#meetFS: quando le Ferrovie incontrano gli Influencer

Le Ferrovie dello Stato Italiane hanno organizzato una giornata con alcuni Influencer della Rete per fargli avere esperienza diretta delle problematiche che si nascondo dietro la circolazione ferroviaria. Ne è nato un bel confronto con persone che ci mettono “la faccia e il cuore”.

ONtro

Esimi Ricercatori, come sapranno i più affezionati tra voi, nella vita civile, quando depongo i panni dell’ilare sabotatore dadaista indosso quelli molto più compiti di un controller di progetti di investimento di una Società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Ho sempre tenuto compartimentate queste due esperienze fino alle soglie del bispensiero: da un lato Jovanz74 influencers in tematiche attinenti Cultura Digitale, meme, hacktivismo e cyberdadaismo, dall’altro l’avv. Giovanni Scrofani giurista e controller SAP.

E’ noto a voi tutti il black out mediatico in cui mi immergo quotidianamente tra le nove del mattino e le sette di sera, quando l’avv. Giovanni Scrofani macina database, pivot, relazioni, note e quant’altro…

Ovviamente come in ogni buona narrazione viene il momento in cui le due identità vengono a confluire nello spazio della medesima esperienza.

Così avviene che Elisabetta De Grimani e Arianna Mallus, social media manager di FSI, conosciute durante le mie scorribande come Jovanz74 su Twitter insieme all’amico Giuseppe Lanzi, mi invitano ad un evento per Influencer il #meetFS.

Questa è la cronaca per immagini della giornata in cui tutti i Giovanni Scrofani possibili si riunirono allo stesso posto e la stessa ora.

Roma Termini

L’appuntamento era a Roma Termini dove erano presenti parecchi volti noti del panorama degli Influencer di Twitter.

Il mio arrivio come al solito è stato qualcosa sospeso tra il Bruce Willis delle “Dodici Scimmie” (corse alla disperata) e il Bill Murray di “Lost in Translation” (all’insegna di un disinvolto spaesamento).

Non appena arrivo per il checkin, mi hanno consegnato un modulo che mi autorizzava a fotografare, riprendere, registrare tutto quel che mi passava per la mente. La cosa mi ha mandato in visibilio.

Le Ferrovie, in quanto aree sensibili per la sicurezza, sono un “ambiente chiuso” non possono essere fotografate senza autorizzazione. Il fatto che ci consentano liberamente di fissare sul digitale la nostra giornata mi è molto piaciuto: segno di un’azienda che si “apre“, vuol farsi conoscere… E l’apertura quando si parla di Influencer digitali significa apertura all’ibridazione, al dialogo al contatto con punti di vista ed idee nuove.

Per me le Ferrovie negli ultimi dodici anni sono stati SAL, SIL, Entrate Merci, riscontri, validazioni, Convenzioni, Verbali di Accordo, gantt, ecc…

Da subito ho avuto la sensazione che avrei visto le Ferrovie da una prospettiva nuova.

Cito tra i tanti intervenuti:

E ovviamente le bravissime organizzatrici, che hanno realizzato un incontro perfetto come un ingranaggio vittoriano:

Ovviamente è stata l’occasione per una bella rimpatriata con due miei carissimi amici Giuseppe Lanzi (un uomo che starei ad ascoltare per giorni) e Alessandra Colucci (co-Founder di questa prestigiosa Comunità Online)…

Così siamo saliti sul pulman diretti alla prima tappa di questa giornata. Dopotutto non potrai mai essere influente su Twitter, se non sei una persona gioiosa, così l’atmosfera è stata da subito molto divertita.

In pulman con

Le Officine del Freccia Argento

Siamo arrivati allo Scalo S. Lorenzo alle Officine di Trenitalia dove ci hanno fornito dei presidi di sicurezza che hanno immediatamente risvegliato il mio lato più giocoso (ormai mi conoscete bene immaginate la gioia di fronte all’elmetto rosso e gli scarponcini da cantiere).

