Giulio Andreotti sconfigge il Libro Wikipediano dei Morti

Il Divo Giulio emerge trionfante dal mainframe in fiamme di Wikipedia

ONtro

Esimi Ricercatori, oggi è accaduto un fatto assolutamente senza precedenti: un uomo è stato iscritto nel Libro Wikipediano dei Morti ed è sopravvissuto.

Ovviamente costui altri non è che l’invincibile Divo Giulio.

Come molti di voi ricorderanno sospettiamo da tempo che i curatori dell’arcinota Enciclopedia Online siano una sorta di setta esoterica dedita all’uccisione dei personaggi famosi.

Sia con Amy Winehouse, che con  Whitney Houston e da ultimo con Lucio Dalla avevamo notato la sconcertante e sospetta rapidità con cui i curatori di Wikipedia aggiornano la data della morte di un VIP.

I curatori erano talmente rapidi da aver fatto sorgere in noi il sospetto di possedere una sorta di versione elettronica del Death Note (un luciferino libricino citato nell’omonimo manga in cui se scrivi il nome di qualcuno quello muore dopo poche ore).

Ebbene oggi abbiamo scoperto la sconcertante verità: i curatori di Wikipedia anticipano la notizia della morte.

Quest’oggi Giulio Andreotti è stato colto da un malore e ricoverato in ospedale…

E’ bastata questa notizia per la sua iscrizione nel Libro Wikipediano dei Morti.

Tuttavia il Divo Giulio è al momento in situazione stazionaria e si diverte pure a lanciare motteggi all’indirizzo di Wikipedia.

Di seguito vi riporto lo sconcertante punto e contrappunto che ha avuto la pagina di Wikipedia in questo memorabile 3 maggio 2012 A.D.

Tratto dalla cronologia della pagina di Wikipedia dedicata a Giulio Andreotti

L’Enciclopedia Peter Pan

Abbandoniamo per un attimo le facezie.

Sebbene in passato mi sia preso gioco di sovente delle iniziative di Wikipedia, da ultimo pubblicando persino un filtro antispam per la loro campagna donazioni, devo ammettere che è un progetto che ho sempre seguito con simpatia.

Quando anche vengono riportate notizie in merito alla facilità con cui è alterabile il contenuto di Wikipedia, a ben leggere traspare come la comunità dei curatori sia attenta e vigile, pronta a emendare ogni comportamento deviante.

Tuttavia mi rimane sempre un po’ l’amaro in bocca pensando a Wikipedia.

Da un lato il livello dei contributors sembra non essersi mai elevato dal classico modello dello studente universitario che collaziona materiale in giro per web e biblioteche.  Mi fanno sempre ridere i paragoni vincenti tra Wikipedia e l’Enciclopedia Britannica. Senza il lavoro e gli studi degli enciclopedisti seri, piccoli capolavori di mash up e remix come Wikipedia neppure esisterebbero.

Eppure quando si dialoga con la galassia dei Wikipedisti si esalta sempre l’intelligenza collettiva, dimenticando che senza l’elaborazione del contenuto originario, questa intelligenza non avrebbe avuto nulla su cui applicarsi.

Forse un po’ più di umiltà e di rispetto per gli enciclopedisti professionisti non guasterebbe.

Altra cosa che mi sconcerta è, come il caso di oggi, la gara a chi posta prima la “notizia”, dimenticando ogni genere di metodo storico. Così invece di un’enciclopedia, Wikipedia rischia di apparire come una sorta di super giornale aggiornato alla velocità della luce. Ormai siamo dalle parti della vera e propria precognizione.

Penso che le regole per rielaborare i testi debbano essere riviste e con esso l’intero modello dei contributi testuali. Pena restare sempre un prodotto vissuto come qualcosa da prendere sostanzialmente con le molle.

Un’altra cosa veramente strana è che quando si parla con i curatori di Wikipedia, questi sembrano quasi vergognarsi delle pagine dedicate ai prodotti di marketing e di entertainment. Sembra come se il fatto che esistano milioni di pagine dedicate a prodotti commerciali e spettacoli, sia subito come una degenerazione di un prodotto intellettualmente alto. Eppure proprio quelle pagine rappresentano il vero punto di originalità di Wikipedia, che ha finalmente donato alla produzione culturale mainstream il ruolo di centralità che le spetta nel mondo contemporaneo.

Si fa cultura anche con le pubblicità e le soap opera, oggi più che mai.

