La resurrezione di Game of Thrones o il trionfo de Gli Occhi del Drago?

E’ ora di tirare le somme di questa sesta stagione di Game of Thrones, per capire se la serie, dopo la ripugnante quinta stagione, è tornata ai fasti di un tempo, oppure, se come spesso accade anche alle migliori serie, è sprofondata definitivamente in una serialità sciatta e casareccia alla René Ferretti.

Ma prima di formulare l’agognato responso, provvedo a fornire l’ultimo surreale riassuntone del finale di stagione “The Winds of Winter” (perdonate il ritardo) e a illustrare compiutamente la “Teoria di Brandon Stark Super-Fanta-Mega-Dio”.

Bando alle ciance!

Gli Occhi del Drago Episodio 10 : “The Winds of Winter”

cersei

Se non riesci a individuare Cersei Lannister nella prima mezz’ora di processo, allora il condannato sei tu.
(Antico proverbio di Westeros)

Ad Approdo del Re Cersei Lannister e Qyburn organizzano il più grande sgombero di Centro Sociale, che mente umana ricordi. Con una scena girata con una maestria unica dal mai abbastanza lodato Miguel Sapochnik, assistiamo alla vestizione dei principali protagonisti della vita politica della capitale dei Sette Regni. Gli abiti vengono indossati come delle armature: dalle sete dei nobili, ai cenciosi panni dei sacerdoti, tutto viene infilato, con la consapevolezza di entrare in un ruolo ben preciso… Inizia il primo processo. La cura medioevale per l’omosessualità di Loras Tyrell ha successo e si sentono i septon dei Sette Dei intonare le canzoni di Povia…

Loras era gay e adesso sta con noi
Loras picchia con il cuore in mano
Loras dice sono un vero uomo.
(Canto liturgico dei Passeri Ribelli)

…talmente successo che anche Loras si fa incidere la fronte come Satana Manson dagli altri serial killer omofobi del culto. A un certo punto si sarebbe fatta una certa e bisognerebbe curare anche Cersei dall’incesto, dall’alcolismo, dalla promiscuità sessuale, dalla paranoia, dall’ambizione smodata… ma Cersei non si è presentata al processo e ha impedito anche al figliolo di prendervi parte… La Regina Margherita mangia la foglia e capisce che la perfida Cersei ha approfittato del processo per avere tutti i propri nemici radunati nello stesso posto (la famiglia Tyrell al gran completo, l’odiato zio Kevan Lannister e i suoi eredi, il Culto dei Sette Dei, nobili e plebei che erano lì per vederla umiliata)… Margherita potrebbe salvare tutti, se solo il Compagno Alto Passero non l’avesse esautorata… così la povera reginetta fa giusto in tempo a sparare un bel bestemmione in faccia all’Alto Passero, prima che con un crescendo drammatico perfetto il Tempio di Baelor salti in aria distrutto dall’Alto Fuoco. Mezza città implode, Cersei brinda e gli uccelletti di Qyburn massacrano il Maestro Pycelle… Re Tommasino il Fantoccio, viste crollare le colonne del Credo e della Corona rifiuta al suo destino di fantoccio prigioniero della madre che gli ha ammazzato l’amata consorte e da bravo burattino senza fili di suicida senza un fiato buttandosi giù dalla torre… Seguono “Cinquanta sfumature di Gregor”, in cui Cersei affida l’odiata septa Unella alle attenzioni libidinose della Montagna Zombie…

Il Ju Jitsu dice una cosa molto importante: se ti attaccano tu fai un passo indietro, se ti attaccano di nuovo fai un altro passo indietro, ma se dietro c’è il Tempio di Baelor il Benedetto, tu devi reagire. (Stanis La Rochelle, il Divo)