Quando ho dovuto restituire l’elmetto ho sofferto. Molto.

Presidi di sicurezza: con Giuseppe Lanzi e Futura Pagano
Presidi di sicurezza: con Giuseppe Lanzi e Futura PaganoPresidi di sicurezza: con Giuseppe Lanzi e Futura Pagano

Presidi di sicurezza: con Giuseppe Lanzi e Futura Pagano

Alle Officine siamo stati accolti da alcuni ingegneri ferroviari che ci hanno illustrato il loro quotidiano lavoro con la tecnologia.

Ho appreso che un Freccia Argento (ETR 600) è un treno dal costo di 24 milioni di euro su un progetto integralmente italiano sviluppato dalla Alstom, che essendo a composizione bloccata (sette o quattordici vagoni) un malfunzionamento in una sezione del treno è suscettibile di fermare l’intero apparato, che pertanto la manutenzione deve essere programmata e preventiva, che l’introduzione di questa tipologia di elettrotreno autodiagnostica ha ridotto notevolmente la necessità di manutenzione in quantità, evolvendola per qualità e tipologia.

Insomma questi manutentori futuribili ci hanno parlato con competenza e passione del loro mondo, che per un fanatico dello steampunk come il sottoscritto riveste grande fascinazione.

Officine Freccia Argento: un elettrotreno con unmilionequattrocentomila kilometri sulle spalle e non sentirli
Officine Freccia Argento: un elettrotreno con unmilionequattrocentomila kilometri sulle spalle e non sentirliOfficine Freccia Argento: un elettrotreno con unmilionequattrocentomila kilometri sulle spalle e non sentirli
Officine Freccia Argento: un elettrotreno con unmilionequattrocentomila kilometri sulle spalle e non sentirliOfficine Freccia Argento: un elettrotreno con unmilionequattrocentomila kilometri sulle spalle e non sentirliOfficine Freccia Argento: un elettrotreno con unmilionequattrocentomila kilometri sulle spalle e non sentirli
Officine Freccia Argento: un elettrotreno con unmilionequattrocentomila kilometri sulle spalle e non sentirliOfficine Freccia Argento: un elettrotreno con unmilionequattrocentomila kilometri sulle spalle e non sentirli

Officine Freccia Argento: un elettrotreno con unmilionequattrocentomila kilometri sulle spalle e non sentirli

La Sala di Controllo del Trasporto Regionale

Alla Sala di Controllo del Trasporto Regionale invece c’è stato un interessante confronto tra gli Influencer e i Tecnici della Puntualità.

Nelle Comunità Online il tema dei ritardi e dei disservizi del Trasporto Regionale è vissuto come qualcosa di molto vivo… anche perché in tantissimi quando scrivono su Twitter lo fanno da dispositivi mobili negli spostamenti casa-lavoro sul treno.

La cosa ha generato alcuni divertenti siparietti tra la semantica ferroviaria e quella (normale) degli Influencer. I ferrovieri hanno un gergo tecnico alquanto mirabolante fatto di: materiale rotabile (treno), giunto (treno arrivato in stazione), via impedita (il rosso del semaforo), incarrozzamento (salire sul treno), soppresso (treno cancellato)…

Questo è stato un aspetto interessante: la sopravvivenza di un gergo tecnico della Seconda Rivoluzione Industriale in un mondo in cui i linguaggi evolvono di continuo.

Il personale della Sala rispetto alle pungolature degli Influencer non ha avuto un atteggiamento difensivo: hanno semplicemente spiegato il loro lavoro… hanno raccontato la loro quotidiana lotta per non superare la soglia dei 5 minuti di ritardo… ci hanno fatto toccare con mano cosa significa muovere ogni giorno quasi quattrocentomila persone solo nell’area di Roma, che concentrano i loro spostamenti in un arco ristrettissimo di tempo (07.00-09.00 la mattina e 17.00-19.00 il pomeriggio)… hanno raccontato i quotidiani equilibrismi tra le esigenze della clientela e i livelli di servizio che vengono stabiliti dalla Regione Lazio (e già sono le Regioni a stabilire i livelli di offerta ferroviaria del Trasporto Regionale)…

Abbiamo anche portato un po’ di fortuna: mentre eravamo presenti il gigantesco e incombente monitor che contiene un super cruscotto della puntualità è rimasto perennemente su standard di assoluta eccellenza.

