Il video virale dei bancari e il cyberbullismo come se fosse antani

Con rapidità sorprendente è diventato virale un video, in cui dei dipendenti di una filiale di una importante banca italiana si esibivano in una performance surreale e grottesca. Il video si inseriva in una sorta di gara di simpatia e creatività tra filiali. In pratica una gara di locura tra bancari. Il grigiore della vita dei bancari trasfigurato in una luccicante fiction RAI scritta da Ivan Cotroneo.

“io parlo della locura, Renè, la locura. La pazzia, che cazzo Renè, la cerveza, la tradizione, o merda, come la chiami tu, ma con una bella spruzzata di pazzia: il peggior conservatorismo che però si tinge di simpatia, di colore, di paillette.” (Boris)

Mentre noi Bastardi dell’Internet sghignazzavamo, spammando il video nelle nostre bacheche, arrivavano come avvoltoi due generi di loschi figuri.

Il primo tipo di avvoltoio è quello dei soliti soloni, che blaterano cose tipo “Dite a quella Banca, che io posso offrirgli un piano di comunicazione interna molto più coerente coi valori del loro brand e adeguato ai più elevati standard di oltreoceano!” Gente che si liquida con uno sbadiglio.

Il secondo tipo di avvoltoio invece è assai più molesto e insidioso. Come ricorderete avevo a suo tempo tratteggiato la figura dell’Affliggente col suo “riflesso del biasimo digitale”, ovvero colui il quale ogni qualvolta inciampa in qualcosa di virale, che fa ridere il prossimo, si erge col suo ditino indignato a rimproverarci per la nostra crudeltà da odiatori seriali e distruttori di vite di poveri innocenti.

Ovviamente siamo dei mostri, perché ridiamo di un video privato, che è stato sottratto alla sfera privatissima di privati cittadini ora esposti al pubblico ludibrio, e nessuno pensa alle loro famiglie, e ai loro figli, e basta con il Twitter che Odia, e basta con l’Internet che Odia, e il cyberbullismo, e bla bla bla…

Orbene in ossequio alla Parabola del Campo di Pomodori, potrei fare l’Affliggente anche io per cinque minuti. E potrei dire…

Carissimi Affliggenti,

forse non vi rendete conto che laddove noi Bastardi Figli dell’Internet non ridessimo di video come questi, non li spammassimo ovunque, non gli dessimo la massima visibilità possibile e non li inondassimo di commenti negativi, renderemmo un pessimo servizio a milioni di lavoratori.

Deve essere chiaro a ogni impresa italiana, a ogni amministratore delegato, a ogni funzionario con delega su risorse umane, o comunicazione, che i lavoratori hanno una loro dignità, che non può essere in alcun modo calpestata in questa ridicola ricerca della simpatia e della creatività a tutti i costi.

Il lavoro è una cosa seria, serissima.

I lavoratori meritano rispetto e dignità.

Quindi ogni volta che dei lavoratori vengono coinvolti in folli pantomime, è importante che le aziende sappiano, che tali pratiche non suscitano commenti da baretto hipster tipo “Ah che deliziosa trovata! Che clima aziendale sereno! Che creatività! Che simpatia! Che originalità!” No. Presso noi persone comuni questa roba viene percepita come grottesca: fa ridere, ma fa anche rabbia.

Non può e non deve passare il concetto che i lavoratori devono essere disponibili a fare i clown sul luogo di lavoro.

Il concetto è semplice: se rendi i tuoi lavoratori dei clown, la gente li tratta come tali.

Si ride bonariamente di pochi lavoratori, per salvarne milioni dalla locura aziendale.

E avrei anche qualcosina da aggiungere su di voi cari Affliggenti, sempre pronti a scagliarvi contro il cyberbullismo delle masse.

Se non esisteste voi io, come molti altri, neppure verrei a conoscenza di questi casi di esposizione al pubblico ludibrio. La primaria fonte di notizie sullo scemo del villaggio globale del giorno siete proprio voi. Siete voi che diffondete nomi e cognomi dei poveri “bullizzati”, che ci titillate di indiscrezioni sui loro canali social, che ci elargite ogni dettaglio sulla vicenda. Volete sensibilizzare il prossimo? Non usate nomi e cognomi, non fornite dettagli alle vostre centinaia, migliaia e per alcuni di voi milioni di seguaci.

