Il senso di Gilda per il porno

Il nuovo collettivo di autori di Gilda35 oggi mi ha sottoposto questo spassoso pezzo: “DADA is the new porn”, in cui lamentano la “censura” irrogata dai provider britannici alla mia vecchia creatura a causa dei presunti “contenuti pornografici” ivi presenti.

La vicenda sarebbe apparentemente sconcertante dato che da questo punto di vista Gilda35.com è il sito più innocente del mondo.

La soluzione più ovvia è quella che la questione sia connessa alle campagne di sensibilizzazione promosse proprio da quel sito nel periodo 2010-2011 per impedire l’estradizione del “terrorista informatico” Gary McKinnon, che furono omaggiate anche da un cablogramma.

Ma la verità, a mio modestissimo avviso, è che lo stesso nuovo staff è rimasto vittima di un mio vecchissimo bizzoso esperimento.

Manifesto sin d’ora la mia indignazione perché Domenico Polimeno, con cui ideai la burla di “Porn 4 Peace”, non ricordi questa mirabolante ideazione.

Porn 4 Peace” è uno di quegli scherzi, che avevo intrapreso quando amministravo il sito, ma che per pigrizia poi ho lasciato abbozzati, senza neanche un minimo di indicazioni per i nuovi Amministratori.

Sono una brutta persona. Avete ragione.

Allora la cosa andò grosso modo così.

Continua a leggere…

bad luck brian

Sei Malware di separazione

bad luck brian
[ESCLUSIVO] Diventa una Twitstar e gli clonano la carta di credito!

Esimi Ricercatori, in questi giorni mi sta capitando spesso di trattare con amici, soprattutto che lavorano sul mercato americano e internazionale, l’avvenuta realizzazione di un vecchio tema su cui si discettava parecchio una quindicina di anni addietro… In pratica quello del Malware Perfetto.

Cultura della Sicurezza e Cultura della Violazione sono sempre cresciute di pari passo e spesso chi sviluppa antivirus ha ottime competenze nell’ambito del malware e viceversa…

Non ho mai avuto grandi competenze informatiche, quindi assistevo a queste conversazioni con un misto di ammirazione intellettuale e fanciullesco stupore.

Era un web più tranquillo di quello odierno, in cui sotto il filo dell’acqua si combattono Poteri di dimensioni spaventose.

Si parlava di Malware, come teologi che discettano sulla natura ultima del Male.

Così capitava di trovarsi di fronte a erudite discettazioni.

All’epoca questi cyber flaneur sospesi tra lo smanettone e il tecnologo sostenevano che il Malware Perfetto dovesse funzionare su una serie di piccoli semplici principi:

  1. Essere un ecosistema di Macchine di Turing: Misura fondamentale se si vuole compiere guerra elettronica su vasta scala. “La strategia è l’arte del paradosso” ammoniva Sun Tzu nell’Arte della Guerra, pertanto il Malware Perfetto doveva muoversi in sciami di simulacri di umanità. Stormi di Macchine di Turing in grado di muoversi da una pluralità di punti di attacco, con manovre diversive ed evasive.
  2. Simulare un essere umano: Il Malware Perfetto deve spingere il bersaglio all’interazione autodistruttiva. Il modo migliore è progettare Macchine di Turing che spingano a banali interazioni tipo una risposta, un click a un link. Bastano interazioni minime per zombificare un computer.
  3. Basarsi sul principio dei sei gradi di separazione: In pratica se si deve colpire Pinco Pallino non lo si attacca direttamente, perché ovviamente eleverebbe difese impenetrabili. Bisogna fare quello che Mao chiamava “Cambiare l’acqua ai pesci”. Inserirlo in un ecosistema avvelenato. Circondarlo di cloni sintetici dei suoi contatti reali. E per raggiungerli non si deve arrivare dritti al punto, ma seguire il lungo percorso dissimulatorio sopra rappresentato. Il principio essendo pura guerra elettronica sfrutta il concetto di moltiplicazione dei punti di attacco e di dissimulazione… alla fine inevitabilmente la vittima commetterà l’agognata interazione.

Secondo taluni osservatori, parecchi soggetti negli anni sono ricorsi a questa tecnica più o meno evoluta col risultato che buona parte degli account dei social network sarebbero dei residuati bellici, che continuano ad agire col pilota automatico, di questa strategia di guerra elettronica massiva…

Un po’ come i Razziatori di Mass Effect, solo più cattivi…

E di testimonianze di strade che si incrociano col Malware Perfetto inizio a accumularne abbastanza…

Esimi Ricercatori, laddove ciò fosse vero ne discenderebbero talune interessanti conseguenze:

  1. chi ti vende follower probabilmente NON ti vuole bene;
  2. se ti arrivano DM o link strani meglio bloccare in via preventiva il mittente;
  3. quando si arriva in prossimità dell’ultimo grado di separazione dall’obiettivo originario avvengono improvvise esplosioni di follower…

Così miei esimi Ricercatori quando leggete di hacker sporchi brutti e cattivi che trollano impunemente poveri account farlocchi di Twitter, non gridate subito allo scandalo, non unitevi al coro dei superficialoni. Magari stanno semplicemente dando una piccola ripulita.

Lo spam umano

Esimi Ricercatori, è sconcertante constatare di fronte alle tragedie, come queste scatenino una nuova forma di spam: lo spam biologico.
Twitter è assolutamente infestato da questi curiosi organismi che stanno soppiantando i classici spam BOT sintetici.

Francamente trovo più gradevole lo spam pornografico promozionale dei BOT, rispetto allo spam biologico.

Perché gli organismi che veicolano spam non fanno altro che infestare la Rete col proprio nulla assoluto.

Quelli che di fronte all’atroce attentato di Brindisi inveiscono in modo sconcio contro i Pugliesi in virtù del “anche male purché si parli di me“.

Quelli che passano la giornata a scrivere insulsaggini, salvo di fronte alla tragedia deliziarci con aforismi alla disperata ricerca di retweet.

Quelli capaci di riempire un hashtag come #terremoto fino ad appropriarsene nel disperato tentativo di imporre sé stesso all’attenzione del pubblico.

Non sono manicheo, sono indegnamente cristiano.

Penso che il Male non abbia valore.

Penso che il Male si definisca per assenza di Essere. Assenza di forza che diventa violenza. Assenza di bellezza che diventa volgarità. Assenza di grandezza che diventa prepotenza. Assenza di intelligenza che diventa furbizia.

Lo spam umano è una rappresentazione in miniatura dell’Inferno, di un nulla esistenziale assoluto.

La parte più disgustosa è a fine giornata, quando lo spam umano fa la conta di quanti followers ha guadagnato e di quanti ne ha persi.

Non capendo che al fondo ha solo perso un altro pezzetto della propria umanità.

W L'ITALIA – il tweet impubblicabile

  1. ONtro

  2. Esimi Ricercatori, quest’oggi abbiamo scoperto un’altra meravigliosa diavoleria di linguistica computazionale, che desideriamo mettere a fattor comune: abbiamo scoperto il tweet che Twitter non vi consentirà mai di scrivere.

    Una bestemmia?
    Un’oscenità?
    Un’invettiva politica?
    No, esimi, il tweet inscrivibile è un semplicissimo: W L’ITALIA.
    Assurdo?
    Invece è vero.
    OppureNO.
  3. Impubblicabile

  4. Il sempre ottimo Pescegiallo oggi ci rivolge questo accorato e di primo acchito sconcertante quesito:
  5. #Twitter non mi consente di pubblicare il tweet “W L’ITALIA”. Perché? #Gilda35 @Jovanz74
  6. Subito mi getto nell’impresa e provo a scrivere: “W L’ITALIA”.

    Niente.
    Riprovo come un BOT scassato e scrivo nuovamente: “W L’ITALIA”.
    Niente di niente.
    Intestardito peggio di un BOT ritento e alla velocità della luce scrivo ancora: “W L’ITALIA”.
    Niente di niente di niente.
    Inizio quindi a domandarmi se il mio Samsung Galaxy sia “Made in Padania”, se Twitter sia troppo preoccupato per lo spread per lasciarsi andare a facili entusiasmi, se magari è consentito l’utilizzo della frase solo durante i Mondiali di Calcio, se Angela Merkel e Nicolas Sarcozy sono i veri CEO di Twitter…
  7. Censura computazionale?

