Impubblicabile

Quest’estate si è posto con forza il tema dell’opportunità di pubblicare documenti audiovisivi e fotografici “disturbanti”, suscettibili di urtare la sensibilità di una parte del pubblico, che fruisce di contenuti online. Mi è parso quasi un girone di ritorno dell’estate della Cultura Tossica del 2012, in cui il collasso informativo allora preconizzato dalle comunità underground di internet è dilagato presso un’utenza più vasta.

Il tema si è posto soprattutto con riferimento al massacro di Atlanta, in cui lo psicopatico omicida ha ripreso il proprio crimine in soggettiva, usando lo smartphone con uno stile che ricorda gli sparatutto dei videogiochi, e con riguardo alle immagini dei cadaveri dei bambini restituiti dal mare a seguito dell’ennesima tragedia dei flussi migratori nordafricani.

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La Sindrome Cinese di RAI TV – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

via La Sindrome Cinese di RAI TV – Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet.

Oggi raccontiamo la storia di come Renato Gabriele ha scoperto un mirabolante sistema di censura dei contenuti messo in piedi dal comparto digitale della nostra televisione di Stato: RAI.TV. Roba da mandare in solluchero gli hacker di Stato pechinesi.

Pizza, Mandolino e Tecnonucleo

Esimi Ricercatori, qualche anno fa in uno dei primi eventi mangerecci della comunità romana di Twitter (la c.d. Twitpizzaromana) ebbi il piacere di conoscere dal vivo Alessandro “tomjoad70” Bazzana.

Alessandro era curioso su cosa indicassi quando parlavo nei primi ermetici nonPOST di Tecnonucleo.

Spiegai che il termine era mutuato dalla Trilogia di Hyperion di Dan Simmons e stava a indicare due concetti, che arbitrariamente mischiavo, o usavo alternativamente senza troppi convenevoli:

Il Tecnonucleo nel libro di Dan Simmons è una sorta di nonluogo che in sostanza connette tutto il c.d. “Internet delle cose”. In pratica nel futuro di Simmons ogni essere umano e ogni utensile è connesso a una rete internet ultra evoluta. Già nel nostro presente possiamo in parte assaporare questo fenomeno. Abbiamo già automobili, frigoriferi, telefoni, televisori, case connessi ad internet e dialoganti. Il Tecnonucleo andava a risolvere un problema molto rilevante: mettere in relazione corretta tra di loro sistemi operativi, software, lingue e fusi orari molto diversi tra di loro. Per far ciò il Tecnonucleo era una sorta di Vigile/Traduttore che incamerava in sé la totalità delle interazioni provenienti dalla periferia, le elaborava/regolava/traduceva e le restituiva al sistema ricevente in modo corretto. Nessuno si poteva accorgere dell’esistenza del Tecnonucleo, perché lo stesso non incideva minimamente sul sistema periferico. In pratica rappresentava il tentativo di stabilizzare e disciplinare correttamente le comunicazioni, potendo ovviamente manipolarle a piacimento.
Il Tecnonucleo erano anche le Intelligenze Artificiali (miliardi di software evoluzione degli attuali BOT), che avevano iniziato a dar vita a unembrione di intelligenza collettiva ibrida uomo/macchina, i cui sforzi erano protesi alla nascita della Singolarità.

Il video dei ravioli al vapore
Riguardo il primo punto il buon Alessandro mi raccontò di un episodio accaduto ad un suo amico giornalista che operava in Cina. Lo racconto come lo ricordo con tutte le imprecisioni del caso.

Il giornalista fece un reportage su qualcosa di futile per i Cinesi, ma molto interessante per noi occidentali (es. le modalità di fabbricazione dei ravioli al vapore).

Montò quindi un video di 25 minuti che caricò su un server condiviso con la propria Società sito in California.

Il video risulto caricato con 5 minuti di nero.

Le “barre nere” sono un classico messaggio di censura dei contenuti, abitualmente utilizzato in Cina.

Evidentemente nel montaggio operato dal giornalista era finito involontariamente qualche passaggio che non doveva arrivare in Occidente. Nel “lag” (il c.d. ritardo di connessione) di collegamento tra la postazione cinese del giornalista e il server californiano, il video era stato intercettato dal Tecnonucleo cinese e debitamente censurato.

Una storia inquietante e lontana…

OppureNO.

Renato Gabriele e RAI TV

Come sanno i più assidui lettori di nonBLOG Renato Gabriele è una delle colonne portanti del nostro prestigioso progetto. Pertanto mi sembra assolutamente d’uopo mettervi al corrente di questa meravigliosa contro-narrazione delle peripezie cui un Italiano, deve sottoporsi per diffondere ai propri contatti all’estero contenuti, per cui ha PAGATO regolarmente ilcanone RAI.

Un racconto assolutamente esemplare di come anche noi Italiani operiamo in un sistema chiuso e assoggettato a filtri e regole quantomeno curiose…

Ma andiamo con ordine come di consueto e lasciamo la parola al buon Renato…

Il racconto di Renato Gabriele Ucci

Come sapete buona parte dei miei amici sono sparsi per il mondo, e volendo mostrare loro un documentario su Bologna ho condiviso il linkstreaming di RaiTre. Mi hanno contatto per segnalarmi che il sito è bloccato per geoip parlando genericamente di problemi di copyright.

Cosa che mi è successa mille volte quando ero all’estero.

Ho chiesto gentilmente info sulla pagina di FB della Rai.Tv su quale altro link condividere per poter accedere allo streaming di Rai Tre, ma l’unico risultato è stato che il mio post è stato oscurato. Pur essendo ancora visibile dalla mia timeline.

