Breaking Katzing

Quello che segue è l’abstract di una nuova serie televisiva che mi propongo di sottoporre alla HBO, il suo nome provvisorio è “Breaking Katzing” e credo che bisserà decisamente il successo di “Breaking Bad”.

C’è questo Socialcoso, il protagonista, che trascorre mansueto la sua giornata 18 ore al giorno a postare notizie, foto di maggiorate, video blog, scrivere libri, girare per conferenze, alzare qualche flame e fare tutta quella roba lì che fanno i Socialcosi, per pagare le bollette e il mutuo.

In un giorno particolarmente sfortunato il nostro eroe, che chiameremo Barry Bandenberg, subisce una serie di disgraziati accadimenti, che segneranno per sempre la sua vita. Si sveglia e scopre di aver terminato le capsule della Nespresso, che gli erano state dato in omaggio con la sua Pixie De’ Longhi…  la sua auto, una fantastica Trabant postsovietica, è stata travolta da un tir guidato da una banda di iZingari strafatti di post smaramellati sull’uso di Google Plus… la sua bicicletta, una splendida Bianchi è stata ridotta un rottame da una banda di bimbominkia, che hanno filmato tutto su Youtube in una puntata di una web serie chiamata “Come ti spacco la vita con un click”

Segue un primo piano molto intenso, in cui sulla faccia del nostro Barry campeggia una gamma di sentimenti assolutamente spaventosa.

Il povero Barry stava per partire alla volta del “Socialmedia Raduno per gli Influencer più Fighi d’Italia che se parli lì cinque minuti sei il re dell’internet da Monfalcone ai Sassi di Matera” (di seguito per brevità il “Socialmedia Raduno”). Doveva fare da Relatore al Socialmedia Raduno. Dare una svolta alla propria vita (svolta nel senso dei Socialcosi, ossia qualcosa che dura 5 giorni).

Barry piange, poi una risolutezza nuova appare nel suo sguardo. Ha deciso: metterà a frutto le tecniche che ha utilizzato per anni, per arricchire i grossi brand e pompare il klout di starlette dalla dubbia reputazione e politici corrotti. Questa volta farà qualcosa per sé stesso.

Ora è “Blumenberg“, lo spacciatore di hashtag.

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Il nostro eroe si inventa una balzana campagna di “crowdfounding”, per farsi regalare un’auto da qualche casa automobilistica in cambio di 110.000 tweet compulsivi in un anno (sì vabbé il crowdfounding è il micro-finanziamento collettivo e non c’entra con i gentili cadeau che i grossi brand fanno a testimonial più o meno noti, ma sticacchi questa è una serie televisiva HBO mica un documentario della BBC).

Immediatamente la voce si sparge tra i Tossici della Rete, gente che spinge hashtag, spamma link e si rotola nella melma digitale consumata dalla Dipendenza.

I Tossici iniziano a spingersi l’un l’altro l’hashtag #FatemeAnnaAlSocialRadunoDatemeNaMacchinaMaledetti… come addetti del McDonald’s che si preparano, vendono e servono panini a vicenda nell’universo chiuso del Ristorante di Babele.

Ovviamente la cosa non sfugge agli sgherri del Cartello, che tra una iniezione di codice e l’altra parlottano animatamente.  Il Cartello conosce la dipendenza dei Tossici della Rete, ma ancor di più conosce lo stato di prostrazione mentale degli Influencer Retrovirali Terminali.

Il 90% del volume di conversazioni, post, articoli, video esistenti nel web visibili è prodotto da Influencer Retrovirali Terminali, gente cui la Dipendenza ha divorato tutte le sinapsi neurali. Esseri che giunti all’ultimo grado della Dipendenza sono in grado di pubblicare post di 2500 parole su qualsiasi argomento dello scibile umano da “L’uso in ambito sessuale e ricreativo delle aringhe surgelate del Madagascar” fino ad arrivare alla “Teologia ermeneutico trascendentale della critica della ragion pura del signor Minucilli scala B interno 27”.

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Così il Cartello escogita il suo diabolico piano: tirare fuori dal pacchetto delle patatine un’automobile, per placare i bisogni del povero Blumenberg.