L’ultima considerazione che mi sovviene è quella del modello di finanziamento, perennemente ancorato all’originario modello della donazione. Mi sono già espresso in passato e non mi ripeterò, ma mi sembra comunque assurdo questo fare gli schizzinosi con i ricavi pubblicitari mantenendo uno strumento importante come Wikipedia in stato di perenne emergenza finanziaria. E non mi si dica che poi Wikipedia dovrebbe chinarsi alle logiche dei propri inserzionisti. La Gang of Four da anni detta ai player commerciali le proprie regole. Wikipedia col proprio volume di traffico potrebbe dettare serenamente legge.

Sono i governi che hanno problemi di indipendenza dalla Gang of Four, figuriamoci.

Conclusioni

Esimi Ricercatori, l’ennesimo sfondone di Wikipedia ha suscitato in me meste considerazioni in merito all’incapacità di crescere di questo potente strumento, che pare saldamente ancorato all’originario modello senza discostarsene di un passo.

L’effetto Libro Wikipediano dei Morti non è un passo falso isolato, è il risultato di una mancanza di cultura su come si fa enciclopedia.

E sempre quando sento queste cose la mia mente torna ai luoghi della Biblioteca di Babele 2.0 e alla correlata novella della Damnatio Memoriae Digitale

Speriamo bene.

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Lo Sconcertone del Concertone | Data Manager Online

Illustri Manager del Digitale il Primo Maggio come è tradizione in Italia si è tenuta quella grande kermesse della musica pseudo-alternativa italiana che è il Concertone.

Su twitter la diretta, come sempre accade con eventi musicali tipo Sanremo, è stata massiva e all’insegna del commento agrodolce e spesso sferzante.

Sotto l’etichetta #Concertone si sono prodotti una quantità di commenti nella stragrande maggioranza negativi sull’evento: le penose cover dei successi stranieri, le stecche continue, un Fancesco Pannofino non all’altezza, i cloni trash di Amy Winehouse, gli Afterhours che non riescono a cantare i propri brani in favore del karaoke, vecchie glorie pronte per l’Isola dei Famosi piuttosto che per il palco, giovani star dei talent show appena nate e già dimenticate, neppure la parvenza di qualcosa possa essere associato al rock… Solo Caparezza in questa desolazione strappa (come sempre) qualche messaggio entusiasta.

Poiché su Twitter è pieno zeppo di musicisti, critici musicali, giornalisti di ogni sorta, potete ben immaginare il putiferio che si è levato. Da un lato i professionisti della comunicazione e gli influencers esprimevano il proprio dissenso su conduzione e interpreti, dall’altro i comuni utenti retwittavano massivamente e si univano al coro greco del disappunto digitale.

Confesso che neppure io mi sono sottratto al coro greco:

Tragedia al #concertone: Bob Dylan per sbaglio ha guardato RAI3 e vedendo la cover di Finardi di Like a Rolling Stone si è tolto la vita.

Evento zombie nella Capitale, John Lennon ascolta Noemi, risorge e semina il terrore al #concertone!

Stupisce come mentre qui in Italia il Primo Maggio si presentava ormai completamente scevro di connotazioni politiche con un dibattito tutto concentrato sulle stecche dei cantanti e le scalette dei conduttori… dall’altra parte dell’Oceano si riscopriva il senso politico di questa ricorrenza.

Il Primo Maggio negli USA è un giorno lavorativo come un altro, eppure quest’anno gli attivisti di Occupy Wall Street hanno deciso celebrarlo a modo loro, con una marcia che si è snodata per le strade di New York e attraverso i Social Network. In particolare su Twitter i manifestanti hanno fornito una diretta utilizzando le etichette #M1GS #mayday #tows. E’ stato utilizzato ogni genere di strumento dai tweet, agli status di face book, ai racconti per immagini utilizzando instagram (in particolare assolutamente splendida la diretta di Claudia Vago).

Indubbiamente fa effetto la piega gerarchica che la ricorrenza ha preso in Europa ed in Italia in particolare. Se nei telegiornali si assiste allo spettacolo di una nazione in ginocchio, commissariata dai Tecnici per salvarla dal caos, patria di precari, cassintegrati, esodati, pensionati sottopagati… il Giorno del Concertone tutto torna in una sorta di anestetizzata normalità: conduttori impacciati, giovani cantanti reduci dai Talent Show, qualche vecchia star bollita… Tutto è così serio a parole e così ridicolo alla prova dei fatti. Come sempre.

In America invece uno scherzo di dadaismo digitale sfuggito di mano induce a riflessioni serie sull’evoluzione della finanza e della globalizzazione.

Sì perché Occupy Wall Street altro non è che uno scherzo di AD Busters, una comunità creativa di sabotatori dell’advertising. In sostanza gli AD Busters ideano finte campagne pubblicitarie, per palesare l’ipocrisia nascosta dentro il mercato dell’advertising… Le loro immagini provocatorie associano l’alcool all’impotenza, i modelli da macho all’insicurezza sessuale, le campagne social alla ricerca nevrotica di profitto, ecc…

Occupy Wall Street è nato così da un’iniziativa di AD Busters: invece di manifestare su Washington che è un esercizio inutile, manifestiamo nel vero “luogo del potere” Wall Street.

