Il Duello dei Socialcosi

Il primo film di Ridley Scott è un pregevole ritratto dell’Età Napoleonica intitolato “The Duellists”. Il film del 1977, tratto da una novella di Joseph Konrad, racconta l’accesa rivalità tra due ufficiali francesi, che si affronteranno in duello innumerevoli volte durante un arco narrativo che copre un quindicennio. E sempre più di sovente, quando scorro le timeline dei miei account social, mi sembra di vedere la versione digitalizzata di questo mitico film.

Chiunque sia amico di cultori delle nuove professioni legate al digitale (i cosiddetti “Socialcosi”) negli ultimi anni ha dovuto di sovente assistere come Secondo, o come pubblico, a sciabolettate digitali a botte di post e status al vetriolo.

Intendiamoci il Socialcoso non è più come una volta un mero cultore di tecniche più o meno eleganti di SEO, di social media marketing o di copywriting. Il Socialcoso si è fatto professore, divulgatore, istituzione, giurista, legislatore… Il bisogno viscerale del mondo politico di impadronirsi del digitale ha fatto sì che questo divenisse una sorta di arena spirituale, in cui lottare per conquistare quel consenso, che spesso è prodromico a ricoprire incarichi istituzionali e prebende di vario tipo.

Sembrano lontanissimi i tempi del Fight Club delle Twitstar e del Mud Wrestling degli Influencer, in cui ci si prendeva a randellate a viso scoperto senza regole e senza requie nel nome di un odio spontaneo e viscerale.

Il Duello dei Socialcosi è una pratica ben diversa dalle più barbare usanze che l’hanno preceduta. Seguendo il solco dei suoi nobili natali napoleonici si conforma a regole di sublime eleganza stilistica, che lo rendono completamente difforme da una rozza scazzottata campagnola a botte di tweet.

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La prima regola del Duello dei Socialcosi è:

“Il duello si inizia per ragioni importantissime, ma non rivelabili”

Non c’è l’isteria del Fight Club delle Twitstar, né la frenesia psicotica del Mud Wrestling degli Influencer dettati da pulsioni sanguigne tipo “CHI E’ MI MADRE?!!1!”.

Il Duello dei Socialcosi è dettato da motivazioni assolutamente eminentissime. Interrogato il Duellante riferirà di questioni importantissime attinenti termini quali “deontologia professionale”, “buon nome della professione”, addirittura “onorabilità”. Ma laddove si insista per comprendere come meglio si declinino le succitate questioni eminentissime, il Duellante si ritirerà nel più stretto riserbo professionale.

Nei casi più devastanti, quando il Duello dei Socialcosi riguarda soggetti papabili per incarichi governativi entrano in giuoco financo i “supremi principi della nostra beneamata Costituzione”… Olè!

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La seconda regola del Duello dei Socialcosi è:

“Il duello ha durata indefinita”.

Mentre il Fight Club delle Twitstar si chiudeva nell’arco di una memorabile giornata al grido di “MIEI SCAGNOZZI RANDELLATE QUEL MARAMALDO!!!1!”… mentre il Mud Wrestling degli Influencer, finita la sponsorizzazione della campagna d’odio si asciugava per carenza di liquidi… il Duello dei Socialcosi possiede una durata indeterminabile.

Passano le settimane, le stagioni, gli anni, ma il Duello dei Socialcosi continua imperturbabile a botte di stoccate, allusioni, vibrate invettive, accorati appelli.

La cosa più tremenda è che non finisce mai. I Duellanti continuano a scrivere e scrivere e scrivere sempre le stesse tristerrime cose, come dei patetici dischi rotti.

The Duellists, DVDs

La terza regola del Duello dei Socialcosi è:

“Nel duello si allude e si elude”.

Il Duellante molto di rado nomina il proprio avversario. La nomina dell’odiato nemico avviene solo quando questi acquista un qualche incarico prestigioso e la ribalta delle copertine. Ma perlopiù al nemico si allude.

Ovvio, parliamo di una allusione molto circostanziata, in cui il nemico non è mai indicato con nome e cognome, ma si usano financo il numero di scarpe e l’indirizzo della nonna per tratteggiarne la figura.

L’allusione odiosa, continua e insistita fa del Duello dei Socialcosi un vero strazio per i poveri astanti, che si chiedono di sovente perché i Duellanti non si incontrino nel retrobottega di un pub a definire sobriamente la questione una volta per tutte con una mazza chiodata.

E così si assiste a patetici artifizi retorici che includono storpiature di nomi e cognomi, sineddoche, parafrasi, metafore, financo gli “Anagoli”…

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La quarta regola del Duello dei Socialcosi è:

“Il Duellante e i suoi  Secondi parlano chiaro solo nelle Camarille”.

