O così, o stakeholder

Oggi il buon Riccardo Scandellari mi ha segnalato questa chicca…

Sul sito della Pomì (la passata di pomodoro) hanno lanciato questo mitico messaggio:

I recenti scandali di carattere etico/ambientale che coinvolgo produttori ed operatori nel mondo dell’industria conserviera stanno muovendo l’opinione pubblica, generando disorientamento nei consumatori verso questa categoria merceologica.

Il Consorzio Casalasco del Pomodoro e il brand Pomì sono da sempre contrari e totalmente estranei a pratiche simili, privilegiando una comunicazione chiara e diretta con il consumatore. Per questo motivo l’azienda comunicherà sui principali quotidiani nazionali e locali, ribadendo i suoi valori e la sua posizione in questa vicenda.

Si tratta di un atto dovuto non soltanto nei confronti dei consumatori, ma anche nel rispetto delle aziende agricole socie, del personale dipendente e di tuti gli stakeholders che da sempre collaborano per ottenere la massima qualità nel rispetto delle persone e dell’ambiente.

[Tratto da “Pomì Italia“]

Segue una significativa mappa sulle zone di produzione della passata, tutte rigorosamente al di sopra della Linea Gotica.

pomi

Al di là della bontà della campagna, su cui da buon Terrone non mi esprimo, mi ha colpito l’uso del termine “stakeholders“… Incappai in questo termine durante la lettura del libro “Gomorra” di Roberto Saviano, era citato in quel significativo capitolo, che ha sensibilizzato il grande pubblico sul tema delle Ecomafie…

I veri artefici della mediazione però sono gli stakeholder. Sono loro i veri geni criminali dell’imprenditoria dello smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi. In questo territorio, tra Napoli, Salerno e Caserta si foggiano i migliori stakeholder d’Italia. Per stakeholder si intende – nel gergo aziendale – quelle figure d’impresa che sono coinvolte nel progetto economico e che con la loro attività sono direttamente, o indirettamente, in grado di influenzarne gli esiti.
Gli stakeholder dei rifiuti tossici erano ormai divenuti un vero e proprio ceto dirigente. E non era raro sentirmi dire nei periodi di marcescente disoccupazione della mia vita: «Sei laureato, le competenze ce le hai, perché non ti metti a fare lo stake?».

[Tratto da Roberto Saviano, Gomorra, Mondadori, 2006, p. 169]

E’ un cortocircuito strano e a suo modo meraviglioso.

La mente dei copywriter è un abisso.

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