Queste vicende sono odiose? Prendetevela con Google, YouTube e Facebook, che ospitano questi contenuti virali e paiono sempre assenti come l’onnipotente Dr. Manhattan di Watchmen, quando il Comico spara alla ragazza vietnamita. E’ materiale che non andrebbe diffuso? Scatenatevi contro le testate giornalistiche che ne parlano. Qualche delinquente esagera? Che lo si denunci.

Ma stare sempre a lagnarsi perché ciò che è ridicolo, suscita riso, è solo un vuoto esercizio retorico, che compiete dall’alto dei vostri piedistalli morali solo per mettervi in mostra.

D’accordo. Siete delle persone migliori di noi.

Ce ne faremo una ragione.

Poi la vogliamo smettere con questa retorica dell’irresponsabilità con annessa pretesa che le nostre azioni non siano socialmente sanzionabili?

Il mondo offline e online sono identici.

Non capisco perché bisogna prendere le difese di persone adulte (e in questo caso si parla addirittura di funzionari), che dovrebbero sapere benissimo come funziona il mondo.

Seguendo il vostro ragionamento dovrei poter entrare tutto nudo in un locale affollatto, recitare l’alfabeto coi rutti e nessuno dovrebbe avere nulla a che ridire. Anzi neppure dovrebbero ridere, o mostrarsi sorpresi. E dopo avermi visto fare una cosa del genere non dovrebbero parlarne con nessuno.

E non mi si dica che l’esempio è inconferente, perché si parla di video privati. Chi di noi ha dei figli muniti di smartphone non si raccomanda d’altro che stiano attenti a ciò che fotografano e registrano, che non si sa mai che fine potrebbe fare in rete.

Se qualcosa è online è infinitamente riproducibile e facilmente diffondibile.

Arrivati al 2017 lo sanno pure i sassi.

Potrei dire questo e molto altro, ma non lo dirò.

Mi limiterò a dire: fatevela una risata, che è la sola igiene del mondo.

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3 pensieri su “Il video virale dei bancari e il cyberbullismo come se fosse antani

  1. Solo una nota. Questo è un provino, doveva restare privato, invece è finito in rete. Anch’io feci un provino per la TV qualche anno fa (lasciamo stare…), e oggi nessuno ne ride in rete. Perchè? Perchè non è stato diffuso. Questi provini sono “interna corporis” (l’Avvocato mi capisce…) che non vengono diffusi. Se vengono diffusi, è perchè sono stati ritenuti meritevoli e selezionati alla pubblicazione. Se le cose fossero andate normalmente, nessuno si sarebbe accorto di questo video, perchè sarebbe stato scartato. Punto. Per me, non c’è altro da dire. Non so… Scusate la lunghezza. Buona serata.

  2. Articolo meraviglioso
    L’indignazione contro queste manifestazioni (non il cyberbullismo, ovvio!) sarebbe sano in un Paese … sano. E il problema non è che ci si indigna, ma che … non ci si indigna!
    Quante “Intese San Paolo” (mi si passi il termine) incontriamo e non ci indignamo?
    Questo è il problema. E’ il problema che noi siamo l’eterna Italia di Fantozzi. Del Fantozzi che tende a “naturalizzare” la propria condizione servile e mai a metterla sotto critica.
    Qui c’è un problema italiano vecchio come l’Italia.
    Le cd “corporate identity” … in Italia, sono le ns vere sette…
    E mica parlo di Aziende (solo di Aziende!)
    Mica parlo di sette religiose, no! Anche i 3 frustrati di un circolo culturale di una biblioteca del più sperduto, quando parlano di loro e di quello che fanno, sembrano “Premi Nobel” della letteratura!
    Il problema è tutto qui. Noi italiani siamo geni, maestri a “ristrutturare” (a cercare di “ristrutturare”) la “percezione sociale” di noi stessi noi italiani siamo speciali, siamo dei maestri… Siamo dei Fantozzi, ma ci crediamo i Mega Direttori… Ed è così una buona percentuale di italiani, che ha nel DNA questo … Il guaio non è che ci indignamo (ripeto, senza cyberbullismo), ma che non ci indignamo.

    Poi, sul provino … Beh, io voglio credere fosse un provino, messo in rete per errore o per fare “un colpo basso”… Altrimenti… Poi, a 41 anni e mezzo, mi aspetto di tutto dalla vita!
    Scusate la lunghezza!
    Buona serata.

    PS. Grazie ancora del bellissimo articolo! Seguirò Enrico. Ciao

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