La Parabola del Campo di Pomodori

Per spiegare il troppo odio che circola su internet di questi tempi, ritengo d’uopo sottoporre alla tua attenzione la Parabola del Campo di Pomodori.

Questa deliziosa storiella è particolarmente atta a far comprendere tutte le odiose dinamiche di trolling, linguaggio scurrile e violento, antagonismo contro la qualunque, ostilità immotivata, nonché comportamenti antisociali assortiti, che è possibile riscontrare oggigiorno nei social network.

Internet doveva essere il luogo della Pace e dell’Armonia, una sorta di Accademia di Atene digitale… e invece ora è il baretto sordido in cui hai paura a prendere il latte.

Ecco grosso modo come è andata…

In un’epoca remota in cui tutte le creature avevano il dono della favella, c’era un campo di pomodori bellissimo.

La mattina del primo giorno della Creazione, un raggio di sole sfiorò il Grande Pomodoro, il più bello e glorioso di tutti i pomodori del campo, che iniziò così a cantare una canzone: “Oh che bella giornata… oh che bella giornataaa… Oh che bella giornata… oh che bella giornataaa… ”

Un grappolo di pomodori che stava lì vicino, sentendo il canto del Grande Pomodoro, iniziò a cantare con voce piena di influenza il canto di quel personaggio così carismatico; “Oh che bella giornata… oh che bella giornataaa… Oh che bella giornata… oh che bella giornataaa… ”

La cosa iniziò a propagarsi a macchia d’olio. Ogni pomodorino del campo si diceva: “Oh se la cantano tutti, significa che è una bella canzone!”. Così dopo pochi minuti tutto il campo cantava a squarciagola “OH CHE BELLA GIORNATAAA… OH CHE BELLA GIORNATAAAAAAA!!!”

Il glorioso canto del Campo di Pomodori seguiva il sorgere del sole spandendosi per chilometri. Tutti dovevano sentirlo. Tutti.

Finché si levò in mezzo a quel coro gaudioso una voce lurida, rauca e lasciva che imbrattò il canto con un’osceno “Oh ke bellah jornatah…. OH KE BELLAH JORNATAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH”

I pomodorini oltraggiati da un canto così orribile che aveva inquinato il loro meraviglioso coro iniziarono ad accusarsi a vicenda.

Che tristezza! Pochi minuti prima era tutta pace e armonia, ora era tutto disordine e caos.

Finché un San Marzano trovò il colpevole: era un grosso e grasso stronzo depositato lì da qualche bestia di passaggio.

I pomodorini adirati interrogarono lo Stronzo, che così rispose: “Io stavo dormendo. Quando mi avete svegliato con sta canzone… così mi sono detto: SE QUESTI SONO TRE ORE CHE FANNO GLI STRONZI, POSSO FARE IL POMODORO IO CINQUE MINUTI?!!”

Chi ha orecchie per intendere intenda.

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