Una provocazione che è stata presa sul serio e che sta sviluppando riflessioni interessanti e colorate manifestazioni espressione di una creatività naif, ma affascinante.

Tuttavia a compensare questo divario tra Italia e USA è arrivato l’ottimo Twittopolis, che con un messaggio semplicissimo (due etichette e una foto) ha espresso la propria insofferenza verso l’attuale contesto politico ottenendo circa 700 retweet.

viaLo Sconcertone del Concertone | Data Manager Online.

L’ufficio dei defunti digitale: il caso Whitney Houston

Esimi Ricercatori ieri si è prematuramente spenta Whitney Houston, al termine di un declino drammatico segnato da grande sofferenza. La morte di un personaggio ricco, bello e famoso caduto in disgrazia è caratterizzata da una sorta di morboso “ufficio dei defunti digitale”, che si svolge inesorabile, come una sorta di moderna liturgia:

  • Il primo rito è quello del “Repost del lancio di agenzia”: tutti insieme contemporaneamente si inizia a riportare il link all’agenzia che ha dato la notizia… l’effetto visto da fuori è abbastanza inquietante… milioni di persone che si passano a vicenda la stessa notizia nel disperato tentativo di essere i “primi” e ricevere retweet su Twitter o like su Facebook.
  • Il secondo rito è quello del “Aggiornamento della Pagina di Wikipedia”: preda del consueto abominevole raptus a suo tempo descritto quando morì Amy Winehouse, i curatori di Wikipedia aggiornano alla velocità della luce il Libro Wikipediano dei Morti.
  • Il terzo rito è quello del “R.I.P. su Twitter”: in milioni pubblicano varianti in varie lingue della stessa sequenza: “R.I.P. #nomemorto [pensiero a piacere]”… Poiché quella del R.I.P. è un’esca da troll molto utilizzata (se sei un VIP devi essere morto almeno 3 volte su Twitter), appena appaiono i R.I.P. nella comunità inizia a diffondersi il dubbio… “Ma è veramente morto/a?”… Segue macabra riproposizione assertiva del primo rito da parte di qualche Missionario della Verità, atta a definire che si è stati tra i primi a saperlo: “Ecco il link, l’avevo letto su un sito americano bla bla bla”.
  • Il quarto rito è quello del “Trolling Meme”: sulle varie cattedrali mondiali del meme inizia a diffondersi il tormentone dissacrante in tutte le sue varianti, spesso di pessimo gusto. Ringrazio l’amico Numero Sei per avermi segnalato il meme di I-I-I-I-I… Su Canv.as si è diffuso questo meme che ritrae (in genere) il volto di un personaggio famoso che urla I-I-I-I-I, nel senso dell’acuto di “I will always love you” del film “Bodyguard”… La cosa forse originariamente era nata come un omaggio, fatto sta che è rapidamente degenerata…
  • Il quinto rito è quello del “Sito Fondamentalista”: non appena un VIP muore preda della disperazione, c’è sempre un sito fondamentalista pronto a fare a pezzi il personaggio. In Italia abbiamo Pontifex, che, come segnalato dall’amico Benny Contromano, non ha perso l’occasione per sparare sentenze grottesche parlando “in nome e per conto di Dio”, cui segue l’ennesimo flame di indignati che regalano al sito migliaia di contatti… che faranno sicuramente piacere agli amministratori di uno dei siti più pieni di banner pubblicitari di tutti i tempi… Se il messaggio del Cristianesimo è un messaggio di Amore, quelli di Pontifex sono l’Armata delle Tenebre…
  • Il sesto rito è quello della “Maratona Video su Youtube”: improvvisamente tutti sentono lo spasmodico bisogno di spammare in giro link a spezzoni video, videoclip, canzoni dell’amato defunto. Una sorta di imbalsamazione digitale, atta a mostrare che sui server della Cloud vivrà per sempre incorruttibile.
  • Il settimo rito è quello delle “Compilation Peer to Peer”: l’ultimo estremo passaggio (solo per i vecchi fan) è quello della ricerca di materiale audio/video nei server canaglia della “Pirateria Digitale”, per arricchire i propri hard disk di qualche terabyte… quasi un epitaffio scolpito nel corpo elettrico dei nostri PC
  • L’ottavo rito è quello delle “Foto del Declino”: in contemporanea ai riti summenzionati si svolge quello della diffusione di foto/video amatoriali che ritraggono il VIP nel suo straziante stato di decadimento fisico e psicologico… E’ un fenomeno reso ancora più sconcertante dalla capacità dei media tradizionali di appropriarsi di questi “elementi genuini”… Vista dall’esterno sembra come sei i riti di cui sopra servissero per questo rito finale… Tutto il resto non è che una riproposizione di materiale vecchio e noto, che serve a stimolare i possessori di materiale “interessante” a immetterlo nella Cloud regalando scoop a basso costo a Telegiornali e Rotocalchi.

