L’impossibilità di essere giapponese

Non fa ridere. Questa non è satira, è bullismo. Assistiamo ad un linciaggio mediatico con hate speech a destra.  Uno c’è morto così.

(Mantra dell’Affliggente)

Ormai nell’ecosistema dei social network si è affermata una nuova specie di predatore seriale: l’Affliggente. Questo particolare individuo quando vede qualcosa di divertente e leggero circolare su internet sente il dovere morale di appesantire il prossimo e di riportarlo al rispetto di quella particolare pietas digitale, che trova nell’Ufficio Digitale dei Defunti e nell’Ostensione Digitale dei Santi Innocenti la propria massima espressione di vitalità.

Di seguito esporrò due esempi recenti, ma già classici, del capovolgimento logico, che tanto piace all’Affliggente medio dei social. Ho Scelto il Giapponese Onesto e Miss 1942 solo per ragioni di attualità, ma ogni qual volta qualcosa fa un po’ ridere all’Affliggente scatta il “riflesso del biasimo digitale”.

Il Giapponese Onesto

Qualche giorno addietro riemerge un video mitico di Fanpage del 2013, in cui un intervistatore, durante il miracolo di San Gennaro, si avvicina a un orientale che indossa la maglia del Napoli, per chiedergli quale grazia è venuto a chiedere al Santo. Il personaggio con un cambio di espressione assolutamente fantastico pare rispondere: “Ma sono giapponese” (oppure “Ah, sono giapponese”).

Immediatamente si scatena la produzione dei meme del cosiddetto “Giapponese Onesto”. Dopotutto il frame è fantastico e ha dei tempi comici perfetti. “Sono giapponese” diventa la perfetta risposta non-sense da fornire alle domande cretine, parabola della efficace della affermazione dell’ovvio, epica del menefreghismo di fronte all’invadenza mediatica, iperbole situazionista ed esistenzialista assoluta (un giapponese con la maglia del Napoli che chiede a San Gennaro di riaffermare il suo essere giapponese).

Insomma nasce quella che amo definire una bella storia di cyber dadaismo.

Ma all’Affliggente medio questa cosa non va giù. Possibile che si usino i social network per ridere? Giammai! Bisogna stare sobri a piangere sommessamente sulle disgrazie della vita, pure nei momenti di relax e disimpegno.

Così ecco che un Affliggente se ne esce una mirabolante contro-narrazione dello spassoso episodio, in cui ci rivela che il povero Giapponese Onesto ha risposto in realtà: “Assumi Giapponese”. Non è un Giapponese Onesto, ma un Giapponese Disoccupato. Apriti cielo! Nasce immediatamente sui social il coro degli altri Affliggenti, così riassumibile: “Ecco voi state deridendo un povero migrante venuto dal Giappone in cerca di fortuna in Italia, che schiacciato dalla Crisi chiede a San Gennaro di fornirgli un lavoro, e voi che avete tutto: uno smartphone, l’abbonamento all inclusive e l’ADSL ultra veloce, voi ridete di lui, perché siete degli insensibili…”

Immagino l’Affliggente medio ai tempi dei film di Stanlio e Ollio urlare in sala a squarcia gola: “VOI RIDETE MA QUEL SIGNORE SCIVOLANDO SULLA BANANA PUO’ ESSERSI ROTTO IL FEMORE!”

Miss 1942

La nuova Miss Italia fa una sparata demenziale sulla vita delle nostre nonne nell’anno di grazia 1942? Ovvio che la cosa susciti ilarità generale. Sarebbe impossibile reagire diversamente in qualunque latitudine del globo e in qualunque epoca della storia umana (anche se magari nel 1942 si sarebbero incazzati un po’…). A me la sparata della Miss ha ricordato da morire il paradossale discorso motivazionale di Bluto Blutarski in Animal House: “E’ forse finita quando i Tedeschi hanno bombardato Pearl Harbour?” Una sparata fantastica pregna di pressappochismo, antiretorica, menefreghismo, sessismo e disimpegno, che racconta la “Storia Condivisa” di questo Paese meglio di un milione di trattati di sociologia.

Invece no.

Per l’Affliggente siamo di fronte a un episodio drammatico, al linciaggio morale di una povera adolescente, alla fiera del cyber-bullismo più atroce perpetrato da adulti crudeli contro una creatura piccola e indifesa, che poi c’è gente che per queste cose si suicida…

Ora non so voi, ma io a 18 anni non avrei mai avuto le palle di mettermi su un palco in mutande in diretta televisiva nazionale (sai che spettacolo!). Non so voi, ma a me per guadagnare quello che prende una Miss in un anno non basta un decennio di attività lavorativa. Non so voi, ma a me è sembrato che la ragazza, forse per i suoi trascorsi da giocatrice di basket professionista, dimostri una certa caparbietà.

No. Nella contro-narrazione dell’Affliggente si parla di una ragazza dalla vita completamente distrutta.

Immagino l’Affliggente medio ai tempi dei film di Totò urlare in sala a squarcia gola: “VOI RIDETE MA QUEL SIGNORE STA PARLANDO IN MODO SGRAMMATICATO PER VIA DEI DEFICIT DEL NOSTRO SISTEMA SCOLASTICO!”

Ridere per immagini

Con buona pace degli Affliggenti vorrei spiegare un piccolo dettaglio, che magari sarà loro sfuggito. Non si ride della persona, si ride di un frammento della sua immagine pubblica. Il distinguo sembrerà lieve, ma è un distinguo che spesso emerge in modo dirimente anche nelle cause per diffamazione/danno di immagine.

In questi casi, se non si eccede nell’insulto vero e proprio, non si ride della persona, ma di un particolare “frame” informativo, che questa ha reso volontariamente di pubblico dominio (es. rilasciare una intervista, partecipare a una trasmissione, ecc…).

Si desidera che gli altri non ridano di sé? Nel 99,99% dei casi è facilissimo: basta esercitare il proprio diritto alla privacy e non spendersi sui media (televisione, social network, radio, ecc…).

Se si mette in gioco la propria immagine, per qualche tornaconto personale (visibilità, opportunità di lavoro, contratti lavorativi da Miss, ricchi premi e cotillon, ecc…) bisogna mettere in conto che quella immagine è suscettibile di infinite trasformazioni di significato. E, sì, bisogna anche mettere in conto che, se si spara qualche corbelleria, si può suscitare il dileggio e financo la riprovazione sociale altrui. Fa parte del gioco.

E poi specie su internet se si ride di qualcosa spesso non c’è malignità, ma genuino divertimento. E poi passata una settimana emergerà qualche nuovo fenomeno di internet, che catalizzerà l’attenzione.

Insomma miei cari Affliggenti, mi rivolgo direttamente a voi, già la vita è tanto amara, se ci va di ridere perché un ciccione cade scivolando su una buccia di banana abbiate il buon cuore di lasciarci almeno questo piccolo anfratto di libertà.

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