arya

Alle Torri Gemelle i Lannister e i Frey festeggiano la presa di Delta delle Acque. Una cameriera vogliosa fa un po’ di gioco di sguardi con James Lannister, ma viene interrotta da Walder Frey, che si siede accanto al cavaliere monco, per vantarsi della propria astuzia. Dopo uno sproloquio odioso, James, giustamente piccato, fa notare che finora Walder Frey ha fatto ben poco a parte appropriarsi di vittorie dei Lannister, minacciandolo di future ritorsioni. Ma le ritorsioni non fanno in tempo a realizzarsi… Vediamo qualche giorno dopo Lord Frey consumare una torta di carne, mentre palpeggia la cameriera vogliosa vista in precedenza… Il vecchiaccio schifoso chiede dei propri figli (tra cui quel bastardo di Black Walder che ha sgozzato Catelyn Stark). La cameriera vogliosa fa presente che i suoi figlioli sono nella torta che ha appena assaporato… La cameriera si toglie la faccia e non è altri che la sadica Arya Stark, che ha macellato i figli di Lord Frey e li ha usati per la ricetta del Pie di Carne, di cui favoleggiava Frittella durante le peregrinazioni con Gendry. Arya sgozza lo sbigottito Frey travolta da uno squassante orgasmo, che Meg Ryan di “Harry ti presento Sally” scansate. Sta ragazza ha un rapporto col sesso un po’ inquietante.

Infatti per me è un grandissimo onore presentare una fiction che è diversa da tutte le altre. Gli Occhi del Drago non è soltanto intrattenimento, Gli occhi del Drago è… arte, e questo perché affronta i grandi temi della vita con coraggio… come l’amore, la vendetta, il dolore, il tradimento, ehm… la gastronomia, la vendetta… e… e questo lo fa con grande sincerità.
(Arya Stark/Corinna, la Star)

Presso Vecchia Città il buon Sam fa un siparietto alla Brazil di Terry Gilliam con un bibliotecario e poi entra nella versione GoT della Biblioteca di Babele di Borges. Intanto Gilly e Piccolo Sam vengono dimenticati negli armadietti degli studenti.

In quel di Dorne la Regina di Spine va a fare una lezione di recitazione e vendetta a quelle attrici cagne delle Vipere delle Sabbie. Tra Ditocorto e Varys c’è sempre stata competizione… così anche Varys ha sviluppato il proprio effetto teletrasporto e appare nel bel mezzo di questo the di megere, suggellando una vendicativa alleanza tra i Tyrell, distrutti dalla vendetta di Cersei, i Dorniani, che ancora non perdonano ai Lannister la morte di Elia e Oberyn Martell, e Daenerys Targaryen, che non perdona niente a nessuno.

Oltre la Barriera lo zio Benjen Stark spiega a Meera Reed e Brandon Stark che è ora di salutarsi, perché la Barriera è magica e lui essendo un non-morto non può oltrepassarla. Cosa fa Bran appena lasciato solo con Meera che se lo dovrà incollare per quaranta chilometri nella neve? Si droga, come al solito. Bran si connette alle radici di un Albero Diga e si fa un bel trip lisergico nel passato in cui scopre quello che sapevamo già tutti: Jon Snow in realtà è il figlio di Lyanna Stark e Raegar Targaryen. Sai che scoperta…

Non ti sto costringendo Bran, desidero soltanto che tu sappia che esistono altre cose oltre al lavoro: una di queste è la droga. (Il Corvo a Tre Occhi/Duccio, il direttore della fotografia)

jon

A Grande Inverno Jon e Sansa flirtano allegramente chiacchierando del tempo e dell’assegnazione della camera da letto dei genitori… la musica è romantica e quando Jon si protende per baciare la cugina/sorella adottiva tutto lascerebbe protendere per l’incestuosa condivisione del talamo di Eddard e Catelyn… poi Jon torna in sé e la bacia (un po’ troppo a lungo) sulla fronte, raccomandandosi “Tesoro, la prossima volta che sposti una armata in mio soccorso avvertimi” Sansa va nel Parco degli Dei a placare i bollenti spiriti, quando si fa vivo il viscido Ditocorto, che le spiega il suo diabolico piano: salire sul Trono di Spade e farla propria regina… Sansa liquida questo piano demenziale con poche battute e con uno sguardo tipo: “Guarda coso… Quella volta che stavamo facendo il castello di neve da zia te l’avrei data senza problemi. Ma ora che ho capito che per sto quadruccio scemo hai fatto morire mio padre, hai ammazzato mia zia, hai permesso che mi fidanzassi con Joffrey, mi sposassi con quel nano schifoso di Tyrion, venissi risposata e brutalizzata da quel pezzo di merda di Ramsay… Ma vai un po’ a fanculo, va. Ah, grazie per l’Armata, coso.” Poi è la volta del Cavaliere delle Cipolle, che giustamente chiede a Jon Snow di poter giustiziare Melisandre, per l’omicidio di Shireen Baratheon. Purtroppo Jon, ancora arrazzato dal colloquio con Sansa, proprio in quel momento ci sta provando anche con la Donna Rossa, così opta per un esilio, che ci lascia insoddisfatti e indispettiti. Segue un concilio di Lord del Nord alquanto movimentato, nell’ambito del quale la sempre gagliarda Lyanna Mormont dà delle vigliacche a tutte le casate presenti, rivendica il proprio coraggio e nomina Jon Snow quale Re del Nord. Tutti non possono che obbedire alla indiscussa regina dell’internet e Jon “Il Lupo Bianco” Snow diventa il nuovo Re del Nord, non per diritto di nascita (è un bastardo), né con la forza (la battaglia l’hanno vinta gli insoddisfatti Sansa e Ditocorto, che rosicano male), ma perché l’ha deciso Lyanna Mormont Regina dell’Internet. Non si capisce niente, ma va bene così.

