#Facciamolagenda e facciamola semplice

Venerdì 11.04.2014 si è svolto presso la Sala Mappamondo di Montecitorio il primo Barcamp organizzato dalla Camera dei Deputati. Scopo dell’iniziativa era quello di avviare un dialogo tra il mondo delle Istituzioni e l’ecosistema di operatori del digitale, per raccogliere proposte e iniziative finalizzate al miglioramento della posizione dell’Italia negli indicatori dell’Agenda Digitale Europea.

L’iniziativa ha visto tra i promotori Anna Masera, approdata al ruolo di Capo Ufficio Stampa della Camera dei Deputati, dopo un’attività di giornalista molto attenta ai fenomeni dei new media, e l’On. Stefano Quintarelli, uno dei volti storici dell’informatica italiana, recentemente approdato alla vita politica.

Quando Anna mi ha invitato non me lo sono fatto ripetere due volte: la cattedrale della formalità, Montecitorio, che ospita una non-conferenza informale come un barcamp. Ero dannatamente curioso di vedere cosa ne sarebbe scaturito.

Ovviamente sono riuscito nell’arco di sei minuti netti a farmi riprendere dai Commessi della Camera per essermi tolto la giacca e per essermi gettato in una dissennata gara di selfie con gli amici presenti (Emanuela Zaccone che fotografava l’impossibile, Davide Bennato e Alessio Jacona che si lanciavano in sublimi dibattiti che mi mangio le mani per non aver registrato, Peppe Sirchia e Alessio Biancalanagiovani programmatori” costretti tra enormi sofferenze a indossare giacche, Stefano Chiarazzo  che neanche arriva  e viene intervistato sull’evento e tanti altri).

Normalmente trovo i momenti in cui “le Istruzioni si aprono alla Società Civile” di una artificiosità e tediosità pazzesche. Invece devo dire che il Barcamp si è fatto seguire tutto e senza cali di attenzione.

La sessione cui ero più interessato era ovviamente quella dedicata alla Pubblica Amministrazione ed ha presentato alcuni di spunti, a mio avviso, meritevoli di profonda attenzione:

  • Service Design: il punto è stato trattato con competenza da Alessandro Nasini, grande esperto del tema, e l’ho trovato pienamente condivisibile (per le slide v. http://goo.gl/MmFrK0). Il problema principale non è rappresentato dall’assenza di offerta di servizi digitali da parte della Pubblica Amministrazione. L’offerta c’è ed è abbondante. Purtroppo parliamo di servizi online non pensati per utenti umani, o forse progettati per ingegneri con la passione della navigazione attraverso assurde procedure degne di un romanzo di Kafka. Ridefinire il rapporto tra Pubblica Amministrazione e Cittadino online passa per l’interfaccia utente.
  • Informatizzazione di Avvocati, Notai e Commercialisti: altro tema a me caro, per ovvie ragioni lavorative, è quello del rapporto tra servizi online e le libere professioni, spesso viste come elementi di conservazione nei processi di innovazione. Mi associo alle critiche sulla necessità di uno svecchiamento della categoria, tuttavia, se non la si dota di strumenti agili, è naturale che esprima resistenze.
  • Superamento della PEC: finalmente ci si inizia a porre il tema del superamento di un meccanismo totalmente astruso per l’utente comune come la Posta Elettronica Certificata, in favore del ricorso alla mail ordinaria per la comunicazione con la Pubblica Amministrazione.
  • Formazione didattica: ho molto apprezzato l’intervento di una Mentor di Coderdojo, una bella iniziativa di volontariato per insegnare ai più piccoli a programmare.

Devo dire che una volta tanto sono uscito contento da uno di questi convegni. Perché in estrema sintesi tutti hanno espresso la necessità che la presenza online della Pubblica Amministrazione sia improntata dal principio di etica hacker del KISS: Keep It Simple Stupid. Non c’è bisogno di superprocessori, c’è bisogno di piccoli strumenti accessibili a chiunque, che rendano più semplice il nostro rapporto con le Istituzioni.

L’evento a livello di partecipazione è stato certamente un successo, con un ottimo flusso informativo sviluppato soprattutto su Twitter. Il desiderio della Presidente della Camera, on. Laura Boldrini di ripetere la manifestazione ogni tre mesi è certamente un prezioso segnale di attenzione. Quello che però a mio avviso è vitale è che alle tante proposte segua una qualche forma di feedback di ritorno da parte delle Istituzioni. Il nostro è un Paese pieno di ottime idee, ma non sappiamo coltivarle. Spero che alla raccolta di idee segua il loro sviluppo.

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