Mobility Hackathon

Nelle giornate dal 12 al 14 dicembre scorso si è svolto presso i locali del LUISS Enlabs il Mobility Hackathon, cui ho avuto il piacere di partecipare come giurato per conto del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Questo il mio piccolo resoconto dell’evento.

Enlabs

Un hackathon (da hacking marathon), nella conformazione che ha assunto attualmente il termine, è un evento dedicato all’informatica, in cui in un numero variabile di giorni alcuni team sviluppano un particolare tema di programmazione.

Il Mobility Hackathon in questione aveva come tema quello di individuare soluzioni innovative in tema di mobilità, con particolare riferimento alle seguenti “challenge”:

  1. Crowdsourcing & Gamification.
  2. Mobile Ticketing.
  3. Rilevazione Presenze.
  4. Wearable Devices.
  5. Sviluppo per applicazioni per diversamente abili.
  6. Trasporto sostenibile.

Su invito delle Relazioni Esterne di Gruppo, ho pertanto partecipato all’intervento animato da parecchia curiosità. Come sapete ho una ventennale esperienza da “smanettone”, lavoro come giurista di impresa su temi legati alla mobilità e per qualche annetto mi sono occupato di Carta dei Servizi e rapporti con associazioni di consumatori e diversamente abili… insomma l’evento si preannunciava capace di soddisfare le tante anime, che mi compongono.

Personalmente è stato bello tornare nei locali del LUISS Enlabs. Per 13 anni ho lavorato nella parte del c.d. Corridoio CIFI (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani) della c.d. Ala Mazzoniana di Roma Termini, che ora ospita la factory di startup della LUISS.

E’ uno spazio particolare, cui sono sempre stato affezionato, per motivi lavorativi e per l’ammirazione maturata negli anni per l’opera dell’ing. Angiolo Mazzoni. Questo interessantissimo personaggio univa la passione per l’ingegneria a una lettura personalissima dell’opera di Giorgio de Chirico.

L’Ala Mazzoniana, se ci fate caso, fissa su pietra le suggestioni metafisiche di de Chirico. Per anni è stata un’opera non valorizzata; restaurata in occasione del Giubileo del 2000, è stata dapprima adibita a museo e ora a sede dell’Enlabs.

Insomma un luogo che fisicamente unisce ingegneria e arte, che assai opportunamente ha ospitato un evento all’insegna di programmazione e creatività.

A sinistra l'Ala Mazzoniana di Roma Termini, a destra un dettaglio di "Mistero e malinconia d'una strada" di Giorgio de Chirico, 1914
A sinistra l’Ala Mazzoniana di Roma Termini, a destra un dettaglio di “Mistero e malinconia d’una strada” di Giorgio de Chirico, 1914

Apertura

L’evento di apertura di venerdì 12 dicembre è stato caratterizzato da una buona serie di interventi di presentazione delle varie realtà, che avevano reso possibile l’evento (LUISS, Codemotion, ATAC, Agenzia per la Mobilità, Ferrovie dello Stato Italiane, Comune di Roma e Regione Lazio). Su tutti particolarmente brillante e motivante è stato il keynote speech di Carlo Maria Medaglia (Presidente e AD di Roma Servizi per la Mobilità).

Nella fase di networking (leggi aperitivo) mi sono dedicato a scambiare quattro chiacchiere con vecchi amici (su tutti Guido Brescia compagno di mille rocambolesche avventure ai tempi di Gilda35) e con qualche startupper. Devo ammettere che sono rimasto piacevolmente sorpreso dal grado di maturazione che ho toccato con mano in questa sede.

In passato gli eventi di networking con startupper mi lasciavano sempre un po’ perplesso. Respiravo sempre quest’aria un po’ naif tipo: “datemi la possibilità di prendere un aperitivo col Top Manager del Team, che con una stretta di mano concludo un contratto e cambio il mondo”. Poi raccontavo come funzionano le regole per gli acquisti dei grandi gruppi industriali italiani e li facevo svegliare tutti sudati… e pure un po’ sgomenti.