Il link della richiesta info di getto è questo:

Please, I’m trying to share the live streaming of Rai Tre to all our foreign’s friends. Would you please share with us how and why the live streaming of one our our oldest city and most famous university of the world is blocked for IP’s not located in Italy ?
Thank you

Dear Rai representative,

I would share with friends the streaming about a city they like and they would visit.
But trying to access the public website they got an error messages saying: “We apologize. The content is not available due to copyright restrictions”.
Could you suggest us the proper link to attend it ?
Post di Renato Gabriele sulla Fanpage Facebook di RAI.TV

Il link dello straming di RaiTre, paradossalmente, nasce già con una servlet di blocco anche da un geoip IT:

Rai.TV – La diretta di Rai 3

Segui la diretta in streaming di Rai 3 su Rai.tv

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/dirette/PublishingBlock-eedb4649-b6c4-4892-a5a9-e2ca63b54bd8.html?channel=Rai+3

Neppure è possibile connettersi con la navigazione in incognito di Google Chrome, chiunque acceda ai link di Rai.Tv viene filtrato da ovunque arrivi. E solo gli amici con maggior confidenza mi hanno segnalato il problema.
Succede da US, come da Oslo e Helsinki. E le persone che provano a collegarsi sono persone che lavorano presso le grandi sorelle del Web.Non utenti normali.

Sapevo della trasmissione di RaiTre su Bologna e finalmente, dopo anni, gli amici stranieri (tutti) erano pronti per vedere la città in cui li avevo invitati.

L’unica mia sorpresa è stata il fatto che la trasmissione era “bloccata” all’estero, mentre fino a prima delle elezioni erano bloccate solo quelle di News e di Politica.

Per questo avevo già una feedback ufficiale della Rai di circa 1 anno fa, e 2 anni prima.

Ho postato su FB & G+ solo per “sentire” opinioni e lasciare che se qualcuno avesse verificato in passato, o incuriosito, provasse a dire la sua…

Gli amici, tra cui alcuni palesati, sono leader tester WW. Esteban, mantainer e tester del supporto in Opera per il framework (Webdriver/Selenium). Elfriede è una autorità in US nella realizzazione di test per software governativi (IDT):

Elfried: “Su FB: Commenta con: “Elfriede Dustin tell them to hit the translate button ”
Esteban: “Mi informa che: “We apologize. The content is not available due to copyright restrictions”
La vera verità è più interessante:

prima ancora di postare la richiesta di informazione, e che conteneva 1 link pubblico della Rai, 1 link a un post del FB della Rai;
FB mi ha impedito di TAGgare più di 19 persone, anche toglierne una non permetteva di reinserire la 19a (PS: Il post era volutamente in Inglese);
Nel salvare il post è iniziata la fase di mitigation, del post, della mia timeline: ma non della timeline della Rai;
La moderazione della rai non è automatica, ne in tempo reale: il mio post è campeggiato per 3/5 minuti per essere successivamente inghiottito;
Dopo un pò di movimento causato dai post, mentre la mia timeline subiva mitigazione per altri 35/40 minuti, hanno “risputato” il mio post rendendolo visualizzabile in “Posts by Others”;
Nel frattempo avevo commentato nell’annuncio della trasmissione, in Italiano questa volta, e non ha subito moderazione.
Divertente, i post ci sono ancora. E’ veramente “straordinario” che la Rai.Tv:

Non abbia alcuna gestione della comunicazione, visionando gli ultimi 3-4gg della timeline, e paragonabile alla FB Page di un comune di provincia di 800 abitanti privi di ADSL;
Che la TV Pubblica filtri l’accesso al servizio streaming dall’estero a qualsiasi cosa.
E poi, tutti a chiedersi perché veniamo posizionati al 76° posto nel mondo per libertà di informazione. Tra i paesi NON LIBERI.

Magari, se non bloccassero l’accesso dai paesi occidentali e democratici potrebbere quadagnare qualche posizione…

Un saluto a tutti,

e Grazie per tutto il pesce

Conclusioni
Come concludere, esimi Ricercatori?

Questa vicenda è assolutamente esemplare di come la mania degli esegeti del “diritto d’autore” alla fine si traduca nella totale compressione del “diritto del fruitore” che ha acquistato quel contenuto.

La RAI non elargisce gratuitamente i propri contenuti ma dietro un canone e incassa anche lauti compensi pubblicitari. Peraltro, solo da un punto di vista prettamente teorico, la RAI dovrebbe erogare un servizio pubblico, essendo Televisione di Stato.

A questo punto lascio la parola al buon Domenico Polimeno per una interessante osservazione:
In realtà loro non sanno un [omissis] di diritti televisivi.
Il tutto è riconducibile alla gestione non commerciale della Rai.
La Rai non ha interesse a far circolare i suoi materiali all’estero o meglio non così liberamente in quanto la loro qualità nonostante la materia prima è molto più bassa dei competitor pubblici o meno.
La Rai per lo più rivende alcuni dei suoi programmi a paesi dell’est, sud America, Spagna e Grecia. Talvolta perdendoci pure.
Tanto per dirti RAI4 il canale nuovo voluto da Freccero ha dei programmi fighissimi e ricicla serie tv dall’estero.
Per queste cose molte trasmissioni di RAI4 non sono disponibili su
RAI.TV perché non acquistano i diritti di diffusione multipiattaforma.
E come attestato dalla vicenda RAI/Belgacom non sono capaci neppure di fare le trattative economiche.
Gildogamma by Domenico Polimeno
Ridateci la Rai in Belgio, firma anche tu

Per favore, firmate al link sottostante, i “mi piace” son belli e fanno piacere, ma non si possono inviare a Rai e Belgacom, mentre le firme sì. Se avete problemi con il codice postale, aggiungete…

http://www.eunews.it/2012/10/03/ridateci-la-rai-in-belgio-firma-anche-tu/2044
Rai, le firme contano! Si riapre la trattativa

