IL METODO DI GIANNI IL BUONO PER LIBERARSI DEI CALL CENTER

I call center ti danno il tormento? Sei molestato quotidianamente da operatori di call center che ti tormentano presentando le loro offerte commerciali, di cui non hai assolutamente bisogno? Ormai lasci la suoneria spenta e non rispondi più ai numeri che non conosci?

Allora hai bisogno del Metodo di Gianni il Buono per liberarti dei Call Center!

Funziona grosso modo come descritto nel dialogo sottostante ed è garantito al 100%. In un solo anno le telefonate dei molestatori aziendali si sono ridotte del 90%.

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Perché internet sta morendo (e non è colpa di webeti e troll)

In meno di dieci anni internet è passato da osannato motore di una rivoluzione culturale senza precedenti, a imputato di essere lo sfogatoio dei peggiori istinti del genere umano. Ma siamo sicuri che sia colpa solo di webeti, troll e bufalari?

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La vita nella Città Sostituita

Sono strani giorni. Giorni, in cui cammino in una città, che non sento più mia. Sembra la Città Sostituita di un libro di Philip K. Dick. Alla Roma che conoscevo si è sovrapposta un’altra città diversa, più ostile, attraversata da una manichea e contraddittoria visione del mondo, in cui le categorie di nemico e alleato sono quanto mai labili.

Della Roma decadente, opulenta e plebea in cui sono nato resta l’aspetto, ma l’anima non è più quella.

E’ una città strana, sconosciuta.

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Lost in #ATAC

Visto che sono condannato a perdere tempo, ne approfitto per rendervi partecipi di questa splendida giornata patrocinata dall’ATAC.

Vado solerte come ogni mattina a prendere il 542 a Piazza delle Camelie. Ovviamente l’autobus non c’è e al suo posto c’è un capannello di disperati. Dai mormorii desumo che attendono da venti e più minuti.
Quando si verifica questa situazione l’unica è cercare soluzioni alternative.

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Mi spiace, ma qui non è Mr Robot

“Sulla prima pagina è scritto: Nell’affresco sono una delle figure di sfondo.”

(“Q”, Luther Blisset)

Qualche giorno fa il buon Vittorio Zambardino ha proposto un’alta riflessione sullo stato della cybercultura contemporanea, che invito caldamente a leggere prima di proseguire nella lettura di questa riflessione (“Lasciare Facebook per un po’, per fuggire (invano) dalla Regina Rossa“).

Chiunque conosca il curriculum di Vittorio Zambardino non può certo ascriverlo a un esegeta del luddismo di ritorno, di cui Umberto Eco è il più alto esponente, che vede nel digitale la causa prima di ogni mortificazione del dibattito pubblico. Anzi il buon Zambardino ha rappresentato per parecchi anni il maggior responsabile del processo di digitalizzazione del Gruppo Editoriale l’Espresso, pertanto, quando esprime disaffezione per lo stato dell’informazione digitale, merita una lettura più che attenta (dopotutto è uno dei padri della Colonna Destra di Repubblica e gli sarò eternamente grato per questo… scherzo!).

La lettura di Zambardino mi ha fatto riepilogare mentalmente la mia attività online nel quadriennio 2010-2013, quando ho giocato alla Regina Rossa con discreto successo.

Ecco quello che segue magari può essere visto come il classico monologo del cattivo da fumetto, che quando ormai tutto è perduto svela il Diabolico Piano… Oppure più semplicemente è la “confessione di un artista di merda”…

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Il certificato in bollo al tempo dell’autocertificazione

Questa mattina mi sono recato in delegazione perché necessitavo di un certificato in bollo.
La prima sconcertante circostanza è stata quella di non trovarmi di fronte un girone dantesco, bensì file rapide e impiegati cortesi.
L’altra buffa circostanza è stata che l’impiegata allo sportello mi ha sottoposto a un lungo, ma garbato,  interrogatorio sul perché ne avessi bisogno (costa oltre sedici euro) in tempi di autocertificazione.
Ho pensato a quanto una piccola idea certe volte può avere positive ricadute sociali in termini di carichi di lavoro della pubblica amministrazione, di tempi per i cittadini…
Però poi mi è presa un po’ di nostalgia perché si è estinta la figura antropologica della “vecchina della delegazione”  che fingendo i più iperbolici malanni chiedeva di saltare quindici ore di fila, generando un arcobaleno di sentimenti che andavano dalla carità cristiana, alla furia vichinga…
Spazzate via dalle autocertificazioni…

Segui il flusso

E’ passato un sacco di tempo dall’ultima volta che ho scritto due righe, peraltro odio l’Ufficio Digitale dei Defunti, ma per Marco Zamperini ne vale decisamente la pena.

Dopo anni di frequentazioni digitali, ho conosciuto personalmente Marco lo scorso anno all’Ecomondo di Rimini, avendo il piacere di trascorrere con lui due giornate bellissime. Una delle parole più abusate della lingua italiana è “carisma“, ecco Marco è una delle poche persone che ho incontrato che ne aveva davvero. Così pieno di vita e di energia, che mi sembra impossibile pensarlo morto.

Lo ricordo con una di quelle sue pennellate genialoidi, con cui in una immagine ti imprimeva a fuoco in testa un concetto… C’era una mega direttrice generale di qualche mega realtà industriale che durante la fiera lo fermò esprimendo le proprie difficoltà nell’utilizzo dei social network. Marco le disse:

Vedi è come nel film la Ricerca di Nemo, quando il padre incontra le tartarughe marine, se vuoi davvero correre, devi viaggiare nel flusso della corrente australiana insieme alle altre tartarughe… segui il flusso!

Semplice, efficace e geniale. Come Marco.

Progetto Gilda35: il mio doveroso poscritto – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

Sarà che sono nato con Pong… Sarà che appartengo a una generazione che ha vissuto tutta l’evoluzione dell’informatica contemporanea da Space Invaders alle reti neurali… Sarà che sono un game addicted e un internet addicted… Sarà che nelle primissime generazioni di console la norma era che i giochi non avevano un finale. Decidevi tu quanto […]

Le dimissioni del Papa – L’aggregato

Pope Benedictus XVI
Pope Benedictus XVI (Photo credit: Wikipedia)

Lo dico subito: Ho apprezzato il gesto del Papa e lo trovo a suo modo rivoluzionario.

Ha ricordato a milioni di superstiziosi, che il Papa non è una sorta di umana manifestazione della volontà divina.

Ha ricordato che il Papa è un uomo, che svolge un servizio per la comunità di fedeli, cui appartiene.

Ha ricordato ai potenti, che il potere è servizio e che se non sei in grado di svolgere al meglio quel servizio è bene che ti faccia da parte.

Se ne è andato per via dei complotti e degli scandali? Complotti e scandali sono connaturati all’esercizio del potere. Nulla toglierebbero al suo gesto.

Non ho mai amato molto questo Papa, eppure in questo suo umanissimo gesto mi ha fornito una delle migliori testimonianze contro la metafisica del potere.

E penso che i tanti Vecchi al potere, inchiavardati alle loro poltrone, dovrebbero seguirne l’esempio.

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