non ha bisogno di riferimenti esterni di incitamento all’Odio.

Il Capo odia spontaneamente tutti quelli che non sono il Capo.

Il Capo purtroppo è anche un grande affabulatore e inizia a scalare i gradini della popolarità digitale, eludendo sapientemente i vincoli imposti dai Signori della Cloud…

Il Capo riesce a parlare di Odio, senza utilizzare parole d’Odio.

Il Capo è amato dai suoi scagnozzi.

Il Capo e i suoi scagnozzi dilagano in mezzo a pecore che neppure conoscono l’Odio e sanno difendersi da esso.

Il Capo e i suoi scagnozzi prendono il potere con un golpe.

Il Capo e i suoi scagnozzi ammazzano i Signori della Cloud.

Il Capo e i suoi scagnozzi mettono le mani sulla Cloud.

Il Capo e i suoi scagnozzi trascorrono una generazione a riscrivere il materiale presente nella Cloud.

Il Capo e i suoi scagnozzi riscrivono la Storia a botte di revisioni, come fosse una pagina di Wikipedia.

Il Capo domina il presente, dominando il presente domina il passato, dominando il passato domina il futuro.

Purtroppo tutti i dati sono nella Cloud. Nessuno più è nella disponibilità di dati da opporre a quelli della Cloud.

A tutti gli effetti nella Cloud ormai vive una verità eternamente riscrivibile e inconfutabile.

Ogni tanto qualcuno ricorda una versione differente di un documento, di una canzone, di una foto, di un film… ma forse è uno scherzo della mente…

E vivono tutti felici e contenti.

Conclusioni

Come concludere questa storiella esimi Ricercatori?

Mi auguro che le cose non si svolgano in questo modo… mi auguro che qualche persona illuminata un giorno individui delle regole che ci consentano di proseguire nell’inevitabile cammino di digitalizzazione del sapere, mettendoci al sicuro dalla nostra capacità di fare cose “buone e giuste”…

Ovviamente, come di consueto, ho integralmente scritto questo nonPOST nella Cloud e non ne esiste alcuna versione digitale o cartacea su supporti fisici di mia proprietà…

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29 pensieri su “Damnatio Memoriae digitale

  1. In verità, mi sembra possibilità meno remota l’ultima parte della storia sull’ascesa del Capo che non la prima sulla svolta progressista, Huxley e Orwell inorridirebbero all’idea delle distopie immaginabili gettando il mondo completamente nella Nuvola e la società dovrà ponderare adeguatamente an e quantum devolvere al Cloud. Saluti!

    • Grazie dell’intervento! Francamente nell’ultimo ventennio le azioni di censura più grottesche e di violazione dell’integrità delle opere intellettuali le ho viste provenire proprio da gruppi progressisti armati di buone intenzioni… Con la Cloud abbiamo inventato qualcosa dal potenziale così distopico, che mai penna di narratore aveva osato neppure sfiorare…

      • L’inferno è lastricato di buone intenzioni, d’altronde..tuttavia, è noto che un’invenzione è ex se neutra, la sua pericolosità dipende solo dal cattivo uso che ne fà l’uomo: il Cloud system può avere molti risvolti utili, essere ben adoprato, ma dovremo molto discutere circa l’ambito oggettivo entro cui fruirne, ognuno nel suo campo (io me lo studio da giurista ad esempio), affinché se ne garantisca l’uso più sensato e meno pericoloso possibile. In ogni caso, la libertà è insopprimibile, può covare sotto la cenere in tempi bui e dittatoriali (nelle più varie forme, anche democratiche), la cultura può venir modificata, cancellata, ma, come ha detto qualcuno, le dittature temono innanzitutto gli oppressi, perché prima o poi ricreeranno libertà e conoscenza..anche se, purtroppo, medio tempore, la conoscenza precedente sia andata persa per sempre, la biblioteca di alessandria bruciò, ma noi siamo ancora qui a ricreare costantemente lo scibile umano..

      • Assolutamente d’accordo. Essendo anch’io per formazione un giurista mi sorprende nell’attuale fase del Computing Cloud l’assoluto sbilanciamento dei c.d. termini di servizio (che poi altro non sono che un contratto) in favore di chi offre il servizio… Trovo un po’ inquietante che la totalità del materiale che ho nella Cloud in ultima analisi non mi appartiene pienamente, sebbene sia un parto della mia creatività… Il Cloud Computing imporrebbe l’ideazione di nuove e importanti discipline, tuttavia mi sembra che si continui ad andare avanti in modo un po’ dilettantesco…