Rimasti orbi di quel socialino dell’odio che era Friendfeed, dove il Fight Club delle Twitstar attingeva alla propria benzina… rimasti privi dei Gruppi Canaglia di Facebook in cui il Mud Wrestling degli Influencer intruppava la bassa forza… I Duellanti si sono rivolti a innovativi strumenti atti alla creazione di vere e proprie Camarille dell’Odio.

Come i Duellanti dell’Età Napoleonica, i Socialcosi necessitano di Secondi, che li assistano nelle operazioni di Duello. Sicché è un proliferare di comunità più o meno informali, in cui il Duellante affina la propria strategia di lungo periodo, volta all’annientamento del rivale.

Devo ammettere che ho trascorso gli ultimi tre anni di presenza online a declinare inviti alla partigianeria, al sostegno, alla sottoscrizione, alla cooptazione…

L’invito a diventare un Secondo nel Duello dei Socialcosi è una prassi di una invadenza assolutamente epidemica e sconcertante.

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La quinta regola del Duello dei Socialcosi è:

“Chiedere in privato al Giudice, se il tocco è stato corretto”.

Di sovente i Socialcosi belligeranti si rivolgono a un comune amico giurista, che ama intrattenersi coi social, per sapere se il duello si sta svolgendo nel solco del rispetto della normativa vigente in tema di diffamazione.

A differenza del duello tradizionale in cui il giudice è designato da entrambi i contendenti, nel Duello dei Socialcosi il Giudice è designato in segreto da ciascuna delle parti. Ovviamente il Giudice non deve essere un Secondo, altrimenti ciò comprometterebbe la propria obiettività.

Purtroppo sono un giurista di impresa.

Purtroppo sono amico di un sacco di Socialcosi di un certo spicco.

Purtroppo sono uno cui non interessa prendere le parti di alcuno.

Il che mi rende una sorta di Giudice Naturale dei Duelli dei Socialcosi.

E’ così che mi capitano cose meravigliose del tipo due Socialcosi che in contemporanea mi chiedono relativamente allo stesso post: “Secondo te l’ho diffamato?” e “Secondo te mi ha diffamato?

Orbene la prima tentazione sarebbe quella di passare a entrambi il numero di un buon psicoterapeuta, ma essendo una persona magnanima, mi tocca pure leggere tutto lo sproloquio e le sottili allusioni fatte tra le righe ai sensi della Terza Regola… ché uno gli verrebbe pure un po’ da piangere e sospirar…

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La sesta regola del Duello dei Socialcosi è:

“Il duello si svolge con armi enfatiche”.

Una volta ci si menava coi tweet, usandoli come trogloditiche clave contro il rivale di turno. E come trogloditiche clave, dopo un po’ ci si stancava ad utilizzarle… il trend topic si ammosciava… le goccine prescritte dallo psichiatra facevano effetto… l’esplosione orgnonica lasciava il consueto senso di mestizia… e le Twitstar e gli Influencer tornavano a dormire davanti a documentari sulle tecniche di accoppiamento delle oloturie.

Per il Duellante non è così. Il duellante ricerca artifizi complessi ed elaborati, costruisce siti internet e portali, fonda associazioni culturali, scrive financo libri e tiene lezioni… tutto con un solo tema portante: la sistematica demolizione dell’odiato rivale.

Si rimesta nel passato del rivale per dimostrare la sua inconsistenza professionale: casellari giudiziari, appartenenze politiche, precedenti attività di basso profilo, losche frequentazioni… tutto viene infilato in mega polpettoni avvelenati.

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La settima e ultima regola del Duello dei Socialcosi è:

“Non è schizofrenia, è il duello!”.

Vi sarà sicuramente capitata la seguente scena: amico di Facebook che all’improvviso scrive roba tipo: “Sei solo un poveraccio, invidioso e cattivo che non merita nulla, ma tutto il male che hai procurato ti si ritorcerà contro, gaglioffo!”. Scritto proprio così senza menzionare alcuno. E avrete visto i Secondi, sempre informatissimi, accorrere coi propri like e commentare come se fosse chiarissimo l’oggetto di cotanto sdegno.

Tranquilli, trattasi di una mera “stoccata scomposta con rinterzo”. Il vostro amico Duellante è perfettamente in possesso delle sue facoltà mentali, semplicemente dà prova di una applicazione estremizzata delle regole precedenti.

Concludendo mi chiedo se mai finirà questa terribile pratica, che tanto tedio sta diffondendo nelle timeline di tutta Italia…

Arivolemo er sangue!!!

Aridatece le Twitstar!!!

Rivolemo gli Influencer rusticani!!!

Sobriamente, si intende…

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6 pensieri su “Il Duello dei Socialcosi

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