Milano Sfashion Week e i Chomsky-Ciuski

Eh!? Scusate mi ero distratto un attimo.

(Noam Chomsky, La fabbrica del consenso: l’economia politica dei mass media)

Il Linguista, il Sociologo e il Filosofo

Quando un articolo esordisce con una citazione di Noam Chomsky, Marshall McLuhan o Guy Debord, ho sviluppato taluni anticorpi mentali, che mi rendono immediatamente refrattario alla sua successiva lettura. Per quanto abbia amato questi autori con l’età ho maturato una sorta di repulsione per il mefitico citazionismo di questo terzetto.

Sul perché attingere alle pratiche situazioniste di Guy Debord abbia col tempo prodotto una sorta di allucinato format di “situazionismo mercatista”, in cui la rivolta è un momento di produzione di materiali grezzi per l’instant marketing (v. ad esempio questa pubblicità della Ceres) mi sono diffusamente espresso in Bufale Senza Latte e nel relativo intervento video, cui rimando.

Sugli stenterelli eredi di Marshall McLuhan mi espressi all’epoca di “Perché le campagne elettorali nel digitale sono eccessive” e li lascio col loro termometrino a misurare il calore dei media.

Oggi mi permetto un piccolo intervento sulla “strategia della distrazione” di Noam Chomsky, assai citato più o meno palesemente, dopo i disordini di Milano prodotti dai black bloc durante il corteo NO Expo .

sfashion

Una volta che abbiamo consegnato i nostri sensi e i nostri sistemi nervosi alle manipolazioni risulta tutto più facile.

(Marshall McLuhan, Gli strumenti del comunicare)

Ideologia Chomsky-Ciuski

Il celebre e osannato linguista, ormai è diventato una sorta di Doraemon il Gatto Spaziale, cui infilare la manina pacioccosa nel marsupio alla ricerca di qualche ciuski, che sorregga qualche bislacco ragionamento. Come il piccolo Nobita del celebre anime giapponese ricorreva al Gatto Spaziale per ottenere qualche spettacolare gadget futuristico (il ciuski appunto), con cui risolvere piccole crisi quotidiane, così il commentatore medio ricorre al Chomsky-Ciuski per raccattare qualche frase da bignami, con cui corroborare la tesi secondo cui

“Loro usano le Armi di Distrazione di Massa per mantenere le genti nell’ignoranza”.

Reputo da sempre la tesi dei cultori del Chomsky-Ciuski particolarmente consolatoria.

Innanzitutto presuppone che “Loro”, i veri detentori del Potere, abbiano il pieno controllo della situazione e sappiano esattamente dove condurre gli eventi secondo un’agenda infallibile. Poi uno guarda, per esempio, alla gestione grossolana delle ormai endemiche crisi mediorientali, al fallimento colossale delle politiche economiche e di sviluppo e reputa la “Loro” agendina in pelle umana un tantinello confusa. Ma i Nobita del Chomsky-Ciuski come il ragazzino che usa tecnologie pazzesche per svoltare i compitini a casa ti spiegano che è tutto un caos preordinato da “Loro” solo per confonderci. E tu con aria paterna vorresti accarezzargli la capoccetta suggestionata e spiegargli concetti tipo complessità, entropia e deriva, ma poi ti piange il cuore e li lasci a crogiolarsi con le loro meravigliose illusioni di super-esseri che governano il mondo.

L’altro concetto meraviglioso contenuto nella filastrocca consolatoria del Chomsky-Ciuski è che “la gente” laddove correttamente informata sceglierebbe il bene e non il male. Il problema è stato brillantemente risolto da qualche pensatore ebreo qualche migliaia di anni fa nel racconto della Creazione: l’uomo non vuole essere bene informato, all’uomo piace distrarsi, all’uomo piace perfino stare nella merda, purché sia una merda che conosce e che gli dia un po’ di illusione di controllo. I bene informati tendono ad essere pessimisti e misantropi. I distratti sono simpatici e ottimisti. Banale evidenza.

doraemon

Cioè no, abbiamo spaccato un po’ di robe, cioè facciamo bordello, casino. Cioè è una protesta. Cioè è giusto così.

( Guy Debord, La società dello spettacolo)

L’attenzione è sopravvalutata

Se all’italiano levi il dramma dell’automobile pagata a rate bruciata da vendicare con atroci torture, i ragazzini vestiti da Darth Veder che spaccano cose, la sfashion-blogger che posa per il pret a porter da devastazione, il casseur in carrozzella, la black bloc col Rolex, le madri coraggio di Baltimora, i figli pirla non violenti che fanno bordello ma poi si scusano perché al fondo sono bravi ragazzi, i VIP che cancellano le scritte sui muri, il generico “altrove ste cose non accadono”, la pasoliniana dialettica tra poliziotti proletari virtuosi e rivoltosi borghesi e viziati… non rimane nulla degno di interesse. Forse resta giusto il faccione gonfio di botox di Gabriel Garko, su cui accanirsi.

L’uomo comunica da sempre per immagini tossiche, usa da sempre la distrazione, come cavallo di troia per colonizzare l’immaginario del prossimo, ha la propaganda scritta nel proprio DNA. L’odierna “distrazione di massa” non è altro che il perfezionamento di processi vecchi quanto l’uomo, semplicemente la tecnologia ne aumenta esponenzialmente le possibilità espressive e documentali.

State tranquilli che se i Lanzichenecchi di Carlo V avessero avuto gli smartphone ora possederemmo un campionario magnifico di selfie di stupro e devastazione del Sacco di Roma del 1527… E avremmo avuto commentatori che invocavano l’equivalente rinascimentale del Chomsky-Ciuski, per spiegarci che “Loro” ci distraggono con la calata dei Lanzichenecchi, per nascondere problemi molto più grandi tipo il monopolio dell’allume da parte del Vaticano.

Ho letto qualche articolo animato anche da un certo buonsenso sui fatti di Milano, merce rarissima di questi giorni… ecco depurato dai Chomsky-Ciuski sarebbe stato davvero buono. Ma Nobita senza la penna spaziale che lavora a livello subatomico sente di non riuscire a fare i compiti… Magari un giorno capisce pure come funziona. Un giorno. Con calma.

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