Poi io non capisco cosa c’è da ridere ne Gli occhi del drago: stupri, tradimenti, uno che s’accoppia co n’altra e poi scopre essere la sorella. È tutto tranne che comico!
(René Ferretti, il regista)

dany

Alla Baia dei Draghi la Regina Daenerys dà un due di picche colossale a Daario: “Sai se voglio diventare regina è bene che arrivi single nel regno, così potrò sposare il Lord più potente dei Sette Regni. Però restiamo in contatto su Whatsapp”. Per compensarlo della perdita Dany affida a Daario la città di Meereen, perché sotto la sua tutela faccia fiorire le istituzioni democratiche. Ora perché un capitano mercenario debba coltivare la democrazia in nome di una donna che l’ha abbandonato, anziché farsi re con il supporto delle sue truppe mi sfugge… Ma non facciamo in tempo a chiedercelo che Daenerys si lamenta con Tyrion di quanto poco abbia provato nel mollare il proprio uomo, lui le elargisce qualche massima da alcolista malinconico alla Bukowski e lei lo premia facendolo suo Primo Cavaliere. Non si capisce niente, ma va bene così, basta che ce ne andiamo da Meereen.

 “Devi stare muto, basso profilo, chiappe strette e sperare in Dio.”
(lo Stagista schiavo, dopo l’incarico a Daario)

Nel finale James Lannister torna ad Approdo del Re solo per scoprire che la sorella ha distrutto tutto ciò cui aveva votato la propria vita: la città è stata devastata dall’Alto Fuoco, a nulla è valso che si sia disonorato uccidendo il Re Folle per impedire questo infame gesto, e l’ultimo dei suoi figli, Tommen, è morto gettandosi da una torre, la stessa morte cui aveva votato Brandon Stark per salvare i propri pargoli. James assiste inorridito alla incoronazione di Cersei per mano di Qyburn novello Primo Cavaliere del regno.

Prima dei titoli di coda c’è giusto il tempo di un altro teletrasporto di massa con le flotte dei Greyjoy, dei Tyrell e dei Martell riunite sotto le insegne della Regina dei Draghi. Appare anche Varys sogghignate: la sfida di teletrasporto di massa con Ditocorto è stata vinta… E il pubblico in delirio esulta perché finalmente si abbandona il pantano di Meereen.

“Fffhh… Meereen! […] Mamma mia la monnezza c’ho fatto!”
(René Ferretti, il Regista)

Teoria di Brandon Stark Super-Fanta-Mega-Dio

brandon

Ormai in parecchi nel sottobosco delle fandom iniziano ad avanzare la teoria secondo cui Brandon Stark altri non sarebbe che il Dio Rosso… Ma io desidero spingermi un po’ più in là… Brandon Stark in realtà è tutti gli dei di Game of Thrones…

Riflettendoci bene, il buon Brandon “Il Corvo a Tre Occhi” Stark ha il potere di viaggiare nel passato e nel futuro, di condizionare gli eventi passati, di trasferire la propria anima dentro qualsiasi essere vivente e controllarne le azioni, di parlare nella testa della gente…

