Anonymous vecchi e nuovi

ONtro

Anonymous con la faccia verde? Ma non aveva la maschera di V?

Esimi Ricercatori, l’eco della Prima Guerra Digitale stenta ancora a spegnersi nella Rete e capita spesso di imbattersi in strani frammenti di conversazione, che sembrano quasi paventare una lotta intestina tra vecchi e nuovi membri della Comunità Online di Anonymous.

Chi come il sottoscritto si diverte a scorrazzare sui siti generatori di meme, in questi giorni si imbatte spesso in post riguardanti prese di distanza da parte dei “Vecchi Anonymous” verso i “Nuovi Anonymous“… Da un lato un severo volto verdognolo in giacca e cravatta (ai più affezionati lettori di questo blog dovrebbe ricordare qualcosa), dall’altro la stra-nota maschera di Guy Fawkes del film V for Vendetta…

Oibò – diranno i meno avvezzi alle vicende digitali – e ora che c’entra questo faccione verde con Anonymous? E perché queste prese di distanza tra vecchi e nuovi Anonymous…

Innanzitutto intendiamoci su un concetto fondamentale: Anonymous non è un Partito Politico, non è un’Associazione, non è un Movimento, non è una Religione… è una particolarissima Comunità Online…

Questa banale considerazione comporta una conseguenza non prevista dagli originari membri di questa particolare comunità nata su 4chan: l’impossibilità di avere un controllo assoluto sull’azione della propria creatura.

Ma andiamo con ordine come di consueto…

Una presa di distanze

Come ricorderete rimasi alquanto interdetto da alcune mosse scomposte di Anonymous intercorse durante la “Prima Guerra Digitale”, che contravvenivano alcune basilari regole dell’hacking… Per carità i tempi dell’Old School, quella della Legion of Doom e dei Masters of Deception per intenderci, sono lontanissimi e spesso parlando di “Etica Hacker” si fa riferimento a fenomeni degli anni ’80 o dei primi anni ’90… Anonymous poi ha sempre brillato per un approccio notevolmente nichilista…

Tuttavia… Dai tempi del Project Chanology, passando per l’Operation Payback Wikileaks, e per l’attribuzione (infondata)  dell’attacco al Playstation Network, va ammesso che l’evoluzione di Anonymous è stata abbastanza sconcertante… Il Cartello economico istituzionale che vuole “blindare” internet (quello che chiamo Tecnonucleo) ha sempre utilizzato pretestuosi riferimenti ai pericoli dell’Cyber Orco (v. COPA) e del terrorismo digitale (v. Gary McKinnon) per togliere spazi di libertà…

Anonymous con le proprie ultime azioni abbastanza scomposte sembra avercela messa davvero tutta per confermare i peggiori pretesti del Cartello… Leggendo in giro per la Rete sembra di assistere alla gamification dell’hacking… Ogni settimana si butta giù qualche sito con motivazioni ideologiche sempre più labili e contraddittorie…

Tutto appare sospeso tra azioni dimostrative superomistiche e anarchia allo stato brado…

E la cosa apparentemente inizia a creare attriti tra vecchi e nuovi Anon…

Ma siamo sicuri che quando si parla di Anonymous parliamo della medesima entità?

In particolare l’amico Numero_sei, nelle sue spericolate ricerche sui meme di 4chan.org si è imbattuto nella seguente invettiva lanciata dai vecchi Anonymous contro i nuovi venuti, rei di non aver compreso lo spirito che anima questa Comunità…

Un esempio del messaggio degli Old Anonymous da 4Chan.org

Lì per lì, pur non essendo mai stato in passato un frequentatore di 4chan  leggendo il testo mi sono venute in mente una quantità di invettive simili lette in passato nei forum dei primi anni 2000… Vi riporto il testo in tutta la sua crudezza:

A message to all the cancerous, witheknignting, hipster newfags:  We aren’t some vigilante group righting wrongs. We aren’t your friends, your buddies or your saviors. Your feelings mean nothing to us. We are human nature unencumbered by pointless ethics, foolish moralities or arbitrary laws and restrictions. We are every dark impulse you have; unrestrained and fully realized. We are what deep down, you wish you were. We exist as a means for instant gratification, purely at our own whim. We have no culture, we have no laws, written or otherwise. We are an autonomous collective, each an insignificant part of a whole. You cannot assimilate us, we do not change. You cannot defeat us, we do not exist. You cannot infiltrate us, we know our own. We do not sleep, we do not eat and we do not feel remorse. We will tear you apart from outside and in, we have all the time in the world. You operate under the delusion that we will someday be outdated, that we might even see the light. You are irrevocably wrong. You are not special, you are not unique and you aren’t crusaders for justice. You’re a blend of college age faggots who think that they can do some sort of good, and who are desperate to belong, to have attention. You have accomplished nothing, and you will fall. Enjoy your AIDS, faggots.