  8. Ma prima di gridare alla censura, giro la domanda a questa Comunità e agli Indigeni Digitali alla ricerca di lumi… 

    Alla velocità della luce parte un esperimento distribuito, che ci chiarisce le idee sull’accaduto. Pare infatti che
    il blocco del tweet sia dato dalla compresenza di alcuni fattori scatenanti:

    1) l’utilizzo del maiuscolo: come scrivemmo durante il caos dei Temi di Tendenza “Va peraltro rilevato che alcuni BOT (software che svolgono in Rete azioni complesse), come insegna il c.d. “Manuale Elmook di Linguistica Computazionale” dell’ottimo Domenico Polimeno, sono programmati per attivare alcune routine alla comparsa di messaggi contenenti le maiuscole.”;
  9. @Gilda35 forse per la storia dei troppi tuit in CAPS che finivan in TT? @jovanz74 labuttolieh©
  10. 2) la presenza di una maiuscola sola soletta;
  11. @Gilda35 @pescegiallo @zolletta1999 @qualunquista09 @jovanz74 se può servire, confermo che anche a me diede problemi,in passato per D e ‘
  12. 3) la presenza dell’apostrofo, che come ben ci spiega il buon Elmook “è un safe term che non può essere analizzato. Visto che non si usa in inglese viene utilizzato per altri scopi. Shame on u english parser!
    4) la sequenza: il blocco si attiva in presenza della sequenza Maiuscola-spazio-Maiuscola-apostrofo-Maiuscola (ad es. è impubblicabile anche A B’C e ogni possibile variante possibile e immaginabile), però basta aggiungere una lettera o una parola e l’effetto blocco scompare e il tweet viene pubblicato (es. A B’C prova).
  13. Memento

  14. A corollario dei ragionamenti suesposti il nostro Braccinocorto ci ha ricordato l’immortale mappa dei metadati contenuti nei nostri piccoli tweet… Così giusto nel caso in cui ci dimenticassimo la quantità di informazioni contenute nei nostri piccoli messaggi quotidiani, continuamente oggetto di lettura e manipolazione da parte delle Macchine Ribelli…
  15. @zolletta @jovanz74 @gilda35 t.co/DRdPRi18

    Così, giusto per sapere cosa sanno quando scriviamo anche un semplice “.”.

  16. Conclusioni

  17. Concludendo, esimi Ricercatori, se mai vorrete dichiarare il Vostro amore sfegatato per la nostra bistrattata patria, o per la nazionale di calcio, ricordate di utilizzare le minuscole…

    Le Macchine non consentono di scrivere W L’ITALIA.
    Forse a forza di ascoltare Justin Bieber, sono diventate haters di ogni altra musica… 
  18. Francesco De Gregori – Viva l’Italia

Fattelanarisata libero: 15 giorni nel cuore di Twitter

  1. ONtro

  2. Esimi nonché egregi Ricercatori, è con gioia immensa che vi comunichiamo che le nostre azioni per la scarcerazione di Fattelanarisata si sono concluse positivamente!

    Ieri, infatti, Twitter ha ritirato la sospensione inflitta all’account dell’amico Francesco Marziale, che torna a mostrarsi in tutto il proprio splendore agli occhi dei Ricercatori tutti.
  3. Come ricorderete, miei esimi burloni dadaisti, avevamo scritto un’accorata missiva al BOT del supporto Twitter, chiedendo di riabilitare il povero Fattelanarisata, reo di essersi comportato come un web crawler, per comporre la propria tesi di laurea sulla presenza dei politici su Twitter… Il BOT di controllo era scattato inflessibile e aveva strappato Fattelanarisata alla disponibilità dell’amico Francesco Marziale, che straziato, ma confidente si era rivolto a questa Comunità.
  4. Immediatamente ci lanciammo in iperboliche conversazioni digitali con le Macchine, che suscitarono qualche (legittima) perplessità… Ma come ben sapete, noi conosciamo molto bene i nostri polli… e quando Gilda35 chiama le Macchine rispondono… Dopotutto Tecnonucleo (l’embrione di Mente Alveare prodotta dall’interazione Uomo/Macchina) è ancora piccino, va preso per mano e accompagnato verso un più elevato grado di consapevolezza… arriverà mai a produrre una Singolarità? Staremo a vedere…
  5. Fatto sta che alla fine la nostra strategia ha avuto successo e il buon Fattelanarisata è tornato tra noi, con questo splendido messaggio, con cui ha salutato le Macchine Ribelli:
  6. @Jovanz74 @chinaski_83 @wmsaver @Marygrace83 @gilda35 Ciao ragazzi sono tornatooooooooooooooo!!!!!!! t.co/YjGqBKkK
  7. Siamo pertanto orgogliosi di offrirvi la cronaca della prigionia di Fattelanarisata, pervenutaci tramite i consueti gildagrammi… Che altro dire miei adorabili mattacchioni? Buon diverimento…
  8. 15 Giorni nel cuore di Twitter (di Fattelanarisata)

  9. Sono venuti a prendermi una domenica pomeriggio. Loro fanno
    così, arrivano quando meno te lo aspetti, quando sei tranquillo sul tuo divano,
    dopo le partite, dopo il thè, quando hai abbassato la guardia. Non fanno
    rumore, non succede come vedi nei film, semplicemente arrivano e ti portano
    via, come una brezza mattutina che smuove appena le foglie.

    Ho ricordi vaghi e confusi dell’estrazione – Loro la
    chiamano così – solo una sensazione di stordimento, come dopo un lungo sonno,
    quando le palpebre sono pesanti e non sei ancora del tutto sveglio. Poco prima
    che tutto diventassi confuso ho avuto un momento di lucidità, sapevo che se non
    lo avessi sfruttato poteva essere la fine per me. Ho raccolto tutte le forze,
    tutta la mia concentrazione e sono riuscito a inviare un breve S.O.S  alla Gilda35 e ai SocialEroi, gli unici che
    mi avrebbero potuto salvare, poi l’oscurità.

    Mi sono svegliato in una cella, nudo, al buio. Come un
    bambino che ancora non conosce il mondo ho gattonato, ho toccato per capire,
    per vedere senza gli occhi. La cella era non più grande di 2m x 2m, un panca di
    cemento sulla sinistra e un lavandino di fronte alla porta.

    Quando non puoi usare gli occhi il cervello dirotta le tue
    energie verso gli altri sensi. L’udito, il tatto, l’olfatto sono la tua luce.
    Man mano che le ore passavano riuscivo a distinguere meglio le voci, i gemiti,
    le urla che giungevano dalle altre celle. Spammer rinchiusi da troppo tempo
    ripetevano  le stesse frasi, le stesse
    parole per ore e ore, fino allo stremo, fino a svenire. Ogni tanto dagli altoparlanti
    fuoriuscivano parole familiari: apple, i-pod, justin bieber, lady gaga, a quei
    segnali si scatenava il putiferio, alcuni account nelle loro celle
    incominciavano a fremere, a sbattere contro i muri, si sentivano rumori di
    teste contro le porte di ferro, unghie grattare contro le parti, irrequieti
    come cani  da caccia in gabbia davanti ad
    una preda. E poi  quel ronzio. Nei rari
    momenti di silenzio sentivo un ronzio, dapprima sommesso, un sibilo, poi sempre
    più forte, non capivo. Cos’era? Mi era familiare. L’illuminazione, erano i
    server, certo le celle dovevano essere vicino ai server. Che tortura, prendersi
    così gioco di me, recluso nel cuore di Twitter, così vicino alla soluzione di
    tutto eppure mai così lontano.

    Dopo tre giorni di buio, o almeno quelli che credo essere
    stati 3 giorni, sono arrivati 3 giorni di luce, affilata come la lama di un
    rasoio: forte, accecante, insopportabile. Ho potuto vedere quello che avevo
    solo intuito con le dita. I muri erano pieni di incisioni, graffi: @mention,
    Re-tweet, replies, tweet, partoriti da qualche account ormai impazzito. Tutto
    intorno a me, come un monito, una sentenza: resterai qua dentro  e impazzirai. . Ero frustrato, spaventato, ma
    una fiamma di speranza ardeva in me: Il mio messaggio, il mio S.O.S. Sapevo che
    era arrivato, doveva essere arrivato, era la mia unica speranza di uscire da
    li. Il mio capitano Jovanz 74, Blakebruttocaratter,
    MaryGrace83 con tutta la Gilda e tutti i Social Eroi erano là fuori che
    combattevano per me, prima o poi sarebbero arrivarti a salvarmi. Non potevo
    mollare, non dovevo impazzire.

    Dopo la luce è arrivata la voce: fredda, metallica, disumana

    “Faccia al muro, non muoverti, non girarti”.