Lunedì riparte la trattativa tra Rai e Belgacom. L’ha annunciato ieri sera la società italiana, precisando che si tratta di una sua iniziativa. Non sappiamo perché la decisione sia stata presa, …

http://www.eunews.it/2012/10/12/rai-le-firme-contano-si-riapre-la-trattativa/2295
Lascio quindi la parola al buon Aldo Pinga per una doverosa osservazione…
Ricordi la pseudo Guerra Informatica Russa-Lituana (o estone [omissis] mo’ non ricordo bene)… comunque le loro banche erano state bloccate da pseudo hacking russo (fatto davvero)… ma in realtà i blocchi erano stati anche frutto dell’idiozia della Lituania e dei suoi sistemisti, che non pensavano potesse succedere…
In RAI non sempre quello che sambe è e spessissimo è solo idiozia…
Gildogramma by Aldo Pinga
300 Lithuanian sites hacked by Russian hackers | ZDNet

A recently accepted legislation in Lithuania banning communist symbols across Lithuania, has prompted Pro-Russian hackers to start defacing Lithuanian sites, an indication of the upcoming attack was

http://www.zdnet.com/blog/security/300-lithuanian-sites-hacked-by-russian-hackers/1408

Ebbene, esimi il Tecnonucleo è vivo, lotta insieme a noi ed è pure un po’ ottuso.

Si ringraziano per i contributi e le riflessioni Aldo, Blake e Domenico, praticamente coautori di questo nonPOST.

PEACE IS WAR

bigbrother

ONtro

Sarà che sono nato con Pong.
Sarà che come ogni dannata pallina di pixel se vado a segno qualcuno esulta e qualcuno insorge.
Sarà che essendo bidimensionale, analogico e in bianco e nero come videogioco sono troppo vintage.

Oggi avrei tanto voluto scrivere di Italia-Serbia 3-0. Avrei voluto concentrarmi sul saluto da ultranazionalisti cetnici (quello con le tre dita che sta a significare il motto “Santo Sava Salva i Serbi”) sugli applausi che i giocatori Serbi hanno rivolto ieri ai propri hooligan. Volevo scrivere di come oggi i Media abbiano coperto un episodio decisamente sgradevole di politica internazionale sotto la più tenera coltre di disinformazione (ah le lacrime di Stankovic!) e di come ieri sera addirittura lo spacciassero per un gesto di sconfitta sul tre a zero…

Passo.

Passo poiché vedo il mio nome tirato in ballo a sproposito nel web. Mi sembra giusto, anzi doveroso, chiarire il mio insignificante ruolo nell’affaire Internet for Peace.

Perché ebbene sì sono proprio io l'infame innescatore del flame, che si è scatenato sul topic #I4P dopo lo "Scoop" di @ninjamarketing. Sparatemi. Sono il sabotatore del topic #I4P. Vaporizzatemi.

Necessaria premessa: trovo assolutamente irritante e fuori luogo sentire chi ha fatto una professione del suo stare su internet (mi riferisco alle turbe di Tromboni Topblogger) che in queste ore stanno "posizionando" chi ha contestato Internet 4 Peace alla voce: calunniatore, diffamatore, violento, sovversivo fino ad arrivare a mafioso, pidduista, faccendiere, segaiolo. Non lo accetto e non lo accetterò mai.

Se questa è la Pace che hanno in mente per Internet: un gruppo di "Caporali" che nel nome della Pace, del Garbo e del Bon Ton manganella verbalmente chi osa toccare il "Grande Capo" e la sua "Pravda", SE LA TENESSERO LA LORO PACE.

Tutti gli utenti della Rete delle Reti sono uguali, ma quelli col tesserino da giornalista sono più uguali degli altri e gli Influencers sono i più uguali di tutti.

Bel concetto di libertà d'espressione. I Tromboni e i loro seguaci si sono impegnati in questi giorni a dimostrare come Internet sia uno strumento verticistico di comunicazione Leader/Massa, sono stati la confutazione di se stessi. Sono più "Lunatici" di Luna, che invece è stato equilibrato e pacato in ogni risposta.

Complimenti ai moderni adepti del Socing 2.0 questa è la vostra Pace ora e per sempre:

  • Ignoranza è Forza.
  • Libertà è Schiavitù.
  • Pace è Guerra.

Io faccio la mia arte, faccio la mia satira, faccio il mio DADA. Non invoco leggi, profeti, protettori, punizioni, psicolpolizziotti. Invoco soltanto la mia "fede assoluta irrefutabile in ogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneità".

1) Che cos’è il Progetto #Gilda35

Come detto e ripetuto mille volte (per i più disattenti invito a leggere questa intervista "Twitter: #Lovvotica e #Gilda35 quando il gioco si fa realtà" fatta dall’amico Matteo Bianconi e il nostro Manifesto) #Gilda35 non è altro che una performance di teatro situazionista pesantemente influenzato dal DADAismo. Per i meno addentro alle vicende artistiche delle avanguardie del secolo scorso il DADAismo era un movimento artistico che si proponeva di fare violenza all’arte con l’arte, al fine di andare oltre le logiche consolidate e scatenare le potenzialità creative dell’individuo.

Stilisticamente il DADAismo utilizza a piene mani i temi della satira, del nonsense, dell’atto artistico violento e dissacratore, del refrain (le ripetizioni che tanto vi tediano sono una cifra stilistica). E’ un piccolo progetto autogestito da comuni utenti di Twitter, che alle spalle non hanno multinazionali, giornali, o altro e che nella vita fanno tutto fuorché i giornalisti, o gli Influencers. Nella “vita civile” sono un comune giurista d’impresa e non mi occupo neanche lontanamente di attività connesse al mondo del marketing o della comunicazione.