Esimi Ricercatori, come concludere? La Morte nella Cultura Digitale è una grande festa carnevalesca. Tutti ridono, scherzano, sgomitano, concionano, rimpiangono… Col solo scopo in ultima analisi di non affrontare i temi aperti dalla dipartita dell’illustre personaggio di turno. I mass media ci hanno sempre inculcato che se non eravamo felici era perché non eravamo abbastanza belli, ricchi e di successo… Poi noi siamo vivi e quelli belli, ricchi e di successo si ammazzano… Ma nel mondo del digitale non c’è spazio né per l’umana compassione, né per la riflessione… tante vole ci si comporta come dei circuiti stampati, diventando meri strumenti di diffusione attiva dell’informazione.

Whitney giace morta nella sua tomba, ma la sua immagine eternamente bella, perfetta, immortale, continua a vivere nei nostri server…

Amy Winehouse e il libro Wikipediano dei Morti

Il nuovo logo di Wikipedia?

Esimi Ricercatori ed Estimatori, come certamente saprete, lo scorso sabato 23 luglio 2011 A.D. si è spenta all’età di 27 anni la cantante inglese Amy Winehouse.

Lo sapete certamente perché nel Tritacarne Digitale di Tecnonucleo questa notizia vi ha raggiunto sotto forma di lanci di agenzia via testate online, via tweets e temi di tendenza di Twitter, via post di Facebook e della sua variante listata a lutto Google+, via video postati su Youtube, via feed reader, via post di tutti i blog possibili e immaginabili, ecc…

Come ogni volta in cui muore una delle icone biologiche, che animano l’immaginario della Mente Alveare, la reazione è stata abnorme, massiva, totalizzante. Tutto il resto era scomparso dall’orizzonte degli eventi.

Una Star si era spenta.

A me dispiace sempre quando un essere umano muore. Dispiace ancor di più quando muore giovane. Dispiace tremendamente quando muore per una dipendenza.

Certo non mi aspetto un minuto di raccoglimento o la recita dell’Ufficio dei Defunti… Però sabato Wikipedia mi ha realmente sorpreso. Negativamente.
Quando è stata diffusa la notizia era uno di quei rari momenti di relax in cui “leggo il giornale”… ossia surfo tra i vari siti di notizie… quindi sono praticamente inciampato nella notizia, quando ancora non si era propagata. Anzi la notizia doveva essere ancora confermata.

Poiché apprezzavo molto Amy Winehouse (il soul è una delle mie grandi passioni), decidevo di andarmi a leggere la pagina di Wikipedia dedicatale.
Restavo basito.

La pagina italiana già riportava la data della morte.

Stupito controllavo sulle pagine nelle altre lingue.

In ogni lingua, dialetto, lingua morta era riportata la data della morte.

Amy Winehouse era morta da pochi minuti e la data della sua morte era riportata ovunque.

Facevo notare in rete la cosa e Orlando Merone (sempre ottimo), mi segnalava qualcosa di ancor più grottesco: Amy Winehouse era stata inserita nel Club 27 non canonico (v. Club 27 di Wikipedia). Il Club 27 raccoglie le rockstar morte prima dei 27 anni. È una sorta di consacrazione post mortem come artista maledetto.

Ne ho parlato anche con alcuni Ricercatori, che armeggiano con Wikipedia, che ascrivono il fatto alla scarsa presenza di Moderatori.

Personalmente mi sembra una cosa davvero di pessimo gusto…

Professionalmente ritengo che prima di riportare un’informazione su un’enciclopedia bisognerebbe attendere che il cadavere sia freddo, altrimenti si rischia di peccare attualismo…

Su un altro versante invece mi vengono due suggestioni…

La prima quella di centinaia di “api operaie” che trascorrono la vita a setacciare la Rete e alla rapidità di un socialBOT a inserire l’informazione su Wikipedia, solo per postare un minuto dopo in qualche forum: “Hey Mama sono arrivato uno!”

La seconda quella che Wikipedia sia una sorta di Death Note… Un manga giapponese in cui esisteva un quadernetto maledetto, in cui se ci si scriveva il nome di qualcuno quello dopo pochi istanti moriva.. Wikipedia come setta occulta che trascrive PRIMA il giorno in cui le Star moriranno…

E ora mi riascolto “Live in Paradiso” di Amy Winehouse…