Traduzione libera:

Un messaggio per tutti i cancerosi, paladineggianti, alternativi, “frocetti novellini”  [N.d.A. l’originale “newfag” è un termine spregiativo utilizzato dai vecchi Anon verso i nuovi]: Non siamo una Ronda, venuta a raddrizzare i torti. Non siamo vostri amici, né vostri compagni, né i vostri salvatori. I vostri sentimenti non significano nulla per noi. Siamo la natura umana sgravata da inutili codici etici, da sciocche moralità o arbitrarie  leggi e restrizioni. Siamo ogni oscuro impulso che avete, sfrenato e pienamente realizzato. Siamo quello che in fondo desiderereste essere. Noi esistiamo come strumenti di immediata gratificazione, esclusivamente per soddisfare i nostri capricci. Noi non abbiamo cultura, non abbiamo leggi, sacre scritture o altro. Noi siamo un collettivo autonomo, ognuno è una parte insignificante di un tutto. Voi non potete assimilarci, noi non cambiamo. Voi non potete sconfiggerci, noi non esistiamo. Voi non potete infiltrarvi, noi ci conosciamo. Noi non dormiamo, non mangiamo e non sentiamo rimorso. Vi faremo a pezzi dentro e fuori, abbiamo tutto il tempo del mondo. Voi operate nell’illusione che ci sarà un giorno in cui ci lasceremo tutto alle spalle, che un giorno potremmo anche arrivare a vedere la Luce. Voi siete irrevocabilmente nell’errore. Non siete speciali, non siete unici e non siete Crociati che lottano per la Giustizia. Voi siete soltanto un’amalgama di universitari froci, che ritengono di poter fare qualche sorta di bene, e che che cercano disperatamente di essere parte di qualcosa, per ricevere attenzione. Voi non avete concluso nulla, e cadrete. Godetevi il vostro AIDS, froci.

Penserete, miei esimi Ricercatori, che questa lunga e aspra presa di distanze sia il risultato delle fragilità manifestate da Anonymous durante la “Prima Guerra Digitale” (v. ad es. “Anonymous attacca i siti del Governo, ma svela fragilità” di Dario D’Elia)…

E invece no…

Negli anni mi sono imbattuto in questo messaggio, declinato anche in forme più violente di quella che ho testé liberamente tradotto… Le frasi ricorrenti sono quelle che ho citato, spesso corredate di esempi di cosa diverte gli Anon (es. morti efferati, massacri familiari, mutilazioni, ecc…), per accentuare l’effetto di distanza dai “Crociati”… Questo messaggio circola da anni: da quando Anonymous balzò agli onori delle cronache durante la vicenda Scientology e riappare ciclicamente su forum, siti più o meno underground, perfino Youtube o biografie di Social Network…

Non appena nuove masse di internauti si dichiarano parte di Anonymous si scatena questa correlata presa di distanze…

L’Old Anon

Magritte il padre spirituale di Anonymous

Come ben spiegato dal sempre ottimo Know Your Meme: l’Old Anon è una tipica espressione di cyber dadaismo (spesso su 4chan e Canvas, nei momenti di follia creativa si utilizza il neologismo “dadaing”) o di cyber surrealismo… L’immagine infatti è una rielaborazione del quadro surrealista “Son of the Man” di Magritte e dal 2003 ha rappresentato il volto più duro e puro di Anonymous.

Gli Old Anon si riconoscevano in questa immagine surrealista particolarmente potente ed evocativa, di cui veniva esaltato l’aspetto connesso alla negazione dell’identità personale.

Durante gli anni novanta si rifletteva parecchio sul superamento del vecchio concetto di identità. Circolava una quantità pazzesca di scritti sul superamento dell’integrità fisica (il boom di piercing, tatuaggi e scarification è connesso a questi studi)… si parlava di “droghe nootropiche” in grado di cambiare la percezione che l’uomo aveva del sé… si vedeva nel digitale lo strumento definitivo con cui accedere a personalità fluide, molteplici, prometeiche, riscrivibili…

Persino in Italia abbiamo avuto esperienze culturali in tal senso, penso ai primi passi del collettivo Luther Blisset e alla comunità creativa del Cyborg di Daniele Brolli…

Insomma Anonymous mosse i propri primi passi nell’ambito di una ricerca culturale nichilista fortemente estetizzante.