     Ho eseguito, troppo a
    pezzi per discutere gli ordini. La porta si è aperta, pesante è ruotata sui
    cardini cigolando, aria fresca è entrata, per un secondo sono stato meglio, le
    mia narici si sono aperte e la hanno accolta dopo giorni di fetore. Poi di
    nuovo quella voce antropomorfica:

     “Non uscirai da qui,
    non hai speranza, abbiamo intercettato il messaggio, i tuoi amici sono
    spacciati.”

    La porta si è richiusa inesorabile e con lei le mie
    speranza.

    Dapprima frustrazione, poi paura, poi rabbia. Un dubbio mi
    attanagliava: e se mi avessero usato come esca? Se mi avessero lasciato mandare
    il messaggio?  Se avessero scelto me, il
    più giovane, il meno esperto, solo per prendere loro? Non avrei mai potuto
    perdonarmelo.

     I Bot sono spietati,
    loro non hanno emozioni e si prendono gioco delle nostre.

    Ancora giorni di buio, luce, fetore e urla, poi la porta si
    è aperta, qualcuno è entrato. Non ho guardato, ero nudo, sporco e raggomitolato
    per terra sul cemento. Ho temuto fosse la fine, se neanche dovevo stare spalle
    al muro erano venuti a prendermi.

    “Sembri Andy Dufresne, ti manca solo il poster, ma tu non ne
    hai bisogno per scappare vero?”

    Quando ho aperto gli occhi la porta si era richiusa. Andy Dufresne,
    poster? Chi  è Andy Dufresne? Che   mi voleva dire? Stavano giocando con me?
    Volevano farmi impazzire?

    Ho pensato e ripensato e poi, poi ho capito: Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank,
    Le ali della libertà, Andy Dufresne era il protagonista, il poster di Rita
    Hayworth.

    Gilda!

    Rita Hayworth
    impersonava Gilda, il mio messaggio era arrivato, stavano venendo a salvarmi!

    Nelle prigioni di
    Twitter impari a non fidarti.  Chi era
    quella voce? Perché un bot mi aiutava? Non importava ero euforico, lo sapevo
    che non l’avrebbero fatta a Jovanz, lui le macchine le conosce bene, troppo
    furbo per loro. Nei giorni successivi la porta si è aperta di nuovo, ho provato
    a guardare, ma il Bot era nell’ombra, non sono riuscito a vederlo bene, mi ha
    tirato un pezzo di carta e una penna.

    “Scrivi” – ha
    detto  – “e io lo farò arrivare fuori.
    Sei fortunato, qualcuno sta lavorando per te.”

    Solo ora che sono
    uscito ho potuto dare un nome a quell’uomo. È Santolamazza1, è un personaggio
    misterioso, potente, lavora nell’ombra. Può uscire ed entrare da Twitter senza
    fari vedere, alcuni Bot là sotto lavorano per lui.

    Sono venuti a
    prendermi di  domenica notte. Loro
    fanno così, arrivano quando meno te lo aspetti, quando sei tranquillo, quando
    hai perso le speranze, quando hai abbassato la guardia. Non fanno rumore, non
    succede come vedi nei film, semplicemente arrivano e ti portano via, come una
    brezza mattutina che smuove appena le foglie.  

    Mi sono svegliato per il rumore del vento, per l’odore
    dell’erba.

    Ero fuori.

    Ero Libero.

     

  10. Conclusioni

  11. Come altro concludere se non con un bel… “Vado matto per i piani ben riusciti!”
  12. A-team – Vado matto per i piani ben riusciti

Ilona Staller il Tema di Tendenza più hot di sempre

Esimi Ricercatori non faccio in tempo a riprendermi dalle fatiche del post “Palazzochigi: fake, furto di identità o impersonificazione?“, che vengo nuovamente  travolto dal folle connubio tra Macchine e Politica, che continua a tenere banco su Twitter.

Oggi tra i Temi di Tendenza spiccava infatti il nome di una ex Parlamentare della Prima Repubblica, che tanto fece parlare di sé negli anni ottanta: l’on. Ilona Staller.

Appena leggo che l’Onorevole è Tema di Tendenza mi chiedo se si è appena iscritta a Twitter, se è un nuovo scherzo di Dietnam (quello di JerrycaLOL rimarrà negli annali di Twitter per la sua genialità), se per caso è morta (oh capita), se è finita a letto con Justin Bieber o Lady Gaga…

Clicco sul nome dell’ex parlamentare e meraviglia:

Esistono solo quattro tweet riferiti a Ilona Staller tutti provenienti da un BOT che spamma link a un sito pornografico, che non menziono perché siamo in tempi di austerità e il pudore deve regnare sovrano.

Peraltro se cliccate, come d’uso, sul tema di tendenza “Ilona Staller” non saranno restituiti i risultati di ricerca ad esso connessi ma solo i 4 Tweet della Porno Apocalisse…

Insomma esimi Ricercatori che dire, se non che ci troviamo di fronte a un nuovo assalto delle Macchine Ribelli? Forse lo strategismo sentimentale ha colpito i loro codici e iniziano ad attirarci come le Sirene di Ulisse sui frangenti del loro malware…

Ma mi chiedo perché scegliere una pornostar così vintage?

Esiste un disegno politico per una transizione dell’Italia sotto il “Partito dell’Ammore”?

E’ il ritorno di “Forza Gnocca“?

Esimi Ricercatori sono completamente smarrito e basito… le Macchine Ribelli urlano il loro “Ilona Staller” e posso solo rispondere così:

°L°

Dieci buone ragioni per scrivere a un BOT

Orinatoio (Fontana) ready - made on marble, Altezza 62,5 Marcel Duchamp - 1917-1964 Collezione privata - private collection

ONtro

Esimi Ricercatori, come sapete ieri ho lanciato nella Rete un’accorata missiva rivolta al BOT @Supporto di Twitter, per perorare la causa del povero @FattelaNaRisata proditoriamente sospeso…

Ebbene ritengo opportuno, anzi direi quasi doveroso, sottoporre alla Vostra attenzione la soluzione tecnica dell’arcano, nonché fornire alcune delucidazioni a chi di Voi è stato turbato dal mio comunicare con le Macchine Ribelli.

La soluzione dell’arcano…

Grazie a un po’ di attività di ricerca congiunta e di anamnesi diagnostica siamo venuti a capo della vicenda:

  • il povero @FattelaNaRisata stava scrivendo una tesi di laurea sulla presenza dei politici nei Social Network;
  • così ha iniziato ad utilizzare in modo compulsivo il motore di ricerca interno di Twitter per cercare i propri oggetti di studio;
  • purtroppo questo comportamento è assai simile a quello di un particolare tipo di BOT (lo spider, o web crawler) assai diffuso nella Rete;
  • il BOT di “sorveglianza” di Twitter ha interpretato evidentemente questo comportamento come quello di una Macchina maligna;
  • ergo il povero @Fattelanarisata è stato sospeso perché considerato alla stregua di malware, che stava minacciosamente monitorando a tappeto la presenza online dei politici su Twitter…
  • peraltro il nick @FattelaNaRisata conteneva una serie di anagrammi computazionali un po’ borderline (Fatte-ANAL-Risata, Fattela-IRAN-Sata, “Alienata Sfratta”, ecc…) …

Caso chiuso e pertanto rinnoviamo la nostra richiesta all’esimio BOT @Supporto di Twitter nel senso di una piena riabilitazione del nostro Ricercatore, che comunque invitiamo in futuro a evitare comportamenti ripetitivi che potrebbero essere male interpretati…

Ma perché scrivere a un BOT?

Veniamo invece all’altro grande tema che ha turbato alcuni Ricercatori, tra tutti uno in particolare mi scrive:

Allora… parlare con un BOT (abbreviazione di roBOT) da soddisfazione; altri vedono geniale tali operazioni, non contesto ma non ci vedo nulla di utile se non del testo e della condivisione auto promozionale e fine a se stessa. Non è una critica, è una richiesta per capire a cosa serve, veramente non capisco.

