Appunti per un’ecologia di internet

ORIGINARIAMENTE PUBBLICATO SU GILDA35

Durante l’evento Web e Sostenibilità si è tenuto l’incontro dedicato ad “App Startup & Co.”, in cui ho presentato i miei appunti per un’ecologia di internet. Perché la Rete è un ecosistema prezioso e andrebbe preservata. Il racconto della giornata.

ONtro

Esimi Ricercatori come sapete, alcuni giorni addietro su invito del nostroGiuseppe Lanzi ho partecipato alla Ecomondo 2012 di Rimini con un intervento dedicato all’ecologia dell’informazione sul digitale…

E’ stata un’ottima occasione per rincontrare alcuni vecchi amici (Giuseppe Lanzi e Diego Orzalesi), finalmente conoscere dal vivo vecchie conoscenze gildesche (Alex Bianchi uno del primissimo nucleo di Ricercatori, Paolo “Spottino” Valzaina e Beppe Cataudo) confrontarmi con personalità della rete del calibro di Marco Zamperini e Miriam Bertoli, nonché fare la conoscenza di tante persone che quotidianamente cercano di conciliare ecologia e digitale.

In Viaggio riepilogando le idee…

Ovviamente la partenza è stata rocambolesca come al solito, col sottoscritto che si precipita dall’ufficio direttamente sui binari di Roma Termini con la testa che ancora ronza di entrate merci, OdA, rilasci, riscontri, validazioni…

Il tutto è ben attestato da questa esplicativa foto che mi ritrae mezzo intirizzito, immerso in prospettive degne di un romanzo futurista con binari in lega d’acciaio e pensiline protese verso magnifiche sorti progressive…

Una cena luculliana…

Dopo quadrature di appuntamento via cellulare, Twitter, mail e financo corvi del Trono di Spade, ho raggiunto il ristorante Sol y Mar di Riccione per una luculliana e splendida cena di pesce offerta dal buon Giuseppe Lanzi.

Inutile dire che è stata una delle migliori cene di pesce della mia vita, ma quando si gironzola con Giuseppe Lanzi la qualità di cibo e vino è sempre sopraffina.

La cena è stata molto interessante con mini reiunion gildesca tra me, Orzalesi e Bianchi e gustosa chiacchierata con Miriam Bertoli, Marco Zamperini, Andrea Di Stefano e Santiago A. Mazza… Sulle tante conversazioni ha tenuto decisamente banco il racconto della campagna virale “Todos por un pelo“, un piccolo capolavoro di advertising surrealsta di Zamperini/Mazza.

Detto per inciso, durante la cena la conversazione, era così rapsodica, iperbolica e frammentaria che mi chiedevo come avrebbe fatto Miriam Bertoli a moderare un pannel che si preannunciava decisamente impegnativo.

Insomma miei esimi se vi capita di passare dalle parti di Riccione mi permetto di suggerivi un passaggio in questo delizioso ristorante… che mi ha indotto a fantasticare di chiudere col dadaismo, aprire un Foodblog e iniziare a scroccare pranzi, cene e colazioni… neanche il mondo patinato del fashion blogging era riuscito a fare tanto…

Verso Ecomondo…

Così il mattino dopo mi sono svegliato ben rifocillato e pronto per affrontare col dovuto entusiasmo la giornata… non immaginando che durante la colazione dei campioni Giuseppe Lanzi mi avrebbe consegnato un pass significativamente denominato “VIP card“…

Ovviamente la mia testolina ha subito una congestione e sono corso in bagno ad immortalarmi davanti allo specchio (utilizzando la fotocamera posteriore in spregio alle mie stesse regole sull’autoscatto VIP) con in mano smartphone e VIP card… sfumando il tutto con un bell’effetto sgranato anni ’70 di Instagram (non capirò mai perché ci siamo convinti che sia trendy utilizzare fotocamere con millemila megapixel per fare foto a bassa risoluzione)… ovviamente avendo cura di “rivoltare” l’immagine perché si leggesse bene VIP card…

Oh, dopotutto dai flame indegni che leggo in giro, pare che tutto fa curriculum oggigiorno…

Non ero mai stato alla Fiera di Rimini, che distava pochi metri dall’hotel. Sarà che durante il viaggio in treno mi ero trastullato con uno splendido articolo sulla Fisica di Cthulhu, consigliatomi da Luca Sognatore, ma i Quattro Piloni dell’Apocalisse della Fiera di Rimini mi suscitarono qualche fantasticheria non euclidea…

App Startup & Co.