Finalmente mi sono trovato a parlare con persone mature, che evidentemente avevano sbattuto la testa contro tante leggi e regolamenti, con cui finalmente si poteva parlare con cognizione di causa di cosa significa fare impresa, come fornitore di grossi player (e pure di fare impresa in generale).

Così ho poi lasciato i team (23 progetti per 136 partecipanti) alle loro 36 ore di sviluppo(!).

Giuria

Domenica con i colleghi Ernesto Sicilia (Direttore Direzione Pianificazione Strategica di Trenitalia) e Maurizio Crispo (Web Innovation Manager presso Ferrovie dello Stato) ho partecipato insieme agli altri giurati all’evento di presentazione dei progetti elaborati dai vari team nelle insonni 36 ore precedenti.

L’unico limite organizzativo (comprensibile data la quantità di progetti proposti) è stato rappresentato dal fatto di dover valutare i progetti sulla base delle sole presentazioni elaborate dai vari team. Ciò ha tendenzialmente favorito i team meglio strutturati e penalizzato altri, che devono ancora maturare doti comunicative (comunque importantissime in questo settore). Abbiamo suggerito per le prossime edizioni di organizzare per la giuria delle sessioni hands-on sui progetti, così da misurare l’efficacia delle soluzioni proposte.

Commentavo con un altro amico presente ai lavori della giuria, il grande Alessio Ricco, che maggiore attenzione, come poi è risultato anche dalle premiazioni, hanno (a mio avviso correttamente) ricevuto i progetti che avevano affrontato le sfide attraverso un approccio anche “analogico” alle challenge. Aspetto che a mio avviso non andrebbe mai sottovalutato. E’ pieno il mondo di “app-che-fanno-cose”, la soluzione hardware è sempre un buon mezzo per distinguersi.

Il clima tra i giurati è stato molto empatico e collaborativo, animato da bei confronti, che, come spesso capita in questo genere di occasioni, mi lasciano la sensazione di una pubblica amministrazione molto più aperta alle tematiche dell’innovazione di quanto non sembri a una prima occhiata.

Premiazioni

I premi principali sono stati:

  1. Urbango si è aggiudicata il 1° Premio con un progetto, che sfruttando beacon e microgeolocalizzazione, permette di semplificare e ottimizzare il viaggio su mezzi pubblici, migliorando l’intelligenza del percorso e il grado di comfort del viaggiatore.
  2. iPusy ha vinto il 2° Premio con un progetto che tramite il bluetooth permette di rilevare le presenze in attesa di un mezzo pubblico.
  3. Pendoulus ha quindi vinto il 3° Premio, con una tecnologia che permette di creare notifiche personalizzate sul proprio smartphone, dialogando col cartellone arrivi/partenze delle stazioni ferroviarie.
  4. Storyter si è aggiudicata il “Premio Speciale della Giuria” per la creatività e il “Premio RDS – 100% grandi successi” con una app, che, calcolando il tempo residuo di percorrenza e il tempo di lettura necessario, propone all’utenti testi calibrati sulle proprie passioni.

Come Gruppo Ferrovie abbiamo premiato il progetto EasyRail, che è stato l’unico ad aver affrontato il tema dell’esperienza di viaggio per le PMR (persone a ridotta mobilità), proponendo una soluzione tecnica atta a semplificare prenotazioni, servizi di assistenza ed esperienza di viaggio.

Gli altri premi assegnati sono stati: MoBustaPremio Google”, PigoPremio Tom Tom Telematics” e AlibaBytePremio Esri Italia”.

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Mobilità 2.0

La Mobility Hackathon è stata una bella esperienza. Tra partecipanti, organizzatori e giurati ho percepito molta soddisfazione e entusiasmo per come si è svolto l’evento.

Molti progetti hanno presentato soluzioni interessanti, che meriterebbero certamente una occasione di sviluppo. Mi ha poi molto rinfrancato, anche come cittadino, aver dialogato con manager della mobilità pubblica, che superano il vecchio cliché dei “Dinosauri Burocrati”. Ho incontrato persone aperte a nuovi approcci e metodiche per i tanti problemi che affliggono quel complesso nodo tecnologico e organizzativo, che è la mobilità pubblica di Roma.

Insomma per dirla un po’ scherzosamente: qualcosa si muove nella mobilità romana.

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