Perché internet sta morendo (e non è colpa di webeti e troll)

In meno di dieci anni internet è passato da osannato motore di una rivoluzione culturale senza precedenti, a imputato di essere lo sfogatoio dei peggiori istinti del genere umano. Ma siamo sicuri che sia colpa solo di webeti, troll e bufalari?

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La vita nella Città Sostituita

Sono strani giorni. Giorni, in cui cammino in una città, che non sento più mia. Sembra la Città Sostituita di un libro di Philip K. Dick. Alla Roma che conoscevo si è sovrapposta un’altra città diversa, più ostile, attraversata da una manichea e contraddittoria visione del mondo, in cui le categorie di nemico e alleato sono quanto mai labili.

Della Roma decadente, opulenta e plebea in cui sono nato resta l’aspetto, ma l’anima non è più quella.

E’ una città strana, sconosciuta.

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Lost in #ATAC

Visto che sono condannato a perdere tempo, ne approfitto per rendervi partecipi di questa splendida giornata patrocinata dall’ATAC.

Vado solerte come ogni mattina a prendere il 542 a Piazza delle Camelie. Ovviamente l’autobus non c’è e al suo posto c’è un capannello di disperati. Dai mormorii desumo che attendono da venti e più minuti.
Quando si verifica questa situazione l’unica è cercare soluzioni alternative.

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Mi spiace, ma qui non è Mr Robot

“Sulla prima pagina è scritto: Nell’affresco sono una delle figure di sfondo.”

(“Q”, Luther Blisset)

Qualche giorno fa il buon Vittorio Zambardino ha proposto un’alta riflessione sullo stato della cybercultura contemporanea, che invito caldamente a leggere prima di proseguire nella lettura di questa riflessione (“Lasciare Facebook per un po’, per fuggire (invano) dalla Regina Rossa“).

Chiunque conosca il curriculum di Vittorio Zambardino non può certo ascriverlo a un esegeta del luddismo di ritorno, di cui Umberto Eco è il più alto esponente, che vede nel digitale la causa prima di ogni mortificazione del dibattito pubblico. Anzi il buon Zambardino ha rappresentato per parecchi anni il maggior responsabile del processo di digitalizzazione del Gruppo Editoriale l’Espresso, pertanto, quando esprime disaffezione per lo stato dell’informazione digitale, merita una lettura più che attenta (dopotutto è uno dei padri della Colonna Destra di Repubblica e gli sarò eternamente grato per questo… scherzo!).

La lettura di Zambardino mi ha fatto riepilogare mentalmente la mia attività online nel quadriennio 2010-2013, quando ho giocato alla Regina Rossa con discreto successo.

Ecco quello che segue magari può essere visto come il classico monologo del cattivo da fumetto, che quando ormai tutto è perduto svela il Diabolico Piano… Oppure più semplicemente è la “confessione di un artista di merda”…

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Il certificato in bollo al tempo dell’autocertificazione

Questa mattina mi sono recato in delegazione perché necessitavo di un certificato in bollo.
La prima sconcertante circostanza è stata quella di non trovarmi di fronte un girone dantesco, bensì file rapide e impiegati cortesi.
L’altra buffa circostanza è stata che l’impiegata allo sportello mi ha sottoposto a un lungo, ma garbato,  interrogatorio sul perché ne avessi bisogno (costa oltre sedici euro) in tempi di autocertificazione.
Ho pensato a quanto una piccola idea certe volte può avere positive ricadute sociali in termini di carichi di lavoro della pubblica amministrazione, di tempi per i cittadini…
Però poi mi è presa un po’ di nostalgia perché si è estinta la figura antropologica della “vecchina della delegazione”  che fingendo i più iperbolici malanni chiedeva di saltare quindici ore di fila, generando un arcobaleno di sentimenti che andavano dalla carità cristiana, alla furia vichinga…
Spazzate via dalle autocertificazioni…

Segui il flusso

E’ passato un sacco di tempo dall’ultima volta che ho scritto due righe, peraltro odio l’Ufficio Digitale dei Defunti, ma per Marco Zamperini ne vale decisamente la pena.

Dopo anni di frequentazioni digitali, ho conosciuto personalmente Marco lo scorso anno all’Ecomondo di Rimini, avendo il piacere di trascorrere con lui due giornate bellissime. Una delle parole più abusate della lingua italiana è “carisma“, ecco Marco è una delle poche persone che ho incontrato che ne aveva davvero. Così pieno di vita e di energia, che mi sembra impossibile pensarlo morto.

Lo ricordo con una di quelle sue pennellate genialoidi, con cui in una immagine ti imprimeva a fuoco in testa un concetto… C’era una mega direttrice generale di qualche mega realtà industriale che durante la fiera lo fermò esprimendo le proprie difficoltà nell’utilizzo dei social network. Marco le disse:

Vedi è come nel film la Ricerca di Nemo, quando il padre incontra le tartarughe marine, se vuoi davvero correre, devi viaggiare nel flusso della corrente australiana insieme alle altre tartarughe… segui il flusso!