Arriviamo così al cuore del mio intervento, che è tutto racchiuso nelle slide sottostanti.

In estrema sintesi ho ripreso le tematiche sul c.d. “Lato Oscuro della Rete“, affrontandole da un punto di vista “ecologico“:

  • Se come ripete spesso l’amico A. Giovanni Vitaleinternet è un ecosistema” formato da informazioni prodotte, veicolate e ibridate da umani e macchine ne discende che dovremmo per quando possibile tutelarlo e proteggerlo come qualunque altro ecosistema, garantendone biodiversità e purezza.
  • Su internet un simile approccio comporta la necessità di considerare con molta azione il peso delle nostre azioni, valutandone l’impatto ambientale. Se l’ecosistema in cui siamo immersi è un ecosistema di brand commerciali e personali in competizione tra loro (vi invito a fare iltest di tossicità), diviene fondamentale garantire modalità comunicative “equilibrate“.
  • Essendo l’uomo un mammifero che tende gioco forza a marcare il territorio con l’inquinamento ambientale e psicologico, per cui modificare la sfera dell’immaginario altrui è istintivo, come per i salmoni risalire la corrente, è essenziale innescare processi di maggiore consapevolezza… a meno di volerci risvegliare in un futuro neppure troppo remoto in cui la distinzione tra vero/verosimile/falso sia completamente ingoiata da un Sogno Totalizzante, da cui sarà impossibile svegliarsi.
  • Doverosamente dobbiamo tener presente che nell’iceberg digitale impazza quella particolare modalità di creazione di contenuti nota come “mitopoiesi“, pertanto sia e informazioni, sia le scorie di “comunicazione tossica” si sedimentano e si stratificano con esisti spesso imprevisti e sconcertanti.
  • Ovviamente ho fatto alcuni esempi di modalità negative di inquinamento digitale: in primis il livello di annientamento psicologico delle giovani generazioni evidenziato dal raid di #Baldforbieber di 4chan e il triste caso Amanda Todd, in secondo luogo evidenziando l’uso sapiente fatto da Greenpeace con Artic Ready del livello di tossicità mentale del pubblico.

Per le slide devo rivolgere una menzione d’onore a Beppe Cataudo che con maestria e sangue freddo riusciva a compatibilizzare con un barbatrucco via iPad un Power Point, che non voleva saperne di girare sul computer Apple connsso al proiettore… Eroe del cyber dadaismo.

Di seguito vi riporto un divertente storify dell’evento, per il quale devo rivolgere i complimenti sopratutto a Miriam Bertoli che ha tenuto saldamente le redini dell’incontro, riuscendo anche a fornire un filo conduttore ai vari interventi, che spaziavano dalla contro-cultura digitale alle start up… e al grande Marco Zamperini che riuscirebbe a ipnotizzarmi anche mentre legge gli ingredienti di una scatola di Kellog’s.

Insomma un evento bello e ricco pieno di spunti interessanti per un’ecologia dei nostri comportamenti in Rete e dal “vivo” (anche se per me la distinzione è sempre più labile)…

Titoli di coda…

Come concludere miei esimi Ricercatori?

Mi sono goduto parte del viaggio di ritorno con Marco Zamperini, che mi ha deliziato con gustosi aneddoti sulla Storia del Digitale in Italia e sulle origini di Facebook, al cui a confronto “The Social Network” di David Fincher è “Happy Days“… Ed ho così chiuso in bellezza una giornata che ricorderò… Se i Grandi sono Grandi un motivo c’è.

Insomma miei esimi Ricercatori vi lascio con questo mirabolante nonSPOT surrealista, che ormai continua a ronzarmi per la testa…

E conlcudo con un doveroso ringraziamento a Giuseppe Lanzi e a tutta l’organizzazione di Assoscai.

Il video completo dell’evento

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