Questo è in effetti un Discount Blog, come brillantemente espresso da penne più fini della mia, che animo nel tempo libero per divertirmi con i miei amici. Non ha sponsorizzazioni, non ha socialads, è la miseria allo stato brado. E’ legato a una paginetta su Facebook alimentata poco e male (per mancanza di tempo e anche perché chi segue #Gilda35 è soprattutto gente di Twitter). E’ solo una piccola cosa estemporanea che però sta dando risultati interessanti, in poco più di un mese:

  • fonte Google: circa 12.000 risultati per #Gilda35;
  • fonte Tweetreach: #Gilda35 può arrivare a contattare tra le 3.500 a 30.000 persone con 50 tweet;
  • fonte Twirus: #Gilda35 è saldamente nella toptwenty dei “trend topic” italiani;
  • il Progetto conta ormai 175 Ricercatori (simpatizzanti), di cui circa 70 Sabotatori (attivi nelle operazioni di Retwittaggio).

Il nostro scopo era ieri, è oggi e sarà domani solo fare satira su Internet e i suoi protagonisti. Perché in Italia si fa satira su tutto tranne che sul Web e i suoi Influencers.

In Italia nel web si può dare del mafioso, pidduista, faccendiere, puttaniere, segaiolo, a qualunque personalità politica. Si può dare della puttana, della zoccola, della escort a qualunque donna calchi la scena politica. Si può auspicare per gli avversari politici o calcistici la morte tra le più atroci sofferenze. Si può invocare la castrazione per i pedofili e i maniaci sessuali. Si può fare apologia di reato inneggiando a qualunque crimine, pure quelli mafiosi. Si può gioire della morte di un avversario politico evocando attività scatologiche sulla sua tomba.

Nel web in Italia ho letto di tutto, ma mai neppure una pernacchia contro i suoi protagonisti. Mi sono semplicemente riservato un piccolo spazio autogestito per fare un po’ di satira al professionismo di internet in Italia. Ha avuto una felice risonanza tra le menti aperte al lucido sberleffo. Ha infastidito altri, che hanno più o meno serenamente smesso di seguirmi.
E’ uno psicocrimine? Non credo proprio.
 

2) Cosa pensavo prima dello Scoop di Ninjamarketing di Internet For Peace

#I4P non mi convinceva pienamente perché mi sembrava un’iniziativa troppo intrisa di marketing furbetto. Molti dei miei followers di Twitter mi hanno chiesto di iscrivermi, ma ho sempre declinato, perché mi sembrava di fornire i miei dati personali a una banca dati troppo vicina ai grossi nomi delle multinazionali del Life Style e della telecomunicazione globale: Condè Nast Publication (il mega editore di Wired, Vogue e millemila altre superpubblicazioni patinatissime) su tutti.

Diffido per principio di tutte le sottoscrizioni che trovo su internet e da giurista ritengo che l’uso che si è fatto e che si fa in Italia dell’autorizzazione al trattamento dei dati personali sia vessatorio e sperequato ai danni del consumatore. Se si vuole accedere a un servizio o a un’iniziativa ormai grazie al D.L 196/2003 è necessario autorizzare espressamente l’erogatore del servizio, o l’ispiratore dell’iniziativa a farne l’uso che riterrà più opportuno. Lo ritengo un escamotage vessatorio nei confronti di quella parte debole del rapporto che siamo noi comuni utenti/consumatori/sostenitori.

Per questo non ho mai sottoscritto, non sottoscrivo e non sottoscriverò mai una raccolta di firme via Internet, men che meno se a propormela sono le Multinazionali dell’Editoria Globale. Perché con quella manciata di dati contenuta nella nostra sottoscrizione forniamo una quantità preziosa di informazioni atte a profilarci:

  • dati identificativi (nome e cognome e di conseguenza genere sessuale);
  • geolocalizzazione (città, nazione di appartenenza);
  • età (data di nascita);
  • mail, da quest’ultimo dato, per un’agenzia di marketing mediamente dotata, discendono una pluralità di informazioni:

    • professione (se si è usata la mail lavorativa);
    • provider internet utilizzato (se si è usata la mail fornita dal provider);
    • segmentazione del mercato (a seconda delle scelte orientate verso servizi puri, o ibridi di posta elettronica es. Gmail)

Immaginate con un'etica "raccolta firme", che raggiunge decine di migliaia di persone, che bella banca dati autoalimentata può avere a disposizione un Editore. Paranoico? No obiettivo. Per le ragioni sopra esposte poiché non voglio fare il topolino da laboratorio delle banche dati delle multinazionali non compilerò mai alcun form. E’ la mia personalissima posizione, liberi gli altri di farsi fare la biopsia, per una causa che reputano nobile.

Quello che mi ha veramente urtato nella campagna di Internet 4 Peace è stato l’atteggiamento dei comuni utenti di Twitter. Quando ho scritto il mio piccolo nonPOST su Xiaobo sono stato bombardato di amici che mi biasimavano perché levavo visibilità a Internet 4 Peace. Perché col mio nonPOST letto da 300 persone avevo disperso energie sane, che andavano incanalate nella causa buona e giusta di Internet 4 Peace.

Questo la dice lunghissima sull’obiettività degli utenti della Rete delle Reti e sul mancato ruolo etico dei maggiori Influencers. Gli utenti di Twitter venivano da uno dei quattro micragnosi blogger dilettanti che avevano parlato della vicenda di Xiaobo nel più assordante silenzio di tutti i media nazionali e lo criticavano perché oscurava un’iniziativa targata Condé Nast Publication e Oglivy (uno dei leader assoluti della pubblicità più fighetta). 

