La monotonia di Elio e le Storie Tese – L’aggregato

Elio
Elio (Photo credit: Maurizio Montanaro™ – )

Ieri ho assistito alla tanto attesa esibizione di Elio a Sanremo.

Sulla prima canzone dedicata al rapporto tra fede e onanismo (“Dannati Forever”) ritengo inutile esprimermi più di tanto. Un riempitivo che è stato solo l’occasione per travestirsi da chierichetti e far gridare alla genialata (vista anche la fortunata congiuntura con le dimissioni papali).

Ciò che ho trovato realmente indigesto è stata la “Canzone Mononota”, su cui chiaramente si erano concentrate le energie creative e le aspettative della band…

Seguo gli Elio e le Storie Tese dal loro primo album, quindi non posso essere accusato di antipatie verso la band…

Ma dobbiamo dircelo: i tempi della beffa d’artista della “Terra dei Cachi” sono lontanissimi. Il nuovo brano sanremese è di chiara ispirazione zappiana, sfacciatamente studiato per far gridare al “genio” il critico musicale di turno e il codazzo di starnazzanti pseudo-alternativi di contorno.

Brano troppo ammiccante alle cricche delle redazioni musicali, reazionario e imbarazzante nella sua evidente aspirazione ad essere la “canzone intelligente maschetata da canzone stupida”, privo di passione e di sorprese.

Troppe edizioni di X-Factor hanno evidentemente lasciato il segno.

Speriamo in qualche sabotaggio mediatico nelle prossime esibizioni…

viaLa monotonia di Elio e le Storie Tese – L’aggregato.

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