      • Se può interessare in merito al cloud storage forense:

        http://www.iavvocato.eu/?p=510

        http://www.techeconomy.it/2012/02/21/dropbox-cambia-la-privacy-policy-per-non-perdere-gli-utenti-europei/

        http://www.iavvocato.eu/?p=554

        Rimane il problema, già sorto ai tempi iniziali di lancio dei software Microsoft in “licenza d’uso”, per il quale la tecnologia parte dagli USA in questo campo, sicchè i contratti e le policy si basano sulle forme giuridiche statunitensi, che all’inizio addirittura venivano solo tradotte dall’inglese senza modificarle in base al Paese di destinazione del prodotto (e permane la clausola, per es di Google, secondo cui la lingua ufficiale del contratto è l’inglese). E’ chiaro che il diritto è fenomeno successivo alla nascita delle problematiche, dei prodotti, dei servizi, perciò al loro lancio c’è sempre un po’ di anarchia, ma ormai dovrebbe esserci consapevolezza circa la velocità di aggiornamento dell’informatica, che ci impone di cambiare metodo di “ideazione” del diritto applicabile: non si possono attendere anni dopo l’uscita di un programma per curarne la disciplina, visto che un anno in informatica è un’era geologica! Il diritto digitale è la nuova sfida di noi giuristi “contemporanei” e, in Italia, siamo affatto pronti (ed è l’opinione di uno che si laurea settimana prossima, mi immagino cosa possano pensare giuristi ben più esperti di me!dobbiamo aggiornarci)..

  2. A parte che secondo me i FAE sono attivi gia’ da tempo e i risultati sono ben visibili negli adolescenti di oggi.
    La domanda che pongo qui perche’ so di poter ricevere una risposta sensata e pensata (e perche’ non mi va di cercarmela altrove) ma siamo proprio sicuri che Ghreush non sia una markettata?

    • I FAE sono ben attivi e particolarmente pericolosi… Anche perché se non si riconosce che persone intelligenti e fini intellettuali possono produrre assoluti capolavori pur essendo portatori sani di Odio… che opere fondamentali che sono patrimonio culturale dell’umanità possono trasudare Odio… allora non si allena la mente alla dialettica… e l’Amore avrà le armi spuntate… ecco perché tutte lire grandi religioni hanno aspetti contraddittori e volenti: parlano dell’Uomo… Se non esiste il Male, cos’è il Bene?

  3. Analisi affascinante e futuribile. Io credo che i nostri cinque sensi potranno salvarci! Anch’io ho un kindle … ma vuoi mettere l’odore della carta, ed il rumore delle pagine mentre le sfogli?

  4. Grazie cuggi che mi fai ritornare con i piedi per terra… ultimamente sono troppo sulle Clouds. Devo smettere di affidare la mia vita a Dropbox e “the big G”. Un giorno mi tradiranno!

    Per il resto post dell’anno! Dobbiamo parlare assolutamente! A Pasqua spero. Comincio a fare pressioni!

  5. Bellissimo post! Non esagero se dico che da qualche anno anch’io sono vagamente terrorizzato all’idea che possa succedere qualcosa del genere, e il muro verso cui ci stiamo schiantando col sorriso sulla faccia ha proprio l’aspetto molliccio di una Cloud. Tra l’altro, senza tirare in ballo gli eversivi poteri occulti (per quanto più che credibili) dei Figli dell’Amore Eterno e dei Bot di Emendamento, è molto inquietante anche solo l’idea della istantanea regressione culturale di un mondo che una mattina si sveglia e scopre che non c’è più corrente elettrica. Non sappiamo nemmeno fare il pane, per dire.

  6. Mi viene in mente il film “Memento”, in cui il protagonista dopo un incidente aveva una disfunzione mnemonica che gli impediva di acquisire nuovi ricordi. Allora nell’indagare su quanto accaduttogli doveva “fidarsi” di quello che la gente diceva riguardo lui e le cose che faceva. Così la verità, in un certo senso, stava nel “cloud” e in quello che esso spacciava come tale. Però il nostro eroe si tatuava addosso -letteralmente- gli indizi importanti acquisiti durante l’indagine, fotografava luoghi e persone annotandone le caratteristiche e la loro affidabilità: insomma erano le copie fisiche dei “dati” a permettergli di poter ancora sperare di avere un’idea della verità oggettiva.

    Senza voler immaginare scenari apocalittici abbiamo esempi molto attuali e pratici come quelli di Google che per andare in Cina ha dovuto “filtrare” alcuni contenuti, e così per un ragazzino cinese nato in questa epoca questioni come quella del Tibet o la rivolta di piazza Tienanmen potrebbero letteralmente “non esistere” se non ci fossero altre vie tecnologiche per accedere alle informazioni. Quindi il mezzo toglie, ma riesce anche a dare…che è un po’ l’altra faccia della medaglia, per fortuna 🙂