Ci sarebbe da ridere, invece lo trovo assolutamente allarmante. La dice lunghissima sul Pensabenismo Orwelliano imperante nel Web. La meraviglia è stata che il giorno dopo la vittoria di Xiaobo in ogni blog c’era un post dedicato al dramma dei dissidenti cinesi.

Pareva quella meravigliosa pagina di 1984 in cui l’oratore del Partito Interno, mentre inveisce contro l’Estasia a favore dell’alleato Eurasiano, apprende che le alleanze si sono invertite e prosegue serenamente il discorso contro l’Eurasia a favore dell’alleato Estasiano. Fatemi il favore.

Nello specifico Internet 4 Peace è una banalizzazione ed estremizzazione del pensiero di Herbert Marshall McLuhan secondo cui “il media è il messaggio”. La versione da bignami del pensiero di questo grande della sociologia è che esistono media intrinsecamente malvagi “la cattiva maestra televisione”, perché banalizza il pensiero, e media intrinsecamente buoni come i libri e i giornali, perché stimolano la riflessione e l'immaginazione.

Chiunque abbia studiato un briciolo di storia saprebbe che i media in ogni tempo e in ogni luogo sono stati strumenti neutri, utilizzati da chi detiene il potere in modo più o meno spinto per veicolare modelli di condotta (Life Style) ordinati e conformi all’etica della classe dirigente. Come gli stessi media sono stati utilizzati dagli oppositori dei governanti per abbattere quegli stessi regimi.

La Radio che veicolava nelle case dei cittadini italiani il Verbo del Duce, era la stessa che passava i messaggi di Radio Londra. I samizdat clandestini dell'URSS che spacciavano scampoli di libertà erano fatti con la stessa carta del Mein Kampf di Hitler.

Pensare che esistano media intrinsecamente etici è da ignoranti della Storia, o da persone in assoluta malafede. Internet in Cina è uno strumento di oppressione e repressione del pensiero dissidente. Provate ad aprire un blog in Cina. Provate soltanto a cercare parole come libertà e democrazia in un motore di ricerca localizzato per Cinesi. Vi prego di animare un blog sull'omossesualità in Iran.

I Media sono strumenti assolutamente neutri, condizionati dai contenuti che veicolano e ancor di più dalle finalità di chi li controlla.

Per quanto sopra pensavo e ritengo tuttora che personalità del calibro di Riccardo Luna, riviste di punta come Wired, colossi dell’informazione mondiale come la Condè Nast avrebbero fatto cosa molto più meritoria a sostenere la causa di Xiaobo, impegnando in modo molto più alto e etico le proprie immense risorse comunicative.

Questo sì che avrebbe posizionato in modo forte la rivista. Invece fino all'altro ieri sono stati un altro mattone nell'omertoso muro dei media italiani sulla questione cinese.

E’ la mia personalissima opinione e vale per quello che è.

E’ uno psicocrimine? Non credo proprio.
 

3) Perché ho scatenato la zergata contro il topic #I4P.

Molti mi hanno insultato, in 40 mi hanno defollowato (che tragedia!), in parecchi citato a sproposito nei propri blog. Ho ricevuto ogni insulto possibile. Subito tentativi di pressione e censura del mio pensiero.

Perché?

Perché ho fatto con #I4P e Riccardo Luna quello che ho fatto centinaia di volte con modi anche più pesanti con gli account e i tread di Toptweet, Jonas Brothers, Bieber, Robstein, Hanna Montana, Disney, Twitter Italia, FOX, Nichi Vendola, Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi, Beppe Grillo, Gianfranco Fini, Gianni Riotta, Dania, Dietnam, ecc…  I pochi di loro che hanno reagito hanno risposto in modo puntuale ed è finita lì. Più spesso non hanno risposto. Tuttavia nessuno dei loro seguaci è insorto a censurarmi.

Il popolo liberal ed ecogreen di Wired, invece è insorto a inculcarmi la sua Pace.

Con Internet 4 Peace, Riccardo Luna e Condé Nast Publication ho peccato di lesa maestà, suscitando reazioni astiose e risentite di alcuni utenti per un atto di satira DADAista. Provocatorio, dissacratore, privo di logica e di senso ma pur sempre un atto di satira DADAista.

La dice lunghissima sulla presunta apertura mentale di chi sostiene Internet come strumento di Pace. Sono stato accusato di ogni nefandezza possibile persino che mi facevo pubblicità con il post di Sara Scazzi (forse la cosa più sofferta e sentita che ho scritto, quella che volevo tenere per me).

Pubblicità a cosa?

Ho il sito più spartano che mente umana potrebbe immaginare. Se produco contributi per riviste l’ho sempre fatto a titolo gratuito. Chiedete pure a Matteo Bianconi e Alessandra Colucci. Su questa pagina non c’è un socialad, né un widget di paypal. Non lavoro per nessuna testata.

A cosa sto facendo pubblicità? A un mio hobby? Vi rendete conto della più assoluta deficienza che è insita in questa affermazione. Prima di dare fuoco alle polveri, pensate.

Mi sono scagliato su #I4P semplicemente perché il post segnalato da @ninjamarketing sul quel topic era talmente provocatorio, spocchioso e genuinamente violento, che non accettavo passasse nel mero retwit generale. Tipo “hey guarda un po’!”

Perché chi si è speso onestamente per Internet 4 Peace merita comunque rispetto.

Se uno la spara grossa, deve aspettarsi che almeno un pazzoide tra migliaia di cervelli all’ammasso una pernacchia la lancia. E magari pure più d’una.