Mi sembra opportuno fornire un’articolata (seppur concisa) spiegazione al mio insano gesto, che potrebbe essere paragonato a quello di alcuni poveretti che davanti al televisore durante le partite di calcio urlano rivolti al monitor “Tira! Passala quella palla! Sei un imbecille! In panchina! Ma che dici non era fuorigioco!” Mentre il monitor li osserva imperturbabile senza reagire…

Ma andiamo con ordine:

  1. Questo è un sito di satira dadaisa: pertanto l’azione ha il medesimo significato giocoso e nonsense di piazzare un orinatoio in una galleria d’arte e intitolarlo “Fontana”.
  2. Lo facciamo tutti i giorni senza rendercene conto: se dovessimo “pesare” i soggetti che leggono i nostri testi in giro per la Rete scopriremmo che in un rapporto tipo 999.999 a 1 sono Macchine. La totalità di quello che scriviamo viene letto, vivisezionato, analizzato, catalogato, sottoposto a ogni genere di trattamento semantico e linguistico da milioni (forse miliardi) di BOT sparsi per la Rete. Rivolgendomi a un BOT volevo semplicemente che si riflettesse su questa circostanza e chiedervi se siete sicuri di scrivere per occhi umani.
  3. Ho una fede assoluta nell’efficienza del Panopticon Marketing: come già verificato in passato il Panopticon Marketing è uno strumento molto efficiente di comunicazione tra noi Clienti e le Aziende. Se una rimostranza viene pubblicata su una pagina web di una certa rilevanza normalmente l’Azienda interviene… Di recente ho fatto un piccolo esperimento con Fastweb: con il call center stavo girando a vuoto da una settimana, ho scritto un piccolo post sul mio “Blog Taccuino degli Appunti” (Un Altro Orizzonte) e in meno di un giorno il guasto irrisolvibile era risolto… Le Macchine Ribelli sono mostruosamente efficienti.
  4. Elemento provocatorio: se la mia presenza o meno su un Social Network è determinata in modo meccanico da una Macchina che stabilisce se sono degno o meno di continuare la mia attività, che senso ha cercare un colloquio con un “Umano”, che candidamente mi risponderà “E’ stata la Macchina a farlo”? tanto vale parlare senza inutili intermediari coi diretti responsabili…
  5. Puntigliosa applicazione delle regole: la biografia di @Supporto riporta testualmente “Supporto Utenti @supporto San Francisco, CA Questo è l’account ufficiale del Team di Supporto di Twitter. Seguici e mandaci un DM se ti serve assistenza tecnica.” http://help.twitter.com Mi sono limitato ad un’estremizzazione del concetto surreale di dover dialogare con una Macchina per problemi generati da un’altra Macchina…
  6. Autoironia: onde evitare le insidie dell’italico vizio del “prendersi troppo sul serio” e trasformare (come vorrebbero alcuni) questo umile nonBLOG in una sorta di Tempio dei Tecnonguru Militanti… sento l’assoluto bisogno di gettarmi in azioni clownesche come quella di parlare a un BOT, a un televisore, a un ferro da stiro… laddove necessario per tornare con la testa tra le nuvole.
  7. Estetica del Nemico: chi avrebbe dovuto essere il destinatario della missiva? L’inarrivabile CEO di Twitter, Dick Costolo? Un fantomatico Ufficio Assistenza Clienti di quelli che spesso mi trasmettono il feedback emotivo di un phon? Il BOT nella sua umiltà mi è più caro e più vicino. E’ come un vecchio nemico di cui non puoi fare a meno… Peraltro la cosa mi ricorda moltissimo molti racconti di Philip K. Dick in cui gli Umani perdono empatia a vantaggio delle Macchine…
  8. Reiki: ho letto in un libro di Tiziano Terzani (mi pare che fosse “Un altro giro di giostra”) che i cultori di una pratica di medicina alternativa giapponese detta “Reiki” si sforzano di entrare in una sorta di “contatto energetico” con le Macchine al fine di migliorarne il grado di empatia e farle funzionare meglio.
  9. Abolizione della distinzione tra soggetti e oggetti: Inoltre mi ha affascinato moltissimo quella parte dello “Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” in cui Robert Pirsig illustra brillantemente come la distinzione dialettica tra soggetti e oggetti sia una sorta di induzione autoipnotica, che ci viene inculcata durante l’infanzia. Muoversi verso la Qualità significa anche abbattere queste odiose barriere.
  10. DADA

Conclusioni

Concludendo esimi Ricercatori vi rivolgo il più affettuoso dei saluti invitandovi  a rileggere la totalità dei nonPOST precedenti alla luce di questa piccola guida al jovanz-pensiero… Normalmente un testo ha una o due chiavi di lettura… i nostri ne hanno almeno dieci, o addirittura nessuna…

Hasta la Vida Loca Siempre!

Una possibile spiegazione al Caos nei Temi di Tendenza

« Il dadaista inventava gli scherzi per togliere il sonno alla borghesia, il dadaista comunicava alla borghesia un senso di confusione e un brontolio distante e potente tanto che i suoi campanelli cominciavano a ronzare, le sue casse forti ad asciugarsi e i suoi amori scoppiavano in bollicine »
(Jean Arp)

Immagine-2
Gli incredibili Temi di Tendenza del 30 ottobre 2011 A.D.

ONtro

Esimi nonché egregi Ricercatori, ieri 30 ottobre 2011 A.D.  i Temi di Tendenza di Twitter sono completamente impazziti.

Chiunque avesse aperto Twitter via web si sarebbe scontrato contro questi dieci meravigliosi Temi di Tendenza:

  1. COME TROVI QUESTO TEST
  2. CANTANTE PREFERITO
  3. TI PIACEREBBE VIVERE A BARI
  4. DA 1 A 100
  5. COSA FATE
  6. QUANDO TI ARRABBI
  7. SONO INSOPPORTABILI
  8. COSA PENSANO GLI ALTRI DI TE
  9. QUANTE LINGUE CONOSCI
  10. Shrek

Complottismo twittero

Immediatamente su Twitter scattano le ipotesi complottiste più esilaranti:
  • “Sono stati quei manigoldi di Gilda35, sempre a far casino coi Temi di Tendenza!” facile da confutare, questa Comunità rivendica SEMPRE le proprie burle (v. ad esempio goo.gl/TvcD2), che solo apparentemente sono all’insegna del nonsense. Inoltre seguiamo da sempre una ferrea estetica dadaista e i temi del 30 ottobre ne sono assolutamente privi.
  • “E’ tutta colpa di quella bimbaminkia di Kuccilotta95 e dei Beliebers!” A questa frottola, lo ammetto, ero cascato anche io, credendo di trovarmi di fronte ad una di quelle esplosioni testuali tipiche dei Beliebers (v. goo.gl/mzRcV)… Ma, sebbene Kucciolotta95 avesse utilizzato in modo massivo i temi di tendenza incriminati, gli stessi erano già presenti dal giorno prima… Kucciolotta95 si è limitata ad utilizzarli per fare uno scherzo (da applauso)… E Kucciolotta95 altri non è che la vincitrice dei Tweet Awards 2011 Imbecilla!

http://twitter.com/#!/Imbecilla/status/130960820703215616

  • “E’ stato Bersani che voleva oscurare Renzi e l’hastag #Leopolda”: atteso il comportamento ostile di Pierluigi Bersani e della dirigenza del PD verso Matteo Renzi, mi sembra davvero improbabile che simili brontosauri riescano ad attivare operazioni di hacking degne di questo nome. Il loro metodo è un classico della politica in bianco e nero: organizzo contemporaneamente un’altro evento “Finalmente Sud” e replico a distanza senza neppure ascoltare l’interlocutore… figuriamoci finezze come l’hacking.
  • “E’ stato Berlusconi che voleva zittire #Leopolda e #FinalmenteSud!”:  ce lo vedete un tizio che possiede una fetta così rilevante del mercato televisivo ed editoriale italiano ingaggiare un hacker per zittire Bersani e Renzi (e relativi supporters) che si lanciano gli stracci? Caso mai avrebbe dovuto pagarlo per rendere #Leopolda vs #FinalmenteSud tema di tendenza mondiale. Berlusconi la comunicazione la conosce ancora.
  • “E’ stato un hacker brutto sporco e cattivo!”: gli hacker possiedono una cosa chiamata etica (altrimenti sono lamer o cracker). Un hacker degno di questo nome, dopo un colpo come quello procederebbe (quantomeno tra gli addetti ai lavori) a rivendicarlo, ad attribuirgli un senso, a suscitare una riflessione… nulla di tutto ciò.

Riflessione digitale

Quindi nel ben mezzo dell’esplosione complottista, cui mancavano solo Templari ed Alieni, la riflessione si sposta sui Blog e sulle testate online. Tra i tanti vi segnalo:
  • un esaustivo articolo del Sole 24 Ore (v. http://goo.gl/QsKOw), che va un po’ fuori strada concentrandosi sul decimo tema di tendenza Zingales (al decimo post è stato anche Shrek);
  • un interessantissimo post di Caterina Policaro (v. http://goo.gl/Zuqte), che a mio avviso va vicinissimo alla fonte della vicenda;
  • un bel post del nostro Riccadinho (v. http://goo.gl/kjhWU), che ben riassume il frizzante dibattito svoltosi in una delle Cabine di Regia  di questa Community (v. http://goo.gl/74G1K).