Lo Stagista del Cartello, un tipo losco coi baffi da hipster a manubrio dice: “Oh alle brutte sto Blumenberg pubblica 110.000 tweet sulla nostra automobile. Mica come quelle du’ stronze delle Veline, che manco una selfie su Instagram c’hanno postato. Ste morte di fame! Se ce dice bene quello scrive qualcosa tipo MAMMA SONO ARRIVATO UNO e agli Influencer Retrovirali Terminali prende il pazzo… gli sale la scimmia e brandizziamo tutta la Rete Italiana per una settimana! Cumpa’ con 2.000 euri de comodato gratuito, stamo su tutte le rote!”

I Socialcosi del Cartello esplodono colpi di revolver in aria in segno di esultanza!

Subito i Socialcosi del Cartello buttano là una grafica fatta ad hoc con photoshop… inserita saggiamente in un tweet al nostro Blumenberg…

“BRAVO @Barry_Bandenberg SEI ARRIVATO UNO: TI REGALIAMO NOI L’AUTO PER UN ANNO (E A LORO NO)”

Immediatamente Blumenberg scrive cinquantaquattro tweet, 10 post e nove ore di video, in cui esplicita il seguente concetto:

“MI HANNO REGALATO L’AUTO PER UN ANNO (E A VOI NO) E QUESTA E’ LA PIU’ GRANDE STORIA DOPO IL BIG BANG (FALLITI VOI)”

Nei peggiori bar del Cartello è tutto tequila, mariachi, gonne che svolazzano e pistolettate in aria.

I Tossici della Rete, senza neppure capire, iniziano a spacciarsi a vicenda tweet, link, video, infografiche, metriche,  evviva, abbasso e alè… E ridondano il messaggio… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano… lo ridondano…

Oh so’ Tossici, che v’aspettate che fanno? Ridondano!

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Ma lo sgarro non passa sotto silenzio tra le gang di Influencer Retrovirali Terminali… Immediatamente si formano due fazioni: la “Gang dei quelli che pensano che questa è la genialata del secolo che dopo questa cosa superfantastica nessuno sarà più lo stesso”, cui si contrappone la “Gang di quelli che pensano che questa è la puttanata del millennio che questo non ha manco capito che cosa è l’internet e mo’ ve lo spiego io capre”.

Poi, mentre tutti si lancia tweet come catapulte, arriva pure la “Gang di questo tipo ha ammazzato l’internet quello democratico e bellissimo che c’era una volta prima che i soldi rovinassero tutto” e infine la “Gang di quelli che passavo di qui per caso ma volevo dire un paio di cose pure io non sia mai raccatto qualche centinaio di click”.

La battaglia tra Gang di Influencer Retrovirali Terminali si intensifica… i Tossici della Rete sono frastornati, iniziano a ridondare alla cazzo di cane il messaggio ora di una Gang, ora dell’altra senza neppure più capire cosa accidenti fanno. Ma la Dipendenza ormai dilaga e divora pure il poco di senso della frase che era rimasto.

In breve tempo è delirio puro. L’effetto emulativo indotto dalla Dipendenza rende brevemente l’intera popolazione nazionale un Olocausto di Markettari Improvvisati, che pontifica su ogni cosa.

A un certo punto un redattore dell’Osservatore Romano pubblica un fondo dal titolo: “Perché #FatemeAnnaAlSocialRadunoDatemeNaMacchinaMaledetti è la più grande campagna mediatica del secolo” scatenando uno scisma con la Conferenza Episcopale di Bogotà. Il Papa cinque minuti dopo abdica e fugge in un eremo sul Monte Athos urlando: “BASTA NON NE VOGLIO PIU’ SENTIR PARLARE STRONZIIIII”

Ma nessuno aveva pensato al tremendo sforzo richiesto ai reattori nucleari francesi per alimentare questo delirio mediatico. Così, in un triste mattino d’estate, il Reattore 666 di Gravelines esplode in un pirotecnico fungo radioattivo.

L’inverno nucleare scende lento e inesorabile sull’Italia.

Finalmente tutto è pace, silenzio e funghi.

E vai con la sigla finale!

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