American Gods, il libro e la serie, dopo sedici anni di guerre divine

Si è  conclusa la prima stagione di American Gods, la serie TV tratta dall’omonimo romanzo di Neil Gaiman. Al di là delle scelte autoriali di Bryan Fuller e Michael Green, mi ha molto colpito l’evoluzione subita da Vecchi e Nuovi Dei dal 2001 a oggi.

[Seguono spoiler per chi non ha letto il libro e/o visto la serie.]

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Blue Fake

Ecco le regole del Blue Fake

Giorno 01 raccatta una notizia sensazionale da un sito straniero a caso dall’internet (meglio se scritto in lingua diversa dall’inglese), che associ almeno tre di questi tag: minori, internet, morte, sesso, vaccini, Insinna, Papa, Trump, suicidio, pizza.

Giorno 02 traduci la notizia sensazionale con Google Translate.

Giorno 03 sistema la traduzione in un italiano passabile adattando il testo a 500/600 parole.

Giorno 04 elabora un titolo sensazionale e allarmista di 80 caratteri.

Giorno 05 presentati dal capo redattore con la tua sensazionale inchiesta documentata, che ha riscontri sulla stampa internazionale.

Giorno 06-10 la notizia viene pubblicata e fermenta, tutti senza verificare rielaborano il tuo articolo e citano le tue fonti.

Giorno 11 ormai sono fonti pure gli articoli derivati dal tuo articolo.

Giorno 12 la polemica imperversa.

Giorno 13 esce l’articolo di debunking (magari lo scrivi proprio tu così arrotondi).

Giorno 14 ne parlano in televisione.

Giorno 15 la Boldrini è atterrita dalla notizia.

Giorno 16 Grillo scrive sul tema qualcosa di sconclusionato sul Sacro Blog.

Giorno 17 arriva il servizio definitivo delle Iene, che ti intervistano come fonte autorevole che ha aperto il caso.

Giorno 18 alcuni fanno debunking del servizio definitivo delle Iene, insulti i debunker come nemici della verità.

Giorno 19 tua madre ti manda una catena di S.Antonio di mamme informate, in cui vieni messo in guardia in merito all’orribile fenomeno descritto nella TUA inchiesta.

Giorno 20 ti lamenti con tua madre, che non ti legge.

Giorno 21 il Moige lancia una petizione a caso, per la salvaguardia dei minori.

Giorno 22-27 tutti impazziscono.

Giorno 28 le Autorità devono fare qualcosa, non si sa bene cosa, ma devono farlo.

Giorno 29 la Boschi inizia a mettere mano a una Riforma, che eradichi il problema.

Giorno 30-40 la polemica politica imperversa.

Giorno 41 interviene una sentenza del TAR a caso sull’argomento.

Giorno 42 il Codacons fa un esposto.

Giorno 43 viene pubblicato il disegno di legge “Norme a caso per il contrasto del problema a caso”.

Giorno 44-49 rileggi tutto quello che è stato scritto sull’argomento a partire dal tuo articolo.

Giorno 50 devi trovare la forza di convivere con ciò che hai fatto.

Comfortably Numb, ovvero il giorno dell’amicizia di Facebook e la bolla informativa

Oggi il buon vecchio Facebook celebrava sobriamente la giornata dell’amicizia, proponendo di pubblicare il video di un osceno pupazzo ballerino composto dalle foto profilo dei nostri amici. Notavo con piacere che nessuno dei miei amici aveva pubblicato questa oscenità e che leggevo solo aggiornamenti di status che si lagnavano dell’iniziativa…

“Sto fatto che non ho visto neanche un video della giornata dell’amicizia, ma solo post che si lamentano di quei video è indice che negli anni ho silenziato le persone giuste.”

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Terremoto, quando il safety check di Facebook diventa esibizionismo

In questi giorni la serie di forti scosse di terremoto, che hanno pesantemente coinvolto Umbria e Marche, hanno scatenato un utilizzo abbastanza dissennato del safety check di Facebook. Per l’ennesima volta mi sono interrogato sull’uso costantemente ego-riferito che facciamo dei nuovi media.