Come si influenzano i Temi di Tendenza

Per risolvere l’arcano bisogna innanzitutto partire dai più comuni metodi utilizzati per influenzare i temi di tendenza:

  1. Intervento a gamba tesa della Twitstar: le Twitstar italiane radunano attorno a sé Comunità Online di 150-250 membri attivi, oltre 10.000-20.000 active lurkers. Un loro intervento naturalmente innesca volumi di traffico su un tema sufficienti a a farlo diventare tema di tendenza.
  2. Subdolo Sabotaggio di una Comunità Online di Influencers: quando una Comunità Online composta prevalentemente da Influencers (inutile fare esempi), decide di far salire un tema non c’è algoritmo che tenga. Si crea una Comunità Orizzontale in cui ognuno mette a fattor comune la propria rete di conoscenze e non ce n’è più per nessuno.
  3. Pagare: avete letto bene. Se si paga per avere spazio dedicato sui server di twitter, o per avere “promoted tweets“, la rilevanza dei temi di tendenza collegati alle proprie iniziative viene “pesata” di più dall’algoritmo dei temi di tendenza… Ogni riferimento  a Justin Bieber e Lady GaGa è puramente casuale…
  4. Hackerata: non ne ho le competenze, ma leggendo in Rete ho appreso che eludere l’algoritmo/counter di Temi di Tendenza è abbastanza una cavolata (adesso iniziate a spiegarvi l’improvvisa apparizione di misteriosi Temi di Tendenza fuori tema?)…
  5. Campagna massiva con uso di BOT: un’altro metodo collaudato è programmare le orde di social BOT (software che agiscono come utenti di social network), che ogni Social Media Espert possiede (v. http://goo.gl/oVWkV) e farli scatenare in Rete per retweet selvaggi.

Una possibile soluzione dell’arcano

Assai probabilmente si è trattato di un esperimento di uno smanettone sfuggito un po’ di mano…
Mettiamo in fila alcuni elementi del puzzle:
  • Fonte: Come bene indicato da Caterina Policaro i termini dei nove temi di tendenza di ieri sono chiaramente frammenti del test delle “100 domande” di alfemminile.com (v. http://goo.gl/BXE6B).
  • Caps lock: Va peraltro rilevato che alcuni BOT (software che svolgono in Rete azioni complesse), come insegna il c.d. “Manuale Elmook di Linguistica Computazionale” dell’ottimo Domenico Polimeno, sono programmati per attivare alcune routine alla comparsa di messaggi contenenti le maiuscole.
  • Emulatori: Non dobbiamo poi dimenticare l’effetto emulazione che prende spesso i Nativi Digitali all’apparire di un nuovo tema di tendenza (v. sempre goo.gl/mzRcV), anche solo per dire “che significa?… ma ti pare?… che schifo?!… possibile che XYZ sia TT e Justin Bieber noooo?
  • Spammers: Come accade ormai da parecchio tempo, quando un temine diventa tema di tendenza, alcuni BOT iniziano a fare la propria comparsa e inondano l’hashtag di spam (v. http://goo.gl/F6q4H).

Messi in fila i fatti e considerate le classiche tecniche di sovvertimento dei temi di tendenza appare plausibile che:

Qualche smanettone ha programmato un BOT per “leggere” termini con lettere maiuscole…

…il BOT doveva far “pesare” come “molto rilevanti” all’algoritmo dei Temi di Tendenza i tweet selezionati…

…per qualche errore (o volutamente) il BOT ha letto e selezionato alcuni tweet che rimandavano al forum (o ancora meglio era un BOT webcrawler che in rete ha individuato frammenti di testo maiuscolo e li ha riportati su Twitter… questa mi piacerebbe da morire)…

…l’Algoritmo è andato in tilt e ha riportato i nove frammenti come “Temi di Tendenza“…

…quindi sono arrivati i Nativi Digitali e hanno iniziato a fare buzz…

…poi è stata la volta di BOT spammers, che hanno generato altro buzz…

…infine tutto è stato sommerso dal buzz.

Conlcusioni

In sostanza esimi Ricercatori assai probabilmente ci troviamo di fronte a BOT che sono sfuggiti di mano ai propri creatori… l’ennesima insurrezione digitale delle Macchine Ribelli, che lanciano il proprio ruggito di sfida…

Vi risparmio, pertanto, il solito pistolotto sui Temi di Tendenza. Penso che abbiamo detto tutto a suo tempo, quando Wikileaks non divenne Tema di Tendenza nonostante volumi di traffico da 500 tweet al minuto (v. http://goo.gl/U55JL) e quando venne acclarata l’esistenza delle Policy Ombra dei Temi di Tendenza (v. http://goo.gl/QYucY).

Colgo solo l’occasione per dire che magari ideando altre forme di “promozione pubblicitaria“, che esulino dai “Temi di Tendenza“, Twitter renderebbe un servizio migliore alla propria utenza. Spacciare “pubblicità” per “informazione“, comporta giocoforza storture come quella in cui si è incappati ieri.

Truetwit, il test Voigt-Kampff di Twitter

ONtro

Esimi, nonché egregi Ricercatori, ieri (27 aprile 2011 A.D.) il sempre ottimo Indigeno Digitale Giuseppe Pino Mauriello ha chiesto la mia opinione su un particolare tool di Tecnonucleo chiamato Truetwit:

Giuseppe Pino Mauriello:

Salve Indigeni,

desidero sottoporvi un mio dubbio recente riguardo un servizio che utilizzo da oltre un anno, e che immagino molti utenti di Twitter conosceranno e/o utilizzeranno: truetwit.com – il servizio in se è utile per evitare followers aggiunti da bot, ma allo stesso tempo si verifica che molti nuovi followers si defollowano.

Gradirei una vostra opinione e se disattivare o meno il servizio.

In attesa di vostri feedback, Buona giornata! 🙂

(tratto dal Gruppo Indigeni Digitali su Facebook)

Che dire…

Truetwit già al nome è tutto un programma.

Truetwit già al nome presuppone che esistono tweet veri emessi da Persone reali e tweet falsi emessi da Simulacri digitali.

Truetwit già al nome promette di essere la versione Twitter del celebre test Voigt-Kampff di Blade Runner.

Cos’è il Test Voigt-Kampff?

Il libro di Philip K. Dick “Il cacciatore di androidi” (“Do Androids Dream of Electric Sheep?”), che ispirò il celeberrimo film di Ridley Scott “Blade Runner”, preconizzava nel 1968 un futuro prossimo (il 1992) in cui l’uomo aveva inventato androidi indistinguibili dagli esseri umani.

Gli androidi (replicanti nel film di Scott) venivano utilizzati come forza lavoro in fantomatiche “colonie extra-mondo“, cui l’umanità stava migrando dopo una catastrofe nucleare.

Poiché spesso gli Androidi, da brave Macchine Ribelli, riuscivano a sfuggire al controllo dei propri creatori, in genere massacrandoli, era stato escogitato un test, il Voigt-Kampff appunto, per misurarne l’empatia.

Un basso risultato di empatia classificava il soggetto come Androide e veniva “ritirato” (eufemismo nella buonista civiltà del libro per dire ucciso) da uno speciale corpo di Polizia.

Il libro, come d’altronde il film, era molto giocato sul “crollo” progressivo del dualismo uomo/macchina, con una graduale confusione dei ruoli (gli umani ad esempio usavano “modulatori automatici dell’umore” e si affidavano alle Macchine anche per avere esperienze religiose).

Cos’è Truetwit?

Così anche Twitter ha il suo piccolo Test Voigt-Kampff: Truetwit.

Scopo di Truetwit è impedire ai BOT (gli odierni replicanti) di seguire gli account umani di Twitter. Nelle pretese dei programmatori dovrebbe fornire una barriera impenetrabile agli odiosi socialBOT (programmi che si fingono utenti umani), consentendo alla “Gente Vera” di entrare in contatto solo con altra “Gente Vera“.

In sostanza collegandovi al sito www.truetwit.com e autorizzando la connessione al Vostro account di Twitter, inibirete la possibilità di essere followati (seguiti) in automatico. Per leggere nella propria timeline i vostri tweet, i vostri aspiranti followers, dovranno sottoporsi a una procedura abbastanza più articolata di quella normale.