  7. Ho un bel po’ da dire su questo post, impeccabile come al solito e anzi grazie Jovanz che ci dai sempre degli ottimi spunti di riflessione. E scusami in anticipo per la prolissità (le mie figlie direbbero che “sto per attaccarti un mostro”, ma loro sono ccccccciovani)
    Innanzitutto il problema della conservazione. Tempo fa girava (e non sono più riuscito a ritrovarlo, mannaggia) un articoletto che faceva la comparazione della durata nel tempo dei vari supporti usati dall’uomo per comunicare/ricordare, dall’età della pietra ai giorni nostri. Le conclusioni erano che abbiamo aumentato a dismisura la capacità dei dispositivi in termini informativi (un DVD contiene più di qualche tomo che pesa chili) ma tutto questo a scapito della durata, come si può banalmente osservare confrontando un CD masterizzato 10 anni fa con un libro di una biblioteca qualunque scritto qualche secolo fa. Io aggiungo a questo un altro tema non da poco. Nell’ambito della moderna forma di conservazione, siamo arrivati ad un punto dove abbiamo un unico, ENORME collo di bottiglia. Si chiama energia. Senza energia elettrica i nostri CD, DVD, nonché l’intera Cloud, ce li diamo sui denti senza poterne minimamente fruire. Senza contare che i dischi magnetici, dopo un tot di tempo che non sono alimentati, se ne vanno a farsi benedire. Il che significa che o nel breve termine troviamo una fonte di energia che dura nel tempo indisturbata senza controllo e alimenta la gigantesca Cloud, oppure ai posteri in caso di guerra o quant’altro non rimarrà una cippalippa, salvo forse qualche tomo di carta stampato rimasto abbandonato o invenduto come fondo di magazzino.
    Secondo tema quello del revisionismo. Il web, e in generale i contenuti “informatici”, passami il termine, sono facilmente alterabili per loro intrinseca natura. Un esempio è una famosa pagina web appartenente al sito ufficiale della presidenza degli Stati Uniti, che informava sullo stato della guerra in Iraq. Nel maggio del 2003 la pagina risultava pubblicata con questo titolo: “President Bush Announces Combat Operations in Iraq Have Ended”. A dicembre dello stesso anno il titolo risultava modificato, senza alcuna nota redazionale: “President Bush Announces Major Combat Operations in Iraq Have Ended”: in maggio la guerra veniva data come totalmente terminata, in realtà così non era; mesi dopo, per convenienza politica, si voleva far apparire che questa continuazione fosse nota sin dall’inizio. Faccio l’informatico da più di un quarto di secolo, e una cosa ho imparato (a parte le due leggi fondamentali dell’informatica… Legge n. 1: Spegni e riaccendi. Legge n.2: Copia e incolla), che non esiste sicurezza inviolabile. Questo significa, applicato al tema in esame, che non esiste un documento “inalterabile”. E’ bene capirsi sul senso di “inalterabile”: se io altero un libro stampato, lascio delle tracce. Per quanto piccole, le tracce esistono. E in ogni caso, per come funziona l’editoria, per alterare un libro edito e disponibile al pubblico, l’unico modo che ho è quello di pubblicare una nuova edizione. Ed è una cosa che è stata tentata proprio qui in Italia, quando nel 2001 Storace, allora governatore del Lazio, propose di istituire una commissione di esperti per riscrivere i libri di storia delle scuole, secondo lui troppo orientati a sinistra nei giudizi sul ventennio fascista e sulla resistenza. Ma un’operazione di questo tipo può anche essere effettuata sottovoce, convincendo da una parte un manipolo di editori amici a pubblicare delle versioni della storia più indulgenti, e dall’altra offrendo delle agevolazioni agli insegnanti che decidono di adottare determinati testi. Insomma un’operazione a tenaglia che ottiene il risultato voluto. Parlo dei libri scolastici perché sono quelli che meno si conservano, e quindi meno soggetti al confronto, ma allo stesso tempo sono quelli su cui si formano le nuove generazioni. Tutto questo per dire cosa? Che l’inalterabilità di sostanza può essere aggirata con delle tecniche di cui qualunque politico navigato si può facilmente impadronire. In ambito digitale, questa inalterabilità, apparentemente garantita da codici criptati, firme digitali e quant’altro si possa immaginare in everybody’s wildest dreams, non esiste proprio. Nel senso che fatta la legge trovato l’inganno. Tu metti la sicurezza alla kriptonite? Io la brekko. Un po’ come “Donne, è arrivato l’arrotino! Se il vostro documento è protetto dalla crittografia, noi togliamo la crittografia al vostro documento! Donne, è arrivato l’arrotino!”. E’ così che funziona l’informatica. E’ tutto un rincorrersi tra virus e antivirus, sicurezza e violazione, e via così discorrendo. Per cui il revisionismo già abbastanza semplice da realizzare in ambito editoriale diventa un gioco da ragazzi in ambito digitale…
    Un’ultima notazione sulla figura del Capo. Inviterei a riflettere sul fatto che recentemente abbiamo avuto un Capo che professava che il lov avrebbe trionfato sull’eit… che si diceva a capo del partito dell’amore… in altre parole, non c’è bisogno di parlare d’odio per essere un Capo, basta parlare d’amore…

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