Semplice, efficace e geniale. Come Marco.

Progetto Gilda35: il mio doveroso poscritto – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

Sarà che sono nato con Pong… Sarà che appartengo a una generazione che ha vissuto tutta l’evoluzione dell’informatica contemporanea da Space Invaders alle reti neurali… Sarà che sono un game addicted e un internet addicted… Sarà che nelle primissime generazioni di console la norma era che i giochi non avevano un finale. Decidevi tu quanto […]

Le dimissioni del Papa – L’aggregato

Pope Benedictus XVI
Pope Benedictus XVI (Photo credit: Wikipedia)

Lo dico subito: Ho apprezzato il gesto del Papa e lo trovo a suo modo rivoluzionario.

Ha ricordato a milioni di superstiziosi, che il Papa non è una sorta di umana manifestazione della volontà divina.

Ha ricordato che il Papa è un uomo, che svolge un servizio per la comunità di fedeli, cui appartiene.

Ha ricordato ai potenti, che il potere è servizio e che se non sei in grado di svolgere al meglio quel servizio è bene che ti faccia da parte.

Se ne è andato per via dei complotti e degli scandali? Complotti e scandali sono connaturati all’esercizio del potere. Nulla toglierebbero al suo gesto.

Non ho mai amato molto questo Papa, eppure in questo suo umanissimo gesto mi ha fornito una delle migliori testimonianze contro la metafisica del potere.

E penso che i tanti Vecchi al potere, inchiavardati alle loro poltrone, dovrebbero seguirne l’esempio.

viaLe dimissioni del Papa – L’aggregato.

Appunti per un’ecologia di internet

ORIGINARIAMENTE PUBBLICATO SU GILDA35

Durante l’evento Web e Sostenibilità si è tenuto l’incontro dedicato ad “App Startup & Co.”, in cui ho presentato i miei appunti per un’ecologia di internet. Perché la Rete è un ecosistema prezioso e andrebbe preservata. Il racconto della giornata.

ONtro

Esimi Ricercatori come sapete, alcuni giorni addietro su invito del nostroGiuseppe Lanzi ho partecipato alla Ecomondo 2012 di Rimini con un intervento dedicato all’ecologia dell’informazione sul digitale…

E’ stata un’ottima occasione per rincontrare alcuni vecchi amici (Giuseppe Lanzi e Diego Orzalesi), finalmente conoscere dal vivo vecchie conoscenze gildesche (Alex Bianchi uno del primissimo nucleo di Ricercatori, Paolo “Spottino” Valzaina e Beppe Cataudo) confrontarmi con personalità della rete del calibro di Marco Zamperini e Miriam Bertoli, nonché fare la conoscenza di tante persone che quotidianamente cercano di conciliare ecologia e digitale.

In Viaggio riepilogando le idee…

Ovviamente la partenza è stata rocambolesca come al solito, col sottoscritto che si precipita dall’ufficio direttamente sui binari di Roma Termini con la testa che ancora ronza di entrate merci, OdA, rilasci, riscontri, validazioni…

Il tutto è ben attestato da questa esplicativa foto che mi ritrae mezzo intirizzito, immerso in prospettive degne di un romanzo futurista con binari in lega d’acciaio e pensiline protese verso magnifiche sorti progressive…

Una cena luculliana…

Dopo quadrature di appuntamento via cellulare, Twitter, mail e financo corvi del Trono di Spade, ho raggiunto il ristorante Sol y Mar di Riccione per una luculliana e splendida cena di pesce offerta dal buon Giuseppe Lanzi.

Inutile dire che è stata una delle migliori cene di pesce della mia vita, ma quando si gironzola con Giuseppe Lanzi la qualità di cibo e vino è sempre sopraffina.

La cena è stata molto interessante con mini reiunion gildesca tra me, Orzalesi e Bianchi e gustosa chiacchierata con Miriam Bertoli, Marco Zamperini, Andrea Di Stefano e Santiago A. Mazza… Sulle tante conversazioni ha tenuto decisamente banco il racconto della campagna virale “Todos por un pelo“, un piccolo capolavoro di advertising surrealsta di Zamperini/Mazza.

Detto per inciso, durante la cena la conversazione, era così rapsodica, iperbolica e frammentaria che mi chiedevo come avrebbe fatto Miriam Bertoli a moderare un pannel che si preannunciava decisamente impegnativo.