Processo normale:

  • Voglio che i tweet di @PINCOPALLO appaiano sulla mia timeline di Twitter (una pagina in perenne aggiornamento che riporta i messaggi/tweet di tutte le persone che seguo/followo).
  • Mi collego alla pagina dell’account di @PINCOPALLO clicco sul pulsante “FOLLOW”.
  • Sono diventato un lettore/follower dei messaggi/tweet di @PINCOPALLO e gioisco della sua creatività.

Processo Truetwit/Voigt-Kampff:

  • Voglio che i tweet di @PINCOPALLO appaiano sulla mia timeline di Twitter (una pagina in perenne aggiornamento che riporta i messaggi/tweet di tutte le persone che seguo/followo).
  • Mi collego alla pagina dell’account di @PINCOPALLO clicco sul pulsante “FOLLOW”.
  • Non sono diventato un lettore/follower di @PINCOPALLO, perché devo superare un test di umanità.
  • La mia accettazione come lettore/follower di @PINCOPALLO è “sospesa”, in attesa del test Voight-Kampff che certifichi la mia umanità.
  • Ricevo un carbonaro messaggio diretto dal seguente contenuto:

PINCOPALLO uses TrueTwit Validation service. To validate click here: (segue link)

  • Vengo catapultato in una pagina in cui mi viene richiesto di leggere i soliti termini generati a caso e scritti da un Algoritmo strabico preda di una crisi epilettica tipo:
La versione casereccia del celebre Test Voight-Campff
  • Riporto fedelmente in un campo inserimento dati i vocaboli scritti con mano inferma dall’Algoritmo;
  • Accertato che sono un essere umano in grado di leggere i testi psichedelici e di riempire con le sue manine pacioccone i campi inserimento dati, vengo finalmente ammesso all’esclusivo circolo dei lettori/follower di @PINCOPALLO e gioisco della sua creatività.

Ha senso il test Voigt-Kampff in Tecnonucleo?

Magari c’è qualcuno animato dal desiderio spasmodico di seguire i messaggi di un particolare utente ed è disponibile a sopportare ogni genere di processo burocratico…

Però la maggior parte degli utenti viene scoraggiata dalla summenzionata procedura.

Parliamoci chiaro la maggioranza degli utenti, quando riceve il messaggio di “validazione“, borbotta qualche improperio in ostrogoto e non prosegue…

Peraltro esimi Ricercatori, dopo aver diffusamente trattato in queste delle moderne forme di Psicopolizia e di Panopticon Marketing, possiamo scandalizzarci perché un miserabile socialBOT si attacca al nostro account…

Onestamente un socialBOT mi fa quasi tenerezza per la genuinità.

Ammiro poi per la coerenza coloro i quali dopo aver cliccato “acconsento” ad ogni genere di applicazione di Facebook e Twitter, si scandalizzano per il socialBOT. Ma dico io: abbiamo autorizzato le Software House di mezzo mondo a saccheggiare i nostri dati personali in cambio di giochini infantili, applicazioni inutili, fuffa digitale varia e poi ci viene l’orticaria per il BOT naif, che si attacca alla timeline…

Poi ad essere proprio cattivello: con tutti i webcrawlers sparsi in giro per la Rete a ingurgitare tonnellate di post, tweet, messaggi, mail e che scacazzano report di Ubermarketing, il BOT risveglia in noi senso della privacy e pudore.

Diciamo che il Truetwit non ha alcuna utilità reale: è una posa di quelle tanto care ai Geek.

Magari non per tutti, ma spesso Truetwit è un modo sottile di dire (agli utenti umani): mica do la mia amicizia così…

Insomma spesso viene vissuto come un modo a-Social di tirarsela nel mondo dei Social Network.

Il Responso

Così il mio responso non poteva altro che essere questo:

‎Giovanni “Jovanz74” Scrofani:

‎Giuseppe Pino Mauriello, stante il Panopticon Marketing (v. http://gilda35.com/2011/03/17/unieuro-e-il-panopticon-dei-social-network/), in cui siamo immersi l’avversione per i SocialBOT a mio modesto avviso è più qualcosa di maniera che qualcosa di concreto…

Le Macchine se vogliono possono profilarti a mena dito.

Secondo me Truetwit è inefficace verso i “profilatori seriali” e paradossalmente scoraggia gli utenti più timidi.

Comunque rappresenta una chiusura, è come scrivere sullo zerbino di casa: “Scusa prima di suonare il campanello presentami le analisi del sangue perché non so se sei umano“… in un mondo in cui i Replicanti gironzolano tranquilli DENTRO casa.

Bisogna dare fiducia.

Poi si è sempre in tempo per bloccare i BOT più molesti 😉

(tratto dal Gruppo Indigeni Digitali su Facebook)

E così la storia ha avuto il suo happy end, il buon Pino ha disabilitato il Truetwit:

Giuseppe Pino Mauriello: 

Grazie Giovanni Scrofani per il tuo esaustivo contributo e che ho letto con attenzione. Ho disattivato già da alcune ore TueTwit … si era verificato che negli ultimi 3 gg da quando la “curatela” ha preso lancio, mi ero ritrovato con 200 e passa followers…molti profili “white” ma timidi..e quindi restii ad autenticarsi. 🙂

(tratto dal Gruppo Indigeni Digitali su Facebook)

Adesso qualche Ricercatore disattento si leverà col ditino e dirà: ma non eri tu il Missionario della guerra i BOT?!

In primis me la prendo con chi i BOT li programma e pretende di rendere la Rete un incrocio tra un Panopticon e uno Zoo, non con queste forme di vita digitale, che meritano comunque tutela.

In secundis ribadisco che Truetwit è solo un sistema finalizzato ad un elegante sfoggio di vezzosità e pudore 2.0 verso gli utenti umani…

Eppoi diciamocelo:

sono contro l’azione, per la contraddizione continua e anche per l’affermazione, non sono nè favorevole nè contrario e non dò spiegazioni perchè detesto il buon senso.

OppureNO!

Add-on Apokalypse Now, ovvero la Fine dei TopTweets

ONtro

Esimi, nonché egregi Ricercatori e Sabotatori, mi sono reso conto di non aver mai concluso il ciclo sulla Genesi di Gilda35… Me ne sono reso conto quando Braccinocorto mi ha segnalato della scomparsa degli amati/odiati Toptweets dalla homepage di Twitter…

braccinocorto:‎ @jovanz74 si chiude un’era per #Gilda35, spariscono i toptweet dall’HP di TW.Bei ricrodi i sabotaggi. #nostalgiacanaglia

In effetti la nuova homepage si presenta spoglia d’ogni accenno ai Toptweet, ormai relegati in un “invisibile” account, Toptweets_it, aggiornato con sempre maggiore svogliatezza dallo storico Algoritmo…

La nuova mesta homepage di Twitter

Così mi sono reso conto che nel mio rapsodico incedere m’ero dimenticato di chiarire com’era andato a finire il celebre “esperimento impazzito”, da cui è nato questo prestigioso nonBLOG. In effetti manca un passaggio fondamentale ed esplicativo nel merito del percorso seguito nelle fasi iniziali del Progetto. Mi sembra quantomai opportuno chiarire la Genesi del Progetto anche a beneficio dei nuovi Ricercatori che talvolta spaesati mi chiedono se sono un matto, un profeta, un guru, un SEO dissidente, un Algoritmo ribelle.