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Lettera aperta al giornalista della sezione “CAZZATE RACCATTATE SUL WEB”

Caro giornalista,

premetto che so benissimo che anche tu devi campare, che tieni famiglia, che hai il mutuo, le bollette e le rate dell’auto da pagare. Premetto altresì che deve essere complicato e ansiogeno svolgere un lavoro, in cui ogni giorno devi inventarti un argomento, con cui riempire una cartella da duemila battute ed elaborare un titolo acchiappa click da ottanta caratteri. Sappi che chi ti scrive comprende le tue difficoltà.

Però…

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Perché internet sta morendo (e non è colpa di webeti e troll)

In meno di dieci anni internet è passato da osannato motore di una rivoluzione culturale senza precedenti, a imputato di essere lo sfogatoio dei peggiori istinti del genere umano. Ma siamo sicuri che sia colpa solo di webeti, troll e bufalari?

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La resurrezione di Game of Thrones o il trionfo de Gli Occhi del Drago?

E’ ora di tirare le somme di questa sesta stagione di Game of Thrones, per capire se la serie, dopo la ripugnante quinta stagione, è tornata ai fasti di un tempo, oppure, se come spesso accade anche alle migliori serie, è sprofondata definitivamente in una serialità sciatta e casareccia alla René Ferretti.

Ma prima di formulare l’agognato responso, provvedo a fornire l’ultimo surreale riassuntone del finale di stagione “The Winds of Winter” (perdonate il ritardo) e a illustrare compiutamente la “Teoria di Brandon Stark Super-Fanta-Mega-Dio”.

Bando alle ciance!

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Gli Occhi del Drago: Episodio 9 “Battle of Bastards”

Finalmente Game of Thrones ci regala la puntata leggendaria, di cui noi fan avevamo disperato bisogno, restituendo alle linee narrative dei fratellastri Stark e di Daenerys Targaryen la giusta dose di epiche battaglie e riscatto.

La regia di questo episodio viene condotta con mano ferma dal mai abbastanza lodato Miguel Sapochnik, cui a mio avviso dovrebbero affidare l’intera serie. Come al solito lo sforzo produttivo di questa stagione è stato tutto concentrato sulla nona puntata e il dinamico duo Benioff/Weiss ha riversato nella Battaglia dei Bastardi ogni cent disponibile in comparse, scene e computer grafica.

Non so, se sia la strategia giusta fare due buone puntate e un solo episodio memorabile, per poi girare riempitivi senza infamia e senza lode. Però posso dire che la Battaglia dei Bastardi si fa perdonare parecchia spazzatura.

Ammetto, che avendo visto la puntata all’indomani del ballottaggio delle amministrative, avevo in testa un mash up spaventoso coi grillini che assaltavano il Nazzareno, nominando Virginia Raggi come Protettrice del Nord…

fassino

 

Ma lasciamo la parola a Vulvia per la sinossi dell’episodio:

Bolton! Hanno dominato il Nord sotto l’insegna dell’Uomo Scuoiato… Hanno schiacciato intere popolazioni e sottomesso antiche casate… Lord Bolton governava sul mare e sulla terra… Come sono scomparsi? Forse un gigantesco meteorite li ha estinti? Come i dinosauri? Mi sembra strano, su Rieducational Channel. Ah, Barbara? Ah, i barbari… no i Bruti! No sai perché, perché Barbara è la fidanzata di mio fratello… come se mio fratello era una sorella e c’aveva due fidanzati…

Ed ora via con spoiler, considerazioni e con lo spiegone sul Teletrasporto di Ditocorto…

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Gli Occhi del Drago 6: Episodio 8 “No One”

La sesta stagione di Game of Thrones era partita maluccio, a un certo punto si era ripresa regalandoci un paio di puntate molto interessanti (mi riferisco a “Book of the Stranger e a “The Door”), per poi sprofondare sempre più in un guazzabuglio di situazioni inverosimili e dialoghi allucinanti.

Senza timore di smentite posso dire che “No One” è il punto più basso che lo show ha raggiunto in sette onorati anni di attività.

Lasciamo la parola a Vulvia per la sinossi dell’episodio:

Ragazzine che sono Nessuno! Sono state le protagoniste di Game of Thrones, durante i loro Erasmus si scontravano per le strade di Braavos protette da vestitini succinti e poi si sbudellavano: ma perché si sbudellavano? Chi li spingeva a sbudellarsi? C’era uno dietro che li spingeva? Scopritelo, su Gli Occhi del Drago! Spingitori di ragazzine che sono Nessuno, su Gli Occhi del Drago!

E andiamo di spoiler, di recensioni e di recriminazioni…

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