Come spesso si ripeteva in certi siti: qui non si fa hacking o meme, qui siamo Cultura.

Project Chanology

Ma si sa le Comunità Online sono soggette a ricambi generazionali improvvisi e spesso radicali…

Così avvenne che nel 2008 Anonymous incontrò l’uomo che cambiò per sempre la sua storia: Wise Man Beard, alias Mark Bunker.

Questo quasi omonimo di un celebre fumettista italiano, è un giornalista USA che fa attivamente controinformazione sulla Chiesa di Scentology.

Con un celebre video su Youtube Wise Man Beard si rivolse direttamente alla comunità di Anonymous invitandone i membri ad abbandonare le tradizionali tecniche di “terrorismo mediatico” e nichilista in favore di una campagna nonviolenta contro Scientology.

La Chiesa di Scientology aveva avuto lunghi contrasti con le Comunità Online di hacktivisti americani, con cui negli anni aveva instaurato numerose cause giudiziarie…

Così avvenne che un giorno venne pubblicato su internet un video molto imbarazzante in cui un Tom Cruise allucinato parlava con toni eccessivamente entusiasti di Scientology… Immediatamente gli uffici legali della Chiesa di Scientology chiesero a Youtube la rimozione del video ritenuto lesivo della propria immagine e abusivamente realizzato.

Mark Bunker iniziò quindi una campagna di sensibilizzazione e mobilitazione, perché la cosa avrebbe creato un pericoloso precedente che avrebbe consentito a chiunque di censurare contenuti digitali ritenuti arbitrariamente lesivi. Ricordiamoci che gli USA sono un sistema di common law e i precedenti pesano per i futuri giudizi.

Così Wise Man Beard riuscì a coinvolgere Anonymous nella sua guerra personale contro Scientology…

Da un lato vennero intraprese le usuali tecniche di hacktivismo come le si era conosciute per un ventennio: attacchi DDoS, black fax, prank call… insomma ogni genere di coccoloso sabotaggio atto a devastare le capacità di telecomunicazione di Scientology…

Dall’altro vennero poste in essere nuove pratiche di presidio territoriale, che cambiarono l’hacktivismo come l’avevamo conosciuto fino ad allora. Internet venne utilizzato per organizzare delle manifestazioni di protesta più vicine ad un flashmob, che  a un sit-in politico.

Tuttavia c’era un problema molto serio… Scientology ha la cattiva abitudine di intraprendere azioni legali con estrema facilità. Così i manifestanti dovettero organizzarsi per mantenere il proprio anonimato anche nella vita reale.

Era uscito da poco il film V, trasposizione cinematografica del celebre fumetto anarchico di Alan Moore… la Time Warner aveva distribuito parecchio merchandising della maschera del controverso supereroe… nella scena finale del film tutti indossavano la maschera di V come segno di ribellione al sistema (scena inesistente nel fumetto in cui una simile scena di omologazione sarebbe assurda essendo una storia anarco individualista)… così gli hacktivisti acquistarono in massa la celebre maschera di Guy Fawkes, che sostituì nell’immaginario collettivo il verdognolo Old Anon.

La cosa non venne vissuta benissimo dagli Anon della prima ora e ovunque su internet si trovava il celebre messaggio di presa di distanza che ho tradotto per la gioia dei vostri occhietti: biografie di account e forum erano pieni di declinazioni dello stesso messaggio d’odio verso i Newfag di Project Chanology…

Lo stesso Mark Bunker divenne un meme: il Wise Man Bear appunto…

Da complesso progetto culturale nichilista di cybercultura, Anonymous si avviava a orientare le proprie azioni a “cause buone e giuste“… Passare dal superamento di ogni morale, credo ed etica alla militanza per la Causa, non venne propriamente vissuto bene da tutti…

Debrand Anonymous

Messaggio per la debrandizzazione di Anonymous dai prodotti della Time Warner.

Ovviamente con il Project Chanology venne stabilito un nuovo standard dell’hacktivismo militante…

Così quando i pazzoidi Culture Jammer di ADBusters ordirono la gloriosa performance cyberdadaista di Occupy Wall Street, i Newfag di Project Chanology vissero la mobilitazione come una sorta di girone di ritorno di Project Chanology…

Quindi vennero rispolverate le maschere di Guy Fawkes, cui vennero ad aggiungersi tante altre maschere di Guy Fawkes oltre a ogni genere di altro camuffamento.

Già mi sono espresso sull’intelligenza colorata manifestata dai manifestanti di Occupy Wall Street, paragonata al grigiore italico.