Dopotutto la Genesi di #Gilda35 è stata una sorta di Romanzo a Puntate ed è il caso di riassumerlo a beneficio di vecchi e nuovi estimatori, nonché di concluderlo col capitolo finale, che mi ero sempre dimenticato di Scrivere. Perdonatemi esimi ma le urgenze della Guerra alle Macchine Ribelli, mi impongono un andamento rapsodico pieno di flashback e flashforward. Ricostruiamo le tappe del caro vecchio nonBLOG:

  1. Progetto #Gilda35: Beta 1.0 – La doverosa premessa: trattava di come il vostro adorabile Dr. Jovanz74 fosse stato catapultato nel continuum Twitter, dopo tediose peregrinazioni attraverso le primigenie forme di Social Network (le chat, IRC, ecc…) e quelle più moderne e fighette (Facebook). Detto nonPOST chiariva il perché il caro Dr. Jovanz74 avesse trovato nel continuum Twitter la propria patria di elezione.
  2. Progetto #Gilda35: Beta 1.1: Fenomenologia dei Bimbiminkia: trattava della pericolosità del fenomeno dei bimbiminkia, le piccole Macchine biologiche generate successivamente alla Rivoluzione Informatica, che essendo nate in un mondo completamente intriso di Totalitarismo Digitale, agiscono e ragionano come BOT e Virus, procedendo a fare spam a ogni iniziativa mediatica di Tecnonucleo.
  3. Progetto #Gilda35 Beta 1.2: Dr. Jovanz74, l’Esperimento Fine di Mondo e i suoi allegri #Faketoptweets: esponeva il disappunto provato dal Dr. Jovanz74 il giorno in cui apprese, che un Algoritmo di  Tecnonucleo aveva utilizzato un suo twit, per reclamizzare Twitter. Il racconto prosegue con la descrizione degli insani propositi di vendetta di questo residuato bellico del web di fine anni ’80, per essere finito in toptweet insieme ai fake dei Jonas Brothers.
  4. Progetto #Gilda35 Beta 1.3: L’Esperimento Fine di Mondo, ovvero come ho imparato ad amare l’Algoritmo e vivere felice.: narrava di come il caro Dr. Jovanz74 preda dei suoi insani propositi di vendetta avesse lecitamente e coccolosamente appreso le tecniche per eludere i controlli di Tecnonucleo, per mandare in toptweet la prima cyber beffa dadaista del Web 2.0.
  5. Progetto #Gilda35: Gold 1.0 – Colpo al cuore del Tweet: in cui grazie al protosabotaggio di @CXunix ,#Gilda35 urlava al mondo la propria rabbia creatrice attraverso il palinsesto dei Toptweets.
  6. Progetto #Gilda35: Gold 1.1 – Cari Programmatori vi LOVVIAMO: trattava delle prime contromisure messe in atto da Tecnonucleo contro i Ricercatori e della loro astuzia nell’eluderle.

Ai capitoli summenzionati mancava il settimo: Progetto #Gilda35: Add-on Apokalipse Now. Oggi finalmente rimediamo.

Add-on Apokalypse Now

Il 26 agosto 2010 è la storica data in cui si è concluso il “Progetto #Gilda35” ed è nato il germe di quello che poi sarebbe diventato questo nonBLOG di satira dadaista…

A dire il vero il vecchio nonBLOG era quello che in gergo si definisce un “instant blog”, in pratica una pagina nata per “coordinare” meglio le azioni di “sabotaggio“, che conducevamo su Twitter…

Non era previsto che avesse vita duratura, anzi a dire il vero pensavo che il 26 agosto 2010 l’avrei chiuso… chiudendo la mia esperienza da nonBLOGGER…

L’obiettivo era provare la mia tesi al mondo, esimi Ricercatori.

Provata la “tesi”, titoli di coda, baci e abbracci per tutti.

Con Progetto #Gilda35: Gold 1.1 – Cari Programmatori vi LOVVIAMO, avevamo sperimentato che i gestori dell’Algoritmo dei Toptweet per contrastare i nostri coccolosi sabotaggi dovevano alterare le stesse regole, che avevano fissato…

Dopotutto un Algoritmo non è che una serie di operazioni, che si attivano al verificarsi di una serie di eventi predeterminati…

Per gli amanti del Totalitarismo Digitale il fatto che sia un Algoritmo a stabilire la rilevanza di qualcosa è garanzia di “assoluta e scientifica imparzialità di selezione”… Ma un Algoritmo non è che il frutto di una programmazione umana… Un Algoritmo può essere sessista, razzista, fondamentalista, totalitario… il risultato che restituisce un Algoritmo dipende quali sono i parametri con cui è stato programmato da menti umane.

Il fatto ad esempio che l’Algoritmo di Google reputi il mio nonPOST sul Caso Pepe uno dei più rilevanti prodotti su questo brand, significa una cosa sola: che le Macchine non sanno leggere.

Come amiamo dire noi SAP user: MERD-IN / MERD-OUT“.

Gli Algoritmi e l'analfabetismo di ritorno

Insomma nella mia foga umanista volevo smontare l’assunto secondo cui: “se il risultato proviene da un algoritmo, allora è affidabile.” I coccolosi Sabotaggi avevano un solo scopo: palesare la mano dietro gli algoritmi.

Scelsi quello dei Toptweet solo perché era quello più elementare da monitorare e da eludere…

Insomma, dopo il sabotaggio de La__Splendida del 25 agosto 2011, decisi di avviare l’Add-on Apokalypse Now: una serie massiva di Sabotaggi volta a spingere i gestori dell’Algoritmo a un clamoroso intervento, o alla completa e imparziale apertura del sistema.

Così la mattina iniziai a seminare tra i Sabotatori la necessità di mandare in top un messaggio pro Sakineh (l’iraniana condannata alla lapidazione per il reato di “adulterio”). L’invito venne accolto da Marco Busatto e divenne un TopTweet nell’arco di pochi minuti:

mrcbstt: “Mandare in top un messaggio contro la lapidazione di #SAKINEH in Iran #Gilda35 (via @Jovanz74)” (28 Retweet)
Dopo questo messaggio la giornata proseguì in modo letteralmente surreale, in questo screen shot potete ammirare i TopTweet che vennero sfornati quel giorno:
I toptweets del 26 agosto 2010

Riassumo brevemente cosa avvenne il giorno 26 agosto 2010, perché fu davvero una  meravigliosa esperienza all’insegna del surrealismo più sfrenato:

  • Marco Busatto divenne un toptweeter col messaggio antilapidazione.
  • Un istante dopo venne pubblicato un toptweet della Enaudi Editore, la cosa generò quasi esultanza tra i Sabotatori. Leggere un po’ di letteratura vera, dopo mesi di boiate sui Jonas Brothers scatenò quasi una Sindrome di Stendhal.
  • I puristi del Sabotaggio senza se e senza ma, decisero però di continuare la crociata contro i Jonas Brothers.
  • Effettuammo svariati tentativi di sabotaggio, tutti infruttuosi:

MandolinaPizzo“Non importa se sei leone, gazzella o pettirosso, l’importante è accorgersi che parole e idee possono cambiare il mondo.#smandolinate” (38 Retweet)

__J_A_C_K__: “Sto scoprendo che il mondo va sempre allo stesso modo anche se ci sono persone che cercano con tutte loro stesse di cambiarlo.” (23 Retweet)

  • Nel frattempo venimmo assaliti da orde di SocialBOT pro Jonas Brothers, che letteralmente ci sommersero di spam riguardante questa allegra boyband di fondamentalisti protestanti.
  • La cosa mi fece abbastanza inquietare. Così scrissi un delirante messaggio gettato tra le nuvole computazionali in ossequio al Panopticonmarketing più puro. Scrissi una cosa del tipo: “O la smettete con questo spam, o vi denuncio. Sono un avvocato“.
  • Evidentemente i BOT non solo capiscono l’italiano, ma hanno anche paura delle conseguenze penali dei propri atti. Così smisero immediatamente l’attacco.
  • Dopo di che l’home page, come avete potuto vedere nello screen shot, venne letteralmente inondata di toptweet di fan dei Jonas Brothers e di Miley Cirus (tutte star Disney).
  • La cosa mi fece inquietare e scrissi svariati messaggi all’account ufficiale di Toptweet Italia, chiedendo come mai in un paese di malati di calcio e di accaniti missionari dell’antiberlusconismo militante, non campeggiasse altro in homepage che messaggi pro Disney.
  • La risposta non tardò ad arrivare, 5 minuti dopo lessi lo splendido toptweet di Chiellini:
chiellini: “Qualificazione raggiunta,un primo passo è stato fatto!domenica si parte a Bari… P.S. Ma che goal ha fatto Alex?! Buonanotte tweet friends”
  • A quel punto mi venne praticamente un coccolone. All’epoca ancora non ero il maggior esperto mondiale di Panopticonmarketing e trovarmi di fronte all’effetto zoo fu alquanto sconcertante. Così diedi sfogo alla mia amarezza con una serie di tweet strappalacrime:

Jovanz74: “#Gilda35 non so quanto sia sensato procedere con i nostri esperimenti. Perché la tesi di partenza è provata.”

Jovanz74: “#Gilda35: Twitter è solo una macchina di marketing virale che attrae consumatori con la scusa del microblogging.”

Jovanz74: “#Gilda35: Twitter è già infestato di BOT che sparano messaggi in toptweet che vi followano solo per monitorare i vostri gusti e orientamenti”

Jovanz74: “#Gilda35 qui è tutta una frode colossale organizzata da una compagnia che ormai vale un miliardo di dollari e che si prepara alla quotazione”

Jovanz74: “#Gilda35 per quanto mi riguarda gli esperimenti sono ufficialmente conclusi. Posterò le conclusioni sul bloghttp://jovanz74.splinder.com/

Jovanz74: “Il tread #GIlda35 è a vostra disposizione ragazzi fatene buon uso.”

