Riccardo Scandellari “Fai di te stesso un brand” – La Recensione

Il libro di Riccardo Scandellari Fai di te stesso un brand è stato il tema che in modo più o meno palese ha tenuto banco nelle conversazioni tra operatori del digitale in questi mesi.

Se c’è un concetto che ho detestato per anni è quello di Personal Brand, per parecchio tempo l’ho interpretato secondo una felice intuizione di Tomaso Ledda come “L’arte di vendere se stessi come se fossi un detersivo”.

Pertanto è un tema dal quale negli anni mi sono tenuto ben alla larga…. Anzi a dirla tutta, quando un anno addietro ho iniziato a vedere che “Giovanni Scrofani” stava diventando un brand, ho letteralmente staccato la spina a questo ingombrante alter ego virtuale.

Così ho accolto come una bella sfida intellettuale la cortesia rivoltami dal gentilissimo Riccardo, quando ha ricambiato l’appropriazione di un mia lunga citazione sulle disfunzioni da misuratori di popolarità digitale con una gradita copia elettronica del libro.

Peraltro, poiché mi son trovato coinvolto in qualche decina di conversazioni con entusiasti sostenitori e acerrimi detrattori del libro, mi sembra opportuno fare un piccolo abbozzo di recensione.Innanzitutto mi rendo conto che tante controverse interpretazioni dell’opera nascono dalla sua mancata o disattenta lettura, quindi il libro va correttamente inquadrato.

Siamo di fronte a un discreto esempio di letteratura d’impresa.

E’ uno di quei casi in cui un professionista mette a disposizione del pubblico l’esperienza che ha maturato nel settore coi contributi di propri colleghi e partner a vario titolo coinvolti nella propria esperienza professionale. Il libro pertanto ha una natura bivalente: funge sia da testo di saggistica di settore, che da vetrina della professionalità dell’autore. Ciò detto non comprendo dove sia lo scandalo suscitato in alcuni da un’opera onestamente strutturata in modo siffatto.

Il testo, infatti, non pretende di essere né una sorta di “Bibbia dei Socialmedia per gente superintelligente e sovracculturata che a voi altri non vi vede proprio”, né un trattato su “Come diventare divinità dell’internet in 12 passi ed essere più ricchi di Zio Paperone”.

Il libro di Scandellari è semplicemente una onesta raccolta di “dritte” su come approcciare il mondo dei social media e l’attività di blogger. Penso che chiunque muova i primi passi nella scena digitale possa trovarvi parecchie informazioni utili, che altrimenti dovrebbe cercare per mari e per monti. Non c’è nulla che non sia stato già detto altrove, ma qui è finalmente proposto in modo sistematico, chiaro e accessibile. Costa molto meno di un master sui social media e contiene grosso modo le stesse informazioni della maggior parte di essi…

Il tono è leggero, colloquiale, quasi umile, il che rende la lettura estremamente fruibile.Sul piano dei contenuti emerge solo una apparente contraddizione concettuale, in buona sostanza si ripete di continuo: “sii te stesso”, ma anche “oh però mi raccomando sii tremendamente buono, gentile, affabile, educato, carino, leggero…” Il che tradotto in soldoni lascia intendere che se “te stesso” è uno “stronzo” è meglio che lasciar perdere con le professioni legate ai social media (non è detto espressamente ma è un’idea che mi trova parecchio concorde).

Il quadro delle nuove professioni legate al digitale, che emerge dal libro, per uno che come me ha fatto per anni con Gilda35 “satira dadaista del professionismo di internet”, è quello di un mondo di attività estremamente faticose: le domande nei gruppi per accreditarsi, il monitoraggio coi tool social della propria reputazione online, il cercare di costruire un grafo di legami deboli articolato ma molto profilato verso i propri obiettivi, la scrittura quasi quotidiana, la ricerca continua di argomenti… Insomma ne emerge con chiarezza il quadro di una professionalità complessa e frastagliata, non più qualificabile come “il socialcoso che gioca coi socialnetwork”.

Concludendo:

  • Per chi si avvicina al mondo dei social media: è il libro che avrei voluto comprare quando mi sono affacciato in questo mondo. Mi avrebbe risparmiato parecchie ore di ricerche online. Ovvio leggetelo in modo critico perché alcuni passaggi invitano a eccessiva gentilezza (ma il vero Riccardo è proprio così di persona).
  • Per i critici del personal brand: è un’ottima occasione per comprendere certe dinamiche professionali e quanto lavoro quotidiano c’è dietro… ma anche per rinforzare volendo le vostre convinzioni su quanto sia artefatto un certo ambiente. Francamente a me ha restituito piuttosto la percezione di duro e onesto lavoro.
  • Per i super-detrattori: se siete già i superfighi dell’internet non capisco cosa andate ancora cercando nella manualistica sul personal brand. Ritrovate voi stessi e leggete poesia araba del XII° secolo.
  • Per i super-entusiasti: se siete già i superfighi dell’internet non capisco in cosa il libro vi abbia folgorato sulla via di Damasco. Vi conosco bene e già praticate quelle tecniche da tempo immemore.
  • Per tutti: è una delle poche cose sui social media che si fa leggere fino in fondo. Pregio notevolissimo.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...