Brandon si è reso conto che i Figli della Foresta hanno scatenato una magia troppo oscura da controllare, creando il Re della Notte. In pratica i Figli della Foresta hanno creato un vero e proprio dio della morte e del gelo, impossibile da contrastare umanamente…

Ma Brandon potendo manipolare il tempo, ha a sua disposizione millenni per piazzare le pedine nel posto giusto…

…come Antichi Dei avrebbe ispirato i Primi Uomini e gli Stark a proteggere i Sette Regni dall’avanzata del Re della Notte, arrivando anche a possedere ogni Brandon Stark della propria genealogia. Secondo la vecchia Naan tutti i Brandon Stark tendevano a confondersi, perché sembravano tutti la stessa persona. Quindi anche il Brando “Il Costruttore” Stark, che aveva costruito la Barriera con la magia, sarebbe una incarnazione del Corvo a Tre Occhi. Addirittura il Brandon Stark promesso sposo di Catelyn, che aveva umiliato Ditocorto sarebbe una manifestazione passata del Bran che conosciamo. Rischiando per un soffio di essere il padre di se stesso, Brandon Stark avrebbe scatenato la sete di potere di Ditocorto, l’uomo che porterà l’esercito di Arryn nel Nord (roba tipo costringere la Svizzera a partecipare a una Guerra Nucleare)…

…come Dio dei Mille Volti potrebbe aver consentito l’addestramento di Arya Stark e la sua uscita senza danni dalla setta degli Uomini Senza Volto, per addestrarla al compimento della vendetta degli Stark e forse a un ruolo più importante nell’imminente guerra con la Legione dei Morti…

…come Dio Rosso avrebbe portato Stannis e Renly a una guerra fratricida, al sacrificio di Shyreen, alla disfatta dell’esercito Baratheon, solo per estinguere questa dinastia (con la morte di Tommen la casata Baratheon è formalmente estinta) e spalancare la strada alla restaurazione dei Targaryen di Ghiaccio (Jon Snow) e di Fuoco (Daenerys Targaryen), gli unici in grado di contrastare il suo nemico, il Re della Notte. Sempre come R’hllor avrebbe concentrato parecchi suoi sacerdoti presso Westeros per la guerra ventura…

…come Dio Abissale avrebbe favorito Euron Greyjoy solo per spingere Yara e Theon a fuggire con la flotta da Daenerys, cui mancava un passaggio per i Sette Regni…

…come Sette Dei avrebbe fatto impazzire Aerys Targaryen, per innestare quel motore di eventi che avrebbe portato alla genesi del proprio campione Jon Snow/Azor Ahai/Il Principe che è stato promesso/Lo Stallone che monta il mondo… avrebbe spinto il sovrano a accumulare la pericolosa concentrazione di Altofuoco, che avrebbe causato il cataclisma finale spianando la strada a una alleanza Martell/Tyrell/Targaryen… peraltro Approdo del Re è ancora piena di Altofuoco, che potrebbe saltare sotto il nasino del Re della Notte…

…come Grande Pastore (lato Mirri Maz Duur) e come Grande Stallone (lato Dothraki) avrebbe ordito la tragica catena di eventi che avrebbe portato all’aborto di Daenerys, all’uccisione di Khal Drogo e spinto l’ultima dei Targaryen a risvegliare i draghi…

Se vi fa raccapriccio pensare alla quantità di bambini e innocenti uccisi da Brandon nel compimento di questo piano divino, ricordatevi cosa ha fatto al povero Hodor, solo per ritardare il Re della Notte. L’apparentemente mite Brandon Stark è capace di tutto.

Ci tengo a ringraziare Paolo Wolly Valenti per le lunghe e spassose conversazioni digitali, da cui è scaturita questa bizzarra teoria, che copre una quantità immane di buchi narrativi.

Il responso

abbracci

Oltre a una serie di problemi logistici, ho scritto solo ora quest’ultima puntata del mio matto resoconto della sesta stagione anche per lasciare che si sedimentasse un poco. Sull’ondata del pirotecnico dittico di “Battle of the bastards” e “The Winds of Winter” avrei gridato al miracolo ululando che la sesta stagione di Game of Thrones era la migliore vista finora. Poi però ho ripercorso le puntate precedenti e il mio giudizio si è fatto più ponderato.