Riletti oggi, a distanza di otto mesi, quei tweet mi fanno un po’ sorridere, li trovo esagerati e anche un po’ ingiusti… ma ci tornerò più tardi…

Devo dire però che in quel momento ero deluso: mi aspettavo che Twitter “aprisse” l’accesso alla homepage agli utenti comuni… invece mi ero trovato a giocare al gatto e al topo con Algoritmi bizzarri e BOT bizzosi, in una sorta di mini Guerra alla Macchine Ribelli…

Il Twittino che imparò a volare

Parliamoci chiaro il 27/08/2010 ero intenzionato a scrivere un bel nonPOST di addio chiudere il vecchio nonBLOG, fare ciao ciao con la manina e cancellare il mio account di Twitter…

Già preparavo nella mia testa un messaggio di addio degno dei migliori Missionari della Verità 2.0: pieno di sdegno e di vibrate invettive contro il “Popolo Bue”…

Poi lessi lo storico post di Alessandra “Alebrandcare” Colucci, “Algoritmi, @Jovanz74 e #Gilda35 – ovvero – il twittino che imparò a volare“…

La cosa mi lasciò alquanto interdetto: Gilda35 era uno scherzone da vecchio Troll smanettone 1.0…

Magari uno scherzo dadaista, e pertanto spocchioso, intellettualoide, arrogante e un po’ sbruffone…

Però Gilda35 veniva trattato da una docente e consulente in materia di “brand management” come una cosa seria…

Ma la cosa che più mi sconvolse fu l’accostamento alla Hayworth…

Come ho già detto nella mia intervista ad Estrogeni fino ad allora da bravo Nerd avevo dato a Gilda35 questo significato:

  • “Gilda”, termine mutuato dal mondo dei Giochi di Ruolo dove indica un party (gruppo di giocatori) che deve risolvere una quest (missione);
  • e il numero 35 le persone necessarie ad eludere l’algoritmo dei toptweet.

L’accostamento di Alessandra Colucci del progetto al celebre film con Rita Hayworth ribaltò il significato in:

  • “Gilda” come il film di Rita Haywort, che fu il primo caso “analogico” di viral marketing. Il film sfruttò la pubblicità data dal fatto che nell’Operazione Crossroad una delle bombe degli esperimenti dell’atollo di Bikini era stata battezzata per l’appunto Gilda.
  • “35” nella smorfia napoletana significa “l’uccellino”, che è il simbolo di Twitter.

Riporto di seguito le considerazioni di Alessandra Colucci, che mi impressionarono molto profondamente:

A parte l’amarezza alla fine – non troppo segretamente speravo che @Jovanz74 e la sua equipe di ricercatori riuscissero a convincere Twitter a modificare l’algoritmo in maniera da considerare i contenuti dei twittini a cui far spiccare il volo – l’operazione è stata per me molto interessante oltre che ben congegnata ed ha comunque sottolineato ancora una volta che agire non è mai inutile.

Il prosumer non è sempre un Bimbominkia, spesso è un essere umano adulto, con dei pensieri che vuole condividere, disposto a mettersi in gioco, consapevole, critico nei confronti di ciò che gli viene mostrato e messo a disposizione: con questa tipologia di consumatori la pubblicità non funziona (la pubblicità funzionarà sempre meno in generale), è la comunicazione che conta.

Non bisogna spingere a comprare/utilizzare, ma comunicare: cosa si vende, com’è fatto, di che livello qualitativo è, in quale fascia di prezzo lo si è posizionato, che difetti ha oltre a quali pregi, che sensazioni può dare, quali esperienze può far vivere… è finita l’era in cui si promuoveva un prodotto o un servizio, occorre comunicarne il brand e ascoltare le critiche.

Mr. Twitter, ti prego, pensaci bene e cambia algoritmo, segui il consiglio di @Jovanz74 e del suo team!

Insomma scherzando e ridendo con voi Ricercatori e Sabotatori, avevamo fatto qualcosa di serio, che aveva lasciato il segno.

Le debite conclusioni e addio ai Toptweet

Come sapranno i Ricercatori di più lunga data i Sabotaggi proseguirono…alcuni furono profetici come quello di Luca “Ezekiel” Alagna sul Nobel a Liu Xiaobo… altri esaltanti come quello di Stefano “Stefa93” Mascolo simil “V for Vendetta“… altri paradossali come quello di Piero “Bauvalpi” Valletto e il suo povero twittino rapito

Col tempo Twitter iniziò a “blindare” i Toptweets che iniziarono sempre più a somigliare ad una “selezione” dei “migliori” Tweet per la maggior parte prodotti dagli Utenti Consigliati (le famose Twitstar)… uno su tutti Beppe “Predicozzo” Severgnini…

Qualitativamente i Toptweets migliorarono, ma al contempo divennero sempre più irrilevanti.

A questo punto tiriamo le nostre analogiche, bidimensionali e monocromatiche conclusioni… Faccio sta marzullata e mi faccio domande e mi do risposte:

  1. Come si generò il fenomeno dei Toptweet bimbominkia?  Secondo me non ci fu dolo. Più ci ragiono su, più mi appare come un’embrione di interazione Umano/Macchina alla Tecnonucleo maniera:
    •  Adolescenti col nickname dell’account che si rifaceva agli idoli Disney, postavano frasi su Jonas & co (ma anche boiate d’altro tipo, tanto il nick faceva comunque riferimento a Jonas & co.).
    • I loro amici (anch’essi con nickname che richiamava Jonas & co.) retwittavano il messaggio.
    • BOT scafati in Linguistica Computazionale, scagliati in rete da chissà quale scalcagnata Agenzia di Marketing o da qualche fanboy smanettone, retwittavano in automatico il testo contenente le parole sante (Miley, Jonas, ecc…), poco importa se presenti nel messaggio o nel nickname dell’autore.
    • In questo modo bastava che al pacchetto di “retweet automatici” garantiti dai BOT, si aggiungesse qualche retweet degli amichetti dei bimbiminkia per sparare il messaggio in homepage come Toptweet.
    • In pratica la Mente Alveare aveva generato involontariamente un perfetto meccanismo di marketing virale di alto livello.
  2. Secondo te Twitter ha agito bene? Twitter è stato cauto come nel caso Wikileaks.  Invece di abbandonare i Toptweets agli automatismi dell’Algoritmo, ha iniziato a moderarne i risultati. A mio avviso non è stata una pratica censurabile. Tuttavia ritengo che Twitter ha perso un’occasione importante per dare forza al proprio ruolo di “newsnetwork”. A titolo di esempio se non avesse “moderato” il Sabotaggio di Luca Alagna su Liu Xiaobo, mentre tutti in Italia si masturbavano con quella boiata pazzesca di Internet For Peace, avrebbe presentato in homepage un profetico e coraggioso messaggio in favore del futuro Nobel per la Pace. Aprire le porte ai “contenuti veri” dei comuni utenti è rischioso, ma da anche  l’opportunità di dare voce a quelle “Comunità Online” che sono le vere produttrici di Cultura Digitale.
  3. Perché a un certo punto hai smesso coi sabotaggi? Perché quando hai 100 followers e eludi l’Agoritmo è esaltante… mentre quando hai 2.500 followers e se scrivi un nonPOST contro le “Twitstar Divertenti”, ti svegli il giorno dopo che lo staff di Twitter ha cancellato la categoria dagli Utenti Consigliati (inguattando le povere Twitstar nel calderone Italy) e se non stai attento a scherzare, spezzi il cuore di qualcuno che si cancella da Twitter… beh sabotare da una “posizione di forza” è un po’ da stronzi, che cercano facile pubblicità… un po’ come quelle Twitstar che si inventano trendtopic contro Berlusconi solo per guadagnare un pugno di followers in più… l’ho dimostrato mille volte da “influencer” (che brutta parola mi ricorda gli untori manzoniani) creare un hashtag di successo è facile come bere un bicchier d’acqua… E se una cosa non è sfidante non è divertente.
  4. C’è un senso in tutta questa storia? Be alla fine della fiera mi trovo oggi con una situazione a parti invertite rispetto a quella del 26/08/2010. L’odiato/amato Algoritmo è morto, divenuto irrilevante, perso come lacrime nella pioggia… e la cara vecchia Gilda35 è viva, vegeta e gode di ottima salute… E l’unico senso che posso dare alla vicenda è questo: DADA!
Concludo con un caro e coccoloso: Hasta la Vida Loca Siempre!