Rudy Bandiera “Rischi e Opportunità del Web 3.0” – La Recensione

A forza di finire citato nella saggistica sui social media e di ricevere copie omaggio, mi avvio a svolgere una promettente attività di recensore. Se continua così non mi mancherà mai materiale da leggere.

Quest’oggi tocca a Rudy Bandiera e il suo Rischi e Opportunità del Web 3.0 e delle tecnologie che lo compongono.

L’opera si inquadra nel filone della c.d. “futurologia”, un genere di saggistica che si sforza con piglio più o meno scientifico di predire le future evoluzioni sociali e tecnologiche.

Sebbene in Italia non abbia mai goduto di particolare attenzione, fu proprio il Club di Roma nel 1973 a cercare di elevare al rango di scienza questa particolare attività. Oggigiorno, soprattutto all’estero, la futurologia è divenuta vera e propria attività consulenziale incentrata sulla “Trend analysis and forecasting”. Ovviamente è interesse delle grandi multinazionali comprendere le evoluzioni dei mercati, anticipando i propri concorrenti. In certi mercati particolarmente competitivi spesso l’individuazione delle tendenze emergenti, o potenziali conta molto di più della padronanza dei grandi trend in atto.

Il libro del buon Rudy si inserisce in questo filone. Siamo di fronte a un testo di “letteratura di impresa”, in cui il noto blogger cerca di accreditarsi, col consueto approccio leggero e colloquiale, come analista delle nuove tendenze in tema di web 3.0, realtà aumentata, web semantico, smart city, internet delle cose, domotica, intelligenza artificiale, ecc…

Devo ammettere che il libro mi è piaciuto a metà.

Il lato indubbiamente positivo è quello della scrittura. Rudy è un ottimo comunicatore, che riesce a tenere sempre desta l’attenzione del lettore anche quando si affrontano temi complessi. La scrittura è scorrevole e impreziosita da parecchi riferimenti letterari e cinematografici, che aiutano molto il lettore a “visualizzare” i concetti espressi nel libro. Seguendo una fortunata tendenza in atto nell’attuale saggistica dei social media il testo vede una serie di contributi, tutti di buon livello, scritti da alcuni operatori dei social media molto affermati (tra i tanti Claudio Gagliardini, Matteo Bianconi, Fabio Lalli, Davide Licordari,  Maurizio Galluzzo).

Ciò che invece non funziona è la struttura del libro. In pratica prima di arrivare al tema portante dell’opera, il Web 3.0, si devono scorrere quasi i tre quarti del libro. Una premessa ingombrante, che alla fine relega alle pagine finali i concetti maggiormente interessanti del libro, comprimendone eccessivamente la trattazione. Inoltre il voluto mancato coordinamento dei contributi degli altri autori, sebbene fornisca freschezza al libro, comporta alcune ridondanze (OK abbiamo capito che nel prossimo futuro il frigorifero parerà col supermercato, non c‘è bisogno di ripeterlo ogni dieci pagine) e alcuni scollamenti sistemici. Alla fine si butta tanta carne anche di buona qualità al fuoco, ma il piatto principale resta un po’ povero. Inoltre la bibliografia è un po’ scarna (da buon Wikipediano mi scatta il “citazione richiesta” ogni tre per due, è più forte di me).

Concludendo:

  • Per chi vuole un approccio light alla futurologia: Penso che Rudy sia uno dei migliori comunicatori in circolazione. Il libro fornisce una bella panoramica sulle tendenze in atto. Piuttosto che un testo specialistico sul Web 3.0 è una buona esposizione su tanti temi piccoli e grandi con cui ci confronteremo nel prossimo futuro.
  • Per chi vuole un approccio duro e puro alla futurologia: mi spiace ma non ci sono infinite tabelle, grafici, estrapolazioni e quelle bibliografie che vi tolgono la salute, ma che amate moltissimo.
  • Per i fan di Rudy: L’avete già comprato, perché leggete le recensioni a posteriori?
  • Per le Magnifiche: il libro (stranamente considerata la passione di Rudy) non dedica neppure un paragrafo a voi maggiorate. Segno che nel Web 3.0 vincerà un modello di ragazza più filiforme?
  • Per le MILF: siete doverosamente ringraziate. Non vi dimentica mai.
  • Per i degustatori di ciccioli e frizzoro: potete dormire sonni tranquilli, grazie al Web 3.0 nei vostri frigoriferi parlanti coi supermercati non mancheranno mai.

 

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