Il senso di Gilda per il porno

Il nuovo collettivo di autori di Gilda35 oggi mi ha sottoposto questo spassoso pezzo: “DADA is the new porn”, in cui lamentano la “censura” irrogata dai provider britannici alla mia vecchia creatura a causa dei presunti “contenuti pornografici” ivi presenti.

La vicenda sarebbe apparentemente sconcertante dato che da questo punto di vista Gilda35.com è il sito più innocente del mondo.

La soluzione più ovvia è quella che la questione sia connessa alle campagne di sensibilizzazione promosse proprio da quel sito nel periodo 2010-2011 per impedire l’estradizione del “terrorista informatico” Gary McKinnon, che furono omaggiate anche da un cablogramma.

Ma la verità, a mio modestissimo avviso, è che lo stesso nuovo staff è rimasto vittima di un mio vecchissimo bizzoso esperimento.

Manifesto sin d’ora la mia indignazione perché Domenico Polimeno, con cui ideai la burla di “Porn 4 Peace”, non ricordi questa mirabolante ideazione.

Porn 4 Peace” è uno di quegli scherzi, che avevo intrapreso quando amministravo il sito, ma che per pigrizia poi ho lasciato abbozzati, senza neanche un minimo di indicazioni per i nuovi Amministratori.

Sono una brutta persona. Avete ragione.

Allora la cosa andò grosso modo così.

Erano i tempi di Internet 4 Peace, vi ricordate quella boiata spaziale da tecno-esaltati con cui nel 2010 si voleva omaggiare la “Rete” (sì la Rete non i suoi inventori, la macchina) con il Nobel per la Pace? Ebbene mentre mi divertivo ad affondare quella, che nelle intenzioni doveva essere una campagna permanente, iniziai a riflettere col buon Domenico sull’opportunità per proprietà transitiva di candidare l’industria del Porno digitale al Nobel per la Pace (peraltro la cosa sarebbe anche fattibile perché il premio non sarebbe consegnato a una macchina, ma ad associazioni di imprenditori umani).

Dopotutto è grazie alla quantità di download porno, se si sono potenziate le dorsali della Rete, buona parte del traffico dati è dedicato al porno, le modalità di fruizione digitale dei contenuti audiovisivi, che hanno reso la Rete una sorta di spaventoso televisore aperto su miliardi di canali… beh hanno visto nell’industria del porno un motore straordinario. Non consideriamo poi il beneficio sociale di aver mantenuto milioni di soggetti potenzialmente pericolosi chiusi nelle loro cantine a trastullarsi con la linea ADSL…

Nel mentre su Twitter ci dilettavamo con queste provocazioni, facendo inorridire le solite anime belle, tra un aperitivo e l’altro il buon Domenico mi consegnò una sorta di bibbia della linguistica computazionale uscita fresca fresca dai campus americani.

Mi gettai nella lettura col solito gusto un po’ capriccioso e ideai una simpatica burla: avrei scritto “porno per le macchine”. L’idea era quella di ideare dei contenuti, che fossero letti dalle Macchine Ribelli (l’ecosistema di software, che organizzano la Rete in modo simile all’embrione di una allucinata Mente Alveare) come veri e propri contenuti porno.

La cosa fu alquanto semplice e i risultati assai spassosi.

Alcuni articoli (penso a “Tutti i siti porno di Salvatore Parolisi”, “Dopo la Caduta di King Kong”, “Celebrity Sex Tape”, “Ilona Staller il Tema di Tendenza più hot di sempre“, “nonSTARTup: Bar Rafaeli Sex Tape“, “Tutte le foto feticiste di Elisabetta Canalis“, “Stalking inverso” e tanti altri…) furono scritti solo nell’ambito di questo scherzone. Peraltro parecchi contenuti dadaisti di Gilda35, letti alla luce della rozza linguistica computazionale dell’epoca erano porno, specie perché i pochi termini in inglese ivi presenti erano quasi tutti attinenti a tematiche sessuali e associati a personaggi oggetto di ricerche in questo particolare ambito ricreativo.

Insomma, banalizzando moltissimo, Porno4Peace era un abbozzo di quelle pratiche di “SEO inverso“, poi pienamente sviluppate con l’esperimento Katzing. Banalmente si utilizzavano tecniche mirate di copywriting, per fare “leggere” Gilda35 come altro da ciò che era. In pratica nel pieno della temperie delle Tweetstorm facevamo leggere un sito che parlava di mele (cyber-attivismo), come un sito che parlava di banane (porno). Rileggete i post del quadriennio 2010-2014 e sostituite al termine “Tecnonucleo” il termine “Consorzio Prism”, capirete parecchi retroscena…

Ammetto inoltre che c’era un certo spasso a constatare che, ad esempio, il maniaco che cercava “scimmia fotte ragazza” andava a sbattere il grugno contro uno sproloquio Avant-Pop su come il collettivo letterario della Wu Ming Foundation avesse sostituito Berlusconi nei quotidiani lanci di stracci su Twitter…

Andando a scrutare i “termini di ricerca” che avevano condotto al sito, c’erano risultati sbalorditivi, alcuni parecchio articolati e sconcertanti, che mettevano finalmente in piena luce l’abisso che si agitava nella mente umana.

E’ vero quello che dicono nel deep internet: Se esiste, c’è del porno, nessuna eccezione.

E poi cosa c’è di più bello di inquinare il porno con cose che non c’entrano nulla?

Il progetto aveva una fase due, ma poi ho abbandonato i miei esperimenti dadaisti e il resto è storia…

Ma, forse, questa ingombrante eredità ancora perdura…

Sono talmente contorto che ho scherzato il mio stesso scherzo.

Tranquilli amici di Gilda35 quelli delle Macchine inglesi sono solo i sogni bagnati con cui le distraevamo durante le mobilitazioni digitali…

Evidentemente ancora si trastullano…

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