Tuttavia presso i media, e di conseguenza presso gli stessi manifestanti, si iniziò a fare una gran confusione associando i manifestanti con la maschera di Guy Fawkes ad Anonymous.

Peraltro, sebbene nei siti della galassia di Anonymous ci si faceva quotidianamente beffe in modo aspro delle forme più ingenue di mobilitazione degli Indignados… Ovunque nascevano come funghi azioni dimostrative di hacking a sostegno di Occupy, che si richiamavano ad Anonymous.

Ormai chi vuole dilettarsi di hacking può tranquillamente trovare materiale didattico, software e hardware su Amazon (no, non scherzo)… così miei esimi Ricercatori immaginate una sorta di democratizzazione e gamificazione dell’hacking che inizia a lambire anche strati della popolazione non proprio ferratissimi in materia di Etica Hacker, Controcultura, Cybercultura…

Inizia la stagione della gamification of hacking come dicono alcuni tra cui Jaron Lanier.

Questa volta quindi nella totalità dei siti connessi alla Comunità di Anonymous è stato preso in esame il tema della”debrandizzazione di Anonymous” dal merchandising della Time Warner.

Il dibattito ovviamente va avanti sui binari usuali per tali comunità: meme, flame, trollate, scherzacci di ottimo e di pessimo gusto. A titolo di esempio vi riporto un tread, “Masks War“, innescato da una vostra anonima conoscenza per meglio comprendere il sentiment sul tema…

Peraltro il dibattito sulla debrandizzazione di Anonymous ha visto anche la partecipazione dello stesso Alan Moore che ha rilasciato per il Guardian una splendida intervista sul rapporto tra Occupy e Time Warner.

Ovviamente potrete ben capire nell’ambito di questo dibattito quante volte può essere saltato fuori il messaggio di presa di distanze tra Old Anon e Newfag…

Conclusioni

Come concludere esimi Ricercatori?

Spero di avervi fatto comprendere un po’ meglio certe dinamiche, che spesso vi vengono fatte apparire come monolitiche dai media tradizionali.

Anonymous è una interessantissima Comunità Online. Forse unica.

E come ogni Comunità Online che si rispetti vive evoluzioni, conflitti interni, deviazioni, restaurazioni, ibridazioni con realtà esterne…

Paradossalmente con gli anni ciò che è andato ad avere una personalità mutevole e riscrivibile è proprio Anonymous….

C’è una sola morale possibile al termine di questa storia… miei esimi Ricercatori tenete sempre a mente che: per quanto vi possiate sentire Old, ci sarà sempre qualcuno per cui sarete Newfag!

E’ la Comunità Online bellezza!

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9 pensieri su “Anonymous vecchi e nuovi

  1. Eccellente trattato su anonymus, ma come il finale racconta (degno peraltro del miglior Hofstadter in Goedel, Escher e Bach) sulle dinamiche delle comunità digitali. Quasi un canto trans generazionale. Io ho vissuto la prima era degli hacker (anni ’80 e ’90) dove ai mezzi tecnici meno sofisticati si sopperiva con l’ingegneria sociale. I temi però erano gli stessi: l’emergere delle nuove generazioni e il cambiamento dei codici etici che si muoveva di pari passo con quello dei codici tecnici.

    • Ho avuto la fortuna di assistere in diretta a tutta l’evoluzione dell’hacking contemporaneo… Devo ammettere che provo un po’ di nostalgia per un certo spirito casereccio che si respirava una volta: povero negli strumenti, elegante nelle soluzioni, elevato nei principi ispiratori…

  2. Ottimo articolo chiaro ed esaustivo che dovrebbero leggere in tanti per capire certe dinamiche. Certo, internet per tutti porta anche a questo e non è per forza negativo. Solo, ritengo che sarà molto probabile che certi movimenti underground assimilabili ad Anonymous (nella sua accezione culturale non paladina) nascano sempre più fuori dalla rete: non sarebbe male rivivere il periodo delle fanzine autoprodotte che veicolano messaggi non disponibili in rete.

    • Grazie ancora per lo spunto! In effetti la Old School viveva in primo luogo fuori dalla Rete e le fanzine svolgevano un ruolo centrale… La nostra è una generazione drogata di digitale, la vedo dura..

  3. Molto molto molto interessante.
    C’è una parte della vita in cui i figli per accettare il mondo e per viverci devono staccarsi dalla famiglia. padre madre, altrimenti ci sarebbero grossi problemi di “identità” ma appunto alle volte senza “identita” vi è “identità”… è i nonni non possono capire venendo da un altro mondo!
    Immenso Magister!

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