Chi si offre gratis ti fotte

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Esimi Ricercatori, oggi l’amico Paolo Pugni mi scrive:

http://t.co/hfl7rn8F Mi voglio rovinare: regalo tutto! Proposta del consulente di #export trovate l’errore gratis il progetto @Jovanz74

In questo periodo di crisi è un fiorire di offerte di servizi “professionali” gratuiti…

Sarà la primavera ma ormai i professionisti gratuiti hanno invaso i verdi pascoli del digitale.

Spesso parlo con professionisti seri, cui hanno soffiato clienti importanti degli spammatori di fuffa digitale…

Blogger che comprano traffico al sito alle bancarelle del SEO più indegno, influencer ricettatori di like e follower in saldo, web designer per cui il 2005 non è mai finito e ancora fanno i siti in flash, geni puri per cui e-commerce fa rima con e-bay…

Il problema è che spesso il cliente,  che di sovente è un imprenditore tradizionale, non ha un palato fino in materia di digitale…

Così nasce questa idea balorda secondo cui il digitale non è una strategia vincente per un’impresa…

Sfido io, ma quanto hai pagato? Ma cosa hai comprato?

Chi si offre gratis presentando nel suo curriculum traffico al Blog, followers su Twitter e like su Facebook, probabilmente sta rifilando un pacco di quelli epici.

Andrebbero chiesti i risultati delle vendite, il perseguimento degli obiettivi strategici, le case histories vincenti, come in qualunque altro campo imprenditoriale.

Perché in ultima analisi chi si offre gratis o sottocosto ha obiettivi non proprio etici: campare alle spalle della visibilità del cliente, fare curriculum sulle spalle del cliente, mettere le mani sui database del cliente, fottere contatti importanti al cliente…

Insomma esimi Ricercatori il digitale oggigiorno offre possibilità imprenditoriali impensabili solo dieci anni addietro, meriterebbe un’attenzione totale nella scelta di consulenti e partner…

È dai tempi del Gatto e la Volpe di Collodi, che chi dichiara di voler farti ricco a discapito del proprio interesse personale… Alla fine ti lascia impiccato.

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12 pensieri su “Chi si offre gratis ti fotte

  1. Ulteriore motivo per combattere questi manovali del digitale, da parte dei professionisti del settore, è l’inevitabile effetto negativo che danno a tutta la categoria. Ogni volta che ci si propone per una attività di webdesgin (realizzazione e grafica anche del più banale sito) ci si sente dire “ma io ho un amico di mio cugino che me lo farebbe a meno.. o gratis”, e tutti noi sappiamo quanto vorremmo rispondere “ed allora fattelo fare dall’amico di tuo cugino” ma non si può,,,

    Questo era il motivo professionale, ma il vero motivo per cui vanno avversate queste pratiche è per debellare per sempre la piaga della musica nei siti web!

  2. Abbiamo tutti un cugino in grado di farci un sito web o una efficace strategia di marketing o un modulo spaziale per mandarci sulla luna. Anatema sui manovali del digitale che offrono tutto gratis, ma che imprenditori sono quelli che vedono solo il costo? Sono gli stessi che fregano i clienti (tanto ce ne sono tanti e io ho il prezzo più basso!), che mai apprezzerebbero una strategia digitale perché non possono essere trasparenti in quanto oltre a grassare il cliente non vanno. Sono gli imprenditori che conferiscono i rifiuti tossici alla malavita organizzata per risparmiare dimenticandosi che hanno dei figli e che in questo paese intossicato da veleni e mafiosi ci dovranno vivere. Sono gli imprenditori che non pagano i fornitori e che non pagano le tasse. I buoni imprenditori sanno che “chi più spende meno spende” e “two hands for clapping”.

  3. Grazie Giovanni, hai messo il dito ne “l’altro lato della piaga”, quello del “te lo faccio gratis” che puzza davvero sempre di gattovolpismo come ben stigmatizzi. La mia provocazione, perché il testo del tweet era una provocazione (spero si sia capito, sennò devo andare a ripetizioni di sarcasmo), voleva anche additare l’altro fenomeno che è figlio (o padre?) di quello che tu racconti: la richiesta del cliente di, apparentemente, “condividere il rischio” (che mi sta anche bene quando poi diventa condivisione del successo) perché “se poi non funziona…”.
    Certamente questo approccio ha alcune radici tragiche nel nostro paese, una è quella del “ho un cugino che me lo fa gratis”, ma una ancora più profonda è “il tuo lavoro? lo so fare anche io, meglio e a costo inferiore”.
    E’ la sindrome del CT (inteso come commissario tecnico: ognuno di noi avrebbe vinto 18 mondiali e altrettanti europei perché sapeva chi convocare, chi schierare e come far giocare la nazionale molto meglio del CT. Non escludo che qualche volta fosse anche vero peraltro).
    Da un cliente che mi aveva chiesto un lavoro complesso di promozione (rivisitazione del sito con stesura di testi per una 30 di pagine più FAQ, preparazione, ripresa e montaggio di 3-4 video) e al quale avevo quotato 4-5 giorni di lavoro, mi sono sentito dire: lo stesso lavoro lo posso fare io da solo in 30 minuti.
    Ecco, al di là dell’eccesso, è questa la mentalità devastante: marketing? e che ci vuole? strategie? me le scrivo mentre guardo la tv! il web? ma lo sa anche mio figlio che va alle elementari come si fa! media kit? per scrivere quattro fregnacce…
    Ecco perché poi non ci si riesce a sbottigliare dalla crisi.
    Non che tutto dipenda da questo, sia inteso! ma insomma un concordo di colpa…
    Grazie dell’ospitalità
    Paolo

    • Sulle attività creative c’è sempre questa insolente e ammorbante tuttologia. Tutti designer, tutti poeti, tutti cineasti, tutti fotografi, tutti pittori… Saper mettere le mani su uno strumento non significa saperlo usare…

  4. Quoto il post di Paolo Pugnie la frase ““il tuo lavoro? lo so fare anche io, meglio e a costo inferiore” Purtroppo in tempi di crisi la cosa peggiore è il non volersi affidare a chi sa fare il loro lavoro e da bravi autodidatti si fa tutto in casa. Poi si scopre che facendo una buona ricerca e vedendo i lavori degli altri affidandoci a persone serie e competenti riusciamo a far qualcosa di buono..ma ahimè è insito nella mente italica il FAI DA TE

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