Insomma miei esimi se vi capita di passare dalle parti di Riccione mi permetto di suggerivi un passaggio in questo delizioso ristorante… che mi ha indotto a fantasticare di chiudere col dadaismo, aprire un Foodblog e iniziare a scroccare pranzi, cene e colazioni… neanche il mondo patinato del fashion blogging era riuscito a fare tanto…

Verso Ecomondo…

Così il mattino dopo mi sono svegliato ben rifocillato e pronto per affrontare col dovuto entusiasmo la giornata… non immaginando che durante la colazione dei campioni Giuseppe Lanzi mi avrebbe consegnato un pass significativamente denominato “VIP card“…

Ovviamente la mia testolina ha subito una congestione e sono corso in bagno ad immortalarmi davanti allo specchio (utilizzando la fotocamera posteriore in spregio alle mie stesse regole sull’autoscatto VIP) con in mano smartphone e VIP card… sfumando il tutto con un bell’effetto sgranato anni ’70 di Instagram (non capirò mai perché ci siamo convinti che sia trendy utilizzare fotocamere con millemila megapixel per fare foto a bassa risoluzione)… ovviamente avendo cura di “rivoltare” l’immagine perché si leggesse bene VIP card…

Oh, dopotutto dai flame indegni che leggo in giro, pare che tutto fa curriculum oggigiorno…

Non ero mai stato alla Fiera di Rimini, che distava pochi metri dall’hotel. Sarà che durante il viaggio in treno mi ero trastullato con uno splendido articolo sulla Fisica di Cthulhu, consigliatomi da Luca Sognatore, ma i Quattro Piloni dell’Apocalisse della Fiera di Rimini mi suscitarono qualche fantasticheria non euclidea…

App Startup & Co.

Arriviamo così al cuore del mio intervento, che è tutto racchiuso nelle slide sottostanti.

In estrema sintesi ho ripreso le tematiche sul c.d. “Lato Oscuro della Rete“, affrontandole da un punto di vista “ecologico“:

  • Se come ripete spesso l’amico A. Giovanni Vitaleinternet è un ecosistema” formato da informazioni prodotte, veicolate e ibridate da umani e macchine ne discende che dovremmo per quando possibile tutelarlo e proteggerlo come qualunque altro ecosistema, garantendone biodiversità e purezza.
  • Su internet un simile approccio comporta la necessità di considerare con molta azione il peso delle nostre azioni, valutandone l’impatto ambientale. Se l’ecosistema in cui siamo immersi è un ecosistema di brand commerciali e personali in competizione tra loro (vi invito a fare iltest di tossicità), diviene fondamentale garantire modalità comunicative “equilibrate“.
  • Essendo l’uomo un mammifero che tende gioco forza a marcare il territorio con l’inquinamento ambientale e psicologico, per cui modificare la sfera dell’immaginario altrui è istintivo, come per i salmoni risalire la corrente, è essenziale innescare processi di maggiore consapevolezza… a meno di volerci risvegliare in un futuro neppure troppo remoto in cui la distinzione tra vero/verosimile/falso sia completamente ingoiata da un Sogno Totalizzante, da cui sarà impossibile svegliarsi.
  • Doverosamente dobbiamo tener presente che nell’iceberg digitale impazza quella particolare modalità di creazione di contenuti nota come “mitopoiesi“, pertanto sia e informazioni, sia le scorie di “comunicazione tossica” si sedimentano e si stratificano con esisti spesso imprevisti e sconcertanti.
  • Ovviamente ho fatto alcuni esempi di modalità negative di inquinamento digitale: in primis il livello di annientamento psicologico delle giovani generazioni evidenziato dal raid di #Baldforbieber di 4chan e il triste caso Amanda Todd, in secondo luogo evidenziando l’uso sapiente fatto da Greenpeace con Artic Ready del livello di tossicità mentale del pubblico.

Per le slide devo rivolgere una menzione d’onore a Beppe Cataudo che con maestria e sangue freddo riusciva a compatibilizzare con un barbatrucco via iPad un Power Point, che non voleva saperne di girare sul computer Apple connsso al proiettore… Eroe del cyber dadaismo.

Di seguito vi riporto un divertente storify dell’evento, per il quale devo rivolgere i complimenti sopratutto a Miriam Bertoli che ha tenuto saldamente le redini dell’incontro, riuscendo anche a fornire un filo conduttore ai vari interventi, che spaziavano dalla contro-cultura digitale alle start up… e al grande Marco Zamperini che riuscirebbe a ipnotizzarmi anche mentre legge gli ingredienti di una scatola di Kellog’s.

Insomma un evento bello e ricco pieno di spunti interessanti per un’ecologia dei nostri comportamenti in Rete e dal “vivo” (anche se per me la distinzione è sempre più labile)…

Titoli di coda…

Come concludere miei esimi Ricercatori?

Mi sono goduto parte del viaggio di ritorno con Marco Zamperini, che mi ha deliziato con gustosi aneddoti sulla Storia del Digitale in Italia e sulle origini di Facebook, al cui a confronto “The Social Network” di David Fincher è “Happy Days“… Ed ho così chiuso in bellezza una giornata che ricorderò… Se i Grandi sono Grandi un motivo c’è.

Insomma miei esimi Ricercatori vi lascio con questo mirabolante nonSPOT surrealista, che ormai continua a ronzarmi per la testa…

E conlcudo con un doveroso ringraziamento a Giuseppe Lanzi e a tutta l’organizzazione di Assoscai.

Il video completo dell’evento