Il lavoro al tempo di Masterchef – L’aggregato

Ogni giovedì mi siedo in poltrona con la famiglia a guardare quella grande sagra carnascialesca di Masterchef.

Siamo appassionati di cucina (anche i piccoli) e ci diverte commentare preparazioni e intingoli vari…

Il problema è che passo ormai metà puntata a spiegare ai miei figli che mai per nessuna cosa al mondo dovranno mai comportarsi come i tre giudici che incarnano l’archetipo del “Capo Mentecatto”.

Che anche se ti senti arrivato non sei in diritto di brutalizzare chi è meno bravo di te… che i gesti di violenza manifesta (lanciare piatti, sputare pietanze, urlare a squarciagola) o più sottile (disorientare i concorrenti) alla lunga sono squalificanti e in ogni caso inaccettabili…

Ma soprattutto gli spiego che a costo di mangiare pane e cipolle non dovranno mai accettare di essere trattati come delle merde, per lavorare da persone complessate e psicopatiche. Perché la dignità non ha prezzo.

Insomma grazie all’ignoranza dei tre giudici ho l’occasione di una bella ora di educazione civica…

viaIl lavoro al tempo di Masterchef – L’aggregato.

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