Frontespizio del Leviatano di Thomas Hobbes

Il successo del Leviatano Digitale

ONtro

Esimi Ricercatori, in questi giorni uno dei temi più ricorrenti nelle conversazioni tra i professionisti del digitale è quello del “quid”… di quel qualcosa di inafferrabile che determina il successo online di una iniziativa.

Sul tema delle bancarelle dei follower mi riservo di scrivere un apposito nonPOST, qui mi limiterò a mettere a fattor comune alcune considerazioni originariamente espresse su Indigeni Digitali, partendo da due case history interessanti: il rapporto tra Justin Bieber e Instagram da un lato e il rapporto tra Hugo Chavez e le Comunità Hacker dall’altro.

Justin Bieber e Instagram

La prima foto di Justin Bieber su Instagram
“Il traffico fa schifo” la prima foto di Justin Bieber su Instagram

Come sapete consideriamo Justin Bieber l’equivalente digitale di una divinità gnostica, quello che non sapete è che bastò una sua epifania per benedire Instagram.

Avete letto bene: se Instagram vale un miliardo di dollari è anche merito del piccolo Justin.

Quando Justin Bieber si è iscritto ad Instagram ha fatto quasi esplodere i server per numero di iscritti…

Dopotutto il ragazzo già all’epoca possedeva un ecosistema di oltre undici milioni di esseri umani e BOT pronti a seguirlo in ogni spericolata esperienza con i nuovi media.

L’afflusso di Belieber su Instagram fu talmente massivo, che inizialmente fu scambiato per una classica pratica di hacking: l’attacco DDoS.

Una giovane star dei nuovi media bloccata nel traffico prova una nuova applicazione per iPhone e le regala milioni di iscritti e una popolarità senza precedenti…

Spero di aver risposto a tutti quelli che si arrovellano del perché del successo di Instagram rispetto ad altre applicazioni fotografiche più performanti…

La solita risposta: Justin Bieber!

Il Leviatano Digitale di Chavez

Frontespizio del Leviatano di Thomas Hobbes
Frontespizio della prima edizione del “Leviatano” di Thomas Hobbes, stampato a Londra nel 1651

Se sul piano commerciale l’Ecosistema Bieber rappresenta un unicum in grado di garantire il successo di qualunque applicazione venga da questi lambita… sul piano politico la case history di maggiore (e inquietante) successo rimane quella di Hugo Chavez.

Il Venezuela infatti assistiamo alla prima manifestazione del Leviatano Digitale, moderna e compiuta incarnazione delle teorie hobbesiane.

Hugo Chavez durante il processo di nazionalizzazione degli impianti petroliferi americani si trovò a fronteggiare il cambiamento da remoto dei codici di accesso dei software di estrazione del greggio. Per ovviare alla cosa ebbe la geniale idea di coinvolgere le locali comunità di hacker, che utilizzando Linux rimisero in funzione gli impianti.

Colpo di genio senza precedenti.

Tuttavia questa geniale idea ebbe una ulteriore declinazione pratica parecchio interessante: legò la Comunità Hacker Venezuelana al proprio Leader.

Risultato?

Quando il Venezuela contava poche migliaia di account twitter, Chavez era una twitstar con milioni di follower umani e sintetici… la declinazione politica dell’Ecosistema Bieber.

Tuttavia il corpo elettrico di Hugo Chavez ha una marcia in più: la Comunità di Hacker, che non solo può alla bisogna dotare il Leader di quanti followers vuole, aumentando la “percezione del consenso”, ma che di sovente interviene prendendo il possesso degli account degli oppositori.

Così il corpo elettrico di Chavez diviene un Leviatano Digitale in grado di parlare per un’intera nazione.

E scusatemi se è poco.

Due improbabili successi

I due casi sopra citati portano alla nostra attenzione esimi Ricercatori un fattore fondamentale: quando i numeri assumono le proporzioni degli ecosistemi Bieber e Chavez il successo diventa una miscela di fattori umani e sinitetici inestricabile.

Umani che sembrano Macchine.

Macchine che imitano gli Umani.