Lo “Scoop” di @ninjamarketing infatti era postato proprio sotto al banner pubblicitario del loro nuovo Corso di Specializzazione in "Non-Conventional & Viral Marketing". Sono professionisti seri, pertanto ascrivo la cosa ad uno dei più gravi errori di comunicazione effettuato in buona fede che mente umana ricordi.

Ma il significato che riceveva chiunque mastichi un poco di queste faccende aprendo quella pagina era: “Hey esperto del settore, hai visto? Abbiamo montato su una campagna di posizionamento di Wired basata sul fatto che la maggior parte degli utenti sono dei sempliciotti e delle anime belle. Insieme possiamo orientare i loro gusti e passare pure per dei benefattori dell’umanità. Puoi fare i soldi col tuo prodotto, montando dal nulla una campagna che fa leva su valori condivisi. Duplice vantaggio: attenzione mediatica e posizionamento nella parte alta dell’immaginario collettivo. Che te ne pare? Vuoi saperne di più vieni al nostro Corso di Specializzazione!” 

Magari è stato involontario, ma l'effetto era INACCETTABILE.

Il DADA sabotaggio mio e degli amici di #Gilda35 è stato dettato dall’urgenza morale di ricevere una smentita ufficiale da Riccardo Luna e da Wired, per rispetto a coloro i quali in buona fede hanno fornito i propri dati personali per la campagna di Internet 4 Peace.

Non c’era cosa più orribile che lasciare che l’errore di comunicazione di @ninjamarketing filtrasse con un mero retwit ossessivo tipo "leggi qua". Se non si zergava il tread di #I4P probabilmente la cosa si sarebbe chiusa lì e non era giusto per chi in buona fede, e sono stati tanti, ha speso le proprie energie morali in questa vicenda.

Abbiamo usato gli strumenti della satira e della dissacrazione per impedire che anche solo involontariamente passasse il messaggio: "il consumatore è un cretino approfittane".

Come avete potuto vedere ho richiesto più volte un autorevole intervento chiarificatore di Luna e non appena è arrivato ho interrotto le "ostilità". Certe volte basterebbe un twit fatto come si deve per spegnere ogni polemica.

Purtroppo gli Influencers di Twitter in Italia SEMPRE rispondono dai loro Tazebao, alla faccia del Web 2.0 solidale e dialogante. Guai a rompere il rapporto Leader/Massa seppure per un secondo.

Mi sarei aspettato da Luna che non si affidasse al solito comunicato stampa da Tazebao, ma semplicemente rispondesse con un twit: "Hey scemo dacci un taglio" (come fece @Dietnam a suo tempo cui va tutto il mio rispetto). Mi sarei fermato immediatamente.

Volevo vedere quanto era orizzontale la Rete per Luna. Risposta zero. A mio avviso ha confermato che la Rete è verticale: lui è Leader e noi Massa.

Ho usato gli strumenti della satira e della dissacrazione è uno psicocrimine? Direi proprio di no.
 

4) Cosa penso della replica di Riccardo Luna.

Riccardo Luna ha risposto nel merito con l'articolo "Internet for Peace non è stato una campagna di Marketing".

Non condivido una sola virgola della sua risposta, ma gli faccio i miei complimenti perché si è speso personalmente mettendoci la faccia e mettendo in gioco tutta la propria credibilità. Ha giocato il tutto per tutto e merita rispetto perché a mio avviso laddove saltasse fuori che qualcuna delle otto allocuzioni che ha postato su Wired si rivelasse falsa verrebbe cancellato dalla scena del giornalismo nazionale.

Ha mostrato coraggio e merita rispetto.

A mio avviso continuare a fare l’analisi logica e grammaticale del suo post non ha alcun senso. Se un professionista del suo livello si spende così continuare la polemica è sterile e pure un po' cattivo.

Faccio solo due piccoli e modesti appunti, sorvolando su tutto il resto:

  • Mi sarebbe bastato un twit di @riccardowired: "#I4P non è stato marketing. Io ci ho creduto". Questo sì sarebbe stato un gesto di Pace veramente social e Web 2.0. 
  • A mio avviso manca un nono punto all'articolo di Luna. Dovrebbe dichiarare esplicitamente che i dati personali contenuti nel database di Internet 4 Peace saranno immediatamente distrutti e mai e poi mai utilizzati per fini commerciali.

Non condivido le risposte di Luna, però lo rispetto è uno psicocrimine? Direi proprio di no.

Se Internet vuole davvero essere strumento di Pace deve consentire a ciascuno di esprimere liberamente il proprio pensiero nelle forme e nei modi che ritiene più opportuni.

E fatevi una risata, che siete tristi!

Hasta la Vida Loca!

Considerazioni sparse come conchiglie nella battigia del cyberspazio

matrix (3)Questo non-post risponderà in modo succinto e rigoroso ad alcune domande che ronzacchiano i questi giorni nel nostro trendtopic preferito (per quelle sull'incursione del fake @Gilda35 arriverà a breve un nuovo post chiarificatore, comunque anticipo che non sono io, oppure no).

Come avete espugnato di nuovo i Toptweets?
Innanzitutto un chiarimento su come abbiamo vinto "La Battaglia della notte di San Michele", costringendo i Signori dell'Algoritmo di @toptweets_it a spianarci la strada verso il Top di ogni Tweet. Abbiamo utilizzato l'arma segreta di ogni guerra contro le Macchine Markettare che si rispetti: il TESTIMONIAL. Come avrete visto abbiamo strombazzato in lungo e largo che avrebbe partecipato al sabotaggio un testimonial d'eccezione: la coccolosa e strepitosa Laura Antonini. Laura è una famosa DJ, che non ha bisogno di presentazioni ed è una sostenitrice della prima ora del vostro Progetto DaDaista preferito. Un testimonial di un media potente come la Radio, mette soggezione a chiunque, Tecnonucleo incluso. Un grazie sentito da parte dei Ricercatori di Bunker Bravo.