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L’ACC di Roma Termini

L’ACC di Roma Termini è stato come entrare dentro il NORAD ferroviario… Qui gli ingegneri ferroviari ci hanno raccontato la storia della loro creatura con malcelato orgoglio…

Fino al 2000 Roma Termini era retta da un gigantesco meccanismo vittoriano fatto di settanta metri lineari di console piene di leve, manopole, relè…

Nel 2000 la rivoluzione: le Ferrovie sviluppano prime in Europa un progetto (100% italiano) per informatizzare integralmente il processo di movimentazione dei treni in stazione…

L’ACC è “vecchio” di dodici anni eppure sembra fantascienza: con un quarto del personale precedentemente impiegato si riesce a far accedere a Roma Termini il doppio dei treni (circa mille al giorno) e a realizzare contemporaneamente il triplo delle movimentazioni precedentemente possibili…

Si tocca con mano l’innovazione: dodici anni fa le Ferrovie hanno realizzato il più importante complesso di Algoritmi presente in Italia e probabilmente in Europa. Vediamo in diretta centinaia di treni muoversi attraverso i monitor, un gigantesco panopticon elettronico in cui ogni singolo elemento della circolazione dei treni è costantemente monitorato.

Esiste anche una super console di sicurezza, presidiata da un tecnico che da remoto può fermare qualunque treno di alta velocità in Italia. Alla domanda: “E chi le dice quale treno fermare?” risponde con orgoglio: “Io. Sono addestrato a seguire delle procedure che mi dicono esattamente cosa fare e quando farlo”.

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Pranzo al Passo di Ronda

Dopodiché siamo tornati a Roma Termini per il pranzo.

Nella incredibile cornice della fontana del Passo di Ronda (la fontana che vedete è sita all’ultimo piano di Roma Termini lato via Giolitti) abbiamo mangiato dell’ottimo cibo biologico della Food on the Road, il cui packaging era integralmente compostabile.

Giusto un attimo di relax prima di procedere nel nostro viaggio.

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Roma Smistamento

Roma Smistamento è come una gigantesca città ferroviaria fatta di binari, capannoni, rimesse, magazzi, sudore e frustrazione…

Roma Smistamento è un complesso dedicato alla manutenzione dei treni regionali.

Abbiamo parlato con un gruppo di tecnici che lottano quotidianamente contro l’inciviltà.

Ogni anno in questo impianto vengono spesi tremilioni di euro per riparare i danni prodotti dagli atti vandalici. Di questi tremilioni vengono spesi cinquecentomila euro solo per la rimozione dei graffiti.

Il quadro che ci hanno fatto i tecnici della manutenzione è desolante: treni che ritornano in officina dopo quindici giorni dalle riparazioni, gabinetti volutamente manomessi a forza di lattine, sedili squarciati e divelti per sport, “angoli dello studente” dedicati alla distruzione sistematica di quelli che in ultima analisi sono beni comuni.

Sono sempre stato un grande sostenitore delle varie forme di Street Art, lo sapete, ma apprendere che esistono ceffi che imbrattano i vetri del macchinista costringendolo a guidare il treno sporgendosi dal finestrino, mi sembra un po’ troppo… apprendere che per rendere indelebili le proprie opere si creano basi di catrame e pitture al quarzo mi sembra grottesco e direi pure inquietante…

Abbiamo toccato con mano il lavoro faticoso e frustrante di chi, per dirla con Philp K. Dick, quotidianamente lotta affinché l’entropia non ingoi il nostro mondo.

 

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Roma Tiburtina

Ho vissuto tutta la mia infanzia e la mia giovinezza in un condominio vicino la stazione Tiburtina. Era un luogo della mia infanzia che a modo mio amavo. Forse per questo non ero mai entrato nella nuova stazione.