Nello stesso Ecosistema. Nello stesso corpo elettrico. Nello stesso Leviatano Digitale.

Così il successo di una iniziativa in campo digitale da cosa è misurabile?

Entrambi i due esempi rappresentano a modo loro una strategia di successo:

  1. Justin Bieber posta quasi casualmente su Twitter una foto da instagram e fa letteralmente la storia di quella piattaforma.
  2. Hugo Chavez per un problema tecnico fidelizza a sé comunità di hacker, che diventano uno strumento di propaganda politica senza eguali.

Sono due casi in cui si arriva a un risultato praticamente clamoroso apparentemente senza strategia.

In questi casi mi chiedo sempre: Bieber voleva “lanciare Instagram“? Chavez voleva “coinvolgere gli hacker nel proprio progetto politico“?

Conclusioni

Concludendo miei esimi Ricercatori da cosa si stabilisce il risultato di una campagna digitale?

Dai numeri?

Assolutamente e irrefutabilmente no.

I numeri sono solo uno degli strumenti a disposizione nella Guerra dei Sogni.

E’ la capacità di informare quei numeri di prendere followers umani e sintetici e orientarli verso un obiettivo: il comunismo, la popolarità di una popstar, la vendita di formaggini…

Quando dovete valutare una campagna digitale non guardate i like, i follower e tutte quelle stupidaggini, guardate l’obiettivo concreto che questa si prefiggeva.

Se hai un milione di like ma non riesci a vendere neanche un formaggino, hai perso tutto.

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15 pensieri su “Il successo del Leviatano Digitale

    • Giovanni parliamoci chiaro anche il traffico verso un sito si può fabbricare e comprare 😉
      Il problema è con quel sito a chi vuoi parlare? Chissà vuoi combinare? Il tempo e le energie che uno gli dedica sono commisurati ai risultati? La cosa divertente è che in pochissimi si pongono queste domande… Più facile misurare col righello la fuffa digitale 😉

  1. Argomento complesso che andrebbe approfondito, ho cercato di andare oltre i numeri in un articolo dedicato a kotler e al marketing 3.0 qualche settimana fa, il tuo nonpost ha acceso un’altra lampadina nella mia testa… Ti meriti un formaggino =^.^=

  2. Mi ero appena abituato al theme e me lo avete cambiato…. lo sapete che ciònacertaetà…. 😀 😀
    Molto, molto interessante… il parallelo tra Bieber e Chavez è geniale, anche se credo che ci sia tra i due una differenza fondamentale: Chavez aveva ben chiaro il suo obiettivo, Bieber non credo lo abbia.

    • Grazie Max! E pensa che ci sono altri cambiamenti epocali in cottura 😉
      Io invece credo nell’opposto… Bieber come avanzato strumento di marketing per start up e Chavez che si trova a cavalcare il Leviatano 😉

    • Sai, Margherita, francamente mi auguro che gli esperti in social media si inizino a dotare di strumenti concettuali più solidi. Dopo vent’anni di internet, penso che bisogna arrivare a una maturazione!

  3. tendenzialmente se in 20 anni non è cambiato nulla, probabilmente è perchè i vecchi meccanismi legati al consenso digitale non sono cambiati.
    il fatore “x” non è sempre chi sta dietro la tastiera come essere pensante ma la mente stessa direzionata dove il trend spinge.
    prendiamo esempio da apple e da iphone:
    è un telefono che ha in sè caratteristiche normalissime, in quanti lo vedono come un oggetto di culto…..e perchè?
    basti pensare a chi lo chiama iphone e non telefono.

    spingere l’user a pensare con la propria testa è difficile,probabilmente lo si dovrebbe spingere a riabituarsi a pensare.
    le strategie dei numeri,abbiamo a piamente dimostrato, non fanno che spingere la massa a chiedersi “com’è possibile?”??? no, più che altro spingono la massa a diventare altri numeri.
    Chavez ha usato il chiaro esempio del “se non puoi batterli fatteli amici….e usa le loro capacità”
    Bieber è un tipo qualunque che movimenta i pistoni del motore che fa muovere l’economia: ragazzine pubescenti.

    resta che sei un genio.

    respect Brò.

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