Nuovo Takeover?
Come attestato dallo stato catatonico della homepage ebbene sì abbiamo di nuovo steso l'Algoritmo dei Toptweet. Carini, coccolosi e efficienti come sempre! La Battagli di San Michele gli aveva dato una botta e la Kermesse Sabotifera ha inferto il colpo di grazia. Si ritorna ai coccolosi tempi del TAKEOVER permanente! Ah che squisitezza! Qui a Buker Bravo c'è già chi spara le micciette!

Ma ce l'avete con Twitter?
Al di la dei polveroni connessi all'affaire @BauValpi, mai del tutto chiariti, qui a Bunker Bravo abbiamo apprezzato il fatto che Twitter abbia mantenuto costantemente un basso profilo di fronte alle nostre provocazioni DaDaiste. Il nostro vero nemico è il Tecnonucleo, quell'odioso e incestuoso connubio di informatici e pubblicitari che se potessero infilerebbero la pubblicità pure nell'aria che respiriamo, spacciandola per informazione. Ho notato dall'inizio del Progetto che i maggiori detrattori (che sono paradossalmente quelli che lo prendono più seriamente) sono tutti appartenenti a quell'elite di informatici che sono i SEO e gli Admin. Inizio a sospettare che certe boiate markettare salissero in toptweet semplicemente perché informatici scafati avevano trovato in Toptweets  le nostre stesse "falle" e le avessero utilizzate a vantaggio dei Signori del Tecnonucleo. Ma si sa che il Tecnonucleo è bravo a cancellare le proprie traccie.

Dove volevate arrivare con Yoani Sanchez e la Kermesse Sabotifera?
Personalmente da nessuna parte. Come ho detto altre volte chi decide il messaggio di sabotaggio è il Proponente (v. Regolamento), mi limito a organizzare il sabotaggio. Ciò non implica che ne approvi al 100% il contenuto o che leggendo il testo di tutti i sabotaggi possiate trovare descritto un programma, o un disegno politico di qualche tipo. Il vero messaggio, per quanto mi riguarda, è fornito dalle nostre performance non dal contenuto delle stesse, che è in massima parte incidentale. Posso dire che l'unico sabotaggio che ha rispecchiato al 100% un mio sentire è stato quello su Xiaobo. Stimo molto Yoani Sanchez e leggo con piacere il suo Generation Y (tradotto egregiamente in italiano da La Stampa). Però… Credo nella sua assoluta buona fede e non la ritengo un "agente a contratto della CIA". Però… Condivido totalmente la sua azione contro la repressione del libero pensiero che viene perpetrata dal becero regime castrista. Però… Apprezzo persino il suo stile di scrittura… Però… Però mi dispiace che i media occidentali siano pronti a dare ospitalità solo a blogger dissidenti di "Paesi Canaglia", come Cuba, che nella mappa della globalizzazione sono solo una miserabile meta di turismo sessuale low cost. Apprezzo il fato che coraggiosa Yoani ogni giorno sfidi il proprio Governo per trasmettere  gli aggiornamenti del proprio blog al mondo tramite un complicato meccanismo di carte prepagate, internet caffe, server spagnoli, mail, giornalisti di testate estere traduttori. Tuttavia, lo sapete sono un barbagianni, mi spiace che non si dia il medesimo risalto a ciò che avviene in altri regimi, anche più autoritari, ma saldamente inseriti nella globalizzazione come la Cina. Il mio sogno è che ogni giornale online adotti un blogger dissidente. Ma io sono solo un pazzo visionario.

Qual'è lo scopo ultimo del Progetto #Gilda35?
Divertirsi insieme e riflettere, dando sfogo a quanta più creatività possibile. Non ci interessano i giornali, le interviste, i soldi, il successo, vogliamo gettare un po' di colore nel grigiore del web del Tecnonucleo. Gli obiettivi di Gilda35 sono stati riassunti quasi 100 anni fa da Tzara, io ho davvero poco da aggiungere al nostro Manifesto.

HASTA LA VIDA LOCA SIEMPRE!

Lettera aperta di #Gilda35 a @Twitter_it: libera l'uccellino azzurro!

rapitore

Scoop clamoroso!

Riporto di seguito questa lettera aperta recapitatami nel mio coccoloso bunker antiatomico da un misterioso corriere di #Gilda35.
Devo dire che questa volta l'hanno fatta arrabbiare sul serio!
Hanno toccato uno dei suoi cocchetti @BauValpi ed è salita su tutte le furie! Così eccomi qui a fare tutto il lavoro sporco come al solito, magari mentre #Gilda35 e @BauValpi sono in giro a folleggiare!
Io qui in trincea a combattere le Macchine Ribelli e i Fidanzatini di Peynet abbracciati sulle panchine a a regalarsi fiorellini!
BAH!
Mi limito a riproporre il testo per come è giunto nelle mie manine pacioccose e declino ogni responsabilità in relazione ai contenuti e ai pareri ivi espressi dall'amica #Gilda35.
Morte alle Macchine Ribelli.
Lunga vita a @#Gilda35.
Gelosia per @BauValpi.
E adesso vado che i fottuti webcrawlers stanno penetrando da una falla del Reattore Secondario, c@zz#!

