Il declino del VIP Digitale – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

via Il declino del VIP Digitale – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet.

Se il 2011 è stato l’anno i cui i VIP sono calati in massa sui Social Network a far bella mostra di sé, il 2013 sembra l’anno che in qualche modo certifica il loro lento inesorabile scivolare negli abissi del Katzing Assoluto. Erano venuti per cambiare i Social Media e i Social Media li stanno cambiando.

Questo strano concetto di popolarità
Da sempre sostengo che un uso dissennato dei Social Network, laddove non si incardini in un discorso culturale più ampio, può incidere molto negativamente nella costruzione della nostra identità.

Va da sé, esimi Ricercatori, che uno dei momenti potenzialmente più nefasto, in cui può esplicitarsi la nostra personalità, è proprio quell’essere-con-gli-altri-non-comunicando-con-gli-altri rappresentato dalla ricerca della “popolarità” a tutti i costi.

“Popolarità” e tecnologia sono due concetti saldamente connessi.

I sovrani iniziarono a menarsela su quanto erano bravi a uccidere i propri nemici, stuprarne le mogli e scaraventarne i figli dalle mura, non appena inventati i caratteri cuneiformi. Lasciando dietro di sé una eco che dura nei millenni.

Appena Gutenberg inventò la stampa, ogni leader religioso iniziò a stampare proprie versioni dei vangeli da usare per fomentare guerre di religione. Lasciando dietro di sé una eco che dura nei secoli.

Non appena messo in piedi il primo baracchino radio, dittatori di mezzo mondo utilizzarono il nuovo media per indottrinare enormi masse, scaraventarle in una versione allucinata della realtà e renderle anestetizzate ad ogni atrocità commessa in nome del Capo. Lasciando dietro di sé una eco che dura nei decenni.

Affermatosi il cinema, fu possibile per i Leader di tutto il mondo riscrivere a proprio piacimento il passato, regalandosi narrazioni, capaci di sovrapporsi alla Storia fino ad inghiottirla. Lasciando dietro di sé una eco che dura negli anni.

Inventata la televisione invece le cose iniziarono a cambiare un po’… Come tante scimmiette ci si accalcò davanti alle telecamere, cercando dapprima una eco che duri qualche stagione… poi mano, a mano accontentandosi di quarti d’ora di celebrità.

Infine arrivarono i Social Network… eterni come i caratteri cuneiformi, riscrivibili a piacimento, persuasivi come la Radio, spettacolari come la Televisione.

Lo scopo della Popolarità è sempre lo stesso: rendere gli altri oggetti da immolare al proprio ego, per donargli un pizzico di terrena immortalità. Perché se non si sa fare nulla di costruttivo, per lasciare dietro di sé una scia positiva, l’unico rifugio è la Popolarità.

Peccato che i nuovi media, che integrano tutti i precedenti, hanno una caratteristica: inducono a dissolversi.

Il cupio dissolvi di Morgan
Il primo esempio che mi viene in mente è quello di Morgan, di cui qualche giorno addietro ho raccontato il triste declino accelerato dal tremendo (meta)Televisore, che tra i suoi ingranaggi digitali tutto trita incessantemente.

Morgan è uno che col proprio talento avrebbe potuto godere di larga e imperitura fama, corredata una vita ricca di agi e di successi.

Purtroppo Morgan è uno di quei soggetti che hanno due caratteristiche terribili:

riesce ad amare solo soubrette, giornaliste, musiciste eternamente connesse al Tritacarne Mediatico, la cui vita è eterna narrazione e il flame arte sopraffina;
qualunque cosa fa, riesce a scatenare discussioni in Rete e offline.
Morgan emoziona, perché ha sapientemente reso la sua vita una sorta di permanente rappresentazione, circondandosi di comprimari molto adatti allo scopo.

Peccato che il copione è tragico.

E’ curioso e terribile rivedere in Morgan un percorso comune a molti aspiranti alla popolarità povera dei Social Network. Una forsennata ed esibizionistica ricerca di visibilità, in cui affannosamente si intasa il web di ogni tossica suggestione sulla propria vita. Salvo poi venire distrutti da questo processo, perché il web, come la vita, è pieno zeppo di “Leoni, Tigri e Orsi”, che gironzolano cercando chi divorare.

Purtroppo intasare il web di sé è un processo a senso unico e spesso il silenzio e l’oblio necessari per riprendersi sono preclusi se ci si è spinti troppo in là.
La decostruzione digitale di Morgan | Data Manager Online

La popolarità ai tempi di internet è molto difficile da gestire. La storia dei problemi di salute e sentimentali di Marco Castoldi, in arte Morgan, è esemplare di come, purtroppo sempre più spe…

http://www.datamanager.it/news/la-decostruzione-digitale-di-morgan-46154.html
Stefano Chiarazzo e i fake follower di Facchinetti
L’altro caso esemplare me l’ha fatto venire in mente Stefano Chiarazzo qualche giorno addietro, quando mi ha lanciato un gildogramma sul caso dei fake follower di Facchinetti.

Come sapete l’onanistica ricerca di visibilità rappresentata dall’acquisto difake follower ha da sempre suscitato grande ilarità nella nostra Community, che spesso è additata (troppo generosamente) come la prima ad aver scoperto il fenomeno.