“Cerchi di… mollare un po’. Molli! La faccia, se mi permette, ‘a cazzo di cane’!”
(René Ferretti, il regista)

Se le ultime due puntate sono straordinarie grazie alla regia sapiente di Miguel Sapochnik, se episodi come “Book of the Stranger” e “The Door” hanno spiccato per ritmo e tensione narrativa, è pur vero che il resto della stagione è stato ai limiti del disastroso: accumuli incongrui di colpi di fortuna (i primi due episodi in tal senso sono pazzeschi), svolte narrative all’insegna dell’anticlimax più becero (la resurrezione di Jon Snow al centro estetico è atroce); assoluto crollo di ogni tentativo di verosimiglianza negli spostamenti (finché l’effetto di teletrasporto riguarda un personaggio uno chiude un occhio, quando si spostano intere armate e flotte, va meno bene); sciatteria registica a go-go (lo scudo dei Bolton che appare e scompare); recasting spesso fastidiosi (il Corvo a Tre Occhi e i Figli della Foresta, non possono cambiare a ogni stagione, fortuna che sono morti); grandi attori sprecati in siparietti inutili (usare Peter Dinklage per raccontare barzellette tristi è pazzesco); personaggi completamente snaturati (non si riesce davvero a capire se Arya Stark sia un killer spietato, o una ragazzina disturbata); assenza totale di qualsiasi colpo di scena degno di questo nome (tutto è esattamente ciò che appare: nessuna Grande Cospirazione del Nord, nessun doppio gioco, tutti fanno il loro compitino); riproposizione maniacale di situazioni già viste, che nelle intenzioni vorrebbero trasmettere la sensazione di un tempo ciclico, ma che spesso danno un senso di déjà-vu vertiginoso (Daenery che brucia i propri nemici, la caduta di Bran/Tommen, l’abbraccio della folla a Jon/Daenerys, la morte di Rob Stark/Roose Bolton, la morte di Catelyn Stark/Walder Frey, ecc…); ritorno in scena di personaggi per puro fan service (contenti? il Mastino è tornato! e ora che gli facciamo fare?)…

“Ammazza… Macs Fonsidov?! Ma chi l’attore! Quello de Matrix?!”
(Itala, la segretaria di produzione)

Non vado oltre nel segnalare le pecche, perché comunque ricorderò questa stagione tra le migliori, ma è merito solo di due episodi pazzeschi (9 e 10) e di due abbastanza ispirati (4 e 5). Il resto mostra i segni di una certa stanchezza della serialità americana.

Il lavoro prodigioso fatto con la prima e la seconda serie è stato quello di riuscire a produrre venti ore di spettacolo di altissimo livello. Ma l’aver creato un format che prevede la produzione annuale di quelli che ormai sono veri e propri film ad alto budget di dieci ore, comporta la necessità di “prendere fiato” con puntate piatte. E’ inevitabile. Produrre in meno di un anno dieci ore di film piene di linee narrative, computer grafica, centinaia di comparse, coreografie di combattimenti è una impresa titanica.

La sesta stagione ha proprio questo di prodigioso: non aver lesinato in nulla. Le battaglie non sono più raccontate, o viste da lontano, ma ci gettano dentro la mischia, come mai si era visto in uno show televisivo. La computer grafica non è stata un mero orpello, ma è stata finalizzata al racconto in modo fluido ed emozionante.

Perfino l’aver abbandonato il materiale letterario ha dato più respiro alla trama liberandola di tante zavorre di “fedeltà al testo” che avevano ammorbato le ultime stagioni.

Insomma la via per le prossime stagioni è stata tracciata bene negli ultimi due episodi: fare meno puntate, ma farle davvero epiche. Bene hanno fatto Benioff e Weiss a dichiarare che le prossime stagioni saranno più corte.

Preferisco anche tre puntate di Game of Thrones ai livelli sublimi del dittico finale di questa stagione piuttosto che dieci ore alla cazzo di cane.

E comunque…

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Nelle puntate precedenti

Sempre su Game of Thrones

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3 pensieri su “La resurrezione di Game of Thrones o il trionfo de Gli Occhi del Drago?

    • Martin non riesce a chiudere la serie proprio perché non si abbandona alla nostra teoria, che è l’unica capace di coprire le tante contraddizioni presenti. In ogni caso siamo degli ubriaconi e drogati.

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