Il vostro coccoloso Dr. Jovanz74

Caro papà @Twitter_it,

come saprai sono una tua fervente ammiratrice, tuttavia non posso che lamentarmi della condotta posta in essere da uno dei tuoi figlioli: il piccolo @toptweets_it.
Sorvolo elegantemente sulle sue intemperanze da bulletto, sulle sue frequentazioni coi bimbiminkia, sugli scherzetti che organizza coi suoi amici Fake e sull'uso improprio e contro natura che fa dei BOT. Non mi sembra opportuno sottolineare la cupidigia e la piaggeria verso le Major che contraddistinguono le sue marachelle. Siamo eleganti: soprassediamo. Ci pensa quel barbagianni del Dr. Jovanz74 a fare la morale ai pixel.
Però te lo dico sono ferita, nel profondo.
Fino ad oggi avevo pensato che @toptweets_it fosse un po' discolo, ma che fondamentalmente fosse buono e gentile come il suo papà. Un bravo ragazzetto traviato da cattive compagnie.
Purtroppo non è così. Il piccolo @toptweets_it oggi ne ha combinata una davvero grossa.

Ricorderai l'affettuoso sabotaggio architettato da quel mattacchione del Dr. Jovanz74 e i suoi coccolosi amichetti il 16/09/2010, per festeggiare degnamente l'arrivo del Nuovo Twitter. Il sabotaggio era stato anche annunciato nel post "Nuovo Algoritmo, Nuovo Twitter e Nuovo Sabotaggio!!!", per evitare vittime innocenti tra i BOT irresponsabili delle atrocità letterarie del tuo pargolo.

Il sabotatore è stato l'adorabile @BauValpi, con un meraviglioso "sabotaggio mistico", ormai testimoniato solo da questo Direct Message inviato al bunker antiatomico dell'amico Jovanz74:

BauValpi 
 
 
 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
 
 
1:40 PM Sep 16th
BauValpi 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
1:40 PM Sep 16th
BauValpi 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
1:40 PM Sep 16th
  • @BauValpi: "

    domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter" 

    1:40 PM Sep 16th

     

     

     

Seguiva il promesso sabotaggio delle 19.30 scatenato da questo coccoloso tweet:

 
  • @Jovanz74: "Questo e' il mess di @BauValpi x RT e preferito ~> http://j.mp/brqmvs #Gilda35" 

    7:31 PM Sep 16th via Twitter for iPhone
     

Come attestato da quest'altro tweet dell'amico Jovanz74 il messaggio del coccoloso @Bauvalpi doveva maticamente andare in toptweet, avendo ricevuto bordate di retweet e preferiti:

  • @Jovanz74: "#Gilda35 "oggi 16 settembre Santa Innocenza… nasce il nuovo Twitter" con 74 RT di cui 39 nei primi 5 min non è top #NuovoTwitter VERGOGNA"

    • Thu Sep 16 2010 22:09:35 (ora legale Europa occidentale) via TweetDeck

BauValpi 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
1:40 PM Sep 16th

Come al solito il piccolo @toptweets_it, ha fatto l'unica cosa possibile difronte ai nostri coccolosi sabotaggi, ha spento l'Algoritmo e l'ha nascosto sotto il lettuccio. E come al solito ha trascorso i canonici tre giorni fischiettando  e facendo finta di niente.

Però, purtroppo, oggi il tuo adorato figliolo @toptweets_it ne ha combinato una grossa: HA CANCELLATO IL TWEET DI @BAUVALPI SU SANTA INNOCENZA.
Delle migliaia di tweet di @bauvalpi, oggi è stato cancellato proprio quello su Santa Innocenza. Le solite mirabolanti coincidenze che capitano solo a me #Gilda35!
Riporto di seguito lo sconcerto espresso dall'adorabile @Bauvalpi:

  • @BauValpi: "

    @Jovanz74 sai che il mio tweet "oggi santa innocenza vergine e martire.." è SPARITO dai miei tweet e dalla lista dei miei tweet retweettati?" 
     

    circa 8 ore fa via web

     

BauValpi 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
1:40 PM Sep 16th
BauValpi 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
1:40 PM Sep 16th
BauValpi 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
1:40 PM Sep 16th
BauValpi 
domani, 16 settembre Santa Innocenza vergine e martire, nasce il nuovo Twitter
1:40 PM Sep 16th
  • @BauValpi: "@Jovanz74 ed è sparito dai MIEI tweet, cioè i 1268 del MIO profilo!!! credo che questo solo twitter in persona possa farlo uhuh?" circa 8 ore fa via web in risposta a Jovanz74
Abbiamo controllato il tweet è scomparso dalla rete e addirittura i collegamenti ipertestuali che si riferiscono ad esso portano ad una laconica pagina che dichiara che il nostro tweet non esiste più: https://twitter.com/bauvalpi/status/24683131364

Caro Papà @Twitter_it converrai che la condotta posta in essere dal piccolo @Toptweets_it è particolarmente ostile e repressiva.
Un tweet è un piccolo pensiero che i tuoi utenti affidano all'eternità elettronica della Rete, che tutto conserva e nulla distrugge.
Un tweet è un'idea e come tale sopprimerla, cancellarla, rapirla è un atto crudele che calpesta la dignità e la libertà degli utenti, che ogni giorno affidano nelle tue mani il parto delle loro menti.
Un tweet è il cinguettio di un uccellino e gli uccellini non si imbavagliano.
Non cedere anche tu alla logica perversa delle Macchine Ribelli che hanno traviato il tuo figliolo. Ricorda il motto di Nonno E

van Williams :“Non voglio fare soldi, voglio solo che la gente usi il mio servizio.”

Spero che il discolo @toptweets_it abbia solo rapito il nostro uccellino azzurro e l'abbia nascosto nella gabbia che ha al posto del cuore.
Aprila.
Libera il tweet di @BauValpi!

Ti lovvo e ti bacio tutto!

#Gilda35

Vuoi aderire a questo accorato appello?
Retwitta il messaggio indicato da questo link:  https://twitter.com/jovanz74/status/25490642638