Recentemente il buon Stefano Chiarazzo ha scritto un simpatico Manuale per VIP, per aiutarli a gestire la propria presenza online con un aplomb meno simile a quello di scimmiette che fanno sconcezze di fronte ad un palco di debosciati.
Manuale per Vip su Twitter. Guida utile e ironica per celebrità e non! – Pubblico Delirio

Con viva e vibrante soddisfassione vi annuncio che è online il mio primo libro: “Manuale per Vip su Twitter” ! Nell’e-book, edito da 40k unofficial , ho raccolto numeri e curiosità di un anno e …

http://www.pubblicodelirio.it/2013/04/15/manuale-per-vip-su-twitter-guida-utile-e-ironica-per-celebrita-e-non/
Mentre col buon Stefano rievocavamo tante zingarate ai danni delle povere celebrità che ci valsero a suo tempo il nomignolo di Killer di Twitstar, mi raccontava questa gustosa vicenda, che aveva da poco descritto nel su blog…

E allora gli chiedevo di raccontare a nostro uso e consumo uno dei casi di “spompamento” digitale più epocale di sempre… Poiché, come sapete, “the fake is a lie”, i fake follower come arrivano, così se ne vanno.
Acquisto di follower su Twitter. Il dubbio cala su Francesco Facchinetti – Pubblico Delirio

Quando mi capita di discutere in rete dell’ acquisto di follower da parte dei personaggi famosi la reazione più comune é ” ma ancora ti stupisci? dai, ormai chi é che non li compra?”. In effetti…

http://www.pubblicodelirio.it/2012/10/16/acquisto-di-follower-su-twitter-francesco-facchinetti/
Il Gildogramma di Stefano Chiarazzo
Era il 7 marzo e Francesco Facchinetti festeggiava così l’ormai prossimo traguardo dei 700.000 follower.

Siete quasi in 700 mila a seguirmi, LA FEBBRE SALE:-)!

— FrancescoFacchinetti (@frafacchinetti) 07 marzo 2013
Più di due settimane dopo condivideva con la sua “ciurma” (così chiama i suoi fan) la preoccupazione della nonna.
Mia nonna: “quante persone ti seguono su @twitter?”; io: “630 mila”; lei: “ma dove li metti tutti? Non ci stanno in casa!”.

— FrancescoFacchinetti (@frafacchinetti) 25 marzo 2013
Avete notato? I follower anzichè crescere sono diminuiti. E il tracollo è continuato. Mentre scrivo il contatore del Capitano è sceso sotto quota 467.000.
L’inizio di 2013 è stato da mal di mare: Febbraio +93.000, Marzo +60.000, Aprile: -203.000. In pratica casa sua come si è riempita si è anche svuotata!
Il saliscendi è confermato anche dal grafico di Twittercounter.
Già a settembre, dopo una repentina crescita, Facchinetti si era trovato a perdere 14.000 follower. Un disastro, ma di proporzioni molto più ridotte.

Non sono un grande fan della sua strategia di engagement. Nel mio libro l’ho definito un “competitivo”. Come si può vedere dai tweet sopra sembra infatti ossessionato dal numero di follower. Inoltre twitta in modo molto autoreferenziale. Per generare menzioni e retweet fa domande tipo “meglio Playstation o Wii?” o “cosa c’è di bello stasera in TV”, ma impegna la maggior parte della TL per promuovere il suo disco o programma radiofonico.
Nonostante questo, un’improvvisa presa di coscienza con successivo ammutinamento in massa della suddetta ciurma mi sembra poco plausibile. E allora? Bug di Twitter? Acquisto di follower non rinnovati per tempo?
Spero non sia la seconda, perché su Twitter personaggi così popolari non dovrebbero certo avere bisogno di “doping”. Basterebbe regalare ai propri fan tweet interessanti, coinvolgenti e esclusivi. Proprio come questo qui sotto… O anche no!

Disse la vacca al mulo?

— FrancescoFacchinetti (@frafacchinetti) 21 aprile 2013
Tirando le somme
Insomma, esimi Ricercatori, il VIP Digitale sembra avere dei tempi di scadenza, persino più brevi di quelli rapidissimi dell’analogico VIP televisivo.

Il problema principale, a mio avviso, è bene espresso nei due esempi che ho riportato.

Da un lato Morgan sembra comportarsi secondo il classico copione da “Attention Whore”. In una spasmodica ricerca di “reazioni”, continua a immettere sempre più materiale, fino a rendere la propria vita una sorta di continuo allucinato svolgersi di eventi in cui le barriere tra rappresentazione e reale crollano. E come nei copioni più nefasti alla fine tutti cooperano per realizzare un finale distruttivo.

Dall’altro Facchinetti Jr. sembra replicare i classici cliché dei venditori di fumo digitali. E’ una dinamica classica degli influencer truffaldini: continuare a “pompare” i propri account, in una sorta di pubblicità ingannevole per il cliente meno accorto. Il risultato sono questi “pupazzoni” digitali pieni di follower, con un “tasso di interazione” ridicolo. Da mesi non utilizzo più twittercounter e faker su account di “comunicatori digitali” (professionisti e dilettanti), lo spettacolo è troppo desolante.

Sono episodi che farebbero sorridere, se non fosse che ci troviamo di fronte a fenomeni che sono il motore di parte dell’economia digitale contemporanea. La compravendita di fake follower è ormai un mercato consolidato a parecchi zeri. Il gossip autoprodotto dai VIP sui social e ridondato dai mass medi tradizionali, ormai è una vera e propria “industria culturale”.

E più guardo questi VIP, più la loro vita invece di sembrarmi piena, mi sembra come lo svuotamento di Jim Carrey in “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”…

Splendidi esempi di come tanto affannarsi conduca ad un solo scopo… collassare svuotati di tempo, energie, denaro e vita… chiedendosi: “Che Katzing è stato?”

E’ la Popolarità Digitale, bellezza.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...