Veniamo accolti dai due Project Manager che hanno sviluppato il progetto, due persone che si presentano così: “Io in questo progetto ci metto la faccia e il cuore ogni giorno.”

L’impatto visivo dell’interno è impressionante: bolle futuribili che spezzano ogni simmetria, una splendida stele di metallo che raccoglie i discorsi di Cavour su Roma Capitale e Strade Ferrate…

La cosa che più mi colpisce, mentre i Project Manager presentano la loro creatura da censosessantottomilioni di euro che ha rispettato tempi e costi (in Italia se non è un record poco ci manca), è l’attenzione sugli aspetti sociali dell’opera. Il lato che più evidenziano del loro lavoro non è quello edile/ingegneristico, ma quello di dialogo costruttivo instaurato con le comunità urbane. La ricerca di un rapporto inclusivo e sinergico con l’Altro, perché l’opera non venga vista come l’introduzione di un elemento ostile, ma come una nuova opportunità. L’aspetto che maggiormente è stato evidenziato dell’opera è la sua capacità di ricucire lo strappo antropologico rappresentato dalla ferrovia… La piastra di Roma Tiburtina si pone come un ponte di congiunzione tra il quartiere borghese del Nomentano e quello popolare di Pietralata.

Guardando l’interno della stazione, ho dovuto convenire con i due Project Manager: le Ferrovie sono una delle poche realtà che in Italia fa architettura moderna.

Roma Tiburtina può piacere o non piacere. Per me è ossigeno per la mente.

Siamo poi arrivati all’incontro con Mauro Moretti, l’Amministratore Delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiano.

Questo forse è stato il momento più stimolante dell’intera giornata.

Anche qui niente slide, niente comunicazione uno a molti, niente domande da sala stampa.

Abbiamo dialogato, parlando di ferrovie a tutto campo. I quesiti sono stati posti senza filtri, in modo semplice e diretto. Altrettanto schiettamente Moretti ha risposto alle domande, senza approccio difensivo, spiegando quali sono i problemi e quali soluzioni ha adottato rispetto a quei problemi.

Ho enormemente apprezzato il metodo adottato da Luca Conti, che ha chiesto via Twitter alla Community se avevano domande da rivolgere a Mauro Moretti.

La sensazione che mi ha trasmesso il colloquio con Moretti è quello di una enorme complessità strategica sotto i vari profili tecnici, finanziari e normativi, che impongono quotidiane scelte spesso difficili.

Quello che mi ha colpito è che nel colloquio con Moretti ho trovato una sorta di sintesi di tutte le conversazioni che avevo fatto in precedenza coi tecnici delle Ferrovie. Segno di una conoscenza profondissima dei vari comparti dell’azienda.

 

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Conclusioni

Come concludere miei esimi Ricercatori?

Viene il momento in cui all’uscita di Roma Tiburtina, Jovanz e l’Avvocato Scrofani si salutano sotto la stele di Cavour e tornano ognuno alle proprie vite.

Ognuno ne è uscito a suo modo arricchito.

Jovanz ha saziato la sua fame di innovazione, di tecnologia steampunk, di algoritmi, di reti di relazioni umane che creano valore, di lotta matta e disperata contro l’entropia…

L’Avvocato Scrofani ha conosciuto meglio il Gruppo in cui lavora, si è chiarito le idee su più cose in un giorno che in dodici anni di lavoro, ha fatto esperienza della macchina che nel suo piccolo contribuisce a far muovere ogni giorno.

Rivolgo ancora i miei complimenti agli organizzatori: Federico Fabretti, Elisabetta De Grimani e Arianna Mallus. Ci hanno fatto fare esperienza delle Ferrovie, toccando con mano i vari aspetti che incidono nell’esperienza del viaggio, ma che non vediamo mai. Spero che ripetano un’esperienza come questa: aperta, dialogante, stimolante.

L’era dei comunicati stampa è finita.

 

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