Comfortably Numb, ovvero il giorno dell’amicizia di Facebook e la bolla informativa

Oggi il buon vecchio Facebook celebrava sobriamente la giornata dell’amicizia, proponendo di pubblicare il video di un osceno pupazzo ballerino composto dalle foto profilo dei nostri amici. Notavo con piacere che nessuno dei miei amici aveva pubblicato questa oscenità e che leggevo solo aggiornamenti di status che si lagnavano dell’iniziativa…

“Sto fatto che non ho visto neanche un video della giornata dell’amicizia, ma solo post che si lamentano di quei video è indice che negli anni ho silenziato le persone giuste.”

Sulle prime la cosa mi ha fatto sorridere, poi ho iniziato a riflettere su quanto negli anni ho gradualmente irrigidito l’accesso alle informazioni provenienti dai social.

Mi sembrano lontani gli anni dell’entusiasmo, in cui vedevo internet come il luogo principe ove poteva nascere una cultura ibrida frutto di continue contaminazioni di idee, provenienti da persone lontane geograficamente e per cultura. Nella visione naif che avevo dell’informazione nella mia giovinezza vedevo internet come un crogiuolo, in cui tante visioni necessariamente parziali della realtà si sarebbero amalgamate in qualcosa di molto più grande e più bello della mera sommatoria delle parti che la componevano.

La verità è che negli anni la repulsione e la stanchezza hanno avuto il sopravvento sulla curiosità.

Col tempo a forza di giocare con aggregatori, liste, query di ricerca, profilazioni e ammennicoli vari, ho trasformato internet in quello che Philp K. Dick già negli anni ’60 chiamava “omeogiornale” e che oggi chiamiamo bolla informativa. Come un personaggio di un racconto distopico vivo in un sistema di informazioni esattamente calibrato, per confortare la mia visione del mondo, non urtare la mia sensibilità, mantenermi apparentemente bene informato e pacatamente indignato.

Vivo come tutti gli altri in un ambiente informativo comodo e ovattato, filtrando l’enorme massa di informazioni, per essere raggiunto solo da ciò che rinsalda le mie convinzioni e idiosincrasie. Va da sé che in un sistema dominato da algoritmi, che profilandoci decidono cosa per noi è rilevante, questa bolla informativa ha assunto quasi i contorni di una fortezza.

L’amico di Facebook pubblica una foto o una notizia, che non ci aggrada? La prima reazione è silenziarlo, si resta amici, ma non si interagisce più.

Il blog che leggevo con piacere diventa scadente? Viene cancellato per sempre dal reader.

Twitter è diventato un bordello di aggiornamenti insensati? Ormai lo uso solo come filtro per le ricerche sulle serie TV, che mi interessano.

Google News ormai è la fortezza delle mie convinzioni politiche, antropologiche e religiose e dei miei gusti artistici, letterari e cinematografici.

Per anni si è parlato del “rumore” di internet come il vero pericolo dell’informazione di questa epoca. Eppure nel lungo periodo vedo come molto più pericolosa la bolla informativa. Poco a poco stiamo ergendo delle barriere invisibili tra noi stessi e le idee degli altri, rischiando di venire eccessivamente confortati nelle nostre convinzioni e inaridendo conseguentemente la nostra capacità di crescere, migliorare e cambiare.

E’ paradossale ma la bolla informativa con la sua forsennata lotta al rumore sta trasformando internet da strumento di una possibile rivoluzione culturale al miglior specchio in cui ammirare la bontà e la solidità dei nostri ragionamenti e del nostro sentire.

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9 pensieri su “Comfortably Numb, ovvero il giorno dell’amicizia di Facebook e la bolla informativa

  1. Molto interessante, mi ritrovo perfettamente nelle tue idee (soprattutto per il passaggio dall’entusiasmo ad una certa forma di dolorosa consapevolezza dei limiti di qualcosa pensavamo fosse libero, giusto, ideale per definizione). Mi fa sorridere l’ironia di aver visto il tuo articolo sulla “bolla informativa” perché la mia bolla informativa si nutre di contenuti su web, digitale, social media (ed immancabili gif strane) e sui risvolti della società dell’informazione in generale. E’ un momento difficile per trovare un bilancio tra quello che sappiamo, quello che non sappiamo ma soprattutto, quello che crediamo di sapere.
    Grazie per le tue riflessioni!

    • Hai indicato il centro del problema: trovare un equilibrio tra il rumore che porta aprirsi al diverso e la sostanziale staticità che porta il rapportarsi solo con le persone che apprezziamo (onorato di essere nella tua bolla!)

  2. Ottimo articolo, complimenti. Aggiungi il fatto che la grande maggioranza degli utenti non si immagina neanche che Google sia programmato per mettergli davanti I contenuti che gli piacciono! Il vegano si vedrá arrivare solo articoli pro veg, il cristiano solo articoli che parlano della “follia gender”, il salviniano solo articoli che parlano degli immigrati stupratori e cosí via. Gli utenti hanno la loro colpa nel selezionare solo le conferme alle loro idee, ma Google li intrappola un una bolla di cui non sono neanche consapevoli.

    • Osservazione assolutamente condivisibile. Ormai ogni volta che c’è qualche “appuntamento con la Storia” i primi a essere trovati con le braghe calate sono i giornalisti. E’ sempre tutto imprevedibile (Trump, il referendum, ecc…). Sorge il sospetto che passino la giornata a specchiarsi sul proprio monitor.

    • Ehi Rettiliano, tu mi conosci diari siffatti e manco me ne parli? E mi tocca scoprirli per vie tortuose?
      O magari sono sul tuo elenco pubblico di siti seguiti ed io manco l’ho letto?
      Ad ogni modo grazie Giovanni. In molti stanno riflettendo sulla questione della bolla informativa

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